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Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica....

Misure urgenti per il riequilibrio della finanza pubblica.

DL 28/03/1997 n. 00000079 VIGENTE

AMMINISTRAZIONE DEL PATRIMONIO E CONTABILITA’ DELLO STATO
Decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79 (in Gazz. Uff., 29 marzo 1997, n.
74), conv. in l. 28 maggio 1997, n. 140 (in Gazz. Uff., 29 maggio
1997, n. 123). — Misure urgenti per il riequilibrio della finanza
pubblica.

(Omissis).

Capo I
DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1.

Effetti sul saldo netto da finanziare e sul ricorso al mercato.

1. Ai fini del contenimento del limite massimo del saldo netto da
finanziare e del ricorso al mercato, stabiliti dalla legge 23
dicembre 1996, n. 663, il presente decreto effettua una riduzione del
saldo netto da finanziare pari a lire 9.772 miliardi per l’anno 1997,
a lire 8.371 miliardi per l’anno 1998 e a lire 2.545 miliardi per
l’anno 1999, nonché del fabbisogno del settore statale pari a lire
15.566 miliardi per l’anno 1997, a lire 10.748 miliardi per l’anno
1998 e a lire 5.442 miliardi per l’anno 1999.

Capo II
DISPOSIZIONI FINANZIARIE

Art. 2.

Anticipo d’imposta.

1. (Omissis) (1).
2. L’Istituto nazionale della previdenza sociale (INPS), attraverso
il Fondo di garanzia di cui all’articolo 2 della legge 29 maggio
1982, n. 297, è autorizzato a prestare idonee garanzie, nei limiti
delle entrate derivanti dal contributo di cui al comma 3, ai soggetti
indicati all’articolo 3, comma 211, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, come modificato dal presente articolo, che ne facciano
richiesta, da utilizzare esclusivamente a fronte di aperture di
credito destinate all’anticipazione delle imposte sul trattamento di
fine rapporto dei lavoratori dipendenti.
3. A carico dei soggetti di cui al richiamato articolo 3, comma
211, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come modificato dal
presente articolo, è posto un contributo sulla retribuzione
imponibile di cui all’articolo 12 della legge 30 aprile 1969, n. 153,
per il finanziamento dell’intervento di cui al comma 2. L’entità e la
durata del contributo è da determinarsi con decreto del Ministro del
lavoro e della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del
tesoro, sentite le associazioni di categoria interessate, da emanarsi
entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto.

(1) Sostituisce i commi 211, 212 e 213 ed aggiunge i commi 211-bis
e 211-ter all’art. 3, l. 23 dicembre 1996, n 662.

Art. 3.

Trattamento di fine servizio e termini di liquidazione della
pensione.

1. Il trattamento pensionistico dei dipendenti delle
amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e successive modificazioni,
compresi quelli di cui ai commi 4 e 5 dell’articolo 2 dello stesso
decreto legislativo, è corrisposto in via definitiva entro il mese
successivo alla cessazione dal servizio. In ogni caso l’ente
erogatore, entro la predetta data, provvede a corrispondere in via
provvisoria un trattamento non inferiore al 90 per cento di quello
previsto, fatte salve le disposizioni eventualmente più favorevoli.
2. Alla liquidazione dei trattamenti di fine servizio, comunque
denominati, per i dipendenti di cui al comma 1, loro superstiti o
aventi causa, che ne hanno titolo, l’ente erogatore provvede decorsi
sei mesi dalla cessazione del rapporto di lavoro. Alla corresponsione
agli aventi diritto l’ente provvede entro i successivi tre mesi,
decorsi i quali sono dovuti gli interessi.
3. Per i dipendenti di cui al comma 1 cessati dal servizio dal 29
marzo al 30 giugno 1997 e loro superstiti o aventi causa, il
trattamento di fine servizio è corrisposto a decorrere dal 1° gennaio
1998 e comunque non oltre tre mesi da tale data, decorsi i quali sono
dovuti gli interessi.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
alle analoghe prestazioni erogate dall’Istituto postelegrafonici,
nonché a quelle relative al personale comunque iscritto alle gestioni
dell’Istituto nazionale di previdenza per i dipendenti
dell’amministrazione pubblica.
5. Le disposizioni di cui al presente articolo non trovano
applicazione nei casi di cessazione dal servizio per raggiungimento
dei limiti di età o di servizio previsti dagli ordinamenti di
appartenenza, per collocamento a riposo d’ufficio a causa del
raggiungimento dell’anzianità massima di servizio prevista dalle
norme di legge o di regolamento applicabili nell’amministrazione, per
inabilità derivante o meno da causa di servizio, nonché per decesso
del dipendente. Nei predetti casi l’amministrazione competente è
tenuta a trasmettere, entro quindici giorni dalla cessazione dal
servizio, la necessaria documentazione all’ente previdenziale che
dovrà corrispondere il trattamento di fine servizio nei tre mesi
successivi alla ricezione della documentazione medesima, decorsi i
quali sono dovuti gli interessi.
6. I dipendenti pubblici che abbiano presentato domanda di
cessazione dal servizio possono revocarla entro quindici giorni dalla
data di entrata in vigore del presente decreto. I dipendenti già
cessati per causa diversa dal compimento dei limiti di età sono
riammessi in servizio con effetto immediato qualora presentino
apposita istanza entro il predetto termine e non abbiano ancora
percepito, alla data di entrata in vigore del presente decreto, il
trattamento di fine servizio, comunque denominato.

