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Regolamento per l'attuazione della direttiva 92/42/CEE concernente...

Regolamento per l'attuazione della direttiva 92/42/CEE concernente i requisiti di rendimento delle nuove caldaie ad acqua calda, alimentate con combustibili liquidi o gassosi.

DPR 15/11/1996 n. 00000660 VIGENTE

RISCALDAMENTO
Decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 660 (in
Gazz. Uff., 27 dicembre 1996, n. 302, s.o.). — Regolamento per
l’attuazione della direttiva 92/42/CEE concernente i requisiti di
rendimento delle nuove caldaie ad acqua calda, alimentate con
combustibili liquidi o gassosi.

(Omissis).

Art. 1.

Campo di applicazione.

1. Nell’ambito delle azioni di promozione dell’efficienza
energetica, il presente regolamento determina i requisiti di
rendimento applicabili alle nuove caldaie ad acqua calda, alimentate
con combustibili liquidi o gassosi, aventi una potenza nominale pari
o superiore a 4 kW e pari o inferiore a 400 kW, in appresso
denominate <<caldaie>>.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai fini del presente regolamento s’intende per:
a) caldaia: l’unità centrale scambiatore termico-bruciatore
destinata a trasmettere all’acqua il calore prodotto dalla
combustione;
b) apparecchio:
1) lo scambiatore termico destinato ad essere munito di un
bruciatore;
2) il bruciatore destinato ad essere installato sullo scambiatore
termico;
c) potenza nominale utile espressa in chilowatt: la potenza
termica massima fissata e garantita dal costruttore come potenza che
può essere trasferita all’acqua in regime di funzionamento continuo
rispettando i rendimenti utili indicati dal costruttore;
d) rendimento utile, espresso in percento: il rapporto tra la
potenza termica trasmessa all’acqua della caldaia e il prodotto del
potere termico inferiore, a pressione costante, del combustibile,
moltiplicando per il consumo espresso in quantità di combustibile per
unità di tempo;
e) carico parziale, espresso in percento: il rapporto tra la
potenza utile di una caldaia funzionante in regime discontinuo,
oppure ad una potenza inferiore alla potenza utile nominale, e la
stessa potenza utile nominale;
f) temperatura media dell’acqua della caldaia: la media delle
temperature dell’acqua all’entrata e all’uscita della caldaia;
g) caldaia standard: caldaia per la quale la temperatura media di
funzionamento può essere limitata in sede di progettazione;
h) back boiler: caldaia progettata per alimentare un impianto di
riscaldamento centrale ed essere installata nel focolare di un camino
come elemento di un’unità caldaia retrostante con focolare a gas;
i) caldaia a bassa temperatura: caldaia che può funzionare in
regime continuo, in cui la temperatura dell’acqua di alimentazione è
compresa tra 35 e 40 °C e che, in certi casi, può dare luogo a
condensazione. Sono comprese le caldaie a condensazione che
utilizzano combustibili liquidi;
l) caldaia a gas a condensazione: caldaia progettata per poter
condensare in permanenza una parte considerevole del vapore acque
contenuto nei gas di combustione;
m) caldaia da installare in un ambiente abitato: caldaia con
potenza nominale utile inferiore a 37 kW, progettata per riscaldare,
mediante il calore emesso dall’involucro, l’ambiente abitato in cui è
installata, provvista di vaso di espansione aperto che provvede
all’alimentazione con acqua calda mediante circolazione naturale per
gravità. Sull’involucro della caldaia è indicato che l’istallazione è
specifica per ambiente abitato.

Art. 3.

Esclusioni.

1. Sono esclusi dal presente regolamento:
a) le caldaie ad acqua calda che possono essere alimentate anche
con combustibili solidi;
b) gli impianti di erogazione istantanea di acqua calda per usi
igienici;
c) le caldaie progettate per essere alimentate con combustibili
diversi da quelli liquidi o gassosi aventi caratteristiche non
comparabili a quelli normalmente in commercio quali: gas residui
industriali, biogas e residui di origine vegetale di cui all’articolo
8, comma 1, del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 2
ottobre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana – Serie generale -, n. 276, del 25 novembre 1995;
d) le termocucine e gli apparecchi progettati per riscaldare
principalmente il vano in cui sono installati e che forniscono anche,
ma a titolo accessorio, acqua calda per riscaldamento centrale e usi
igienici;
e) gli apparecchi con potenza utile inferiore a 6 kW progettati
unicamente per alimentare un impianto di accumulazione di acqua calda
per usi igienici circolante per gravità;
f) ogni caldaia prodotta in unico esemplare.
2. Nei casi di caldaie a doppia funzione, riscaldamento dei locali
e fornitura di acqua calda per usi igienici, i requisiti di
rendimento di cui all’articolo 4, comma 1, si riferiscono soltanto
alla funzione riscaldamento.

