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Regolamento recante norme transitorie per l'adeguamento della disciplina dei contratti della pubblica amministrazione all'introduzione dell'euro.

dpr 21/01/1999 n. 00000022

OPERE PUBBLICHE
MONETA
Decreto del Presidente della Repubblica 21 gennaio 1999, n. 22 (in
Gazz. Uff., 10 febbraio, n. 33). – Regolamento recante norme
transitorie per l’adeguamento della disciplina dei contratti della
pubblica amministrazione all’introduzione dell’euro.

Il Presidente della Repubblica:
Visto l’art. 87 della Costituzione; Visto il decreto legislativo 24
giugno 1998, n. 213, recante disposizioni per l’introduzione
dell’euro nell’ordinamento nazionale, a norma dell’art. 1, comma 1,
della legge 17 dicembre 1997, n. 433, ed in particolare l’art. 49 che
prevede, per il periodo transitorio 1° gennaio 1999-31 dicembre 2001,
l’emanazione di disposizioni intese ad adeguare la disciplina in
materia di stipula o di esecuzione dei contratti delle pubbliche
amministrazioni per appalti di lavoro, forniture e servizi, alle
esigenze derivanti dall’avvento dell’euro; Visto l’art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400; Visto il regolamento (CE) n.
1103/97 del Consiglio del 17 giugno 1997; Vista la preliminare
deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella riunione del
3 dicembre 1998; Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso
dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 21
dicembre 1998; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione dell’8 gennaio 1999; Sulla proposta del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
di concerto con il Ministro dei lavori pubblici e con il Ministro per
la funzione pubblica;
Emana il seguente regolamento:

Art. 1.

Periodo di applicazione.

1. Il presente regolamento si applica nel periodo transitorio di
introduzione dell’euro 1° gennaio 1999-31 dicembre 2001, con
riferimento all’attività contrattuale posta in essere dalla pubblica
amministrazione.

Art. 2.

Predisposizione degli atti di gara in euro.

1. Le amministrazioni aggiudicatrici indicano, nei bandi di gara,
nelle lettere di invito e negli atti preliminari dichiarativi
dell’oggetto e delle condizioni dei contratti di appalto o
concessione di lavori, di appalto di servizi e forniture, e comunque
in tutti gli atti dei relativi procedimenti, ivi comprese le
graduatorie di aggiudicazione o affidamento, il valore in lire e in
euro di tutti gli importi, presunti o reali, comunque espressi nei
predetti atti.

Art. 3.

Conversione degli importi monetari negli atti di gara.

1. Le amministrazioni aggiudicatrici formulano le indicazioni dei
valori monetari di cui all’art. 2 dopo aver proceduto alla
conversione degli importi espressi in euro in importi in lire e
viceversa, in base agli articoli 4 e 5 del regolamento (CE) n.
1103/97 del Consiglio del 17 giugno 1997, e, se del caso, con le
modalità, di cui agli articoli 3 e 4 del decreto legislativo 24
giugno 1998, n. 213.

Art. 4.

Formulazione delle offerte in sede di gara.

1. Gli importi contenuti nelle dichiarazioni concernenti il
possesso dei requisiti di partecipazione alla gara, l’offerta e le
eventuali giustificazioni a corredo previste dalla legislazione
vigente possono essere espressi in lire o in euro a scelta del
concorrente.
2. L’opzione della denominazione in euro espressa dal partecipante
alla gara o dall’offerente è irrevocabile ed è utilizzata in tutte le
comunicazioni successive tra l’amministrazione aggiudicatrice e il
partecipante alla gara o l’offerente.
3. L’opzione iniziale espressa in lire dal partecipante alla gara o
dall’offerente può essere successivamente ed irrevocabilmente mutata
in euro.

Art. 5.

Pagamenti.

1. Il creditore può ottenere il pagamento in euro, fino
all’estinzione dell’obbligazione. L’opzione per l’euro, una volta
effettuata, è irrevocabile.
2. Al momento della stipula del contratto, qualora siano dovute ai
sensi di legge anticipazioni, il creditore può chiederne il pagamento
in euro.
3. Per i contratti di appalto di lavori e di servizi, il cui
corrispettivo è corrisposto per acconti, il creditore può richiedere
il pagamento in euro all’atto della firma dello stato di avanzamento
dei lavori appaltati e dei servizi resi. Per i contratti di
fornitura, il cui valore è pari o superiore alla soglia di valore
comunitario, la richiesta di pagamento del prezzo in euro è formulata
al momento della consegna dei beni pattuiti.
4. Se l’adempimento dell’obbligo principale avviene in euro, le
somme dovute in adempimento di obbligazioni accessorie sono
corrisposte parimenti in euro.
5. é demandata alle singole amministrazioni la definizione delle
modalità di pagamento in euro dei crediti non derivanti da contratto.
6. Il debitore delle amministrazioni pubbliche ha la facoltà di
pagare in euro nel rispetto di quanto disposto dall’art. 48, comma 1,
del decreto legislativo 24 giugno 1998, n. 213.
7. Le disposizioni del presente articolo si applicano anche ai
pagamenti da effettuarsi a decorrere dal 1° gennaio 1999, relativi a
contratti stipulati prima di tale data.

Art. 6.

Disciplina relativa alle procedure
avviate prima dell’inizio del periodo transitorio.

1. Le disposizioni di cui all’art. 2, comma 1, si applicano anche a
tutti gli atti preliminari alla gara, già avviati prima del 1°
gennaio 1999, qualora il relativo bando sia pubblicato dopo tale
data.
2. Qualora il bando di gara sia pubblicato prima del 1° gennaio
1999, alle aggiudicazioni o agli affidamenti intervenuti dopo tale
data non si applicano le disposizioni di cui all’art. 2, comma 1.

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