Art. 3-bis.

Modifiche all’articolo 1 della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

1. (Omissis) (1).
2. (Omissis) (2).
3. (Omissis) (2).

(1) Sostituisce il comma 181 dell’art. 1, l. 23 dicembre 1996, n.
662.
(2) Modifica il comma 182 dell’art. 1, l. 23 dicembre 1996, n. 662.

Art. 4.

Disposizioni in materia di condono previdenziale.

1. I soggetti tenuti al versamento dei contributi e dei premi
previdenziali ed assistenziali, debitori per contributi omessi o
pagati tardivamente relativi a periodi contributivi maturati fino a
tutto il mese di dicembre 1996, possono regolarizzare la loro
posizione debitoria nei confronti degli enti stessi presso gli
sportelli unificati di cui all’articolo 14, comma 4, della legge 30
dicembre 1991, n. 412, come modificato dall’articolo 1 del
decreto-legge 15 gennaio 1993, n. 6, convertito, con modificazioni,
dalla legge 17 marzo 1993, n. 63, mediante il versamento, entro il 31
maggio 1997, di quanto dovuto a titolo di contributi e premi stessi
maggiorati, in luogo delle sanzioni civili, degli interessi nella
misura del 10 per cento annuo, nel limite massimo del 40 per cento
dei contributi e dei premi complessivamente dovuti.
2. La regolarizzazione può avvenire, secondo le modalità fissate
dagli enti impositori, anche in trenta rate bimestrali consecutive di
uguale importo, la prima e la seconda delle quali da versare entro il
31 maggio 1997. Fermo restando quanto disposto dall’articolo 10,
comma 13-quinquies, del decreto-legge 31 dicembre 1996, n. 669,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30,
la scadenza della prima e della seconda rata è fissata al 31 maggio
1997. L’importo delle rate, comprensivo degli interessi pari al 7 per
cento annuo, è calcolato applicando al debito il coefficiente
indicato alla colonna 4 della tabella A allegata al presente decreto.
3. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 possono applicarsi oltre
che ai soggetti che abbiano presentato domanda di condono nei termini
di cui all’articolo 1, comma 226, della legge 23 dicembre 1996, n.
662, anche ai soggetti che abbiano presentato domanda di
regolarizzazione contributiva ai sensi dell’articolo 3 del
decreto-legge 24 settembre 1996, n. 499 (1), e dell’articolo 2 del
decreto-legge 23 ottobre 1996, n. 538 (2), relativamente alla parte
residua del debito.
4. I datori di lavoro agricolo, i coltivatori diretti, mezzadri,
coloni e rispettivi concedenti e gli imprenditori agricoli a titolo
principale, debitori per contributi omessi relativi a periodi
contributivi maturati fino a tutto il mese di dicembre 1996, purché
in scadenza entro la data di entrata in vigore del presente decreto,
possono regolarizzare la loro posizione debitoria nei confronti degli
enti, previa presentazione della domanda entro il 31 maggio 1997, in
20 rate semestrali consecutive, di cui la prima entro il 31 maggio
1997, secondo le modalità fissate dagli enti impositori. Le rate
successive alla prima saranno maggiorate degli interessi del 5 per
cento annuo per il periodo di differimento, secondo il criterio di
cui al comma 2, ultimo periodo. La regolarizzazione di quanto dovuto
a titolo di contributi o premi può avvenire anche mediante il
pagamento, attualizzato al tasso del 5 per cento annuo della quota
capitale dovuta sulla base delle predette 20 rate, in una unica
soluzione entro il 31 maggio 1997, ovvero in tre rate scadenti il 31
maggio 1997, il 31 luglio 1997 e il 30 novembre 1997, rispettivamente
nelle misure del 10 per cento, del 40 per cento e del 50 per cento
del dovuto.
4-bis. Le obbligazioni sorte a titolo di somme aggiuntive,
interessi e sanzioni amministrative per obblighi contributivi nel
settore agricolo relative ai periodi di cui al comma 4, soddisfatte
entro la data di entrata in vigore del presente decreto, sono estinte
e non si dà luogo alla riscossione dei corrispondenti importi.
5. Possono e…

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