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Attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e sal...

Attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee (1).

DLT 25/11/1996 n. 00000624 VIGENTE

SICUREZZA SOCIALE (GENERALITA’)
MINIERE, CAVE E TORBIERE
Decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624 (in Gazz. Uff., 14
dicembre 1996, n. 293, s.o.). — Attuazione della direttiva 92/91/CEE
relativa alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie
estrattive per trivellazione e della direttiva 92/104/CEE relativa
alla sicurezza e salute dei lavoratori nelle industrie estrattive a
cielo aperto o sotterranee (1).

(1) A partire dal 1 gennaio 1999 ogni sanzione pecuniaria penale o
amministrativa espressa in lire nel presente provvedimento si intende
espressa anche in Euro secondo il tasso di conversione
irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. A decorrere dal 1
gennaio 2002 ogni sanzione penale o amministrativa espressa in lire
nel presente provvedimento è tradotta in Euro secondo il tasso di
conversione irrevocabilmente fissato ai sensi del Trattato CE. Se
tale operazione di conversione produce un risultato espresso anche in
decimali, la cifra è arrotondata eliminando i decimali (art. 51,
d.lg. 24 giugno 1998, n. 213).

(Omissis).

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo I
CAMPO DI APPLICAZIONE

Art. 1.

Attività soggette.

1. Il presente decreto legislativo prescrive misure per la tutela
della sicurezza e della salute dei lavoratori durante il lavoro nelle
attività estrattive di sostanze minerali di prima e di seconda
categoria, così come definite dall’articolo 2 del regio decreto 29
luglio 1927, n. 1443, e successive modifiche.
2. Le norme del presente decreto si applicano:
a) ai lavori di prospezione, ricerca e coltivazione delle
sostanze minerali;
b) ai lavori svolti negli impianti connessi alle attività
minerarie, esistenti entro il perimetro dei permessi di ricerca,
delle concessioni o delle autorizzazioni;
c) ai lavori svolti negli impianti che costituiscono pertinenze
della miniera ai sensi dell’articolo 23 del regio decreto n. 1443 del
1927, anche se ubicati fuori del perimetro delle concessioni;
d) ai lavori di frantumazione, vagliatura, squadratura e
lizzatura dei prodotti delle cave ed alle operazioni di caricamento
di tali prodotti dai piazzali;
e) alle attività di prospezione, ricerca, coltivazione e
stoccaggio degli idrocarburi liquidi e gassosi nel territorio
nazionale, nel mare territoriale e nella piattaforma continentale e
nelle altre aree sottomarine comunque soggette ai poteri dello Stato.
3. Per quanto non diversamente disposto, o modificato dal presente
decreto, si applicano le norme di cui al D.P.R. 9 aprile 1959, n.
128, e successive modifiche, e al D.P.R. 24 maggio 1979, n. 886, e
successive modifiche, all’articolo 11 della legge 30 luglio 1990, n.
221, al decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come
modificato dal decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242, di seguito
complessivamente denominato decreto legislativo n. 626 del 1994.
4. Le disposizioni del presente decreto si applicano, nelle regioni
a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e Bolzano,
compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di
attuazione.

Art. 2.

Definizioni.

1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente decreto si
intendono per:
a) luogo di lavoro: ogni luogo destinato ai posti di lavoro ove
si svolgono le attività di cui all’articolo l, compresi gli alloggi a
cui i lavoratori hanno accesso nell’ambito del loro lavoro, la
viabilità interna a servizio dell’attività stessa, le discariche,
nonché le altre aree di deposito, con l’esclusione, per le attività
condotte mediante perforazione, delle aree di magazzinaggio e
deposito non direttamente connesse alle attività stesse;
b) titolare: l’imprenditore di miniera o cava, o il titolare di
permesso di prospezione o di ricerca o di concessione di coltivazione
o di autorizzazione di cava;
c) sorvegliante: persona, in possesso delle capacità e delle
competenze necessarie, designato dal titolare per la sorveglianza sul
luogo di lavoro occupato da lavoratori.

Art. 3.

Vigilanza.

