Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e ...

Approvazione dell'atto di indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi minimi per l'esercizio delle attività sanitarie da parte delle strutture pubbliche e private (1).

DPR 14/01/1997 VIGENTE

SANITA’, SANITARI, ECC. (GENERALITA’)
REGIONI
Decreto del Presidente della Repubblica 14 gennaio 1997 (in Gazz.
Uff., 20 febbraio 1997, n. 42, s.o.). — Approvazione dell’atto di
indirizzo e coordinamento alle regioni e alle province autonome di
Trento e di Bolzano, in materia di requisiti strutturali, tecnologici
ed organizzativi minimi per l’esercizio delle attività sanitarie da
parte delle strutture pubbliche e private (1).

(1) Decreto abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore
delle disposizioni previste dall’atto di intesa di cui al comma 1
dell’art. 4, l. 18 febbraio 1999, n. 45.

(Omissis).

Aggiornato alla G.U. del 14/06/1999, n. 137

Art. 1.

Approvazione requisiti.

1. Ferma restando la competenza delle regioni e delle province
autonome nel disciplinare la materia delle autorizzazioni sanitarie,
sono approvati i requisiti strutturali, tecnologici ed organizzativi
minimi richiesti per l’esercizio delle attività sanitarie da parte
delle strutture pubbliche e private, riportati nell’allegato, che fa
parte integrante del presente decreto.

Art. 2.

Definizione dei requisiti.

1. Le strutture di cui al successivo art. 4 sono tenute a
rispettare e ad adeguarsi ai requisiti minimi generali e specifici,
di cui all’art. 1. Restano ferme le prescrizioni contenute nella
normativa nazionale, regionale e nei regolamenti edilizi comunali.
2. Le regioni disciplinano le modalità per l’accertamento e la
verifica del rispetto dei requisiti minimi.
3. La verifica della permanenza dei requisiti minimi deve essere
effettuata con periodicità almeno quinquennale e ogni qualvolta le
regioni ne ravvisino la necessità ai fini del buon andamento delle
attività sanitarie.
4. Le regioni determinano, ai sensi del combinato disposto dei
commi 4 e 7 dell’art. 8, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502, e successive modificazioni ed integrazioni, gli standards di
qualità che costituiscono requisiti ulteriori per l’accreditamento di
strutture pubbliche e private in possesso dei requisiti minimi per
l’autorizzazione di cui all’art. 1.
5. Nella determinazione dei requisiti ulteriori, le regioni si
attengono ai seguenti criteri generali, volti ad assicurare:
a) che l’accreditamento della singola struttura sia funzionale
alle scelte di programmazione regionale, nell’ambito delle linee di
programmazione nazionale;
b) che il regime di concorrenzialità tra strutture pubbliche e
private sia finalizzato alla qualità delle prestazioni sanitarie e si
svolga secondo il criterio dell’eguaglianza di diritti e doveri delle
diverse strutture, quale presupposto per la libera scelta da parte
dell’assistito;
c) che sia rispettato il livello quantitativo e qualitativo di
dotazioni strumentali, tecnologiche e amministrative correlate alla
tipologia delle prestazioni erogabili, nonché alla classe di
appartenenza della struttura;
d) che le strutture richiedenti presentino risultanza positiva
rispetto al controllo di qualità anche con riferimento agli
indicatori di efficienza e di qualità dei servizi e delle prestazioni
previsti dagli articoli 10, comma 3, e 14, comma 1 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed
integrazioni.
6. Le regioni disciplinano le modalità per la richiesta di
accreditamento da parte delle strutture autorizzate, la concessione e
l’eventuale revoca dello stesso, nonché la verifica triennale circa
la permanenza dei requisiti ulteriori richiesti per l’accreditamento
medesimo.
7. La qualità di soggetto accreditato non costituisce vincolo per
le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale a
corrispondere la remunerazione delle prestazioni erogate, al di fuori
degli appositi rapporti di cui all’art. 8, commi 5 e 7 del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni ed
integrazioni, nell’ambito del livello di spesa annualmente definito.
8. I requisiti ulteriori, di cui ai commi 4 e 5, oltre che
presupposto per l’accreditamento, costituiscono altresì il fondamento
dei piani annuali preventivi, così come previsti e definiti dalla
normativa vigente.

Art. 3.

Modalità di applicazione.

1. Le regioni entro un anno dalla pubblicazione del presente
decreto, nell’ambito della propria autonomia, danno attuazione alle
presenti disposizioni.
2. I requisiti minimi di cui al presente decreto trovano immediata
applicazione nel caso di realizzazione di nuove strutture e di
ampliamento o trasformazione di strutture già esistenti. Per
ampliamento si intende un aumento del numero dei posti letto o
l’attivazione di funzioni sanitarie aggiuntive rispetto a quelle
precedentemente svolte; per trasformazione si intende la modifica
delle funzioni sanitarie già autorizzate o il cambio d’uso, con o
senza lavori, degli edifici o di parti di essi destinati a ospitare
nuove funzioni sanitarie.
3. Con lo stesso provvedimento le regioni dettano disposizioni
circa i tempi e le modalità per l’adeguamento delle strutture
sanitarie pubbliche e private già autorizzate e in esercizio ai
requisiti minimi stabiliti dal presente decreto, da prevedersi
nell’arco massimo di cinque anni.
4. Le regioni disciplinano l’accesso all’accreditamento delle
strutture pubbliche e private in possesso dei requisiti ulteriori di
cui ai commi 4 e 5 dell’art. 2, ancorché in precedenza non
convenzionate.

Art. 4.

Classificazione delle strutture.

1. Le regioni classificano le strutture in relazione alla tipologia
delle prestazioni contemplate dai livelli di assistenza in:
a) strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero
ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno per acuti;
b) strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica
in regime ambulatoriale, ivi comprese quelle riabilitative, di
diagnostica strumentale e di laboratorio;
c) strutture che erogano prestazioni in regime residenziale, a
ciclo continuativo e/o diurno.
2. Le strutture che erogano prestazioni in regime di ricovero
ospedaliero a ciclo continuativo e/o diurno possono essere distinte:
a) in relazione alla destinazione funzionale: secondo le attività
per l’acuzie e la post-acuzie;
b) in relazione alla tipologia dell’istituto: aziende ospedaliere
di rilievo nazionale e di alta specializzazione, aziende ospedaliere
regionali, presìdi ospedalieri della USL, policlinici universitari,
istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, ospedali
militari.
3. Le strutture che erogano prestazioni di assistenza specialistica
in regime ambulatoriale possono essere distinte a seconda dell’entità
e della tipologia delle prestazioni erogabili e delle dotazioni
strumentale, tecnologica ed organizzativa possedute.
4. Le strutture che erogano prestazioni in regime residenziale, in
riferimento all’attività a ciclo continuativo e/o diurno, possono
essere distinte in tipologie connesse ai livelli di assistenza
previsti dal Piano sanitario nazionale.

Art. 5.

Norma di garanzia per le province autonome.

1. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle
finalità del presente atto di indirizzo e coordinamento nell’ambito
delle proprie competenze, secondo quanto previsto dai rispettivi
ordinamenti.

ALLEGATI

(Omissis).

Architetto.info