Art. 4.

Requisiti di rendimento.

1. I diversi tipi di caldaie devono rispettare i rendimenti utili
indicati nell’allegato VI sia a potenza nominale, cioè in
funzionamento alla potenza nominale Pn, espressa in chilowatt, per
una temperatura media dell’acqua nella caldaia di 70 °C, sia a carico
parziale, cioè in funzione a carico parziale del 30%, per una
temperatura media dell’acqua nella caldaia, diversa a seconda del
tipo di caldaia.

Art. 5.

Presunzione di conformità.

1. Si presumono conformi ai requisiti di rendimento di cui
all’articolo 4, le caldaie fabbricate in conformità delle norme
tecniche armonizzate europee i cui riferimenti siano stati pubblicati
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee.
2. Le caldaie di cui al comma 1 devono essere contrassegnate dalla
marcatura CE di cui all’allegato I, punto 1, e corredate dalla
dichiarazione CE di conformità.
3. Le verifiche dei rendimenti di cui all’articolo 4 avvengono
secondo le modalità e con le tolleranze fissate dalle norme tecniche
armonizzate europee.
4. I riferimenti alle norme tecniche nazionali, che traspongono le
norme armonizzate di cui ai commi 1 e 3, sono pubblicate nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato.
5. In assenza di norme tecniche armonizzate europee si applica la
normativa nazionale.

Art. 6.

Immissione in commercio.

1. Prima dell’immissione in commercio, le caldaie devono essere
contrassegnate dalla marcatura CE di cui all’allegato I e corredate
dalla dichiarazione CE di cui all’articolo 8.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano altresì agli
apparecchi commercializzati separatamente. In tal caso nella
dichiarazione CE di conformità vengono riportati i parametri che
consentono di ottenere, dopo il montaggio, i tassi di rendimento
utile di cui all’articolo 4.
3. Le caldaie, con i requisiti di rendimento energetico maggiore o
uguale a quello previsto all’allegato VI per le caldaie standard,
possono recare le indicazioni specifiche di cui all’allegato I, punto
2, e all’allegato II.
4. La marcatura CE e le altre indicazioni di cui al presente
regolamento sono apposte sulle caldaie e sugli apparecchi in modo
visibile, facilmente leggibile e con sistema indelebile. é vietato
apporre su tali prodotti qualsiasi altro segno che possa trarre in
inganno sul significato e sul simbolo grafico della marcatura CE.

Art. 7.

Marcatura di conformità.

1. Nel caso in cui le caldaie siano disciplinate da altre
disposizioni relative ad aspetti diversi e che prevedano anch’esse
l’apposizione della marcatura CE, tale marchio può essere apposto
solo se le caldaie soddisfano le norme del presente regolamento e le
altre disposizioni.
2. Il fabbricante o il suo mandatario stabilito nell’Unione
Europea, che si avvale della facoltà di scegliere un diverso regime
da applicare durante il periodo transitorio stabilito da eventuali
disposizioni comunitarie, deve indicare espressamente, nella
documentazione che accompagna le caldaie, le disposizioni comunitarie
cui si è uniformato.
3. La marcatura CE di cui al comma 1 è seguita dal numero di
identificazione dell’organismo notificato che ha eseguito la
procedura di verifica di cui all’allegato IV, moduli C, D o E.
4. Le disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3 si applicano altresì
agli apparecchi commercializzati separatamente.

Art. 8.

Mezzi per attestare la conformità.

1. La conformità delle caldaie fabbricate in serie è attestata
mediante l’esame di rendimento di una caldaia tipo secondo il modulo
B descritto nell’allegato III e la dichiarazione di conformità al
tipo approvato secondo uno dei moduli C, D e E di cui all’allegato
IV.
2. Per la valutazione dei requisiti di conformità delle caldaie a
combustibile gassoso si applicano le disposizioni vigenti in materia
di sicurezza degli apparecchi a gas e ogni altra misura adottata in
attuazione di norme comunitarie.
3. Le procedure per l’attestazione di conformità dei rendimenti
delle caldaie possono essere eseguite contestualmente alla procedura
per l’attestazione di conformità ai requisiti in materia di sicurezza
adottati ai sensi del comma 2.

Art. 9.

Disposizioni comuni.

1. La documentazione relativa all’attestazione di conformità, le
avvertenze, le precauzioni d’uso e le istruzioni devono essere
redatte in lingua italiana. Per i prodotti commercializzati
esclusivamente in a…

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