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Regolamento recante norme per l'eliminazione delle barriere architettoniche negli edifici, spazi e servizi pubblici.

DPR 24/07/1996 n. 00000503 VIGENTE

PORTATORI DI HANDICAP
EDILIZIA E URBANISTICA
TRASPORTI (GENERALITA’)
Decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 503 (in
Gazz. Uff., 27 settembre 1996, n. 227, s.o.). — Regolamento recante
norme per l’eliminazione delle barriere architettoniche negli
edifici, spazi e servizi pubblici.

(Omissis).
TITOLO I
SCOPI E CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 1.

Definizioni ed oggetto.

1. Le norme del presente regolamento sono volte ad eliminare gli
impedimenti comunemente definiti <<barriere architettoniche>>.
2. Per barriere architettoniche si intendono:
a) gli ostacoli fisici che sono fonte di disagio per la mobilità
di chiunque ed in particolare di coloro che, per qualsiasi causa,
hanno una capacità motoria ridotta o impedita in forma permanente o
temporanea;
b) gli ostacoli che limitano o impediscono a chiunque la comoda e
sicura utilizzazione di spazi, attrezzature o componenti;
c) la mancanza di accorgimenti e segnalazioni che permettono
l’orientamento e la riconoscibilità dei luoghi e delle fonti di
pericolo per chiunque e in particolare per i non vedenti, per gli
ipovedenti e per i sordi.
3. Le presenti norme si applicano agli edifici e spazi pubblici di
nuova costruzione, ancorché di carattere temporaneo, o a quelli
esistenti qualora sottoposti a ristrutturazione. Si applicano altresì
agli edifici e spazi pubblici sottoposti a qualunque altro tipo di
intervento edilizio suscettibile di limitare l’accessibilità e la
visibilità, almeno per la parte oggetto dell’intervento stesso. Si
applicano inoltre agli edifici e spazi pubblici in tutto o in parte
soggetti a cambiamento di destinazione se finalizzata all’uso
pubblico, nonché ai servizi speciali di pubblica utilità di cui al
successivo titolo VI.
4. Agli edifici e spazi pubblici esistenti, anche se non soggetti a
recupero o riorganizzazione funzionale, devono essere apportati tutti
quegli accorgimenti che possono migliorarne la fruibilità sulla base
delle norme contenute nel presente regolamento.
5. In attesa del predetto adeguamento ogni edificio deve essere
dotato, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, a cura dell’Amministrazione pubblica che
utilizza l’edificio, di un sistema di chiamata per attivare un
servizio di assistenza tale da consentire alle persone con ridotta o
impedita capacità motoria o sensoriale la fruizione dei servizi
espletati.
6. Agli edifici di edilizia residenziale pubblica ed agli edifici
privati compresi quelli aperti al pubblico si applica il decreto del
Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
7. Non possono essere erogati contributi o agevolazioni da parte
dello Stato e di altri enti pubblici per la realizzazione di opere o
servizi pubblici non conformi alle norme di cui al presente
regolamento.

TITOLO I
SCOPI E CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 2.

Contrassegni.

1. Gli edifici, i mezzi di trasporto e le strutture costruite,
modificate o adeguate tenendo conto delle norme per l’eliminazione
delle barriere, devono recare in posizione agevolmente visibile il
simbolo di <<accessibilità>> secondo il modello di cui all’allegato
A.
2. é fatta salva la specifica simbologia dell’Organizzazione
internazionale della aviazione civile ove prescritta.
3. Il sistema di chiamata di cui all’art. 1 deve essere posto in
luogo accessibile e contrassegnato con il simbolo di <<accessibilità
condizionata>> secondo il modello di cui all’allegato B.
4. Uffici, sale per riunioni, conferenze o spettacoli, posti
telefonici pubblici ovvero apparecchiature quali ascensori e telefoni
che assicurano servizi di comunicazione per sordi, devono recare in
posizione agevolmente visibile il simbolo internazionale di accesso
alla comunicazione per le persone sorde di cui all’allegato C.

TITOLO II
AREE EDIFICABILI, OPERE DI URBANIZZAZIONE E OPERE DI ARREDO URBANO

Art. 3.

Aree edificabili.

1. Nell’elaborazione degli strumenti urbanistici le aree destinate
a servizi pubblici sono scelte preferendo quelle che assicurano la
progettazione di edifici e spazi privi di barriere architettoniche.

Art. 4.

Spazi pedonali.

