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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio ...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio 1982, n. 9, concernente norme per l'edilizia residenziale e provvidenze in materia di sfratti. (NICOLAZZI)

l 25/03/1982 n. 00000094

EDILIZIA RESIDENZIALE
LOCAZIONE DI COSE
Legge 25 marzo 1982, n. 94 (in Gazz. Uff., 26 marzo, n. 84). —
Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 23 gennaio
1982, n. 9, concernente norme per l’edilizia residenziale e
provvidenze in materia di sfratti. (NICOLAZZI)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:

Articolo unico. — é convertito in legge il decreto-legge 23
gennaio 1982, n. 9, recante norme per l’edilizia residenziale e
provvidenze in materia di sfratti, con le seguenti modificazioni:
All’art. 1:
al quarto comma, le parole: <<95 miliardi>> sono sostituite dalle
seguenti: <<150 miliardi>>;
il quinto comma è sostituito dal seguente:
<<La messa a disposizione e l’erogazione dei fondi integrativi di
cui ai commi precedenti è disposta dal Comitato per l’edilizia
residenziale (CER) secondo le procedure già fissate dal Comitato
medesimo ai sensi dell’art. 3, primo comma, lettera b), della legge 5
agosto 1978, n. 457>>;
al sesto comma, la cifra: <<6.000 miliardi>> è sostituita dalla
seguente: <<7.000 miliardi>>;
dopo il sesto comma, è aggiunto il seguente:
<<Le regioni sono autorizzate a programmare con un unico
provvedimento l’impegno dell’intera somma loro attribuita per il
quadriennio 1982-1985>>;
al settimo comma, le parole: <<del precedente comma>> sono
sostituite dalle seguenti: <<del sesto comma del presente articolo>>;
il decimo comma è sostituito dal seguente:
<<Per gli interventi di edilizia agevolata di cui al primo comma,
lettera b), dell’art. 1 della legge 5 agosto 1978, n. 457, è
autorizzato il limite di impegno di 45 miliardi per il 1982, di 120
miliardi per il 1983, di 120 miliardi per il 1984 e di 115 miliardi
per il 1985>>;
l’undicesimo comma è sostituito dai seguenti:
<<Per i programmi successivi al primo quadriennio 1978-1981 il CER
provvede, in sede di deliberazione di riparto dei fondi tra le
regioni, a determinare gli obiettivi quantitativi e tipologici dei
programmi di edilizia abitativa quantificando gli obiettivi fisici in
relazione alle assegnazioni finanziarie ed alle rilevazioni dei
costi.
Eventuali fabbisogni finanziari richiesti per l’ampliamento o per
la integrale realizzazione dei programmi devono essere imputati alle
disponibilità previste per i bienni successivi>>;
al dodicesimo comma, la parola: <<lottizzazione>> è sostituita
dalla seguente: <<localizzazione>>.
All’art. 2:
il primo comma è sostituito dal seguente:
<<Il CER ripartisce nel biennio 1982-1983 tra i comuni ed i
consorzi di comuni, appositamente costituiti nell’ambito di aree
metropolitane individuate dallo stesso Comitato, la somma di lire
1.400 miliardi per la realizzazione, anche a mezzo di concessioni, di
programmi straordinari di edilizia abitativa, con le tipologie
previste dalla legge 5 agosto 1978, n. 457, anche fuori dai piani di
zona, purché in aree delimitate ai sensi dell’art. 51 della legge 22
ottobre 1971, n. 865. I comuni ed i consorzi di comuni di cui al
presente comma possono utilizzare non oltre il 20% della somma loro
assegnata per l’acquisto di alloggi, anche degradati da recuperare>>;
il secondo e terzo comma sono sostituiti dai seguenti:
<<Gli alloggi di cui al comma precedente sono assegnati in
locazione ai sensi della legge 27 luglio 1978, n. 392, da parte dei
comuni o consorzi interessati.
Nell’ambito dei beneficiari una quota non superiore al 30% può
essere riservata ai soggetti per i quali ricorrono le condizioni
previste dall’art. 2 del decreto del Presidente della Repubblica 30
dicembre 1972, n. 1035, e successive modificazioni e integrazioni,
nei cui confronti si applica il canone di locazione ai sensi
dell’art. 22 della legge 8 agosto 1977, n. 513>>;
il quarto comma è sostituito dai seguenti:
<<All’onere di cui al primo comma si provvede, quanto a lire 500
miliardi, a valere sui mutui della Cassa depositi e prestiti di cui
all’art. 9 del decreto-legge 28 febbraio 1981, n. 38, convertito in
legge, con modificazioni, dalla legge 23 aprile 1981, n. 153, dei
quali 200 miliardi per il 1982 e, quanto a lire 900 miliardi,
mediante apposito stanziamento da iscrivere nello stato di previsione
della spesa del Ministero del tesoro a decorrere dall’anno 1982. Per
il 1982 lo stanziamento è determinato in lire 50 miliardi.
Il CER è autorizzato ad utilizzare per le necessità di cui al comma
