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Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 21 dicembre 1999, n.551
Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione,
installazione, esercizio e manutenzione degli impianti termici
degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia.
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 4, comma 4, della legge 9 gennaio 1991, n. 10;
Visto l’articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n.
412;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;
Considerata l’opportunita’ di conformare il decreto del Presidente
della Repubblica medesimo al disposto della direttiva 92/42/CEE,
attuata dal regolamento approvato con decreto del Presidente della
Repubblica 15 novembre 1996, n. 660;
Sentito in qualita’ di ente energetico l’ENEA;
Ritenuto che il predetto parere, ai sensi degli articoli 16 e 17
della legge 7 agosto 1990, n. 241, puo’ ritenersi sostitutivo anche
di quello del CNR, considerata la mancata risposta di tale ente
entro il termine di novanta giorni dalla richiesta e tenuto conto
della equipollente qualificazione e capacita’ tecnica dell’ENEA
nello specifico campo della ricerca energetica;
Visto il parere della Conferenza unificata, istituita ai sensi del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Sentite le associazioni di categoria interessate e le associazioni
di istituti nazionali operanti per l’uso razionale dell’energia;
Vista la notifica alla Commissione dell’Unione europea effettuata,
ai sensi della direttiva 98/34/CE, con nota n. 98/0117/I;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 28 settembre
1998;
Vista la sentenza della Corte di Giustizia delle Comunita’ Europee
nella causa C-112/97, pronunciata in data 25 marzo 1999;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 10 dicembre 1999;
Sulla proposta del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato;

E m a n a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Precisazioni in ordine alla definizione di temperatura media
1. Al comma 1 dell’articolo 4 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, le parole: “dei singoli ambienti
degli edifici” sono sostituite dalle seguenti: “nei diversi
ambienti di ogni singola unita’ immobiliare.”.
Art. 2.
Precisazioni in ordine allo scarico dei fumi
1. Al comma 9 dell’articolo 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, primo capoverso, le parole da:
“Gli edifici” a: “UNI 7129” sono sostituite dalle seguenti: “Gli
impianti termici siti negli edifici costituiti da piu’ unita’
immobiliari devono essere collegati ad appositi camini, canne
fumarie o sistemi di evacuazione dei prodotti di combustione, con
sbocco sopra il tetto dell’edificio alla quota prescritta dalla
regolamentazione tecnica vigente.”.
2. Al secondo capoverso del comma 9 dell’articolo 5 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, il periodo da:
“Fatte salve” a: “tetto dell’edificio”, e sostituito dal seguente:
“Fatte salve diverse disposizioni normative, ivi comprese quelle
contenute nei regolamenti edilizi locali e loro successive
modificazioni, le disposizioni del presente comma possono non
essere applicate in caso di mera sostituzione di generatori di
calore individuali e nei seguenti casi, qualora si adottino
generatori di calore che, per i valori di emissioni nei prodotti
della combustione, appartengano alla classe meno inquinante
prevista dalla norma tecnica UNI EN 297:
singole ristrutturazioni di impianti termici individuali gia’
esistenti, siti in stabili plurifamiliari, qualora nella versione
iniziale non dispongano gia’ di camini, canne fumarie o sistemi di
evacuazione dei prodotti della combustione con sbocco sopra il
tetto dell’edificio, funzionali ed idonei o comunque adeguabili
alla applicazione di apparecchi con combustione asservita da
ventilatore;
nuove installazioni di impianti termici individuali in edificio
assoggettato dalla legislazione nazionale o regionale vigente a
categorie di intervento di tipo conservativo, precedentemente mai
dotato di alcun tipo di impianto termico, a condizione che non
esista camino, canna fumaria o sistema di evacuazione fumi
funzionale ed idoneo, o comunque adeguabile allo scopo.”.
Art. 3.
Installazione di generatori di calore e coibentazione degli
impianti
1. Il comma 10 dell’articolo 5 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e’ sostituito dal seguente:
“10. In tutti i casi di nuova installazione o di ristrutturazione
dell’impianto termico, che comportino l’installazione di generatori
di calore individuali che rientrano nel campo di applicazione della
direttiva 90/396/CEE del 29 giugno 1990, e’ prescritto l’impiego di
generatori muniti di marcatura CE. In ogni caso i generatori di
calore di tipo B1 (secondo classificazione della norma tecnica UNI-
CIG 7129) installati all’interno di locali abitati devono essere
muniti all’origine di un dispositivo di sicurezza dello scarico dei
prodotti della combustione, secondo quanto indicato nella norma
tecnica UNI-CIG EN 297 del 1996. Al fine di garantire una adeguata
ventilazione, nel caso di installazione di generatori di tipo B1 in
locali abitati, dovra’ essere realizzata, secondo le modalita’
previste al punto 3.2.1 della norma tecnica UNI-CIG 7129, apposita
apertura di sezione libera totale non inferiore a 0,4 metri
quadrati.”.