1. I progetti relativi agli spazi pubblici e alle opere di
urbanizzazione a prevalente fruizione pedonale devono prevedere
almeno un percorso accessibile in grado di consentire con l’utilizzo
di impianti di sollevamento ove necessario, l’uso dei servizi, le
relazioni sociali e la fruizione ambientale anche alle persone con
ridotta o impedita capacità motoria o sensoriale. Si applicano, per
quanto riguarda le caratteristiche del suddetto percorso, le norme
contenute ai punti 4.2.1., 4.2.2. e 8.2.1., 8.2.2. del decreto del
Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, e, per quanto
riguarda le caratteristiche degli eventuali impianti di sollevamento,
le norme contenute ai punti 4.1.12., 4.1.13. e 8.1.12., 8.1.13. dello
stesso decreto, con le successive prescrizioni elaborate dall’ISPESL
e dall’U.N.I. in conformità alla normativa comunitaria.

Art. 5.

Marciapiedi.

1. Per i percorsi pedonali in adiacenza a spazi carrabili le
indicazioni normative di cui ai punti 4.2.2. e 8.2.2. del decreto del
Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236, valgono
limitatamente alle caratteristiche delle pavimentazioni ed ai
raccordi tra marciapiedi e spazi carrabili.
2. Il dislivello, tra il piano del marciapiede e zone carrabili ad
esso adiacenti non deve comunque superare i 15 cm.
3. La larghezza dei marciapiedi realizzati in interventi di nuova
urbanizzazione deve essere tale da consentire la fruizione anche da
parte di persone su sedia a ruote.

Art. 6.

Attraversamenti pedonali.

1. Nelle strade ad alto volume di traffico gli attraversamenti
pedonali devono essere illuminati nelle ore notturne o di scarsa
visibilità.
2. Il fondo stradale, in prossimità dell’attraversamento pedonale,
potrà essere differenziato mediante rugosità poste su manto stradale
al fine di segnalare la necessità di moderare la velocità.
3. Le piattaforme salvagente devono essere accessibili alle persone
su sedia a ruote.
4. Gli impianti semaforici, di nuova installazione o di
sostituzione, devono essere dotati di avvisatori acustici che
segnalano il tempo di via libera anche a non vedenti e, ove
necessario, di comandi manuali accessibili per consentire tempi
sufficienti per l’attraversamento da parte di persone che si muovono
lentamente.
5. La regolamentazione relativa agli impianti semaforici è emanata
con decreto del Ministro dei lavori pubblici.

Art. 7.

Scale e rampe.

1. Per le scale e le rampe valgono le norme contenute ai punti
4.1.10., 4.1.11. e 8.1.10., 8.1.11. del decreto del Ministro dei
lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236. I percorsi che superano i 6
metri di larghezza devono essere, di norma, attrezzati anche con
corrimano centrale.

Art. 8.

Servizi igienici pubblici.

1. Per i servizi igienici valgono le norme contenute ai punti
4.1.6. e 8.1.6. del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14
giugno 1989, n. 236. Deve essere prevista l’accessibilità ad almeno
un w.c. ed un lavabo per ogni nucleo di servizi installato.

Art. 9.

Arredo urbano.

1. Gli elementi di arredo nonché le strutture, anche commerciali,
con funzione di arredo urbano da ubicare su spazi pubblici devono
essere accessibili, secondo i criteri di cui all’art. 4 del decreto
del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
2. Le tabelle ed i dispositivi segnaletici devono essere installati
in posizione tale da essere agevolmente visibili e leggibili.
3. Le tabelle ed i dispositivi segnaletici di cui al comma 2,
nonché le strutture di sostegno di linee elettriche, telefoniche, di
impianti di illuminazione pubblica e comunque di apparecchiature di
qualsiasi tipo, sono installate in modo da non essere fonte di
infortunio e di intralcio, anche a persone su sedia a ruote.
4. I varchi di accesso con selezione del traffico pedonale devono
essere sempre dotati di almeno una unità accessibile.

Art. 10.

Parcheggi.

1. Per i parcheggi valgono le norme di cui ai punti 4.2.3 e 8.2.3
del decreto del Ministro dei lavori pubblici 14 giugno 1989, n. 236.
2. Per i posti riservati disposti parallelamente al senso di
marcia, la lunghezza deve essere tale da consentire il passaggio di
una persona su sedia a ruote tra un veicolo e l’altro. Il requisito
si intende soddisfatto se la lunghezza del posto auto non è inferiore
a 6 m; in tal caso la larghezza del posto auto riservato non eccede
quella di un posto auto ordinario.
3. I posti riservati possono essere delimitati da appositi
dissuasori.

Art. 11.

Circolazione e sosta dei veicoli al servizio di persone disabili.

1. Alle persone detentrici del contrassegno di cui all’art. 12
viene consentita, dalle autorità competenti la circolazione e la
sosta del veicolo al loro spe…

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