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Regolamento recante condizioni e modalita' dell'intervento del Fondo centrale di garanzia per il credito navale. (GU n. 31 del 8-2-2000)

MINISTERO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
DECRETO 17 dicembre 1999, n.539
Regolamento recante condizioni e modalita’ dell’intervento del
Fondo centrale di garanzia per il credito navale. (GU n. 31 del 8-2-
2000)
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO E DELLA PROGRAMMAZIONE
ECONOMICA
di concerto con
IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 261, e, in particolare,
l’articolo 5, il quale prevede:
al comma 1, come novellato dall’articolo 1, comma 2, della legge 30
novembre 1998, n. 413, l’istituzione di un Fondo centrale di
garanzia per il credito navale (di seguito denominato “Fondo”),
destinato alla copertura dei rischi derivanti dalla mancata
restituzione del capitale e dalla mancata corresponsione dei
relativi interessi ed altri accessori connessi o dipendenti dai
finanziamenti finalizzati alla costruzione e trasformazione di
unita’ navali e la cui gestione finanziaria, amministrativa e
tecnica e’ affidata ad una banca prescelta dal Ministro del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica mediante procedura di
evidenza pubblica ai sensi del decreto legislativo 17 marzo 1995,
n. 157;
al comma 2, come novellato dall’articolo 1, comma 3, della predetta
legge n. 413 del 1998, che possono essere ammessi alla garanzia del
Fondo i finanziamenti garantiti da ipoteca di primo grado sulla
nave che ne e’ oggetto, concessi da banche ad armatori italiani ed
esteri per i lavori, effettuati nei cantieri nazionali, di
costruzione e trasformazione di unita’ navali di durata non
superiore a dodici anni dall’ultimazione della nave, di importo non
superiore all’80 per cento del prezzo contrattuale e ad un tasso di
interesse non inferiore a quello fissato dal consiglio dell’OCSE
ovvero a tasso di mercato nei casi in cui il credito non sia
assistito da agevolazioni pubbliche finalizzate a ridurre gli oneri
degli interessi;
al comma 3, che la garanzia del Fondo puo’ essere accordata alla
banca finanziatrice fino ad un massimale del 40 per cento del
finanziamento e che nei limiti del massimale la garanzia puo’
essere attivata in misura non superiore al 90 per cento della
perdita definitiva;
al comma 4, che le modalita’ e le condizioni dell’intervento della
garanzia del Fondo sono stabiliti con decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con il Ministro dei trasporti e della
navigazione;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza dell’11 ottobre
1999 (parere n. 210/99);
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, a
norma dell’articolo 17, comma 3, della predetta legge n. 400 del
1988 (nota n. 38084 dell’8 novembre 1999);

A d o t t a
il seguente regolamento:

Art. 1.
Definizioni 1. Nel presente regolamento l’espressione:
a) “Fondo” indica il Fondo centrale di garanzia per il credito
navale istituito ai sensi dell’articolo 5 della legge 31 luglio
1997, n. 261;
b) “gestore” indica la banca cui e’ affidata la gestione del Fondo;
c) “banca” indica la banca, iscritta all’albo di cui all’articolo
13 del decreto legislativo lo settembre 1993, n. 385, avente sede
legale in uno dei Paesi membri dell’Unione europea;
d) “armatore” indica l’impresa italiana od estera committente dei
lavori, effettuati nei cantieri nazionali, di costruzione e
trasformazione delle unita’ navali previste dall’articolo 2 del
decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla legge 22
febbraio 1994, n. 132;
e) “finanziamenti” indica i finanziamenti – garantiti da ipoteca di
primo grado sulla nave che ne e’ oggetto, concessi da banche ad
armatori italiani ed esteri per i lavori, effettuati nei cantieri
nazionali, di costruzione e trasformazione delle unita’ navali
previste dall’articolo 2 del decreto-legge 24 dicembre 1993, n.
564, convertito dalla legge 22 febbraio 1994, n. 132 – di durata
complessiva non superiore a dodici anni dall’ultimazione della
nave, di importo non superiore all’80 per cento del prezzo
contrattuale e ad un tasso di interesse non inferiore a quello di
cui alla risoluzione del consiglio dell’OCSE del 3 agosto 1981 e
successive modificazioni od a tasso di mercato, nei casi in cui il
credito non sia assistito da altre agevolazioni pubbliche
finalizzate a ridurre l’onere degli interessi;
f) “tasso di riferimento” indica i1 tasso di riferimento del
credito navale di cui agli articoli 1 e 4 del decreto del Ministro
del tesoro del 21 dicembre 1994. Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle
premesse:
– Il testo dell’art. 5 della legge 31 luglio 1997, n. 261
(Rifinanziamento delle leggi di sostegno all’industria
cantieristica ed armatoriale ed attuazione delle disposizioni
comunitarie di settore), e’ il seguente:

