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Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica....

Disposizioni urgenti per il risanamento della finanza pubblica.

DL 20/06/1996 n. 00000323 VIGENTE

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Decreto-legge 20 giugno 1996, n. 323 (in Gazz. Uff., 20 giugno 1996,
n. 143), conv. in l. 8 agosto 1996, n. 425 (in Gazz. Uff., 16 agosto
1996, n. 191). — Disposizioni urgenti per il risanamento della
finanza pubblica.

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SPESA

Art. 01.

Effetti sul saldo netto da finanziare e sul ricorso al mercato.

1. Ai fini del contenimento del limite massimo del saldo netto da
finanziare e del ricorso al mercato per gli anni 1996, 1997 e 1998,
stabiliti dalla legge 28 dicembre 1995, n. 550, anche sulla base
della legge 28 dicembre 1995, n. 549, il presente decreto effettua
una riduzione di spese pari a lire 8.792,4 miliardi per l’anno 1996,
lire 8.513,1 miliardi per l’anno 1997 e lire 7.447,4 miliardi per
l’anno 1998 in termini di competenza e, rispettivamente, pari a lire
9.005 miliardi, lire 10.540 miliardi e lire 10.150 miliardi in
termini di cassa.
2. Il presente decreto dispone altresì maggiori entrate in misura
non inferiore in termini sia di competenza sia di cassa a lire 5.122
miliardi per l’anno 1996, lire 7.709 miliardi per l’anno 1997 e lire
7.058 miliardi per l’anno 1998.

Art. 1.

Spesa per l’assistenza farmaceutica.

1. Le disposizioni del presente articolo sono finalizzate ad
assicurare il rispetto, per l’anno 1996, del limite di spesa
farmaceutica previsto dall’articolo 7, comma 5, della legge 23
dicembre 1994, n. 724.
2. Il termine previsto dall’articolo 3, comma 129, della legge 28
dicembre 1995, n. 549, è differito al 15 luglio 1996. A decorrere da
tale data, i farmaci a base di un medesimo principio attivo per i
quali è prevista uguale via di somministrazione e che presentano
forma farmaceutica uguale o terapeuticamente comparabile con
documentata bioequivalenza, anche se con diversa concentrazione di
principio attivo, collocati nelle classi a) e b) di cui all’articolo
8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n. 537, sono a carico del
Servizio sanitario nazionale solo se posti in vendita al prezzo per
unità posologica più basso fra quelli dei farmaci che presentano le
caratteristiche predette, in vigore al 1° giugno 1996. I medicinali
venduti ad un prezzo maggiore sono classificati dalla Commissione
unica del farmaco nella classe c) di cui alla citata disposizione
della legge n. 537 del 1993, eccettuato il caso in cui sussistano
particolari motivi sanitari che, a giudizio della stessa Commissione,
giustificano il mantenimento del medicinale nella classe di
appartenenza. Sono escluse dai confronti le confezioni registrate ma
non effettivamente in commercio alla data del 1° giugno 1996 (1).
3. (Omissis) (2).
4. Le aziende sanitarie locali e le aziende ospedaliere curano
l’informazione e l’aggiornamento del medico prescrittore nonché i
controlli obbligatori, basati su appositi registri o altri idonei
strumenti, necessari ad assicurare che la prescrizione dei medicinali
rimborsabili a carico del Servizio sanitario nazionale sia conforme
alle condizioni e alle limitazioni previste dai provvedimenti della
Commissione unica del farmaco e che gli appositi moduli del Servizio
sanitario nazionale non siano utilizzati per medicinali non ammessi a
rimborso. Qualora dal controllo risulti che un medico abbia
prescritto un medicinale senza osservare le condizioni e le
limitazioni citate, l’azienda sanitaria locale, dopo aver richiesto
al medico stesso le ragioni della mancata osservanza, ove ritenga
insoddisfacente le motivazioni addotte, informa del fatto l’ordine al
quale appartiene il sanitario, nonché il Ministero della sanità, per
i provvedimenti di rispettiva competenza. Il medico è tenuto a
rimborsare al Servizio sanitario nazionale il farmaco indebitamente
prescritto. A partire dal 1° gennaio 1997, le aziende sanitarie
locali inviano alle regioni e al Ministero della sanità relazioni
trimestrali sui controlli effettuati e sulle misure adottate ai sensi
del presente comma.
5. Entro il 31 luglio 1996 la Commissione unica del farmaco
procede, secondo i criteri dalla stessa adottati nel provvedimento
del 30 dicembre 1993, pubblicato nel supplemento ordinario alla
Gazzetta Ufficiale n. 306 del 31 dicembre 1993, alla
riclassificazione dei medicinali di cui è autorizzato il commercio,
in modo tale da assicurare, sulla base dei consumi farmaceutici del
1995, un risparmio per il Servizio sanitario nazionale di 200
miliardi di lire per l’anno 1996. Qualora la spesa per l’assistenza
farmaceutica risulti, sulla base delle proiezioni effettuate al 30
settembre 1996, superiore al limite di cui al comma 6, la Commissione
unica del farmaco procede a un’ulteriore riclassificazione, al fine
di assicurare il rispetto del tetto di spesa prevista per il 1996.
6. (Omissis) (3).

