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Attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente la libertà di acce...

Attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente.

DLT 24/02/1997 n. 00000039 VIGENTE

INQUINAMENTO
DIRITTI DELL’UOMO
Decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 39 (in Gazz. Uff., 6 marzo
1997, n. 54). — Attuazione della direttiva 90/313/CEE, concernente
la libertà di accesso alle informazioni in materia di ambiente.

(Omissis).
Art. 1.

Oggetto.

1. Le disposizioni del presente decreto hanno lo scopo di
assicurare a chiunque la libertà di accesso alle informazioni
relative all’ambiente in possesso delle autorità pubbliche, nonché la
diffusione delle medesime, definendo i termini e le condizioni
fondamentali in base ai quali tali informazioni devono essere rese
disponibili.

Art. 2.

Definizioni.

1. Ai sensi del presente decreto si intende per:
a) <<informazioni relative all’ambiente>>, qualsiasi informazione
disponibile in forma scritta, visiva, sonora o contenuta nelle basi
di dati riguardante lo stato delle acque, dell’aria, del suolo, della
fauna, della flora, del territorio e degli spazi naturali, nonché le
attività, comprese quelle nocive, o le misure che incidono o possono
incidere negativamente sulle predette componenti ambientali e le
attività o le misure destinate a tutelarle, ivi compresi le misure
amministrative e i programmi di gestione dell’ambiente;
b) <<autorità pubbliche>>, tutte le amministrazioni pubbliche
statali, regionali, locali, le aziende autonome, gli enti pubblici e
i concessionari di pubblici servizi, con l’eccezione degli organi che
esercitano competenze giurisdizionali o legislative.

Art. 3.

Ambito di applicazione.

1. Le autorità pubbliche sono tenute a rendere disponibili le
informazioni relative all’ambiente a chiunque ne faccia richiesta,
senza che questi debba dimostrare il proprio interesse.

Art. 4.

Casi di esclusione.

1. Le Amministrazioni sottraggono all’accesso le informazioni
relative all’ambiente qualora dalla loro divulgazione possano
derivare danni all’ambiente stesso o quando sussiste l’esigenza di
salvaguardare:
a) la riservatezza delle deliberazioni delle autorità pubbliche,
le relazioni internazionali e le attività necessarie alla difesa
nazionale;
b) l’ordine e la sicurezza pubblici;
c) questioni che sono in discussione, sotto inchiesta, ivi
comprese le inchieste disciplinari, o oggetto di un’azione
investigativa preliminare, o che lo siano state;
d) la riservatezza commerciale ed industriale, ivi compresa la
proprietà intellettuale;
e) la riservatezza dei dati o schedari personali;
f) il materiale fornito da terzi senza che questi siano
giuridicamente tenuti a fornirlo.
2. Le informazioni non possono essere sottratte all’accesso se non
quando sono suscettibili di produrre un pregiudizio concreto e
attuale agli interessi indicati al comma 1. I materiali e i documenti
contenenti informazioni connesse a tali interessi sono sottratti
all’accesso solo nei limiti di tale specifica connessione.
3. Il differimento dell’accesso è disposto esclusivamente quando è
necessario assicurare una temporanea tutela agli interessi di cui al
comma 1. L’atto che dispone il differimento ne indica le specifiche
motivazioni e la durata.
4. Il rifiuto e la limitazione dell’accesso sono motivati a cura
del responsabile del procedimento di accesso, con riferimento
puntuale ai casi di esclusione di cui al comma 1.
5. L’accesso alle informazioni può essere rifiutato o limitato
quando la richiesta comporta la trasmissione di documenti o dati
incompleti o di atti interni, ovvero quando la generica formulazione
della stessa non consente l’individuazione dei dati da mettere a
disposizione.
6. Il procedimento di accesso deve concludersi nel termine di
trenta giorni decorrenti dalla presentazione della richiesta;
trascorso inutilmente detto termine la richiesta si intende
rifiutata.

Art. 5.

Modalità del procedimento di accesso.

1. L’esercizio del diritto di accesso consiste nella possibilità,
su istanza del richiedente, di duplicazione o di esame delle
informazioni di cui all’articolo 2 del presente decreto.
2. Il responsabile del procedimento, le modalità e le forme per
l’esercizio del diritto di accesso sono individuati, in quanto
applicabili, dagli articoli 2, 3, 4, 5 e 6 del D.P.R. 27 giugno 1992,
n. 352, e successive modifiche e integrazioni.
3. Le autorità pubbliche, entro 60 giorni dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, individuano, nell’ambito della propria
organizzazione, strutture idonee a garantire l’effettività
dell’accesso alle informazioni in materia ambientale senza ulteriori
oneri a carico dello Stato.
4. La visione e l’esame delle informazioni di cui al comma 1 deve
essere disposta a titolo gratuito; il rilascio di copie di atti e la
duplicazione di tali materiali è subordinato al rimborso dei costi
relativi alla riproduzione, fatte salve le disposizioni vigenti in
materia di bollo, di diritti di ricerca e visura.

Art. 6.

Tutela del diritto di accesso.

1. Contro le determinazioni amministrative concernenti il diritto
di accesso alle informazioni in materia ambientale e nel caso
previsto al comma 6 dell’articolo 4 è dato ricorso in sede
giurisdizionale secondo la procedura di cui all’articolo 25, comma 5,
della legge 7 agosto 1990, n. 241.

Art. 7.

Diffusione delle informazioni relative all’ambiente.

1. La relazione sullo stato dell’ambiente, prevista dal comma 6
dell’articolo 1 della legge 8 luglio 1986, n. 349, viene diffusa e
pubblicizzata dal Ministero dell’ambiente con modalità atte a
garantire l’effettiva disponibilità al pubblico.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri determina i messaggi
idonei alla diffusione delle informazioni sullo stato dell’ambiente
in base a quanto previsto all’articolo 9, comma 2, della legge 6
agosto 1990, n. 223.

Art. 8.

Relazione sull’accesso all’informazione in materia ambientale.

1. Il Ministro dell’ambiente presenta ogni anno una relazione al
Parlamento per la verifica dello stato di attuazione delle norme
previste nel presente decreto. A tal fine, entro il 30 giugno di ogni
anno, le autorità pubbliche, di cui all’articolo 2, comma 1, lett.
b), trasmettono al Ministero dell’ambiente i dati degli archivi
automatizzati, previsti dagli articoli 11 e 12 del D.P.R. 27 giugno
1992, n. 352, relativi alle richieste di accesso in materia
ambientale, nonché una relazione dettagliata sugli adempimenti posti
in essere in applicazione del presente decreto.

Art. 9.

Norme di rinvio.

1. Per quanto non previsto dal presente decreto, si applicano le
disposizioni di cui alla legge 9 agosto 1990, n. 241, e di cui al
D.P.R. 27 giugno 1992, n. 352, e successive modificazioni ed
integrazioni.

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