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Disposizioni urgenti in materia di locazioni per fronteggiare il disag...

Disposizioni urgenti in materia di locazioni per fronteggiare il disagio abitativo.

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 25 febbraio 2000, n.32
Testo del decreto-legge 25 febbraio 2000, n. 32 (in Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 46 del 25 febbraio 2000),
coordinato con la legge di conversione 20 aprile 2000, n. 97 (in
questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 3), recante:
“Disposizioni urgenti in materia di locazioni per fronteggiare il
disagio abitativo”.
Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico
delle disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione
dei decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28
dicembre 1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo
testo unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle
disposizioni del decreto-legge, integrate con le modifiche
apportate dalla legge di conversione, che di quelle richiamate nel
decreto, trascritte nelle note. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate con
caratteri corsivi.
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della
Presidenza del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate
dalla legge di conversione hanno efficacia dal giorno successivo a
quello della sua pubblicazione.
Art. 1.
1. Il termine dilatorio di cui all’articolo 6, comma 5, della legge
9 dicembre 1998, n. 431, non puo’ comunque essere inferiore a nove
mesi, fermo restando il limite massimo di diciotto mesi di cui al
medesimo articolo 6, comma 5.
2. L’esecuzione dei provvedimenti di rilascio gia’ emessi ai sensi
dell’articolo 6, comma 5, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e’
differita di nove mesi a partire dal 1o gennaio 2000.
3. Le disposizioni di cui ai primo periodo del comma 1
dell’articolo 7 della legge 9 dicembre 1998, n. 431, si
interpretano nel senso che la dimostrazione dell’esistenza delle
condizioni ivi indicate deve essere effettuata anche con
riferimento ai provvedimenti di rilascio emessi in data anteriore a
quella di entrata in vigore della medesima legge. Ai fini
dell’esecuzione di tali provvedimenti di rilascio, il locatore
dell’immobile rende, ai sensi dell’articolo 3 della legge 15 maggio
1997, n. 127, apposita dichiarazione in carta libera, contenente
gli elementi conoscitivi di cui al predetto articolo 7, che deve
essere notificata all’intimato e consegnata all’ufficiale
giudiziario, il quale la allega al precetto.
4. I contributi integrativi per il pagamento dei canoni di
locazione, a valere sulle risorse attribuite al Fondo nazionale di
cui all’articolo 11, comma 1, della legge 9 dicembre 1998, n. 431,
sono assegnati prioritariamente ai conduttori in possesso dei
requisiti individuati con il decreto emanato ai sensi del comma 4
del medesimo articolo 11, nei confronti dei quali risulti emesso
provvedimento di rilascio dell’immobile e che abbiano proceduto, o
che procedano entro il 15 maggio 2000, a stipulare nuovo contratto
di locazione ad uso abitativo con le modalita’ previste dalla
stessa legge 9 dicembre 1998, n. 431. A tale fine i comuni,
acquisite le risorse dalle regioni sulla base del segnalato
fabbisogno finanziario per soddisfare i conduttori in possesso dei
richiamati requisiti, provvedono ad assegnare i contributi entro il
termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore del
presente decreto. Sono fatte salve le procedure gia’ avviate dalle
regioni ai sensi dell’articolo 11 della legge 9 dicembre 1998, n.
431, che comunque consentano l’attribuzione delle risorse ai comuni
entro il 30 giugno 2000.
5. La scadenza dei termini di centottanta giorni e di centoventi
giorni, previsti rispettivamente dall’articolo 11, comma 2, e
dell’articolo 12, comma 2, della legge 30 aprile 1999, n. 136, e’
differita al 31 ottobre 2000.

