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Criteri e modalita' per la contrazione dei mutui da parte delle comunita' montane per le finalita' di cui all'art. 34 della legge n. 144/1999.

DECRETO 28 gennaio 2000
Criteri e modalita’ per la contrazione dei mutui da parte delle
comunita’ montane per le finalita’ di cui all’art. 34 della legge
n. 144/1999.
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
Vista la legge 31 gennaio 1994, n. 97, recante “Nuove disposizioni
per le zone montane”;
Visto, in particolare, l’art. 7 della citata legge n. 97/1994, il
quale stabilisce, tra l’altro, che “i piani pluriennali di sviluppo
socio economico di cui all’art. 29, comma 3, della legge 8 giugno
1990, n. 142, hanno come finalita’ principale, il consolidamento e
lo sviluppo delle attivita’ economiche ed il miglioramento dei
servizi”;
Vista la legge 17 maggio 1999, n. 144, e in particolare, l’art. 34,
il quale stabilisce che “per il finanziamento della legge 31
gennaio 1994, n. 97, sono autorizzati limiti d’impegno
quindicennali rispettivamente di lire 20.000 milioni a decorrere
dall’anno 2000 e di lire 10.000 milioni a decorrere dall’anno 2001.
A tal fine le comunita’ montane sono autorizzate a contrarre mutui
secondo criteri e modalita’ che verranno stabiliti con decreto del
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione economica;
Ritenuto necessario procedere al riparto delle risorse finanziarie,
disponendo in primo luogo un’assegnazione di eguale importo per
tutte le comunita’ montane al fine della predisposizione dei piani
di sviluppo pluriennali (o dei relativi aggiornamenti o
completamenti) previsti dall’art. 7 della legge n. 97/1994,
necessari per l’acquisizione delle indicazioni sui fabbisogni
locali e sulle priorita’ di intervento;
Ritenuto altresi’ necessario e opportuno procedere al riparto delle
restanti quote delle risorse ai fini della piu’ efficiente ed
efficace utilizzazione delle stesse, tenuto conto dell’ambito
territoriale delle comunita’ montane, delle caratteristiche
innovative dei piani di sviluppo e dei parametri
territorio/popolazione;
Considerato che l’elevato numero degli enti abilitati alla
contrazione dei mutui, le connotazioni organizzative e funzionali
degli enti stessi, il limitato importo dei singoli mutui, rendono
opportuno stabilire disposizioni attuative che assicurino una
corretta, efficiente e uniforme operativita’ della legge, nonche’
un efficace monitoraggio del relativo stato di attuazione;
Considerato che i finanziamenti della Cassa depositi e prestiti
rientrano nelle attivita’ e servizi di interesse economico generale
che l’Istituto svolge ai sensi dell’art. 1 del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 284, e che, pertanto, gli stessi costituiscono
lo strumento per rendere piu’ spedite le procedure per la
concessione dei benefici e consentire una puntuale verifica dello
stato di attuazione degli interventi programmati;
Sentiti l’Unione nazionale comuni comunita’ enti montani – UNCEM e
la Conferenza unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, che, nella seduta del 21 ottobre 1999, ha
esaminato i predetti criteri di riparto, esprimendo parere
favorevole;
Decreta:
Art. 1.
Il 25% delle risorse derivanti dai mutui e’ ripartito, in parti
uguali, tra tutte le comunita’ montane per l’elaborazione dei piani
di sviluppo previsti dall’art. 29, comma 3, della legge n. 142/1990
e dall’art. 7 della legge n. 97/1994, da adottarsi entro il 15
dicembre 2000. Nel caso in cui il piano sia gia’ stato predisposto,
i mutui possono essere utilizzati per l’aggiornamento, il
completamento o la realizzazione dello stesso. Nel caso di
comunita’ montane costituite successivamente al 1o gennaio 2000, il
termine per l’approvazione del piano di sviluppo e’ prorogato al 15
giugno 2001.
Il 65% delle risorse e’ ripartito su base regionale, per il 50% con
riferimento al territorio montano delle comunita’ e per l’altro 50%
con riferimento alla popolazione ivi residente, secondo le
percentuali indicate in allegato 1, per il finanziamento dei
progetti presentati dalle comunita’, in forma singola o associata,
in linea con le priorita’ indicate nei piani di sviluppo. I
progetti dovranno pervenire alla regione entro il 15 dicembre 2000
e saranno valutati, entro il 15 marzo 2001, dai nuclei di
valutazione di cui all’art. 1 della legge n. 144/1999, ovvero, se
non costituiti, dall’assessorato competente individuato dalla
giunta regionale, tenendo prioritariamente conto dei progetti
integrati coofinanziati anche con altre risorse pubbliche,
comunitarie e private, degli obiettivi indicati nei piani di
sviluppo e del contributo al miglioramento delle condizioni di vita
della popolazione locale.
