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Regolamento concernente le modalita' di partecipazione delle regioni, delle province e dei comuni all'attivita di controllo e rettifica delle dichiarazioni, all'attivita' di accertamento e di riscossione, nonche' del relativo contenzioso dell'IRAP, ai sensi dell'articolo 25, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

MINISTERO DELLE FINANZE
DECRETO 10 febbraio 2000, n.77
Regolamento concernente le modalita’ di partecipazione delle
regioni, delle province e dei comuni
all’attivita di controllo e rettifica delle dichiarazioni,
all’attivita’ di accertamento e di riscossione, nonche’ del
relativo contenzioso dell’IRAP, ai sensi dell’articolo 25, comma 2,
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
IL MINISTRO DELLE FINANZE
Viste le disposizioni contenute nel titolo I del decreto
legislativo 5 dicembre 1997, n. 446, recanti l’istituzione e la
disciplina dell’imposta regionale sulle attivita produttive;
Visto in particolare l’articolo 24 del decreto legislativo n. 446
del 1997, che in materia di poteri alle regioni prevede:
a) al comma 1, che le regioni a statuto ordinario possono
disciplinare, con legge, nel rispetto dei principi in materia di
imposte sul reddito e di quelli recati dal titolo I del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, le procedure applicative
dell’imposta, ferme restando le disposizioni dell’articolo 19,
nonche’ degli articoli da 21 a 23 e da 32 a 35;
b) al comma 2, che le regioni a statuto speciale e le province
autonome di Trento e Bolzano provvedono, con legge, all’attuazione
delle disposizioni del predetto titolo I in conformita’ alle
disposizioni dell’articolo 3, commi 158 e 159, della legge 23
dicembre 1996, n. 662;
c) al comma 6, che le leggi di cui ai commi 1 e 2, non possono
avere effetto anteriore al periodo d’imposta in corso al 1o gennaio
2000;
Visto altresi’ l’articolo 25 del decreto legislativo n. 446 del
1997, recante la disciplina transitoria da applicare fino a quando
non avranno effetto le leggi regionali di cui all’articolo 24, il
quale prevede che le regioni, le province ed i comuni partecipano
alle attivita’ di controllo e rettifica della dichiarazione di
accertamento e di riscossione, nonche’ a quelle che ineriscono al
relativo contenzioso, concernenti l’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, segnalando elementi e notizie utili e
collaborando, eventualmente tramite apposite commissioni
paritetiche, con osservazioni e proposte, alla predisposizione dei
programmi di accertamento degli uffici dell’amministrazione
finanziaria;
Considerato che il comma 2 del citato articolo 25 prevede che, con
decreto del Ministro delle finanze, d’intesa con la Conferenza
unificata di cui al decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
sono stabilite le modalita’ di partecipazione delle regioni, delle
province e dei comuni alle attivita’ indicate nello stesso articolo
25 e possono essere istituite e disciplinate commissioni
paritetiche per la stesura di programmi di accertamento;
Ritenuta l’opportunita’ di istituire, presso ciascuna Direzione
regionale delle entrate e presso la Direzioni delle entrate per le
province antonome di Trento e di Bolzano una Commissione
paritetica;
Acquisita l’intesa sancita dalla Conferenza unificata nella seduta
del 23 settembre 1999;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla consultiva
per gli atti normativi nell’adunanza del 20 dicembre 1999;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri
effettuata con nota n. 3-230/UCL del 10 gennaio 2000;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. E’ istituita, presso ciascuna direzione regionale delle entrate
e presso le direzioni delle entrate delle province autonome di
Trento e Bolzano, una commissione paritetica per la stesura di
programmi di accertamento in materia di imposta regionale sulle
attivita’ produttive.
2. La commissione paritetica di cui al comma 1 predispone specifici
programmi di accertamento per gli uffici dell’amministrazione
finanziaria, tenuto conto delle peculiarita’ della realta’
economica territoriale e degli obiettivi strategici definiti dal
Ministero delle finanze.
3. Per il perseguimento delle finalita’ di cui al comma 2, la
commissione paritetica si avvale anche degli elementi e delle
notizie utili, nonche’ delle osservazioni e delle proposte, che le
province ed i comuni possono segnalare e formulare ai sensi
dell’articolo 25, comma 2, del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446.
Art. 2.
1. La commissione paritetica e’ composta per meta’ da
rappresentanti dell’amministrazione finanziaria e per meta’ da
rappresentanti della regione o della provincia autonoma; di essa fa
parte, altresi’, un rappresentante, senza diritto di voto,
designato dall’associazione regionale ANCI.
2. Il numero complessivo. dei componenti la commissione non puo’
essere inferiore a quattro ne’ superiore ad otto, oltre ad un
rappresentante designato dall’associazione regionale ANCI, di cui
al comma 1.
3. La commissione paritetica e’ costituita con provvedimento
direttore regionale delle entrate. La presidenza della commissione
e’ attribuita ad un dirigente rappresentante della regione o della
provincia autonoma.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e farlo
osservare.
Roma, 10 febbraio 2000
Il Ministro: Visco
Visto, il Guardasigilli: Diliberto
Registrato alla Corte dei conti il 3 marzo 2000
Registro n. 1 Finanze, foglio n. 147

NOTE
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti.
Nota al titolo:
– Si riporta il testo dell’art. 25 del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446 (Istituzione dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, revisione degli scaglioni, delle aliquote e
delle detrazioni dell’Irpef e istituzione di una addizionale
regionale a tale imposta, nonche’ riordino della disciplina dei
tributi locali):
“Art. 25 (Disciplina temporanea). – 1. Fino a quando non hanno
effetto le leggi regionali di cui all’articolo 24, per le attivita’
di controllo e rettifica della dichiarazione per l’accertamento e
per la riscossione dell’imposta regionale, nonche’ per il relativo
contenzioso si applicano le disposizioni in materia di imposte sui
redditi ad eccezione degli articoli 38, commi dal quarto al
settimo, 44 e 45 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600.
2. Le regioni, le provincie, e i comuni partecipano all’attivita’
di cui al comma 1 segnalando elementi e notizie utili,
collaborando, eventualmente anche tramite le apposite commissioni
paritetiche di cui al terzo periodo, con osservazioni e proposte
alla predisposizione dei programmi di accertamento degli uffici
dell’Amministrazione finanziaria. Le modalita’ di attuazione di
questa disposizione sono stabilite con decreto del Ministro delle
finanze, d’intesa con la Conferenza unificata di cui al decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, da emanare a norma
dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 entro
novanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto. Con il medesimo decreto possono essere istituite e
disciplinate commissioni paritetiche per la stesura di programmi di
accertamento”.
Note alle premesse:
– Per il titolo del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,
vedasi in nota al titolo.
– Per il testo dell’articolo 25 del decreto legislativo n. 446 del
1997, vedasi in nota al titolo.
– Si riporta il testo dell’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23
agosto 1988, n. 400:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti
nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere.
Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’ Ministri,
possono essere adottati con decreti interministeriali, ferma
restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte della
legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati dal
Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente dei Consiglio
dei Ministri prima della loro emanazione.
4. I regolamenti di cui al comma 1, ed i regolamenti ministeriali
ed interministeriali, che devono toccare la denominazione di
“regolamento”, sono adottati previo parere del Consiglio di Stato,
sottoposti al visto ed alla registrazione della Corte dei conti e
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale”.
Nota all’art. 1:
– Per il testo dell’articolo 25 del decreto legislativo 15 dicembre
1997, n. 446, vedasi in nota al titolo.

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