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Estinzione dei crediti risultanti dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi, delle dichiarazioni annuali dell'I.V.A. e delle dichiarazioni dei sostituti di imposta mediante assegnazione di titoli di Stato, per periodi di imposta chiusi entro il 31 dicembre 1992.

dm 11/06/1996

REDDITI (IMPOSTE SUI)
IVA
Decreto Ministeriale 11 giugno 1996 (in Suppl. ordinario n. 100, alla
Gazz. Uff. n. 144, del 21 giugno). — Estinzione dei crediti
risultanti dalla liquidazione delle dichiarazioni dei redditi, delle
dichiarazioni annuali dell’I.V.A. e delle dichiarazioni dei sostituti
di imposta mediante assegnazione di titoli di Stato, per periodi di
imposta chiusi entro il 31 dicembre 1992.

Il Ministro delle finanze:

Visto il decreto-legge 13 dicembre 1995, n. 526, convertito con
modificazioni nella legge 10 febbraio 1996, n. 53, recante fra
l’altro disposizioni concernenti l’estinzione di crediti di imposte;
Visto l’art. 1-bis, comma 1, della citata legge, il quale stabilisce
che all’estinzione dei crediti risultanti dalla liquidazione delle
dichiarazioni dei redditi e delle dichiarazioni annuali dell’imposta
sul valore aggiunto relative ai periodi di imposta chiusi entro il 31
dicembre 1992 si provvede, qualora ne sia fatta richiesta entro il 30
giugno 1996, mediante assegnazione ai creditori di titoli di Stato;
Visto il comma 2 del citato art. 1-bis, il quale stabilisce che
all’estinzione dei crediti risultanti dalla liquidazione delle
dichiarazioni dei sostituti d’imposta relative agli interessi e ad
altri redditi di capitale attinenti ai periodi di imposta chiusi
entro il 31 dicembre 1992 si provvede, qualora ne sia fatta richiesta
entro il 31 dicembre 1996, mediante assegnazione ai creditori di
titoli di Stato; Visto il comma 3 del citato art. 1-bis, con il quale
si prevedono le modalità di calcolo del rimborso nel caso sia stato
notificato avviso di accertamento e nel contempo si dispone per
l’effettuazione del rimborso dell’80% limitatamente ai crediti
emergenti dalle dichiarazioni dei redditi; Visto il comma 4 del
citato art. 1-bis, con il quale si prevede che il 70% dell’importo
stanziato di lire 6.000 miliardi sia destinato in via prioritaria
all’estinzione di crediti il cui ammontare complessivo non sia
inferiore a lire 80 milioni; Visto il decreto del Ministro del tesoro
del 7 maggio 1996, con il quale si stabilisce, tra l’altro, che il
taglio minimo unitario dei certificati di credito del Tesoro è pari
ad un milione di lire; Considerato che, nell’effettuazione dei
rimborsi, si rende necessario tener conto delle diverse esigenze
operative degli uffici I.V.A., rispetto a quelle degli altri uffici
dell’amministrazione finanziaria e che, nell’ambito delle cennate
diverse esigenze, si deve procedere dalle annualità meno recenti via
via a quelle più recenti; Considerato che, ai sensi dello stesso art.
1-bis, commi 1 e 2, occorre determinare con decreto ministeriale le
modalità di presentazione della suddetta richiesta da parte dei
contribuenti e dei sostituti d’imposta, nonchè stabilire le procedure
per la rilevazione dei crediti di cui sopra;

Decreta:

Art. 1. 1. I contribuenti e i sostituti d’imposta che intendono
avvalersi della facoltà prevista dai commi 1 e 2 dell’art. 1-bis del
decreto-legge 13 dicembre 1995, n. 526, convertito con modificazioni
nella legge 10 febbraio 1996, n. 53, devono richiedere, con apposita
domanda assoggettata all’imposta di bollo, l’estinzione mediante
assegnazione di titoli di Stato dei crediti richiesti a rimborso
risultanti dalla liquidazione delle dichiarazione dei redditi, delle
dichiarazioni annuali dell’imposta sul valore aggiunto e delle
dichiarazioni dei sostituti d’imposta relative agli interessi e ad
altri redditi di capitale riguardanti periodi di imposta chiusi entro
il 31 dicembre 1992.

2. Nella considerazione che l’importo minimo di emissione dei
titoli è pari a lire un milione, non possono essere accolte le
richieste di estinzione dei crediti qualora l’ammontare del credito,
riferito ad ogni singola imposta, comprensivo di interessi, risulti
d’importo inferiore all’indicato limite di un milione di lire.

3. Per i crediti il cui ammontare, comprensivo di interessi,
risulti superiore a lire 80 milioni e non sia possibile
l’assegnazione di certificati per pari capitale nominale, il predetto
ammontare sarà arrotondato per eccesso al milione superiore ed i
soggetti creditori dovranno versare in contanti l’importo
corrispondente alla differenza tra l’ammontare dei titoli assegnati e
quello del credito complessivo. Al contrario per i crediti il cui
ammontare, comprensivo di interessi, risulti inferiore a lire 80
milioni l’arrotondamento avverrà al milione inferiore e la differenza
sarà oggetto di rimborso in via ordinaria da parte dell’ufficio
competente.

