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Disposizioni in materia di attività produttive....

Disposizioni in materia di attività produttive.

l 30/07/1998 n. 00000274

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
Legge 30 luglio 1998, n. 274 (in Gazz. Uff., 11 agosto, n. 186). –
Disposizioni in materia di attività produttive.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)
FALLIMENTO

Art. 1.

Disposizioni per il riordino della disciplina dell’amministrazione
straordinaria delle grandi imprese in stato di insolvenza.

1. Il Governo è delegato ad emanare, su proposta del Presidente del
Consiglio dei Ministri, del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato e del Ministro di grazia e giustizia, entro
centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, un decreto legislativo recante la nuova disciplina
dell’istituto dell’amministrazione straordinaria delle grandi imprese
in stato di insolvenza, procedendo all’abrogazione del decreto-legge
30 gennaio 1979, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3
aprile 1979, n. 95 e successive modificazioni ed integrazioni, ad
eccezione dell’art. 2-bis del citato decreto-legge n. 26 del 1979.
2. In sede di adozione del decreto legislativo di cui al comma 1,
il Governo si attiene ai seguenti princìpi e criteri direttivi:
a) definizione dell’amministrazione straordinaria quale procedura
concorsuale della grande impresa commerciale insolvente, con finalità
conservative delle attività aziendali, mediante prosecuzione,
riattivazione o riconversione dell’esercizio;
b) individuazione delle imprese soggette alla procedura avente
come parametro un numero di dipendenti non inferiore a duecento da
almeno un anno e un indebitamento complessivo non inferiore ai due
terzi dell’attivo lordo e dei ricavi provenienti dalle vendite e
dalle prestazioni;
c) individuazione del presupposto oggettivo della procedura
nell’esistenza di concrete prospettive di recupero dell’equilibrio
economico delle attività aziendali nei modi indicati dalla lettera
m);
d) articolazione del procedimento in due fasi: la prima di
dichiarazione dello stato di insolvenza, e la seconda, eventuale, di
apertura della procedura di amministrazione straordinaria;
e) attribuzione al tribunale del potere di dichiarare con
sentenza lo stato di insolvenza delle imprese eventualmente da
assoggettare ad amministrazione straordinaria, acquisito l’avviso del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
f) nomina da parte del tribunale, con la sentenza dichiarativa
dello stato di insolvenza, di uno o più commissari giudiziali, su
indicazione vincolante del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, ovvero in via autonoma, se l’indicazione non venga
tempestivamente formulata;
g) determinazione degli effetti immediati della dichiarazione
dello stato di insolvenza sulla base di quelli stabiliti dal capo II
del titolo III delle disposizioni approvate con regio decreto 16
marzo 1942, n. 267, con gli adattamenti opportuni alla particolarità
del procedimento, e con previsione altresì del potere del tribunale
di affidare al commissario giudiziale la gestione dell’impresa;
h) previsione che il tribunale, sulla base di apposita relazione
del commissario giudiziale, da depositare entro trenta giorni dalla
nomina, e sentito il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, dichiari con decreto, entro un termine non
superiore a un mese dal deposito della relazione, l’apertura della
procedura di amministrazione straordinaria ovvero il fallimento
dell’impresa, a seconda che ricorra o meno il presupposto indicato
nella lettera c);
i) attribuzione al tribunale del potere di disporre, anche in via
di conversione del fallimento, l’estensione della procedura alle
imprese appartenenti al medesimo gruppo che si trovino in stato di
insolvenza, qualora ricorra il presupposto indicato nella lettera c)
o quando risulti comunque opportuna la gestione unitaria della
procedura nell’ambito del gruppo;
l) attribuzione al Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, nel caso di apertura della procedura, del potere di
nomina di uno o più commissari straordinari e di un comitato di
sorveglianza composto da creditori e da esperti, delle funzioni di
vigilanza sulla procedura nonchè della fissazione dei criteri per la
scelta dei commissari straordinari e dei consulenti degli organi
della procedura;
m) previsione di due alternativi indirizzi della procedura di
amministrazione straordinaria, rispettivamente volti:
1) alla cessione a terzi dei complessi aziendali, sulla base di
un programma di prosecuzione dell’esercizio dell’impresa della durata
di un anno che garantisca, per quanto possibile, la salvaguardia dei
