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Disposizioni per accelerare la realizzazione del programma di metanizzazione del Mezzogiorno, gli interventi nelle aree depresse, nonché il completamento dei progetti Fiordinanza

L 31/03/1998 n. 00000073 VIGENTE

MEZZOGIORNO
SARDEGNA
Legge 31 marzo 1998, n. 73 (in Gazz. Uff., 7 aprile 1998, n. 81). —
Disposizioni per accelerare la realizzazione del programma di
metanizzazione del Mezzogiorno, gli interventi nelle aree depresse,
nonché il completamento dei progetti FIordinanza

(Omissis).
Art. 1.

Sanatoria degli effetti.

1. Restano validi gli atti e i provvedimenti adottati e sono fatti
salvi gli effetti prodottisi ed i rapporti giuridici sorti sulla base
del D.L. 20 marzo 1996, n. 144, del D.L. 17 maggio 1996, n. 277, del
D.L. 22 luglio 1996, n. 385, e del D.L. 20 settembre 1996, n. 487
(1), e dell’articolo 3, comma 4, del decreto-legge 8 agosto 1996, n.
443.

(1) Mai convertiti in legge.

Art. 2.

Norme accelerative del programma di metanizzazione.

1. I procedimenti relativi al programma di metanizzazione, già
avviati sulla base delle disposizioni del D.L. 22 luglio 1996, n.
385, e del D.L. 20 settembre 1996, n. 487 (1), sono conclusi
applicando le disposizioni dell’articolo 1, commi 1, 2, 3, 4, 5, 6 e
7, del decreto-legge 20 settembre 1996, n. 487.
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano altresì agli
stati di avanzamento e finali presentati alla Cassa depositi e
prestiti e al Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato entro il 31 dicembre 1996.
3. I contributi sono erogati ogni qualvolta l’avanzamento
dell’opera raggiunga una entità non inferiore al venti per cento del
complesso dell’opera stessa.
4. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE) con propria deliberazione destina parte del finanziamento
previsto dall’articolo 1, comma 79, della legge 28 dicembre 1995, n.
549, assegnato con deliberazione dello stesso CIPE dell’8 maggio
1996, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 149 del 27 giugno 1996,
a interventi di metanizzazione, per un importo massimo di lire 30
miliardi a favore dei soggetti che, pur avendo presentato gli stati
di avanzamento o finali nei termini di cui ai commi 1 e 2 del
presente articolo, non abbiano potuto provvedere ai pagamenti di
propria competenza entro il 31 dicembre 1996. Tali somme sono
destinate a copertura anche parziale della corrispondente quota parte
residua del contributo comunitario non più riconoscibile dall’Unione
europea.
5. La documentazione di collaudo dovrà, a pena di decadenza delle
agevolazioni, essere trasmessa al Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato per l’istruttoria finale entro il 31
dicembre 1997 (2).
6. Per gli interventi non ultimati entro il 31 dicembre 1996, i
lavori possono essere completati con presentazione della
documentazione da cui risulti lo stato finale della spesa al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ai sensi
dell’articolo 13 del decreto legislativo 3 aprile 1993, n. 96, entro
il 30 giugno 1999. Il Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato può concedere, previa motivata e documentata
richiesta, proroghe del termine previsto nel decreto di concessione
per il completamento dei lavori, dandone comunicazione al Ministero
del tesoro, del bilancio e della programmazione economica ai fini
della emissione del decreto di accertamento finale della spesa,
purché tale proroga non ecceda il termine precedentemente fissato.
Sono confermati i contributi nazionali previsti ove la corrispondente
quota parte residua del contributo comunitario non più riconoscibile
dall’Unione europea sia surrogata da mezzi finanziari propri dei
soggetti responsabili degli interventi o sia assicurata da fondi
regionali, con priorità per i comuni che abbiano espletato le gare e
stipulato i relativi contratti, attraverso l’inserimento degli
interventi in sede di riprogrammazione delle risorse, ai sensi
dell’articolo 2, commi 96 e 97, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.
Il CIPE con propria deliberazione potrà coprire un terzo di tale
quota residua, destinando parte del finanziamento di cui al comma 4.
I comuni che realizzano le opere in gestione diretta ed hanno
stipulato mutui con la Cassa depositi e prestiti possono utilizzare
le eventuali risorse derivanti dal ribasso d’asta al fine della
copertura finanziaria necessaria al completamento dell’opera,
comprensiva della quota residua del contributo comunitario non più
fruibile. Per i progetti per i quali non sia stato presentato entro
il 30 giugno 1999 lo stato finale di spesa è dichiarata la decadenza,
con decreto del Ministro del tesoro, di concerto con i Ministri
dell’industria, del commercio e dell’artigianato e del bilancio e
della programmazione economica, dei relativi finanziamenti nazionali
e comunitari. Analogamente si provvede qualora la documentazione di
collaudo non sia trasmessa al Ministero dell’industria, del commercio
e dell’artigianato entro il 31 dicembre 1999 (3).
7. (Omissis) (4).
8. I comuni che non hanno ancora iniziato i lavori possono mutare
la gestione diretta in concessione e fare istanza al Ministero del
tesoro per la variazione del decreto di finanziamento precedentemente
ottenuto. Le istanze dovranno pervenire al Ministero del tesoro entro
tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge. Resta
confermata l’entità dei contributi già decretati (5).
9. La dichiarazione di decadenza comporta l’obbligo di restituzione
dei contributi già concessi maggiorati dagli interessi al tasso
legale.
10. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche agli
interventi relativi alla realizzazione degli adduttori di competenza
ENISNAM.