4. In caso di fusione la domanda deve essere presentata dalla
società incorporante o risultante dalla fusione. In caso di cessione
del credito d’imposta effettuata entro il 30 giugno 1996, l’istanza
per ottenere il rimborso in titoli di Stato va presentata
direttamente dal cessionario; se effettuata successivamente,
l’ufficio dell’Amministrazione finanziaria ne darà comunicazione alla
Direzione centrale per la riscossione, unitamente agli estremi del
codice ABI dell’ente creditizio mandatario incaricato dal
cessionario.

Art. 2. 1. Le domande, distinte per ciascun periodo di imposta e
per ciascun tipo di modello di dichiarazione, devono essere
presentate, entro il 30 giugno 1996, e per i sostituti di imposta
entro il 31 dicembre 1996, allo stesso ufficio delle imposte dirette,
centro di servizio, o all’ufficio dell’imposta sul valore aggiunto
cui è stata presentata la dichiarazione dalla quale risulta il
credito di cui si chiede l’estinzione.

2. Le domande, redatte secondo gli schemi allegati in fac-simile al
presente decreto con i numeri 1, 2, 3, devono essere debitamente
compilate e sottoscritte dal contribuente o dal rappresentante legale
o negoziale della società o ente o dal sostituto d’imposta, ovvero
dal cessionario del credito. Nella compilazione delle domande occorre
seguire le istruzioni relative a ciascun modello.

3. Le richieste di rimborso di cui al comma 1 devono essere
consegnate direttamente agli uffici suindicati, che ne rilasciano
ricevuta, ovvero inviate mediante raccomandata senza avviso di
ricevimento; in quest’ultimo caso, si considera come data di
presentazione quella di consegna all’ufficio postale.

Art. 3. 1. Gli uffici delle imposte dirette ed i centri di
servizio, verificata la sussistenza del credito di cui è stato
richiesto il rimborso con la dichiarazione annuale dei redditi o dei
sostituti d’imposta, rilevano l’importo del credito che può essere
estinto mediante assegnazione di titoli di Stato, determinando i
relativi interessi calcolati fino al 31 dicembre 1996.

2. Per quanto riguarda i rimborsi relativi alle imposte che
emergono dalle dichiarazioni dei redditi, si procede al rimborso nei
limiti dell’80% dell’importo dei crediti indicati in dichiarazione;
il residuo ammontare viene estinto al termine delle operazioni di
liquidazione anche avvalendosi delle ordinarie procedure di rimborso.

3. Ove alla data di presentazione della domanda di rimborso sia
stato già notificato avviso di accertamento, l’importo del rimborso
richiesto va ridotto alla differenza risultante tra quest’ultimo
importo e quello costituito dalla somma della maggiore imposta
accertata e del 50% della pena pecuniaria irrogata o della
sovrattassa dovuta.

4. Gli uffici interessati producono in duplice esemplare, ciascuno
sottoscritto dal responsabile, di cui uno viene conservato agli atti
d’ufficio, le liste dei crediti da estinguere mediante assegnazione
di titoli di Stato, distintamente per ogni periodo di imposta,
costituite da una parte analitica e da una parte riepilogativa. La
parte analitica contiene per ciascun contribuente e sostituto di
imposta e distintamente per imposta i dati anagrafici risultanti
dalle istanze e l’ammontare del rimborso spettante e dei relativi
interessi, mentre la parte riepilogativa contiene dati sintetici
sugli esiti globali delle istanze presentate e sugli importi
riconosciuti a titolo di capitale e di interessi.

5. Gli uffici delle imposte dirette trasmettono le liste di cui al
comma precedente, sottoscritte dal responsabile, alla sezione
staccata della Direzione regionale delle entrate, competente
territorialmente, la quale, effettuati i necessari controlli, invia
le liste riepilogative, sottoscritte dal responsabile, alla Direzione
centrale per la riscossione.

6. Qualora la sezione staccata della Direzione regionale delle
entrate rilevi la necessità di apportare delle correzioni restituisce
le liste agli uffici per i dovuti aggiornamenti; successivamente
questi procedono secondo le disposizioni di cui al comma 5.

7. I centri di servizio producono le liste dei crediti da
estinguere mediante assegnazione di titoli di Stato, distintamente
per periodo d’imposta, costituite da una parte analitica contenente
per ciascun contribuente o sostituto di imposta i dati anagrafici
risultanti dalle istanze, l’ammontare del rimborso spettante e dei
relativi interessi e da una parte riepilogativa contenente dati
sintetici sugli esiti globali delle istanze presentate e sugli
importi riconosciuti a titolo di capitale e di interessi; la lista
analitica, sottoscritta dal responsabile è conservata agli atti di
ufficio, mentre quella riepilogativa è redatta in duplice esemplare,
entrambi sottoscritti dal responsabile: uno è trattenuto agli atti di
ufficio e l’altro è inviato alla Direzione centrale per la
riscossione.

Art. 4. 1. Gli uffici dell’imposta sul valore aggiunto,…

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