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Regolamento recante disposizioni per la rinegoziazione dei mutui edilizi agevolati.

MINISTERO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
DECRETO 24 marzo 2000, n.110
Regolamento recante disposizioni per la rinegoziazione dei mutui
edilizi agevolati.
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
di concerto con
IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI
Vista la legge 13 maggio 1999, n. 133 e, in particolare, l’articolo
29, il quale prevede:
a) al comma 1, che gli enti concedenti contributi agevolati ai
sensi delle leggi ivi citate nonche’ le persone fisiche e
giuridiche destinatarie di tali contributi possono, in via
disgiunta, chiedere all’istituto mutuante la rinegoziazione del
mutuo nel caso in cui il tasso di interesse applicato ai contratti
di finanziamento stipulati risulti superiore al tasso effettivo
globale medio per le medesime operazioni determinato ai sensi
dell’articolo 2 della legge 7 marzo 1996, n. 108, alla data della
richiesta, al fine di ricondurre il primo tasso ad un valore non
superiore al secondo;
b) al comma 3, che con regolamento del Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica, di concerto con il
Ministro dei lavori pubblici, previo parere della Conferenza
permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le provincie
autonome di Trento e Bolzano, sono emanate le disposizioni di
attuazione dello stesso articolo;
Vista la legge 7 marzo 1996, n. 108 e, in particolare, l’articolo
2, il quale stabilisce i criteri per la rilevazione del tasso
effettivo globale medio degli interessi praticati dalle banche e
dagli intermediari finanziari per le operazioni della stessa
natura;
Considerato che nel contesto giuridico delineato dalle disposizioni
legislative soprarichiamate la rinegoziazione si configura come
l’operazione mediante la quale la banca, verificatesi le condizioni
previste dal citato articolo 29 della legge n. 133 del 1999,
procede, su richiesta dell’ente o del mutuatario, a ricondurre,
senza effetti novativi sui relativi contratti, il tasso dei mutui
agevolati in essere alla data di entrata in vigore della stessa
legge n. 133 ad un valore non superiore al tasso determinato ai
sensi della predetta legge n. 108 del 1996;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere della Conferenza permanente per i rapporti fra lo
Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e Bolzano
espresso nell’adunanza del 20 gennaio 2000;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nella seduta del 21 febbraio 2000
(parere n. 25/2000);
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri a
norma dell’articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del
1988 (nota n. 41415 del 7 marzo 2000);