(1) Vedi la Delib. CIPE 30 gennaio 1997 di attuazione. Vedi, anche,
l’art. 36, comma 10, l. 27 dicembre 1997, n. 449.
(2) Sostituisce il comma 130 dell’art. 3, l. 28 dicembre 1995, n.
549.
(3) Sostituisce con due commi il comma 11 dell’art. 2, l. 28
dicembre 1995, n. 549.

Art. 1-bis.

Modifica alla legge 5 agosto 1978, n. 468.

1. (Omissis) (1).

(1) Abroga la lett. c) del comma 1 dell’art. 11-ter, l. 5 agosto
1978, n. 468.

Art. 2.

Ulteriori interventi in materia sanitaria.

1. Nell’anno 1996, in deroga ai meccanismi negoziali previsti dal
capo VI dell’accordo collettivo nazionale per la disciplina dei
rapporti con i medici di medicina generale e dal corrispondente
accordo collettivo per la disciplina dei rapporti con i pediatri di
libera scelta, i livelli di spesa indotta per l’assistenza
farmaceutica e specialistica di cui all’articolo 8, comma 1, lettera
c), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni ed integrazioni, non possono superare, a livello
regionale i corrispondenti livelli registrati nell’esercizio 1995,
ridotti dell’1 per cento.

Art. 3.

Riduzione stanziamenti e blocco impegni.

1. Nelle tabelle A e B approvate con l’art. 2, comma 2, L. 28
dicembre 1995, n. 550, sono eliminati gli accantonamenti di segno
negativo per incrementi di entrate tributarie ancora da realizzare ed
i corrispondenti accantonamenti di segno positivo, collegati ai sensi
dell’articolo 11-bis, comma 2, della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni, contrassegnati dalle medesime lettere
alfabetiche.
2. Le quote disponibili alla data di entrata in vigore del presente
decreto dei fondi speciali di cui all’articolo 2, comma 2, della
legge 28 dicembre 1995, n. 550, con esclusione di quelle preordinate
per accordi internazionali, per cofinanziamenti comunitari, per
regolazioni debitorie, per rate ammortamento mutui, per limiti di
impegno, per la revisione delle pensioni di guerra e per disegni di
legge già approvati dal Consiglio dei Ministri nonché della quota di
lire 5 miliardi dell’accantonamento di parte corrente relativo alla
Presidenza del Consiglio dei Ministri per gli anni 1996, 1997 e 1998,
con riferimento alla finalizzazione <<Contributo statale alle
associazioni nazionali di promozione sociale>>, e della quota di lire
5 miliardi del medesimo accantonamento per gli anni 1997 e 1998 con
riferimento alla finalizzazione <<Diritto allo studio degli alunni
handicappati della scuola media superiore>>, costituiscono economie
di bilancio.
2-bis. Gli stanziamenti di cui all’art. 14, L. 26 febbraio 1987, n.
49, come determinati dalla tabella C allegata alla legge 28 dicembre
1995, n. 550, sono ridotti di lire 10 miliardi per l’anno 1996, di
lire 12 miliardi per l’anno 1997 e di lire 12 miliardi per l’anno
1998.
3. Gli stanziamenti dei capitoli del bilancio di previsione dello
Stato, di cui alla tabella 1 allegata al presente decreto, sono
ridotti per l’anno 1996 per gli importi indicati nella tabella
medesima, intendendosi corrispondentemente ridotte le relative
autorizzazioni di spesa.
4. Le autorizzazioni di spesa, di cui alla tabella 2 allegata al
presente decreto, sono ridotte per l’anno 1996 per gli importi
indicati nella tabella medesima. Tali importi sono reiscritti ai
pertinenti capitoli del bilancio di previsione dello Stato per l’anno
finanziario 1998. Per le autorizzazioni correlate a limiti di impegno
decorrenti dall’anno 1996, la decorrenza dei limiti medesimi slitta
all’esercizio 1997.
5. Lo stanziamento del capitolo n. 1292 dello stato di previsione
del Ministero della pubblica istruzione relativo al fondo per le
esigenze di formazione del personale e di potenziamento e
funzionamento di scuole e uffici dell’amministrazione scolastica, è
ridotto di lire 50 miliardi per l’anno 1996, di lire 220 miliardi per
l’anno 1997 e di lire 90 miliardi per l’anno 1998. Una quota dello
stanziamento del suddetto capitolo, per l’anno 1996, pari a lire 40
miliardi, è assegnata ai capitoli dello stato di previsione della
spesa del Ministero della pubblica istruzione riguardanti le spese di
funzionamento amministrativo e didattico delle scuole secondarie
superiori.
5-bis. Con regolamento governativo, da emanarsi ai sensi dell’art.
17, L. 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, è
disciplinata la materia prevista dalla direttiva del Ministro della
pubblica istruzione 3 aprile 1996, n. 133. Il finanziamento di cui a…

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