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Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Art. 33 de...

Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Art. 33 della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Chiarimenti in ordine al differimento dei termini di operativita' della tariffa di cui all'art. 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.

MINISTERO DELLE FINANZE
CIRCOLARE 17 febbraio 2000, n.25
Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Art. 33
della legge 23 dicembre 1999, n. 488. Chiarimenti in ordine al
differimento dei termini di operativita’ della tariffa di cui
all’art. 49 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.
Ai comuni
Alle province
e, per conoscenza:
Alle direzioni regionali delle entrate
All’Associazione nazionale dei comuni italiani (Anci)
All’Unione nazionale delle province italiane (Upi)
L’art. 33 della legge 23 dicembre 1999, n. 488 (legge finanziaria
2000), ha apportato rilevanti modificazioni all’art. 49 del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, concernente l’istituzione della
“tariffa Ronchi” per la gestione dei rifiuti urbani e al decreto
del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158, riguardante
l’elaborazione del metodo normalizzato per definire detta tariffa.
In particolare, il comma 1 dell’art. 33, a modifica dell’art. 49,
comma 1, del decreto legislativo n. 22/1997, stabilisce che la
tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni e’
soppressa a decorrere “dai termini previsti dal regime transitorio,
disciplinato dal regolamento di cui al comma 5, entro i quali i
comuni devono provvedere alla integrale copertura dei costi del
servizio di gestione dei rifiuti urbani attraverso la tariffa di
cui al comma 2”.
Il regime transitorio cui fa riferimento la norma citata e’ quello
regolato dall’art. 11, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica n. 158/1999, come modificato dall’art. 33, comma 6,
della legge n. 488/1999, che dispone l’abrogazione, tra l’altro,
del secondo periodo della lettera d).
Pertanto, la soppressione della tassa rifiuti e la contemporanea
operativita’ della “tariffa Ronchi” decorrono dalle seguenti date:
a) 1o gennaio 2003 per i comuni che abbiano raggiunto, nell’anno
1999, un grado di copertura dei costi superiore all’85 per cento;
b) 1o gennaio 2005 per i comuni che abbiano raggiunto, nell’anno
1999, un grado di copertura dei costi tra il 55 e l’85 per cento;
c) 1o gennaio 2008 per i comuni che abbiano raggiunto, nell’anno
1999, un grado di copertura dei costi inferiore al 55 per cento,
nonche’ per i comuni che abbiano un numero di abitanti fino a 5000,
a prescindere, in quest’ultimo caso, dalla copertura raggiunta nel
1999.
In rapporto al predetto differimento dei termini di operativita’
della “tariffa Ronchi”, la legge finanziaria, all’art. 33, commi 4,
6 e 7, ha inoltre sancito l’abrogazione dell’art. 5, comma 3, e
dell’art. 11, commi 2, 3 e 4, nonche’ del n. 5 dell’allegato 1 del
decreto del Presidente della Repubblica n. 158/1999, relativi agli
adempimenti prescritti per i comuni originariamente tenuti
all’immediata attuazione del metodo normalizzato e per i comuni
esonerati in fase di prima applicazione della tariffa dalla
suddivisione della stessa in parte fissa ed in parte variabile.
Ferma restando la vigenza della tassa secondo i periodi temporali
previsti dal regime transitorio di cui sopra, va precisato che, a
norma del comma 1-bis, aggiunto all’art. 49 del decreto legislativo
n. 22/1997 dall’art. 33, comma 2, della legge finanziaria, rimane
comunque salva la facolta’ dei comuni di deliberare l’introduzione
sperimentale della “tariffa Ronchi” gia’ prevista dal comma 16 del
ripetuto art. 49, con conseguente disapplicazione anticipata della
normativa tributaria.
Relativamente ai comuni interessati a mantenere la tassa, si rileva
che la mancata previsione, per l’anno 2000, di una norma analoga a
quella contemplata dall’art. 31, comma 7, primo periodo, della
legge 23 dicembre 1998, n. 448, determina l’obbligo di deliberare,
entro il 29 febbraio 2000, tariffe tributarie conformi ai criteri
prescritti dall’art. 65 del decreto legisaltivo 15 novembre 1993,
n. 507, come modificato con l’art. 3, comma 68, della legge 28
dicembre 1995, n. 549.
Pertanto, in attuazione delle disposizioni stabilite da detto art.
65, la tariffa della tassa (TS) viene determinata dal prodotto del
costo medio generale netto per unita’ di superficie (Cmg) per il
coefficiente o indice di produttivita’ specifica dei rifiuti (Ips)
nonche’ per il coefficiente o indice di qualita’ specifica dei
rifiuti di ogni singola attivita’ o utilizzazione (Iqs) secondo la
seguente formula: TS = Cmg x Ips x Iqs.
In proposito si fa presente che risulta sostanzialmente coerente
con il principio dell’art. 65 l’utilizzazione dei criteri dettati
dal metodo normalizzato per la determinazione della tariffa della
tassa. Riguardo ai comuni con popolazione inferiore a 35.000
abitanti, nel richiamare i chiarimenti forniti con circolare n.