Riferimenti normativi.
– Il testo dell’art. 6, comma 5, della legge 9 dicembre 1998, n.
431 (Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili
adibiti ad uso abitativo), e’ il seguente:
5. Il differimento del termine delle esecuzioni di cui ai commi 3 e
4 puo’ essere fissato fino a diciotto mesi nei casi in cui il
conduttore abbia compiuto i 65 anni di eta’, abbia cinque o piu’
figli a carico, sia iscritto nelle liste di mobilita’, percepisca
un trattamento di disoccupazione o di integrazione salariale, sia
formalmente assegnatario di alloggio di edilizia residenziale
pubblica ovvero di ente previdenziale o assicurativo, sia
prenotatario di alloggio cooperativo in corso di costruzione, sia
acquirente di un alloggio in costruzione, sia proprietario di
alloggio per il quale abbia iniziato azione di rilascio. Il
medesimo differimento del termine delle esecuzioni puo’ essere
fissato nei casi in cui il conduttore o uno dei componenti il
nucleo familiare, convivente con il conduttore da almeno sei mesi,
sia portatore di handicap o malato terminale”.
– Il testo dell’art. 7 della citata legge 9 dicembre 1998, n. 431,
e’ il seguente:
“Art. 7 (Condizione per la messa in esecuzione del provvedimento di
rilascio dell’immobile). – 1. Condizione per la messa in esecuzione
del provvedimento di rilascio dell’immobile locato e’ la
dimostrazione che il contratto di locazione e’ stato registrato,
che l’immobile e’ stato denunciato ai fini dell’applicazione
dell’ICI e che il reddito derivante dall’immobile medesimo e’ stato
dichiarato ai fini dell’applicazione delle imposte sui redditi. Ai
fini della predetta dimostrazione, nel precetto di cui all’art. 480
del codice di procedura civile devono essere indicati gli estremi
di registrazione del contratto di locazione, gli estremi
dell’ultima denuncia dell’unita’ immobiliare alla quale il
contratto si riferisce ai fini dell’applicazione dell’ICI, gli
estremi dell’ultima dichiarazione dei redditi nella quale il
reddito derivante dal contratto e’ stato dichiarato nonche’ gli
estremi delle ricevute di versamento dell’ICI relative all’anno
precedente a quello di competenza”.
– Il testo dell’art. 3 della legge 15 maggio 1997, n.127,
pubblicata nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale 17
maggio 1997, n. 113 (Misure urgenti per lo snellimento
dell’attivita’ amministrativa e dei procedimenti di decisione e di
controllo), e’ il seguente:
“Art. 3 (Disposizioni in materia di dichiarazioni sostitutive e di
semplificazione delle domande di ammissione agli impieghi). – 1. I
dati relativi al cognome, nome, luogo e data di nascita,
cittadinanza, stato civile e residenza attestati in documenti di
riconoscimento in corso di validita’, hanno lo stesso valore
probatorio dei corrispondenti certificati. E’ fatto divieto alle
amministrazioni pubbliche ed ai gestori o esercenti di pubblici
servizi, nel caso in cui all’atto della presentazione dell’istanza
sia richiesta l’esibizione di un documento di riconoscimento, di
richiedere certificati attestanti stati o fatti contenuti nel
documento di ricoscimento esibito. E’, comunque, fatta salva per le
amministrazioni pubbliche ed i gestori e gli esercenti di pubblici
servizi la facolta’ di verificare, nel corso del procedimento, la
veridicita’ dei dati contenuti nel documento di identita’. Nel caso
in cui i dati attestati in documenti di riconoscimento abbiano
subi’to variazioni dalla data di rilascio e ciononostante sia stato
esibito il documento ai fini del presente comma, si applicano le
sanzioni previste dall’art. 489 del codice penale.
2. L’art. 3, primo comma, della legge 4 gennaio 1968, n. 15, e’
sostituito dal seguente: “I regolamenti delle amministrazioni di
cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993,
n. 29, stabiliscono per quali fatti, stati e qualita’ personali,
oltre quelli indicati nell’art. 2, e’ ammessa, in luogo della
prescritta documentazione, una dichiarazione sostitutiva
sottoscritta dall’interessato. In tali casi la documentazione sara’
successivamente esibita dall’interessato, a richiesta
dell’amministrazione, prima che sia emesso il provvedimento a lui
favorevole. Qualora l’interessato non produca la documentazione nel
termine di quindici giorni o nel piu’ ampio termine concesso
dall’amministrazione, il provvedimento non e’ emesso.
3. L’art. 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica
25 gennaio 1994, n. 130, e’ sostituito dal seguente: “1. Le
dichiarazioni sostitutive di cui al comma 1 dell’art. 2 possono
essere presentate anche contestualmente all’istanza e sono
sottoscritte dall’interessato in presenza del dipendente addetto.
4. Nei casi in cui le norme di legge o di regolamenti prevedono che
in luogo della produzione di certificati possa essere presentata
una dichiarazione sostitutiva, la mancata accettazione della stessa
costituisce violazione dei doveri di ufficio.
5. E’ fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di cui all’art.
1, comma 2, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, di
richiedere l’autenticazione della sottoscrizione delle domande per
la partecipazione a selezioni per l’assunzione nelle pubbliche
amministrazioni a qualsiasi titolo nonche’ ad esami per il
conseguimento di abilitazioni, diplomi o titoli culturali.
6. La partecipazione ai concorsi indetti da pubbliche
amministrazioni non e’ soggetta a limiti di eta’, salvo deroghe
dettate da regolamenti delle singole amministrazioni connesse alla
natura del servizio o ad oggettive …

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