1. Ai sensi delle norme vigenti:
a) la vigilanza sull’applicazione delle norme in tema di
sicurezza e di salute dei lavoratori nelle attività minerarie
relative a sostanze minerali di prima categoria spetta al Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato che la esercita a
mezzo della Direzione generale delle miniere e dei suoi uffici
periferici ferme restando le attribuzioni e le competenze delle
regioni a statuto speciale e delle Provincie autonome di Trento e
Bolzano;
b) per le attività estrattive relative a sostanze minerali di
seconda categoria, ad acque minerali e termali, alle piccole
utilizzazioni locali di fluidi geotermici di cui all’articolo 9 della
legge 9 dicembre 1986, n. 896, nonché alla coltivazione delle risorse
geotermiche classificate di interesse locale di cui all’articolo 8
della stessa legge n. 896 del 1986, la vigilanza sull’applicazione
delle norme in tema di sicurezza e di salute dei lavoratori spetta
alle regioni e alle province autonome di Trento e Bolzano.
2. Quando l’autorità di vigilanza si avvale delle strutture del
Servizio Sanitario Nazionale ai sensi dell’articolo 4 del decreto del
Presidente della Repubblica n. 128 del 1959, i relativi oneri
finanziari sono a carico del datore di lavoro.

Art. 4.

Esercizio della vigilanza.

1. I funzionari incaricati dell’espletamento dei compiti di
vigilanza hanno diritto a visitare le attività estrattive.
2. I datori di lavoro, i direttori responsabili, i sorveglianti e
gli altri dirigenti e preposti hanno l’obbligo di agevolare i
sopralluoghi ispettivi e, quando richiesti, di mettere a disposizione
le notizie, i dati nonché, per le attività in mare, i mezzi di
trasporto necessari per poter effettuare ispezioni nei luoghi di
lavoro.
3. Nell’esercizio dei loro compiti, i funzionari incaricati dei
controlli ispettivi hanno facoltà di richiedere l’assistenza della
forza pubblica e delle Capitanerie di Porto.

Art. 5.

Misure generali di tutela.

1. Le misure generali per la tutela della salute e della sicurezza
dei lavoratori, oltre a quelle previste dall’articolo 3 del decreto
legislativo n. 626 del 1994, sono le seguenti:
a) i luoghi di lavoro devono essere progettati, realizzati,
attrezzati, resi operativi, utilizzati e mantenuti in efficienza in
modo da permettere ai lavoratori di espletare le mansioni loro
affidate senza compromettere la salute e la sicurezza propria e degli
altri lavoratori;
b) i posti di lavoro devono essere progettati e costruiti secondo
criteri ergonomici, tenendo conto della necessità che i lavoratori
abbiano una visione d’insieme delle operazioni che si svolgono sul
loro posto di lavoro;
c) i lavori comportanti rischi particolari devono essere affidati
soltanto a personale competente ed effettuati conformemente alle
istruzioni impartite;
d) devono essere fornite attrezzature adeguate di pronto
soccorso;
e) devono essere svolte adeguate esercitazioni di sicurezza ad
intervalli regolari;
f) i luoghi di lavoro devono essere progettati ed organizzati in
modo da impedire l’innesco e la propagazione di incendi e che siano
possibili operazioni antincendio rapide ed efficaci;
g) i luoghi di lavoro devono essere dotati di adeguati
dispositivi per combattere gli incendi e, ove necessario, di
rivelatori d’incendio e sistemi d’allarme;
h) i dispositivi di lotta contro gli incendi devono essere
indicati con segnaletica conforme alla normativa vigente, apposta in
modo durevole nei punti appropriati, e quelli non automatici devono
essere facilmente accessibili, di semplice impiego e protetti contro
i rischi di deterioramento;
i) i luoghi di lavoro devono essere dotati di mezzi o sistemi
adeguati di estinzione o di intervento per interrompere gli incendi,
con riferimento alle specifiche caratteristiche dell’impianto
riguardanti il materiale estratto o trattato; gli estintori portatili
o carrellati devono essere di tipo approvato ed in numero adeguato,
ubicati in luoghi facilmente accessibili, segnalati e collocati in
posizioni tali da consentirne l’immediato uso;
l) per attività condotte per perforazione, ove necessario,
determinate attrezzature devono poter essere azionate per comando a
distanza a partire da apposite postazioni; tali attrezzature devono
includere i sistemi di isolamento e le valvole di scarico ai pozzi,
impianti e condotte;
m) ove necessario, occorre indicare i punti sicuri di raduno,
tenere un ruolino d’appello e adottare le opportune disposizioni per
il suo funzionamento;
n) le misure di prevenzione e protezione dai rischi adottate
devono essere verificate periodicamente.

TITOLO I
DISPOSIZIONI GENERALI
Capo II
OBBLIGHI DEL DATORE DI LAVORO

Art. 6.

Documento di sicurezza e di salute.

1. Per il settore estrattivo il documento di cui all’articolo 4,
comma 2, del decreto legislativo n. 626 del 1994 prende il nome di
Documento di Sicurezza e Salute in appresso denominato <<DSS>>.
2. Il datore di lavoro, nel DS…

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