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Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 gennaio ...

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14 gennaio 1994, n. 26, recante interventi urgenti in favore del cinema.

l 01/03/1994 n. 00000153
SPETTACOLI
Legge 1 marzo 1994, n. 153
(in Gazz. Uff., 8 marzo, n. 55).
— Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 14
gennaio 1994, n. 26, recante interventi urgenti in favore del
cinema.
La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;
Il Presidente della Repubblica:
Promulga la seguente legge:
Art. 1. 1.
Il decreto-legge 14 gennaio 1994, n. 26, recante interventi urgenti
in favore del cinema, è convertito in legge con le modificazioni
riportate in allegato alla presente legge.
Allegato
MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE AL DECRETO-LEGGE 14
GENNAIO 1994, N. 26
All’art. 2: al comma 1, capoverso 2, lettera e), le parole: <<in
maggioranza>> sono sostituite dalle seguenti: <<per tre quarti>>;
al comma 1, capoverso 4, dopo le parole: <<lettere a), b) e c)>> la
parola: <<due>> è sostituita dalla seguente: <<tre>>; al comma 1,
capoverso 5, dopo le parole: <<la troupe italiana, che presenti>>,
la parola: <<tre>> è sostituita dalla seguente: <<quattro>>; al
comma 1, capoverso 5, dopo le parole: <<artistiche e culturali>>
sono inserite le seguenti: <<o spettacolari>>.
All’art. 12: al comma 1, capoverso 2, dopo la parola:
<<trasmissione>> sono inserite le seguenti: <<di film di produzione
nazionale,>>; al comma 1, capoverso 4, sono premesse le parole:
<<Ambito e modalità di applicazione di quanto previsto nei commi 2
e 3, nonchè>>; la parola: <<concordate>> è sostituita dalla
seguente: <<concordati>>.
All’art. 17: al comma 1, terzo periodo, la parola: <<presente>> è
sostituita dalla seguente: <<predetto>>; al comma 6, dopo le
parole: <<del residuo debito>> sono inserite le seguenti: <<non
assistito dal fondo di garanzia>>.
All’art. 18 è premesso il seguente comma: <<01. La lettera c) del
primo comma dell’art. 45 è sostituita dalla seguente: “c) per la
concessione di premi agli esercenti delle sale d’essai e delle sale
delle comunità ecclesiali in base ad un regolamento che tenga conto
della qualità della programmazione complessiva di film italiani,
delle iniziative promozionali, culturali e informative, con
particolare riguardo per le sale situate nelle zone urbane
periferiche e in piccoli e medi comuni”>>.
All’art. 22, al comma 4, lettera e), è aggiunto, in fine, il
seguente periodo: <<Gli importi previsti dalle tariffe, oltre al
costo delle operazioni, devono comprendere anche la quota
necessaria per la copertura delle spese generali e di funzionamento
del registro>>.
All’art. 24: al comma 1, capoverso 4, primo periodo, le parole:
<<1° febbraio 1994>> sono sostituite dalle seguenti: <<1° febbraio
1995>>; al comma 1, capoverso 4, primo periodo, dopo le parole:
<<è concesso>> sono inserite le seguenti: <<, relativamente alla
quota costituita dalla metà del suo ammontare,>> e dopo le parole:
<<agli esercenti che,>> sono inserite le seguenti: <<di norma in
ciascun trimestre dell’anno e, comunque,>>; al comma 1, capoverso
4, primo periodo, dopo le parole: <<ed a quelli>> sono inserite le
seguenti: <<di interesse culturale nazionale>>; al comma 1,
capoverso 4, secondo periodo, dopo le parole: <<nella misura del 95
per cento con riferimento ai soli film>> sono inserite le seguenti:
<<di interesse culturale nazionale>>; al comma 1, il capoverso 5 è
sostituito dal seguente: <<5. Agli esercenti delle sale d’essai ed
a quelli delle sale delle comunità ecclesiali di cui all’art. 4,
comma 10, è concesso per ciascuna giornata di programmazione un
abbuono contestuale nella misura del 90 per cento dell’imposta
