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Decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 40, attuazione della direttiva 96/35/CE, consulenti per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose. Modalita' di rilascio del certificato provvisorio. Modalita' per la dichiarazione del consulente. Obblighi del consulente.

CIRCOLARE 6 marzo 2000, n. U di G.MOT N. A9 – prot. 513/4915/10
Decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 40, attuazione della
direttiva 96/35/CE, consulenti per la sicurezza dei trasporti di
merci pericolose. Modalita’ di rilascio del certificato
provvisorio. Modalita’ per la dichiarazione del consulente.
Obblighi del consulente.
Ai dirigenti coordinatori
Ai centri prova autoveicoli
Agli uffici provinciali M.C.T.C.
All’assessorato trasporti turismo comunicazioni della regione
Sicilia – Direzione trasporti
Ai Commissari del Governo nelle province di Trento e Bolzano
Alla provincia autonoma di Trento – Servizio comunicazioni e
trasporti motorizzazione civile
Alla provincia autonoma di Bolzano – Ripartizione traffico e
trasporti
All’Ispesl
Alla Confindustria
Alla Confapi
Alle Associazioni autotrasportatori
Alla Assocarri
Al Sunfer
Alla Confcommercio
Alla Confederazione nazionale artigianato
Alla Federchimica
Alla Associazione italiana commercio chimico
All’Assogasliquidi
All’Assogpl
All’Unasca
Alla Federtaai
All’Asiac
Introduzione.
0. Il decreto legislativo 4 febbraio 2000, n. 40 (pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 52 del 3 marzo 2000), che ha recepito nel
diritto interno la direttiva 96/35/CE, riguardante l’istituzione
dei consulenti per trasporti di merci pericolose su strada e per
ferrovia, ha stabilito alcune incombenze a carico
dell’Amministrazione. Per attuare tali incombenze si rende
necessario emanare alcune norme procedurali applicative, che sono
lo scopo della presente circolare.
1. Rilascio del certificato provvisorio di consulente.
1.0. Introduzione.
Il decreto legislativo in oggetto, all’art. 7 (disposizioni
transitorie e finali) prevede il rilascio di un certificato
“provvisorio” per titolari o dipendenti di imprese con sede sul
territorio nazionale, che dimostrino, mediante dichiarazione
sostitutiva di atto notorio, di avere di fatto assolto, nel periodo
antecedente all’entrata in vigore del suddetto decreto, alla
funzione di consulente. E’ evidente, visto l’art. 1, comma 1, sub-
b), del decreto legislativo, che il certificato provvisorio possa
essere richiesto anche dal legale rappresentante dell’impresa. I
titolari di certificato provvisorio dovranno presentare la domanda
per sostenere l’esame ai fini del conseguente rilascio del
certificato definitivo, secondo modalita’ ed entro il termine, che
verranno stabiliti con i decreti attuativi previsti dall’art. 5,
comma 5, del decreto legislativo.
1.1. Domanda di rilascio.
Chiunque – purche’ titolare o dipendente di impresa di cui all’art.
1, comma 1a), del decreto legislativo – intenda avvalersi di tale
disposizione, potra’ rivolgere istanza all’ufficio provinciale
della motorizzazione civile e trasporti in concessione della
provincia in cui ha sede l’impresa, per il rilascio del certificato
previsto dal citato art. 7 del decreto legislativo,
subordinatamente alla presentazione della seguente documentazione:
a) dichiarazione sostitutiva di certificazione, conforme al fac-
simile di cui all’allegato 1 di questa circolare.
La suddetta dichiarazione, da allegare alla richiesta, va intesa
come dichiarazione sostitutiva di certificazione resa ai sensi
dell’art. 2 della legge n. 15 del 1968 come integrato e modificato
dall’art. 3, comma 10, della legge n. 127 del 1997 e dell’art. 1,
comma 2, del decreto del Presidente della Repubblica n. 403/1998.
Nella domanda dovra’ inoltre essere precisata la modalita’, o le
modalita’, per cui il certificato viene richiesto (su strada, per
ferrovia, od entrambe). Essa dovra’ in particolare contenere in
maniera dettagliata i seguenti dati ed informazioni:
dati anagrafici;
residenza – domicilio;
titolo di studio posseduto (esclusivamente per fini statistici);
indicazione della impresa, presso cui il candidato ha svolto le sue
mansioni, in analogia a quelle previste dall’art. 4 del decreto
legislativo, precisando inoltre la sede e l’attivita’ dell’impresa
stessa;
data di inizio rapporto;
tipo di rapporto con l’impresa (titolare, legale rappresentante, o
dipendente);
tipologia delle materie pericolose trasportate, caricate o
scaricate dall’impresa (classi, ordinali) e modalita’ di trasporto
utilizzate (stradale, ferroviaria);
b) versamenti di L. 10.000 su c/c 90001 e di L. 40.000 su c/c 4028,
per l’assolvimento delle imposte di bollo, (tariffa 1.7 della
tabella allegata alla legge n. 870/1986 e successive modificazioni
ed aggiornamenti); potranno essere utilizzati i bollettini
prestampati reperibili presso gli uffici provinciali stessi.
1.2. Rilascio del certificato provvisorio.
L’ufficio provinciale cui viene rivolta l’istanza, esaminata la
documentazione di cui al precedente punto 1.1., rilascia al
richiedente il certificato provvisorio, secondo il fac-simile di
cui all’allegato 2.
Il certificato in questione dovra’ essere completato, oltre che con
le generalita’ della persona che ne ha fatto richiesta, con il
numero di marca operativa, da indicare alla voce “certificato n.
…..”; la validita’ e’ improrogabilmente limitata a diciotto mesi
dall’entrata in vigore del decreto legislativo, ossia il 17
settembre 2001. Le modalita’ di trasporto (su strada, o per
ferrovia) per cui viene rilasciato il certificato, dovranno essere
espressamente indicate nella, o nelle caselle, interessate. Dovra’
percio’ essere indicato “SI” per la modalita’, o le modalita’, per
le quali viene rilasciato il certificato; ovvero “NO”, in caso
contrario. Infine il certificato dovra’ essere completato con la
data, la firma del direttore o di chi ne fa le veci, il timbro
tondo d’ufficio e quello dell’assolvimento dell’imposta di bollo in
maniera virtuale. Il certificato dovra’ essere redatto in due
copie: la prima verra’ consegnata al richiedente, la seconda
restera’ agli atti dell’ufficio.
2. Modalita’ per l’effettuazione della comunicazione del consulente
da parte delle imprese.
2.0. lntroduzione.
Come stabilito al comma 3 dell’art. 3 del decreto legislativo in
oggetto, le imprese che effettuano il trasporto, il carico o lo
scarico di merci pericolose debbono comunicare all’ufficio
provinciale della motorizzazione civile della provincia, in cui ha
sede l’impresa stessa, il nominativo del proprio consulente, o dei
propri consulenti, indicandone le complete generalita’.
2.1. Comunicazione del consulente.
Per ottemperare a tale incombenza, il capo dell’impresa dovra’
presentare all’ufficio provinciale della motorizzazione civile e
trasporti in concessione, nella cui provincia ha sede l’impresa
stessa, una comunicazione conforme allo schema di cui all’allegato
3. Alla comunicazione dovra’ essere allegata la copia del
certificato (provvisorio o definitivo) di formazione del
consulente; si rammenta che, come stabilito dal com-ma 8 dell’art.
5 del decreto legislativo, i certificati rilasciati da un altro
Paese comunitario sono riconosciuti a tutti gli effetti senza
alcuna formalita’ aggiuntiva.
La comunicazione da presentare all’ufficio provinciale M.C.T.C.
dovra’ essere redatta in due copie.
Nel caso la comunicazione venga spedita per posta raccomandata, il
capo dell’impresa deve conservare ai propri atti la seconda copia
della comunicazione, unitamente alla ricevuta dell’ufficio postale.
Nel caso invece che la dichiarazione venga presentata a mano, una
copia restera’ agli atti dell’ufficio provinciale ricevente, mentre
l’altra verra’ restituita all’interessato, dopo che l’ufficio
provinciale vi avra’ apposto una attestazione di ricevuta del
seguente tenore:

