Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Regolamento per l'attuazione della direttiva 90/396/CEE concernente g...

Regolamento per l'attuazione della direttiva 90/396/CEE concernente gli apparecchi a gas.

DPR 15/11/1996 n. 00000661 VIGENTE

RISCALDAMENTO
Decreto del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 661 (in
Gazz. Uff., 27 dicembre 1996, n. 302, s.o.). — Regolamento per
l’attuazione della direttiva 90/396/CEE concernente gli apparecchi a
gas.

(Omissis).

Art. 1.

Campo di applicazione e definizioni.

1. Il presente regolamento riguarda:
a) gli apparecchi utilizzati per la cottura, il riscaldamento, la
produzione di acqua calda, il raffreddamento, l’illuminazione ed il
lavaggio, che bruciano combustibili gassosi e hanno una temperatura
normale dell’acqua, se impiegata, non superiore a 105 °C; essi sono
di seguito denominati <<apparecchi>>. Sono assimilati agli apparecchi
i bruciatori ad aria soffiata nonché i corpi di scambio di calore
destinati ad essere attrezzati con tali bruciatori;
b) i dispositivi di sicurezza, di controllo e di regolazione e i
sottogruppi, diversi dai bruciatori ad aria soffiata e dai corpi di
scambio di calore destinati ad essere attrezzati con tali bruciatori,
commercializzati separatamente per uso professionale e destinati ad
essere incorporati in un apparecchio a gas o montati per costituire
un apparecchio a gas; essi sono di seguito denominati
<<dispositivi>>.
2. Ai fini del presente regolamento si intende per <<combustibile
gassoso>> qualsiasi combustibile che sia allo stato gassoso alla
temperatura di 15 °C e alla pressione di 1 bar.
3. Sono esclusi dal campo di applicazione di cui al comma 1,
lettera a), gli apparecchi realizzati e destinati specificamente ad
essere utilizzati in processi industriali in stabilimenti
industriali.
4. Ai fini del presente regolamento un apparecchio si considera
<<usato normalmente>> quando ricorrono tutte le seguenti condizioni:
a) è correttamente installato e sottoposto a regolare
manutenzione, conformemente alle istruzioni del fabbricante;
b) è usato nel normale campo di variazione della qualità del gas
e della pressione di alimentazione;
c) è usato per gli scopi per cui è stato costruito o in modi
ragionevolmente prevedibili.

Art. 2.

Requisiti essenziali.

1. Gli apparecchi possono essere immessi in commercio e posti in
servizio solo se, qualora usati normalmente, non compromettono la
sicurezza delle persone, degli animali domestici e dei beni.
2. Apparecchi e dispositivi devono soddisfare i requisiti
essenziali che sono loro applicabili e che figurano nell’allegato I.
Istruzioni e avvertenze devono essere redatte nella lingua indicata
nello stesso allegato I, punto 1.2.

Art. 3.

Presunzione di conformità.

1. Si presumono conformi ai requisiti di cui all’articolo 2, comma
2, apparecchi e dispositivi fabbricati in conformità:
a) alle norme nazionali che li riguardano e che recepiscono le
norme armonizzate i cui riferimenti sono pubblicati nella Gazzetta
ufficiale delle Comunità europee;
b) alle norme nazionali che li riguardano, nei settori in cui
norme armonizzate non siano state ancora emanate.
2. Le norme di cui al comma 1, lettera a), sono individuate con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’interno
limitatamente agli aspetti relativi alla sicurezza degli incendi, e
pubblicate, unitamente al testo delle norme stesse, nella Gazzetta
ufficiale della Repubblica italiana con i corrispondenti riferimenti
delle norme armonizzate recepite.
3. Le norme di cui al comma 1, lettera b), compatibili con i
requisiti essenziali di cui all’allegato I, sono individuate con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro dell’interno
limitatamente agli aspetti relativi alla sicurezza dagli incendi, e
pubblicate nella Gazzetta ufficiale della Repubblica italiana; tali
norme sono trasmesse alla Commissione europea ai fini del
riconoscimento della presunzione di conformità.
4. Fatto salvo quanto disposto al comma 2, nell’allegato VII sono
indicate le norme nazionali che recepiscono norme i cui riferimenti
sono stati già pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee.

Art. 4.

Immissione in commercio.

1. Non possono essere immessi in commercio o posti in servizio
apparecchi privi o muniti indebitamente della marcatura CE di
conformità prevista all’articolo 5, né dispositivi privi o muniti
indebitamente della dichiarazione di cui all’articolo 7, comma 2.

Art. 5.

Marcatura CE di conformità.