(1) Mai convertiti in legge.
(2) Leggasi 19 maggio 1999 ex art. 1, l. 30 novembre 1998, n. 416.
(3) Comma così modificato dall’art. 1, l. 30 novembre 1998, n. 416.
Vedi, anche il comma 4 del citato art. 1, l. 416/1998.
(4) Comma abrogato dall’art. 1, l. 30 novembre 1998, n. 416.
(5) Il termine per l’inoltro delle istanze di cui al presente comma
è stato fissato al 19 febbraio 1999 dall’art. 1, l. 30 novembre 1998,
n. 416.

Art. 3.

Interventi urgenti tramite commissario ad acta.

1. (Omissis) (1).

(1) Modifica il comma 2, dell’art. 5, d.l. 12 maggio 1995, n. 163,
conv. in l. 11 luglio 1995, n. 273.

Art. 4.

Proroga di termine.

1. Il termine del 28 febbraio 1997 previsto dal comma 6
dell’articolo 1 del decreto-legge 20 dicembre 1996, n. 644,
convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1997, n. 24, è
prorogato al 31 agosto 1997.

Art. 5.

Procedure di spesa per i progetti FIO.

1. In relazione alla deliberazione del CIPE 8 agosto 1995,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 3 ottobre 1995,
concernente l’accelerazione del completamento dei progetti FIO, le
autorizzazioni di spesa iscritte annualmente con legge finanziaria
nell’apposito capitolo dello stato di previsione del Ministero del
bilancio e della programmazione economica ai sensi e per gli effetti
dell’articolo 17, comma 35, della legge 11 marzo 1988, n. 67, sono
destinate, nei limiti delle predette iscrizioni in bilancio, a
rimborsare la Cassa depositi e prestiti delle anticipazioni che la
medesima è autorizzata a porre a disposizione per l’attuazione dei
progetti in conseguenza del mancato cofinanziamento da parte della
Banca europea per gli investimenti. Le suddette anticipazioni sono
versate dalla Cassa depositi e prestiti all’entrata del bilancio
dello Stato per essere riassegnate, per la parte di rispettiva
competenza, ai pertinenti capitoli degli stati di previsione delle
amministrazioni interessate ed al pertinente capitolo dello stato di
previsione del Ministero del bilancio e della programmazione
economica per le regioni. Il Ministero del tesoro è autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

Art. 6.

Programma di metanizzazione della Sardegna.

1. Entro il 31 ottobre 1997 il Governo approva il programma di
metanizzazione della regione Sardegna sulla base delle relative
vigenti disposizioni di legge.
2. A favore delle imprese che svolgono attività produttive situate
nella regione Sardegna, appartenenti alle categorie individuate con
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
che sostengono maggiori costi di produzione come diretta conseguenza
della mancata attuazione del piano di cui al comma 1, è concesso,
tenendo conto dei criteri e dei limiti previsti dalla vigente
normativa dell’Unione europea, un credito d’imposta a valere nel
periodo d’imposta in corso alla data del 1° gennaio 1998 e in quello
successivo, nel limite dello stanziamento di cui al comma 4.
3. Con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con i Ministri delle finanze e del
tesoro, sono fissati la misura, le modalità e i termini per la
fruizione del credito d’imposta di cui al comma 2, da utilizzare per
il versamento delle ritenute sul reddito delle persone fisiche
operate in qualità di sostituto di imposta sui redditi da lavoro
dipendente e sui compensi da lavoro autonomo, dell’imposta sul
reddito delle persone fisiche, dell’imposta sul reddito delle persone
giuridiche, dell’imposta locale sui redditi e dell’imposta sul valore
aggiunto, dovute anche in acconto.
4. All’onere derivante dall’attuazione del comma 2, pari a lire 25
miliardi per ciascuno degli anni 1998 e 1999, si fa …

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