“Presentata all’ufficio provinciale della motorizzazione civile e
trasporti in concessione di …………………… in data
……………………………. Il funzionario ricevente
………………….”.
2.2. Caso di imprese con piu’ sedi.
Qualora l’impresa abbia la sede legale distinta dalla sede
operativa e questa si trovi in altra provincia, la comunicazione
dovra’ essere presentata all’ufficio provinciale nella cui
circoscrizione si trova la sede operativa.
Qualora l’impresa disponga di piu’ sedi operative, il capo
dell’impresa dovra’ esibire o trasmettere una comunicazione per
ciascuna sede operativa (anche se ubicate nella stessa provincia)
all’ufficio provinciale M.C.T.C. competente per territorio; il
consulente potra’ anche essere il medesimo per tutte le sedi
operative.
3. Obblighi del consulente.
3.0. Introduzione.
Gli obblighi del consulente sono sanciti dall’art. 4 del decreto
legislativo.
3.1. Obblighi derivanti da attivita’ ordinaria.
Gli obblighi derivanti dall’attivita’ ordinaria del consulente sono
indicati ai commi 1, 2 e 3 dell’art. 4 del decreto legislativo. Il
consulente e’ tenuto a redigere la relazione, di cui al comma 1
dell’art. 4, ed a consegnarla al capo dell’impresa “annualmente”;
si precisa che tale termine deve essere inteso come “anno solare”,
quindi le relazioni – sempre che non intervengano eventi
modificativi delle prassi e delle procedure poste alla base della
relazione stessa, ovvero delle norme in materia di trasporto,
carico o scarico delle merci pericolose (comma 2, art. 4 del
decreto legislativo) – dovranno essere consegnate entro il 31
dicembre di ogni anno. Si precisa inoltre che eventi modificativi
delle prassi dell’impresa, effettuati in attuazione delle proposte
contenute nella relazione del consulente, non sono da ritenersi
attinenti a quanto previsto al comma 2, art. 4 del decreto
legislativo, e quindi non costituiscono motivo per la redazione di
relazioni aggiuntive infrannuali. Si precisa infine che, nel caso
la funzione di consulent…

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