40/E del 17 febbraio 1996, si sottolinea che l’art. 65 in questione
prevede la possibilita’ di adottare il criterio di commisurazione
della tassa in base a tariffe rapportate alla produzione effettiva
dei rifiuti ed al loro costo di smaltimento, in alternativa al
sistema presuntivo di tariffazione basato sulla produzione media
ordinaria di rifiuti in relazione alla tipologia dell’attivita’ o
uso per unita’ di superficie tassabile.
La tariffa tributaria adottata in applicazione dei sistemi di
commisurazione descritti va riferita al costo del servizio
preventivato per l’anno 2000, che, ai sensi dell’art. 61, comma 2,
del decreto legislativo n. 507/1993, deve essere comprensivo delle
spese inerenti e degli oneri diretti ed indiretti, nonche’ delle
quote di ammortamento dei mutui per la costituzione di consorzi per
lo smaltimento dei rifiuti, con esclusione di tutte le spese
generali e specifiche di gestione del tributo.
In merito alla copertura del costo di esercizio, si ritiene che il
rinvio della soppressione della tassa ai termini entro i quali i
comuni devono provvedere all’integrale copertura dei costi di
gestione attraverso la “tariffa Ronchi” comporti l’automatica
necessita’ di un graduale aumento del gettito, inteso al
conseguimento della copertura totale dei costi inerenti il servizio
di smaltimento dei rifiuti urbani interni di cui all’art. 61, comma
2, del decreto legislativo n. 507/1993, entro l’ultimo anno di
applicazione della tassa.
Sul piano sistematico, la suddetta interpretazione appare
giustificata dalla circostanza che il legislatore ha utilizzato il
rinvio ai termini di cui all’art. 11, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 158/1999, al solo fine di differire
l’applicazione della “tariffa Ronchi”, per la quale, peraltro, non
e’ piu’ previsto un regime transitorio per l’integrale copertura
dei costi di gestione. Va inoltre considerato che i diversi periodi
di vigenza della tassa sono tanto minori quanto maggiore e’ il
tasso di copertura raggiunto nel 1999, per cui dall’insieme delle
disposizioni normative coinvolte appare desumibile l’intento del
legislatore di indurre i comuni ad una graduale copertura dei costi
inerenti lo smaltimento dei rifiuti interni durante i diversi
periodi temporali di vigenza del tributo.
Tutto cio’ comporta che i singoli enti, dalle rispettive date del
1o gennaio 2003, del 1o gennaio 2005 e del 1o gennaio 2008 dovranno
conseguire, con il gettito derivante dal nuovo prelievo,
l’immediata copertura totale dei costi di gestione, comprensivi di
voci ulteriori rispetto a quelle relative ai soli costi inerenti il
servizio di smaltimento dei rifiuti, come si evince dal contenuto
dei punti 2.2 e 2.3 dell’allegato 1 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 158/1999
In materia di determinazione del costo di esercizio del servizio
di nettezza urbana gestito in regime di privativa, si richiama
l’attenzione sugli effetti della mancata previsione, per l’anno
2000, della possibilita’ di considerare l’intero costo dello
spazzamento in deroga ai disposto di cui all’art. 61, comma 3-bis,
del decreto legislativo n. 507/1993, con la conseguenza che, a
differenza di quanto stabilito per l’anno 1999 ai sensi dell’art.
31, comma 23, della legge n. 448/1998, i comuni devono dedurre dal
costo complessivo del servizio di nettezza urbana un importo, da
determinarsi in sede regolamentare, non inferiore al cinque per
cento e non superiore al quindici per cento, a titolo di costo
dello spazzamento dei rifiuti solidi urbani di cui all’art. 7 del
decreto legislativo n. 22/1997.
La deduzione forfettaria in questione si profila necessaria anche
in presenza dell’obiettivo di copertura totale del costo dei
rifiuti interni, in quanto il comma 3-bis dell’art. 61, riguardando
il costo dello spazzamento, fa esplicito riferimento ad oneri
attribuibili ai soli rifiuti esterni, per la cui integrale
copertura si e’ reso comunque indispensabile, in passato, il
ricorso ad apposite disposizioni normative.
In tema di adeguamento del servizio, si pone in rilievo la
necessita’ di attivazione dei servizi di raccolta differenziata dei
rifiuti, richiamata, a decorrere dall’anno 2000, dall’art. 9, comma
3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 158/1999.
Ovviamente, in vigenza della tassa, l’istituzione della raccolta
differenziata non produce effetti per cio’ che concerne le
agevolazioni previste dall’art. 49, comma 10, del decreto
legislativo n. 22/1997, e dall’art. 7, comma 1, del decreto del
Presidente della Repubblica n. 158/1999, applicabili in regime di
“tariffa Ronchi”. Infine, in ordine alla raccolta differenziata dei
rifiuti di imballaggio conferiti al servizio pubblico, si rammenta
che, a norma degli articoli 38, comma 9, e 41 del decreto
legislativo n. 22/1997, i relativi costi sono posti a carico dei
produttori e degli utilizzatori, per cui sussiste la necessita’ dei
comuni di stipulare apposite convenzioni nell’ambi…

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