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Interventi di protezione civile per la mitigazione del rischio idrogeologico e la rimozione di situazioni di pericolo nei bacini idrografici nel territorio delle province di Asti, Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola. (Ordinanza n. 3051).

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA PROTEZIONE
CIVILE
ORDINANZA 31 marzo 2000
Interventi di protezione civile per la mitigazione del rischio
idrogeologico e la rimozione di situazioni di pericolo nei bacini
idrografici nel territorio delle province di Asti, Cuneo e Verbano-
Cusio-Ossola. (Ordinanza n. 3051).
IL MINISTRO DELL’INTERNO
Delegato per il coordinamento della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 8, comma 1, del decreto-legge 12 novembre 1996, n.
576, convertito, con modificazioni, dalla legge 31 dicembre 1996,
n. 677, come integrato dall’art. 4, comma 1, del decreto-legge 19
maggio 1998, n.130, convertito, con modificazioni, dalla legge 16
luglio 1998, n. 228;
Vista la legge 23 dicembre 1999, n. 488;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
29 dicembre 1999, che delega le funzioni del coordinamento della
protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, al
Ministro dell’interno;
Visto il proprio decreto del 30 dicembre 1999, con il quale vengono
delegate al Sottosegretario di Stato prof. Franco Barberi le
funzioni di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Considerato che le amministrazioni provinciali di Asti e Cuneo,
nonche’ la Comunita’ montana “Valle Ossola” con le note del 7 marzo
2000, del 28 ottobre 1999, n. 12086, dell’8 marzo 2000, n. 861,
hanno indicato un programma degli interventi urgenti da realizzare
per la riduzione del rischio idrogeologico, segnalando al riguardo
la necessita’ di avviare una serie di interventi infrastrutturali
finalizzati a mitigare le situazioni di rischio in occasione di
eventi alluvionali con particolare riguardo alla messa in sicurezza
del sistema viario in prossimita’ dei corsi d’acqua;
Considerato che per attivare gli interventi occorre consentire
limitate deroghe legislative connesse alla necessita’ di assicurare
la rapidita’ dell’esecuzione dei lavori;
Visti gli accertamenti tecnici eseguiti dagli esperti del Gruppo
nazionale difesa catastrofi idrogeologiche che hanno constatato la
situazione di dissesto idrogeologico;
Sentita la regione Piemonte, le amministrazioni provinciali di
Asti, Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola;
Su proposta del Sottosegetario di Stato prof. Franco Barberi
delegato per il coordinamento della protezione civile;

Dispone:
Art. 1.
1. Per la mitigazione del rischio idrogeologico e la rimozione di
situazioni di pericolo nei bacini idrografici delle province di
Asti, Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola, di cui in premessa, alla
regione Piemonte e’ concesso un contributo di lire quindici
miliardi a valere sulle disponibilita’ dell’unita’ previsionale di
base 20.2.1.3 “Fondo della protezione civile” dello stato di
previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica.
2. La regione Piemonte nei limiti delle risorse de cui al comma 1,
predispone un programma di interventi, d’intesa con le
amministrazioni provinciali di Asti, Cuneo e Verbano-Cusio-Ossola
che puo’ essere realizzato anche per stralci e dovra’ indicare i
relativi soggetti attuatori. Il piano prima dell’esecutivita’ deve
essere sottoposto alla presa d’atto del Dipartimento della
protezione civile, previo assenso dell’Autorita’ di bacino del
fiume Po.
3. Possono essere ricompresi nel programma ed attuati con le
procedure e deroghe della presente ordinanza, ulteriori interventi
finanziati con fondi comunitari o con le disponibilita’ delle
amministrazioni pubbliche.
Art. 2.
1. Per la redazione dei progetti i soggetti attuatori possono
affidare anche a liberi professionisti specifici incarichi
avvalendosi, ove occorra, delle deroghe e procedure di cui al
presente articolo.
2. I soggetti attuatori approvano i progetti a mezzo di conferenza
di servizi da indire entro sette giorni dalla disponibilita’ dei
progetti. Qualora alla conferenza di servizi il rappresentante di
un’amministrazione invitata sia risultato assente o comunque non
dotato di adeguato potere di rappresentanza, la conferenza delibera
prescindendo dalla loro presenza e dalla adeguatezza dei poteri di
rappresentanza dei soggetti intervenuti. Il dissenso manifestato in
sede di conferenza di servizi deve essere motivato e recare, a pena
di inammissibilita’, le specifiche indicazioni progettuali
necessarie al fine dell’assenso. L’amministrazione interessata puo’
comunque assumere la determinazione di conclusione positiva del
procedimento.
Nel caso di motivato dissenso espresso da una amministrazione
preposta alla tutela ambientale paesaggistico-territoriale, del
patrimonio storico-artistico o alla tutela della salute dei
cittadini, la determinazione e’ subordinata, in deroga all’art. 14,
comma 4, della legge 7 agosto 1990, n. 241, come sostituito
dall’art.
17, comma 3, della legge 15 maggio 1997, n. 127, e successive
modificazioni, all’assenso del Ministro competente che deve
esprimersi entro quindici giorni dalla richiesta.
3. I pareri, visti i nulla-osta relativi agli interventi previsti
nel piano che di dovessero rendere necessari anche successivamente
alla conferenza di servizi di cui al comma precedente, in deroga
all’art. 17, comma 24, della legge 15 maggio 1997, n. 127, devono
essere resi dall’amministrazioni competenti entro sette giorni
dalla richiesta e, qualora entro tale termine non siano resi, si
intendono inderogabilmente acquisiti con esito positivo.
4. Per la realizzazione degli interventi, e’ autorizzata la deroga
alle seguenti norme:
regio decreto 25 maggio 1895, n. 350, articoli 9, 10, 17, 20, 27,
28, 68, 69, 70 e 71;
legge 11 febbraio 1994, n. 109, modificata dalle leggi 2 giugno
1995, n. 216, e 18 novembre 1998, n. 415, art. 6, comma 5 e
articoli 9, 16, 17, 19, 20, 21, 23, 24, 25, 28, 29 e 32;
decreto legislativo 12 marzo 1995, n. 157, articoli 6, 7, 8, 9, 22,
23 e 24;
decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494, articolo 10, comma 2.
Art. 3.
1. Il Dipartimento della protezione civile e’ estraneo ad ogni
rapporto contrattuale scaturito dall’applicazione della presente
ordinanza e pertanto, eventuali oneri derivanti da ritardi,
inadempienze o contenziosi a qualsiasi titolo insorgenti sono a
carico dei bilanci degli enti attuatori.
2. La regione Piemonte, con relazione semestrale ed ogni volta sia
richiesto o necessario, riferisce al Dipartimento della protezione
civile sullo stato degli interventi.
La presente ordinanza sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 31 marzo 2000
Il Ministro: Bianco

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