In caso d’inadempimento da parte delle regioni, il Ministero del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica provvedera’
ad attivare poteri sostitutivi. L’importo residuo delle somme
disponibili, maggiorato delle eventuali risorse non attivate dagli
enti beneficiari nei termini previsti, e’ ripartito tra le
comunita’ montane che presentino, in forma associata, al Comitato
tecnico interministeriale per la montagna (CTIM), entro il 15
dicembre 2000, progetti redatti secondo criteri individuati dal
CTIM entro il 15 aprile 2000. I progetti saranno successivamente
selezionati dallo stesso CTIM entro il 15 marzo 2001.
Art. 2.
Per il finanziamento degli interventi di cui all’art. 1, la Cassa
depositi e prestiti e’ autorizzata a concedere alle comunita’
montane beneficiarie mutui quindicennali il cui importo e’
determinato dall’attualizzazione al tasso fisso vigente delle
risorse a ciascuna assegnate. Per quanto non diversamente stabilito
dal presente decreto, per la concessione dei mutui trovano
applicazione le procedure stabilite con decreto del Ministro del
tesoro del 7 gennaio 1998 e successive modificazioni.
Art. 3.
Ai fini della concessione dei mutui di cui all’art. 1, comma 1, le
comunita’ montane interessate, entro tre mesi dalla data di
pubblicazione del presente decreto, presentano richiesta di
finanziamento alla Cassa depositi e prestiti. Per le comunita’
montane costituite successivamente alla data di pubblicazione del
presente decreto, il termine di tre mesi di presentazione della
domanda decorre dalla data di costituzione.
Nel caso in cui il mutuo venga concesso per l’elaborazione,
completamento o aggiornamento del piano di sviluppo, la comunita’
montana beneficiaria trasmette alla Cassa depositi e prestiti,
entro trenta giorni dalla sua adozione, una dichiarazione del
segretario attestante l’avvenuta adozione. In mancanza di tale
dichiarazione la Cassa depositi e prestiti procede alla revoca del
mutuo ed al recupero delle somme eventualmente erogate, ponendo a
carico della comunita’ montana i relativi oneri di ammortamento.
Qualora l’onere definitivamente accertato per la elaborazione o
l’aggiornamento del programma di sviluppo risulti inferiore
all’importo del mutuo concesso, la comunita’ montana beneficiaria
puo’ utilizzare la quota di mutuo non impegnata per il
finanziamento, anche parziale, di specifici interventi previsti nel
piano approvato.
In mancanza di specifici interventi da finanziare, la Cassa
depositi e prestiti procede alla corrispondente riduzione del
mutuo.
I mutui sono somministrati, su richiesta dell’ente beneficiario, in
una o piu’ soluzioni, su presentazione di una dichiarazione del
segretario attestante l’avvenuta esecuzione della spesa finanziata
o di quota parte di essa.
Art. 4.
Per la concessione dei mutui di cui all’art. 1, comuni 2 e 3, le
comunita’ montane beneficiarie presentano richiesta di
finanziamento alla Cassa depositi e prestiti entro tre mesi dalla
data di approvazione del progetto da parte della regione o del
CTIM. Nel caso di finanziamento assegnato a comunita’ montane
associate tra loro, queste, per la concessione del mutuo, stipulano
apposita convenzione ai sensi dell’art. 24 della legge 8 giugno
1990, n. 142.
La conmunita’ montana individuata quale ente coordinatore della
convenzione provvede all’accensione del mutuo ed alla successiva
gestione dello stesso con la Cassa depositi e prestiti. I mutui
sono somministrati, su richiesta dell’ente beneficiario o
coordinatore, in una o piu’ soluzioni, su presentazione di
specifica dichiarazione del segretario attestante l’avvenuta
esecuzione della spesa finanziata o di quota parte di essa.
Art. 5.
I mutui di cui al presente decreto sono rimborsati in quindici
anni, mediante corresponsione di 30 rate semestrali posticipate,
comprensive di capitale ed interessi, decorrenti dal 1o gennaio
successivo alla data di concessione. Sulle somme erogate in conto
mutuo anteriormente alla data di inizio dell’ammortamento, le
comunita’ montane beneficiarie pagano alla Cassa depositi e
prestiti, entro il successivo 31 gennaio, interessi di
preammortamento, calcolati al medesimo tasso di concessione per il
periodo che va dalla data di erogazione al 31 dicembre successivo,
anche mediante utilizzo di quota parte del mutuo stesso.
Art. 6.
La Cassa depositi e prestiti trasmette, con cadenza semestrale, al
Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica

Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione il
prospetto riepilogativo dei mutui concessi per il monitoraggio
dell’attuazione del presente decreto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 28 gennaio 2000
Il Ministro:
Amato
Allegato 1

Indicatori di superficie e popolazione montana dei
comuni appartenenti a comunita’ montane
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