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Regolamento recante norme tecniche per l'adeguamento degli impianti di deposito di benzina ai fini del controllo delle emissioni dei vapori.

MINISTERO DELL’AMBIENTE
DECRETO 21 gennaio 2000, n.107
Regolamento recante norme tecniche per l’adeguamento degli impianti
di deposito di benzina ai fini del controllo delle emissioni dei
vapori.
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto con I Ministri dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, del lavoro e della previdenza sociale,
dell’interno, della sanita’, dei trasporti e della navigazione e
delle finanze
Vista la direttiva 94/63/CE del Parlamento europeo e del Consiglio
del 20 dicembre 1994, sul controllo delle emissioni di composti
organici volatili (COV) derivanti dal deposito della benzina e
dalla sua distribuzione dai terminali agli impianti di
distribuzione dei carburanti;
Visto l’articolo 4, comma 1, della legge 4 novembre 1997, n. 413,
recante misure urgenti per la prevenzione dell’inquinamento
atmosferico da benzene;
Visto il decreto ministeriale 31 luglio 1934, recante approvazione
delle norme di sicurezza per la lavorazione, l’immagazzinamento,
l’impiego o la vendita di oli minerali, e per il trasporto degli
oli stessi, e successive modifiche e integrazioni;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n.
203, recante attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884,
84/360 e 85/203, concernenti norme in materia di qualita’
dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti, e di
inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi
dell’articolo 15 della legge 16 aprile 1987, n. 183;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Visto il decreto ministeriale 12 luglio 1990 recante linee guida
per il contenimento delle emissioni degli impianti industriali e la
fissazione dei valori minimi di emissione;
Vista la legge 19 maggio 1997, n. 137, concernente la sanatoria dei
decreti-legge, recanti modifiche al decreto del Presidente della
Repubblica 17 maggio 1988, n. 175, relativo ai rischi di incidenti
rilevanti connessi con determinate attivita’ industriali;
Visto il decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334, recante
attuazione della direttiva 96/82/CE, relativa al controllo dei
pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze
pericolose;
Visto l’articolo 168 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n.
285, codice della strada, recante la disciplina del trasporto su
strada dei materiali pericolosi, e suoi decreti attuativi;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza dell’11 ottobre
1999;
Considerata la capillarita’ del sistema distributivo nazionale e
della relativa logistica della tutela della salute umana e
dell’ambiente, e per perseguire il fine sono assoggettati alla
normativa i terminali esistenti con una quantita’ movimentata di
benzina inferiore a 10.000 tonnellate, consentendo un congruo
termine per l’adeguamento;
Espletata la procedura di informazione di cui alla direttiva
98/34/CE che codifica la procedura istituita con la direttiva
83/189/CEE;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del
1988, con nota del 27 gennaio 2000;

Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
Campo d’applicazione
1. Il presente decreto stabilisce ai sensi dell’articolo 4, comma
1, della legge 4 novembre 1997, n. 413, le norme tecniche per
l’adeguamento degli impianti, dei veicoli e delle navi adibite al
deposito, al carico e al trasporto della benzina da un terminale ad
un altro o da un terminale ad un impianto di distribuzione dei
carburanti, nonche’ le relative procedure operative.
Art. 2.
D e f i n i z i o n i
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) “benzina”: ogni derivato del petrolio, con o senza additivi,
corrispondente ai seguenti codici doganali: NC 27100026 – 27100027
– 27100029 – 27100032 – 27100034 – 27100036, o che abbia una
tensione di vapore Reid pari o superiore a 27,6 kilopascal, pronto
all’impiego quale carburante per veicoli a motore, ad eccezione del
gas di petrolio liquefatto (GPL);
b) “vapori”: composti aeriformi che evaporano dalla benzina;
c) “vapori di ritorno”: vapori provenienti dagli impianti di
deposito presso gli impianti di distribuzione carburante in fase di
caricazione;
d) “vapori residui”: vapori che rimangono nella cisterna dopo lo
scarico di benzina all’impianto di distribuzione carburanti;
e) “terminale”: ogni struttura adibita al caricamento e allo
scaricamento di benzina in/da veicolo-cisterna, carro-cisterna o
nave, ivi compresi gli impianti di deposito presenti nel sito della
struttura;
f) “impianto di distribuzione dei carburanti”: ogni impianto in cui
la benzina e’ erogata nei serbatoi di carburante dei veicoli a
motore da un impianto di deposito fisso;
g) “impianto di deposito”: ogni serbatoio fisso adibito allo
stoccaggio di benzina presso un terminale;
h) “impianto di caricamento”: ogni impianto di un terminale ove la
benzina puo’ essere caricata in cisterne mobili. Gli impianti di
caricamento per i veicoli-cisterna comprendono una o piu’ “torri di
caricamento”;
i) “torre di caricamento”: ogni struttura di un terminale mediante
la quale la benzina puo’ essere, in un dato momento, caricata in un
singolo veicolo-cisterna;
l) “deposito temporaneo di vapori”: il deposito temporaneo di
vapori in un impianto di deposito a tetto fisso presso un terminale
prima del trasferimento e del successivo recupero in un altro
terminale. Il trasferimento dei vapori da un impianto di deposito
ad un altro nello stesso terminale non e’ considerato deposito
temporaneo di vapori ai sensi della presente direttiva;
m) “dispositivo di recupero dei vapori”: l’attrezzatura per il
recupero di benzina dai vapori, compresi gli eventuali sistemi di
deposito temporaneo dei vapori di un terminale;
n) “cisterna mobile”: una cisterna di capacita’ superiore ad 1m3,
trasportata su strada, per ferrovia o per via navigabile e adibita
al trasferimento di benzina da un terminale ad un altro o da un
terminale ad un impianto di distribuzione di carburanti;
o) “veicolo-cisterna”: un veicolo adibito al trasporto su strada
della benzina che comprenda una o piu’ cisterne;
p) “cisterna fissa”: una cisterna fissata per costruzione
stabilmente su di un veicolo (che diviene veicolo- cisterna) o
facente parte integrante del telaio di un veicolo;
q) “carro-cisterna”: un complesso costituito da una sovrastruttura
che comprende una o piu’ cisterne ed i loro equipaggiamenti, ed un
telaio munito dei propri equipaggiamenti (ruote, sospensioni)
destinato al trasporto di benzine su rotaia;
r) “nave, nave-cisterna”: una nave destinata alla navigazione
interna quale definita nel capitolo 1 della direttiva 82/714/CEE
del Consiglio, del 4 ottobre 1982, che fissa i requisiti tecnici
per le navi della navigazione interna, destinata al trasporto di
benzine in cisterne da carico;
s) “preesistente”:
1) riferito agli impianti di deposito e di caricamento della
benzina, ogni impianto per il quale e’ stata concessa
un’autorizzazione specifica di costruzione prima del 3 dicembre
1997, in conformita’ alla legislazione nazionale vigente;
2) riferito agli impianti di distribuzione dei carburanti, ogni
installazione realizzata con concessione rilasciata
antecedentemente al 3 dicembre 1997;
3) riferito alle cisterne mobili, ogni cisterna di tipo omologato
prima del 3 dicembre 1997 e costruita entro due mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, nonche’ ogni cisterna
costruita ed approvata in unico esemplare prima del 3 dicembre
1997;
t) “nuovo”: impianto di deposito della benzina, impianto di
caricamento, impianto di distribuzione dei carburanti e cisterna
mobile non rientrante nella definizione della lettera s);
u) “quantita’ movimentata”: la quantita’ totale annua massima di
benzina caricata in cisterne mobili da un impianto di deposito di
un terminale o scaricata da cisterne mobili presso un impianto di
distribuzione dei carburanti nei tre anni precedenti alla data di
entrata in vigore del presente decreto;
v) “valore di riferimento”: il valore orientativo fornito per la
valutazione generale della congruita’ delle misure tecniche che
figurano negli allegati; non e’ un valore limite rispetto al quale
misurare le prestazioni dei singoli impianti, terminali e impianti
di distribuzione dei carburanti;
z) “responsabile del terminale”: soggetto preposto alla gestione
dell’impianto;
aa) “amministrazione competente”: l’amministrazione preposta al
rilascio dell’autorizzazione alle emissioni in atmosfera.
Art. 3.
Valori di riferimento
1. Ai fini del presente decreto i valori di riferimento per le
perdite di vapori di benzina sono:
a) 0,01 m/m % (massa/massa) della quantita’ movimentata, per la
perdita totale annua di benzina risultante dal caricamento e dal
deposito in ogni impianto adibito a tale scopo nei terminali e
negli impianti di distribuzione dei carburanti;
b) 0,005 m/m % (massa/massa) della quantita’ movimentata, per la
perdita totale annua di benzina risultante dal caricamento e dallo
scaricamento di cisterne mobili nei terminali.
Art. 4.
Impianti di deposito presso i terminali
1. Fermi restando gli altri requisiti stabiliti dalla vigente
normativa, i nuovi impianti di deposito devono essere conformi per
progettazione e funzionamento alle disposizioni tecniche
dell’allegato I.
2. Le disposizioni tecniche dell’allegato I si applicano:
a) a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge 4
novembre 1997, n. 413, per gli impianti nuovi;
b) a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto
agli impianti preesistenti, se la qu…

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