A d o t t a
il seguente regolamento:
Art 1.
Attivazione della rinegoziazione
1. La rinegoziazione e’ azionabile una sola volta per ciascun mutuo
su richiesta degli enti ovvero dei mutuatari. Per questi ultimi gli
effetti della rinegoziazione si determinano se siano o si mettano
al corrente con i pagamenti delle rate.
2. Gli enti hanno facolta’ di concordare con le banche le modalita’
per la definizione di eventuali situazioni pregresse creditorie-
debitorie nei limiti degli stanziamenti originari.
Art. 2.
Determinazione del nuovo tasso e sua decorrenza
1. Gli istituti interessati, accertata la procedibilita’ della
richiesta, individuano la misura del tasso di cui all’articolo 2
della legge 7 marzo 1996, n. 108, in vigore alla data di
presentazione della domanda, procedono alla conseguente modifica
del tasso applicato al mutuo e ne danno comunicazione al mutuatario
ed all’ente.
2. Il nuovo tasso viene praticato a decorrere dal primo intero
rateo di interessi maturato successi-vamente alla data di
presentazione della domanda di rinegoziazione.
3. In sede di prima applicazione della legge il nuovo tasso viene
praticato sul primo rateo intero di interessi maturato a decorrere
dal 1o luglio 1999, a condizione che la domanda sia stata
presentata nel periodo decorrente dalla data di entrata in vigore
della legge stessa fino al trentesimo giorno successivo a quello di
entrata in vigore del presente regolamento. In tal caso il tasso e’
pari al minor tasso effettivo globale medio rilevato nel periodo.
4. Nei casi in cui al comma 3 gli istituti effettuano la
compensazione con il credito maturato dal mutuatario e dall’ente in
occasione della prima rata utile.
Art. 3.
Commissione di rinegoziazione
1. La rinegoziazione comporta il pagamento all’istituto da parte
del mutuatario di una commissione in misura non superiore allo 0,50
per cento del capitale residuo alla data di presentazione della
domanda, anche nel caso in cui la richiesta sia stata avanzata
soltanto da parte dell’ente. Nei casi di cui all’articolo 2, comma
3, la commissione si applica sul capitale residuo alla data del 1°
luglio 1999.
2. In deroga alla disposizione di cui al comma 1, la commissione e’
a carico dell’ente nel caso in cui il beneficio economico
complessivo derivante al mutuatario dall’operazione di
rinegoziazione sia inferiore o uguale all’ammontare della
commissione medesima. In tal caso al pagamento della commissione si
fa fronte con le economie realizzate sugli stanziamenti originari
in virtu’ della riduzione degli oneri per contributi conseguente
all’operazione di rinegoziazione.
Art. 4.
Rideterminazione delle rate del piano di ammortamento
1. Gli istituti rideterminano sulla base del nuovo tasso le sole
quote di interesse per il restante periodo temporale, mantenendo
invariate le quote di capitale del piano di ammortamento
originario.
Gli istituti imputano al mutuatario ed all’ente la rispettiva quota
di competenza secondo le percentuali stabilite dalla legge di
riferimento.
2. Il tasso a carico del mutuatario non dovra’ risultare superiore
a quello previsto nell’operazione originaria. In caso contrario la
quota eccedente sara’ posta a carico dell’ente, a condizione che
l’onere derivante per il medesimo da tutte le operazioni di
rinegoziazione non sia superiore ai limiti di stanziamento
anteriori alla rinegoziazione stessa.
Art. 5.
Modificazione dei provvedimenti concessivi dei contributi
1. Gli istituti, fermo restando quanto previsto nelle convenzioni
regolanti i rapporti con gli enti, provvedono, in sede di prima
rendicontazione dell’avvenuta rinegoziazione, a trasmettere agli
enti stessi un tabulato cumulativo per ciascuna legge di
finanziamento, riferito a tutti i mutuatari beneficiari dei
contributi previsti dalla legge medesima.
2. Per ogni tabulato l’ente emette a favore degli istituti e per
ciascuna legge di finanziamento un provvedimento cumulativo, con il
quale vengono apportate le necessarie modifiche degli originari
decreti di concessione del relativo contributo.
3. Eventuali conguagli derivanti dalla rinegoziazione sono
effettuati con riferimento alla data di applicazione del
provvedimento.
Art. 6.
Dimostrazione del possesso dei requisiti per l’accesso alle
agevolazioni
1. I mutuatari per i quali l’ente non abbia accertato il possesso
dei requisiti soggettivi devono presentare all’istituto, all’atto
della rinegoziazione, l’autocertificazione comprovante detto
possesso, ai fini dell’inoltro all’ente medesimo.
2. Il limite massimo di reddito non puo’ essere superiore a quello
stabilito per la fascia prevista al punto 3 dell’articolo 20 della
legge 5 agosto 1978, n. 457, in vigore al momento dell’assegnazione
o dell’acquisto dell’immobile.
Art. 7.
Conguaglio dei contributi sui mutui
1. Per i mutui agevolati assistiti da contributi concessi ai sensi
di normativa antecedente alla legge 5 agosto 1978, n. 457, per i
quali non sia stato ancora corrisposto per intero agli istituti il
conguaglio previsto dall’articolo 16, comma 2, della legge 27
maggio 1975, n. 166, l’operazione di rinegoziazione dei mutui,
riducendo l’onere originario a carico dello Stato, comporta il
venir meno dell’obbligo di corrispondere agli istituti stessi il
conguaglio per il periodo successivo.
2. La corresponsione del conguaglio dovuto agli istituti fino alla
data della rinegoziazione avviene unicamente ed in via definitiva
mediante compen-sazione fra il credito maturato dagli istituti
stessi e quello maturato dagli enti con riferimento ai predetti
mutui agevolati.
3. Nel caso di attivazione della rinegoziazione da parte dell’ente,
i mutuatari beneficiari dei contributi indicati al comma 1, i quali
non abbiano ancora prov-veduto alla presentazione dell’attestato di
possesso dei requisiti soggettivi previsto dall’articolo 8 della
legge 1o novembre 1965, n. 1179, e successive modificazioni e
integrazioni, sia che vogliano mantenere il mutuo al tasso
originario, sia che vogliano aderire alla rinegoziazione, sono
tenuti a presentare all’istituto, ai fini dell’inoltro all’ente,
l’autocertificazione comprovante il possesso dei predetti requisiti
entro trenta giorni dalla richiesta da parte dell’istituto stesso.
Art. 8.
Estinzione anticipata delle obbligazioni
1. Qualora sulla base di disposizioni legislative o contrattuali
sia consentito, in caso di estinzione anticipata dei mutui
agevolati, il rimborso anticipato delle obbligazioni emesse a
fronte dei mutui stessi, la rinegoziazione del tasso dei mutui
agevolati effettuata ai sensi del presente regolamento e’
equiparata alla estinzione anticipata dei medesimi. L’ammontare
delle obbligazioni rimborsate anticipatamente non puo’ comunque
superare l’ammontare dei mutui rinegoziati.
Art. 9.
Entrata in vigore
Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo a
qu…

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