livelli occupazionali e dell’unità operativa dei complessi da
trasferire;
2) alla ristrutturazione economico-finanziaria dell’impresa,
sulla base di un programma della durata di due anni volto al
risanamento dell’impresa;
n) conformazione della disciplina della prosecuzione
dell’esercizio dell’impresa, in entrambi i casi indicati nella
lettera m), alle disposizioni e agli orientamenti comunitari sugli
aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in
difficoltà e coordinamento della medesima con le norme vigenti in
materia di finanziamenti e di altre agevolazioni pubbliche alle
imprese;
o) disciplina della procedura sulla base delle disposizioni della
legge fallimentare relative alla liquidazione coatta amministrativa,
in quanto compatibili con i princìpi e i criteri direttivi stabiliti
nel presente comma e con le modificazioni ed integrazioni richieste
da questi ultimi;
p) determinazione dei poteri del commissario straordinario e
della disciplina delle autorizzazioni al compimento dei relativi atti
secondo criteri che privilegino la rapidità e l’efficacia dell’azione
commissariale, limitando il controllo preventivo agli atti di
maggiore rilevanza;
q) previsione che sia assicurata, ai sensi delle disposizioni
approvate con regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, la tutela dei
crediti maturati dalle imprese fornitrici antecedentemente alla
dichiarazione dello stato di insolvenza e che siano garantiti
integralmente i crediti sorti durante la continuazione dell’esercizio
dell’impresa;
r) definizione della disciplina penale della procedura mediante
estensione all’amministrazione straordinaria, nei limiti della
compatibilità, delle disposizioni previste dai capi I, II e IV del
titolo VI delle disposizioni approvate con regio decreto 16 marzo
1942, n. 267, equiparando, ai fini della loro applicazione, la
dichiarazione dello stato di insolvenza pronunciata a norma delle
lettere e) ed i) alla dichiarazione di fallimento e apportando
altresì alla vigente disciplina penale della liquidazione coatta
amministrativa le modifiche necessarie ad assicurare l’omogeneità del
trattamento sanzionatorio;
s) previsione dell’obbligo del commissario straordinario, qualora
in qualunque momento nel corso della procedura risulti che questa non
può essere utilmente continuata, di riferirne all’autorità di
vigilanza ed al tribunale affinchè si provveda a norma della lettera
t);
t) previsione del potere del tribunale di disporre la conversione
della procedura in fallimento, sentito il parere del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, qualora:
1) nel caso previsto dal n. 1) della lettera m), alla scadenza
del programma di prosecuzione delle attività non siano ancora
maturate le condizioni per la cessione del complesso aziendale;
2) nel caso previsto dal n. 2) della lettera m), al termine del
programma di risanamento l’impresa non abbia recuperato la capacità
di soddisfare regolarmente le proprie obbligazioni;
u) definizione di norme transitorie da applicare alle imprese
assoggettate ad amministrazione straordinaria anteriormente alla data
di entrata in vigore del decreto legislativo di cui al presente
articolo, salvaguardando i lavoratori dipendenti attraverso
l’utilizzo della cassa integrazione guadagni straordinaria.
3. Le determinazioni adottate in relazione agli adempimenti di cui
alla lettera h) del comma 2 e alla apertura della procedura, nonchè
alla nomina degli organi di cui alla lettera l) del medesimo comma 2
sono comunicate alle regioni interessate e ai comuni ove ha sede
l’impresa.
4. La cessione dei crediti in prededuzione ai sensi dell’art. 111,
n. 1), delle disposizioni approvate con regio decreto 16 marzo 1942,
n. 267, vantati da imprese commerciali non appartenenti a settori
oggetto di limitazioni o divieti sulla base della disciplina
comunitaria degli aiuti di Stato nei confronti di imprese in
amministrazione straordinaria per le quali l’autorizzazione
all’esercizio dell’impresa sia cessata nei tre anni precedenti la
data di entrata in vigore della presente legge, è garantita nei
limiti e secondo i criteri degli aiuti de minimis definiti in sede
comunitaria, ai sensi dell’art. 2-bis del decreto-legge 30 gennaio
1979, n. 26, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 aprile
1979, n. 95, nei limiti di disponibilità dell’ammontare complessivo
di cui all’art. medesimo. Il Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, con proprio decreto, disciplina le condizioni e le
modalità per l’attuazione della disposizione di cui al presente
comma.

INDUSTRIA, COMMERCIO, ARTIGIANATO (GENERALITA’)

Art. 2.

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