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Detrazione ai fini Irpef degli interessi passivi pagati in dip...

Detrazione ai fini Irpef degli interessi passivi pagati in dipendenza di mutui contratti per effettuare interventi di recupero di cui alle lettere a), b), c) e d) dell'art. 31, primo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 457.

dm 22/03/1997

REDDITI (IMPOSTE SUI)
EDILIZIA RESIDENZIALE
Decreto Ministeriale 22 marzo 1997 (in Gazz. Uff., 5 aprile, n. 79).
– Detrazione ai fini Irpef degli interessi passivi pagati in
dipendenza di mutui contratti per effettuare interventi di recupero
di cui alle lettere a), b), c) e d) dell’art. 31, primo comma, della
legge 5 agosto 1978, n. 457.

Il Ministro delle finanze:
Visto l’art. 1, comma 4, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n.
669, convertito, con modificazioni dalla legge 28 febbraio 1997, n.
30, in forza del quale, ai fini dell’imposta sul reddito delle
persone fisiche, si detrae dall’imposta lorda, e fino alla
concorrenza del suo ammontare, un importo pari al 22 per cento
dell’ammontare complessivo non superiore a 5 milioni di lire degli
interessi passivi e relativi oneri accessori, nonchè delle quote di
rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione pagati a
soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato membro
della Comunità europea, ovvero a stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato di soggetti non residenti in dipendenza di
mutui contratti nel 1997 per effettuare interventi di recupero di cui
alle lettere a), b) c) e d) dell’art. 31, primo comma, della legge 5
agosto 1978, n. 457, recante norme per l’edilizia residenziale;
Visto, in particolare, l’ultimo periodo dell’art. 1, comma 4, del
citato decreto-legge n. 669 del 1996, il quale prevede che con
decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le modalità e le
condizioni alle quali è subordinata la predetta detrazione;
Decreta:

Art. 1. 1. Gli interessi passivi e relativi oneri accessori, nonchè
le quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione
pagati a soggetti residenti nel territorio dello Stato o di uno Stato
membro della Comunità europea, ovvero a stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato di soggetti non residenti in dipendenza di
mutui contratti per effettuare gli interventi di recupero per
l’edilizia residenziale di cui all’art. 2, sono detraibili, ai fini
dell’imposta sul reddito delle persone fisiche e fino alla
concorrenza del suo ammontare, per un importo pari al 22 per cento
dell’ammontare complessivo non superiore a 5 milioni di lire.
2. In caso di contitolarità del contratto di mutuo o di più
contratti di mutuo, il limite dei 5 milioni di lire è riferito
all’ammontare complessivo degli interessi, oneri accessori e quote di
rivalutazione sostenuti.
3. La detrazione di cui al comma 1 si applica ai soli contratti di
mutuo stipulati nel 1997.

Art. 2. 1. Gli interventi di recupero del patrimonio edilizio per i
quali compete la detrazione di cui all’art. 1 sono così definiti:
a) interventi di manutenzione ordinaria, quelli che riguardano
opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture
degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in
efficienza gli impianti tecnologici esistenti;
b) interventi di manutenzione straoridnaria, le opere e le
modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche
strutturali degli edifici, nonchè per realizzare ed integrare i
servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i
volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non
comportino modifiche delle destinazioni di uso;
c) interventi di restauro e di risanamento conservativo, quelli
rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la
funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel
rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali
dell’organismo stesso, ne consentano destinazioni d’uso con essi
compatibili.
Tali interventi comprendono il consolidamento, il ripristino e il
rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli
elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze
dell’uso, l’eliminazione degli elementi estranei all’organismo
edilizio;
d) interventi di ristrutturazione edilizia, quelli rivolti a
trasformare gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di
opere che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in
parte diverso dal precedente. Tali interventi comprendono il
ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi
dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi
elementi ed impianti.
2. Ai fini della detrazione di cui all’art. 1 gli interventi di
recupero elencati nel comma 1 possono essere riferiti anche ad unità
immobiliari destinate ad uso diverso da quello di abitazione, purchè
posti in essere nel rispetto degli adempimenti previsti dalla
normativa che disciplina l’attività edilizia.

Art. 3. 1. Ai fini della documentazione necessaria per fruire della
detrazione di cui all’art. 1 occorre conservare, ed esibire o
trasmettere a richiesta degli uffici finanziari, le quietanze di
pagamento degli interessi passivi relativi al mutuo, copia del
contratto di mutuo dal quale risulti che lo stesso è stato stipulato
per realizzare gli interventi di recupero di cui all’art. 2, nonchè
copia della documentazione comprovante le spese di realizzazione
degli interventi medesimi.
2. Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.

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