2. Al penultimo periodo del comma 11, dell’articolo 5, del decreto
del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, dopo le
parole: “quelli da costruzione” sono inserite le seguenti: “,
tenendo conto in particolare della permeabilita’ al vapore dello
strato isolante, delle condizioni termoigrometriche dell’ambiente,
della temperatura del fluido termovettore.”.
Art. 4.
Rendimento minimo dei generatori di calore
1. Il comma l dell’articolo 6 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e’ sostituito dal seguente:
“1. Negli impianti termici di nuova installazione, nella
ristrutturazione degli impianti termici nonche’ nella sostituzione
di generatori di calore, i generatori di calore ad acqua calda di
potenza nominale utile pari o inferiore a 400 kW devono avere un
“rendimento termico utile” conforme a quanto prescritto dal decreto
del Presidente della Repubblica 15 novembre 1996, n. 660. l
generatori ad acqua calda di potenza superiore devono rispettare i
limiti di rendimento fissati dal medesimo decreto del Presidente
della Repubblica per le caldaie di potenza pari a 400 kW. I
generatori di calore ad aria calda devono avere un “rendimento di
combustione” non inferiore ai valori riportati nell’allegato E al
presente decreto.”.
Art. 5.
Termoregolazione e contabilizzazione
1. Al comma 3 dell’articolo 7 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e’ aggiunto il seguente periodo:
“Ai sensi del comma 3 dell’articolo 26 della legge 9 gennaio 1991,
n.
10, gli impianti termici al servizio di edifici di nuova
costruzione, la cui concessione edilizia sia rilasciata dopo il 30
giugno 2000, devono essere dotati di sistemi di termoregolazione e
di contabilizzazione del consumo energetico per ogni singola unita’
immobiliare.”.
Art. 6.
Responsabilita’ inerenti l’esercizio e la manutenzione degli
impianti termici
1. Il comma 1 dell’articolo 11 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e’ sostituito dal seguente:
“1. L’esercizio e la manutenzione degli impianti termici sono
affidati al proprietario, definito come alla lettera j)
dell’articolo 1, comma 1, o per esso ad un terzo, avente i
requisiti definiti alla lettera o) dell’articolo 1, comma 1, che se
ne assume la responsabilita’. L’eventuale atto di assunzione di
responsabilita’ da parte del terzo, che lo espone altresi’ alle
sanzioni amministrative previste dal comma 5 dell’articolo 34 della
legge 9 gennaio 1991, n.
10, deve essere redatto in forma scritta e consegnato al
proprietario. Il terzo eventualmente incaricato, non puo’ delegare
ad altri le responsabilita’ assunte, e puo’ ricorrere solo
occasionalmente al subappalto delle attivita’ di sua competenza,
fermo restando il rispetto della legge 5 marzo 1990 n. 46, per le
attivita’ di manutenzione straordinaria, e ferma restando la
propria diretta responsabilita’ ai sensi degli articoli 1667 e
seguenti del codice civile. Il ruolo di terzo responsabile di un
impianto e’ incompatibile con il ruolo di fornitore di energia per
il medesimo impianto, a meno che la fornitura sia effettuata
nell’ambito di un contratto servizio energia, con modalita’
definite con decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, di concerto con il Ministro delle finanze.”.
Art. 7.
Ulteriori requisiti del terzo responsabile
1. Il comma 3 dell’articolo 11 del decreto del Presidente della
Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, e’ sostituito dal seguente:
“3. Nel caso di impianti termici con potenza nominale al focolare
superiore a 350 kW, ferma restando la normativa vigente in materia
di appalti pubblici, il possesso dei requisiti richiesti al “terzo
responsabile dell’esercizio e della manutenzione dell’impianto
termico e’ dimostrato mediante l’iscrizione ad albi nazionali
tenuti dalla pubblica amministrazione e pertinenti per categoria
quali, ad esempio, l’albo nazionale dei costruttori – categoria
gestione e manutenzione degli impianti termici di ven…

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