precedente, per la quota di 900 miliardi a carico del bilancio dello
Stato, le disponibilità di cui all’art. 13 della legge 5 agosto 1978,
n. 457, sino al limite di 400 miliardi. In tal caso il Ministro del
tesoro provvede con le disponibilità del 1983 a reintegrare le somme
così anticipate dalla Cassa depositi e prestiti.
La sezione autonoma della Cassa depositi e prestiti, istituita
dall’art. 10 della legge 5 agosto 1978, n. 457, provvede, sulla base
delle indicazioni del CER di cui al primo comma, alla concessione dei
relativi mutui ai comuni beneficiari. La medesima sezione, in sede di
somministrazione dei mutui, provvede all’erogazione anche
dell’ulteriore quota a valere sugli stanziamenti di cui al quarto ed
al quinto comma che sono versati in apposito conto infruttifero
intestato alla sezione stessa>>;
al sesto comma, la cifra: <<1.000 miliardi>> è sostituita dalla
seguente: <<1.400 miliardi>>;
all’ottavo comma, sono aggiunte, in fine, le parole: <<Il
Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il Ministro del tesoro,
determina le modalità di erogazione del contributo ai beneficiari>>;
al decimo comma, la parola: <<settimo>> è sostituita dalla
seguente: <<decimo>>;
all’ultimo comma, la cifra: <<500 mila>> è sostituita dalla
seguente: <<un milione>>;
è aggiunto, in fine, il seguente comma:
<<Per la realizzazione dei programmi di cui al primo comma si
applicano le disposizioni previste dal nono comma dell’art. 8 del
decreto-legge 15 dicembre 1979, n. 629, convertito in legge, con
modificazioni, dalla legge 15 febbraio 1980, n. 25>>.
All’art. 4:
i primi sette commi sono sostituiti dal seguente:
<<Il CER provvede a determinare, nell’ambito delle aree individuate
ai sensi degli articoli 2 e 13 del presente decreto, i criteri per la
realizzazione di programmi organici di edilizia residenziale pubblica
e convenzionata, stabilendo la dimensione minima degli interventi di
edilizia sovvenzionata e le modalità per assicurare la preferenza ai
progetti che prevedono industrializzazione, prefabbricazione e
tipizzazione edilizia>>;
all’ottavo comma, le parole: <<da affidarsi secondo le modalità
previste nel precedente articolo>> sono sostituite dalle seguenti:
<<da affidarsi, anche a mezzo di concessione, a soggetti ritenuti
idonei>>;
al tredicesimo comma, le parole: <<ad un terzo>> sono sostituite
dalle seguenti: <<al quaranta per cento>>;
al quattordicesimo comma, le parole: <<ricerca e studi>> sono
sostituite dalle seguenti: <<ricerca, studi e sperimentazione>>.
All’art. 5:
al primo comma, dopo le parole: << dall’agevolazione>>, sono
aggiunte le seguenti: <<All’atto di vendita è assimilato il contratto
preliminare che sia stipulato a norma dell’art. 1351 del codice
civile>>;
il secondo e il terzo comma sono soppressi;
al quarto comma, le parole: <<alla lettera a) dell’art. 2>> sono
sostituite dalle seguenti: <<alla lettera c) dell’art. 2>>;
al quarto comma, le parole: <<alla lettera a) dell’art. 2>> sono
sostituite dalle seguenti: <<alla lettera c) dell’art. 2>>;
il decimo comma è sostituito dal seguente:
<<Il CER determina periodicamente la misura degli oneri iniziali a
carico dei mutuatari di cui all’art. 18 della legge 5 agosto 1978, n.
457>>;
il sedicesimo comma è soppresso;
i commi diciassettesimo, diciottesimo e diciannovesimo sono
sostituiti dai seguenti:
<<Tutti i limiti d’impegno residui al 31 dicembre 1981 sui capitoli
8226, 8236 e 8237 per la concessione di contributi venticinquennali a
favore degli istituti mutuanti per la copertura della differenza tra
il costo delle operazioni di mutuo effettuate per la costruzione e
l’acquisto di abitazioni o per la costruzione di abitazioni in regime
di concessione in superficie delle aree comprese nei piani di zona
per l’edilizia economica e popolare e l’onere assunto dai mutuatari
sono conservati nel conto residui passivi oltre il termine stabilito
dal secondo comma dell’art. 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n.
2440, e successive modificazioni, ed in ogni caso non oltre il 31
dicembre 1984 e vengono iscritti in unico nuovo istituendo capitolo.
Detti fondi sono destinati esclusivamente al finanziamento dei
maggiori oneri di cui all’art. 10 della legge 8 agosto 1977, n. 513,
nonché, al finanziamento dei conguagli conseguenti all’aumento del
costo del denaro in sede di approvazione dei contratti definitivi di
mutuo per tutte le iniziative che siano state ammesse ad agevolazione
entro il 31 dicembre 1981. Il Ministro del tesoro è autorizzato ad
apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.
Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legg…

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