sugli spettacoli introitata, non cumulabile con qualsiasi altro
tipo d’abbuono>>; al comma 1, dopo il capoverso 6, è inserito il
seguente: <<6-bis. Le quote versate dai soci e gli incassi
derivanti da eventuali vendite di biglietti ai soci, non concorrono
a formare il reddito imponibile dei circoli di cultura
cinematografica e delle associazioni nazionali di cultura
cinematografica di cui all’art. 44, comma 1>>.
All’art. 26: il comma 1 è sostituito dal seguente: <<1. Possono
usufruire dei benefici previsti dal presente decreto i film la cui
lavorazione risulti iniziata dopo l’entrata in vigore del decreto
stesso>>; al comma 2, dopo le parole: <<e successive
modificazioni,>> sono inserite le seguenti: <<e dalla legge 14
agosto 1971, n. 819 e successive modificazioni,>>; e le parole:
<<prescritte dalla medesima legge n. 1213 del 1965>> sono
sostituite dalle seguenti: <<vigenti prima dell’entrata in vigore
del decreto stesso>>; al comma 8, nel capoverso, secondo periodo,
dopo le parole: <<di nuovi film di interesse culturale nazionale>>
sono inserite le seguenti: <<e film di produzione nazionale>>.
All’art. 27: al comma 5, secondo periodo, le parole: <<sentita la
Commissione centrale per la musica>> sono sostituite dalle
seguenti: <<sentiti il Comitato di coordinamento di cui all’art. 20
della legge 14 agosto 1967, n. 800 e, successivamente, la
Commissione centrale per la musica>>; le parole: <<1991 e 1992>>
sono sostituite dalle seguenti: <<1991, 1992 e 1993>>; al comma 5,
l’ultimo periodo è soppresso. Dopo l’art. 27, è inserito il
seguente: <<Art. 27-bis. — 1. L’art. 14 della legge 21 aprile
1962, n. 161, è sostituito dal seguente: “Art. 14 (Competenza a
conoscere dei reati). — 1. La competenza a giudicare i reati di
cui agli articoli 528 e 668 del codice penale commessi con il mezzo
della cinematografia appartiene al tribunale del luogo ove ha sede
la Corte d’appello nel cui distretto è avvenuta la prima proiezione
in pubblico dell’opera cinematografica”. 2. L’art. 15 della legge
21 aprile 1962, n. 161, è sostituito dal seguente: “Art. 15
(Sanzioni e sequestro). — 1. Salve le sanzioni previste dal codice
penale per le rappresentazioni cinematografiche abusive, chiunque
non osserva le disposizioni degli articoli 5, 11, 12 e 13 è punito
con l’ammenda da 5 a 50 milioni di lire. Nei casi di maggiore
gravità o in casi di recidiva nei reati previsti dall’art. 668 del
codice penale, l’autorità giudiziaria, nel pronunciare sentenza di
condanna, dispone la chiusura del locale di pubblico spettacolo per
un periodo non inferiore a dieci giorni. 2. L’autorità di pubblica
sicurezza, quando inoltra denuncia all’autorità giudiziaria per i
reati previsti dall’art. 668 del codice penale, sequestra il film
non sottoposto alla revisione prescritta dalla presente legge o al
quale sia stato negato il nulla osta e ne interdice la proiezione
in pubblico sino a che l’autorità giudiziaria non si sia
pronunciata. 3. Non possono essere ammessi alla programmazione in
sala i film che non abbiano riportato il nulla osta previsto dalla
presente legge. Nel caso in cui venga accertata la proiezione in
sala di un film non preventivamente sottoposto a revisione, ovvero
che non abbia riportato il previsto nulla osta, e nel caso in cui
la copia proiettata risulti difforme da quella sottoposta alle
commissioni di revisione, si applicano le sanzioni previste dal
comma 1”. 3. Non è ammessa una nuova revisione di film già
sottoposto all’esame delle commissioni di revisione di cui alla
legge 21 aprile 1962, n. 161, come modificata dal presente
articolo, prima che siano decorsi cinque anni dalla data di inizio
della possibilità di sfruttamento televisivo dell’opera filmica di
cui all’art. 12, comma 1, capoverso 1, del presente decreto>>.

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