1. La marcatura CE di conformità e le indicazioni di cui
all’allegato III, sono apposte in modo visibile, facilmente leggibile
ed indelebile, sull’apparecchio o sulla targa di identificazione ad
esso stabilmente fissata; la targa deve essere tale da non poter
essere riutilizzata.
2. é vietato apporre sugli apparecchi marcature o iscrizioni che
possano trarre in inganno i terzi sul significato e sul simbolo
grafico della marcatura CE. Sull’apparecchio o sulla targa di
identificazione può essere apposto ogni altro marchio, purché questo
non limiti la visibilità e la leggibilità della marcatura CE.

Art. 6.

Metodi per attestare la conformità degli apparecchi.

1. I metodi per attestare la conformità degli apparecchi fabbricati
in serie sono i seguenti:
a) l’esame CE del tipo previsto all’allegato II, punto 1;
b) prima dell’immissione in commercio, a scelta del fabbricante:
1) la dichiarazione CE di conformità al tipo, prevista
dall’allegato II, punto 2;
2) la dichiarazione CE di conformità al tipo, a garanzia della
qualità della produzione, prevista dall’allegato II, punto 3;
3) La dichiarazione CE di conformità al tipo, a garanzia della
qualità del prodotto, prevista dall’allegato II, punto 4;
4) la verifica CE prevista dall’allegato II, punto 5.
2. Nel caso di un apparecchio prodotto come esemplare unico o in
piccola quantità, il fabbricante può ricorrere alla verifica CE
dell’esemplare unico prevista dall’allegato II, punto 6.
3. Al termine dell’adempimento di cui al comma 1, lettera b), o di
quello di cui al comma 2, sugli apparecchi conformi viene apposta la
marcatura CE di conformità, secondo le modalità prescritte
dall’articolo 5.
4. Le spese relative ai metodi per attestare la conformità degli
apparecchi sono a carico del fabbricante o del suo mandatario
stabilito nel territorio comunitario.

Art. 7.

Metodi per attestare la conformità dei dispositivi.

1. I metodi per attestare la conformità dei dispositivi sono quelli
di cui all’articolo 6, comma 1, ad eccezione delle disposizioni
concernenti l’apposizione della marcatura CE di conformità e la
relativa dichiarazione di conformità.
2. Ogni dispositivo deve essere accompagnato da una dichiarazione
del fabbricante che attesti la conformità del dispositivo alle
disposizioni del presente regolamento ad esso applicabili, nonché le
caratteristiche e le condizioni di montaggio o d’inserimento in un
apparecchio, in modo che risulti garantito il rispetto dei requisiti
essenziali richiesti per gli apparecchi completi.
3. Le spese relative ai metodi per l’attestazione di conformità dei
dispositivi sono a carico del fabbricante o del suo mandatario
stabilito nell’Unione europea.

Art. 8.

Disposizioni comuni per la marcatura CE e per le attestazioni di
conformità.

1. Qualora gli apparecchi siano disciplinati da direttive relative
ad altri aspetti e che prevedono l’apposizione della marcatura CE,
quest’ultima indica che gli apparecchi si presumono conformi alle
disposizioni di tali direttive.
2. Nel caso in cui una o più delle direttive di cui al comma 1
lascino al fabbricante la facoltà di scegliere il regime da applicare
durante un periodo transitorio, la marcatura CE indica che gli
apparecchi soddisfano soltanto le disposizioni delle direttive
applicate dal fabbricante; in tal caso nei documenti, nelle
avvertenze o nei fogli di istruzione che devono accompagnare tali
apparecchi sono riportati i riferimenti concernenti le direttive
applicate.
3. La documentazione relativa ai metodi di attestazione di
conformità deve essere redatta in lingua italiana o in altra lingua
accettata dall’organismo autorizzato, incaricato dell’esecuzione dei
metodi di attestazione.
4. Gli organismi di cui all’articolo 9 trasmettono al Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e, per quanto
attiene agli apparecchi e ai dispositivi disciplinati dalla normativa
antincendio, anche al Ministero dell’interno, le approvazioni
rilasciate e le loro revoche nonché le reiezioni delle domande.

Art. 9.

Organismi autorizzati ad attestare la conformità.

1. L’autorizzazione ad espletare i metodi di cui agli articoli 6 e
7 è rilasciata, previa istruttoria, dal Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, di concerto con il Ministero
dell’interno, agli organismi che soddisfano i criteri di valutazione
fissati nell’allegato V; le disposizioni concernenti la presentazione
della domanda, il contenuto di essa e la documentazione da presentare
a corredo della stessa sono indicate nell’allegato VI;
l’autorizzazione dura cinque anni, può e…

[Continua nel file zip allegato]

Architetto.info