Art. 5.
– 1. E’ istituito il Fondo centrale di garanzia per il credito
navale, di seguito denominato “Fondo , destinato alla copertura dei
rischi derivanti dalla mancata restituzione del capitale e dalla
mancata corresponsione dei relativi interessi ed altri accessori
connessi o dipendenti dai finanziamenti di cui al presente
articolo. La gestione finanziaria, amministrativa e tecnica del
Fondo e’ affidata all’Istituto centrale per il credito a medio
termine (Mediocredito centrale) o a una societa’ a prevalente
partecipazione bancaria individuata con decreto del Ministro del
tesoro. 2. Possono essere ammessi all’intervento della garanzia del
Fondo i finanziamenti garantiti da ipoteca di primo grado sulla
nave che ne e’ oggetto, concessi da banche ad armatori italiani ed
esteri per i lavori, effettuati nei cantieri nazionali, di
costruzione e trasformazione delle unita’ navali previste dall’art.
2 del decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564, convertito dalla
legge 22 febbraio 1994, n. 132, di durate non superiore a dodici
anni dall’ultimazione della nave, di importo non superiore all’80
per cento del prezzo contrattuale e ad un tasso di interesse non
inferiore a quello di cui alla risoluzione del consiglio dell’OCSE
del 3 agosto 1981, e successive modificazioni. 3. La garanzia del
Fondo puo’ essere accordata alla banca concedente il finanziamento
fino ad un massimale del 40 per cento del finanziamento stesso, su
richiesta della banca concedente e dell’armatore interessato. Nei
limiti di detto massimale, la garanzia puo’ essere attivata in
misura non superiore al 90 per cento della perdita che, di intesa
con il soggetto gestore del Fondo, risulti definitivamente
accertata. 4. Le condizioni e le modalita’ dell’intervento della
garanzia del Fondo sono stabilite con decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con il Ministro dei trasporti e della
navigazione. 5-6. (omissis).”. – Il testo dell’art. 17, commi 3 e
4, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Disciplina dell’attivita’ di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri),
come modificato dall’art. 74 del decreto legislativo 3 febbraio
1993, n. 29, e’ il seguente:
“3. Con decreto ministeriale possono essere aottati regolamenti
nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge espressamente conferisca
tale potere. Tali regolamenti, per le materie di competenza di piu’
Ministri, possono essere adottati con decreti interministeriali,
ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte
della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non
possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi devono essere comunicati al Presidente del
Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione. 4. I
regolamenti di cui al comma 1 ed i regolamenti ministeriali ed
interministeriali, che devono recare la denominazione di
“regolamento sono adottati previo parere del Consiglio di Stato,
sottoposti al visto ed alla regitrazione della Corte dei conti e
pubblicati nella Gazzetta Ufficiale”. Note all’art. 1:
– Per l’art. 5 della citata legge 31 luglio 1997, n. 261, si veda
in note alle premesse. – Il testo dell’art. 13 del decreto
legislativo 1o settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in
materia bancaria e creditizia), e’ il seguente:
“Art. 13 (Albo). – 1. La Banca d’Italia iscrive in un apposito albo
le banche autorizzate in Italia e le succursali delle banche
comunitarie stabilite nel territorio della Repubblica. 2. Le banche
indicano negli atti e nella corrispondenza l’iscrizione nell’albo”.
– Il testo dell’art. 2 del decreto-legge 24 dicembre 1993, n. 564,
convertito dalla legge 22 febbraio 1994, n. 132 (Provvedimenti a
favore dell’industria navalmeccanica e della ricerca nel settore
navale), e’ il seguente:

Art. 2.
– 1. Gli aiuti previsti nel presente decreto si riferiscono a
lavori di costruzione di unita’ a scafo metallico o realizzate con
materiali a tecnologia avanzata di seguito indicate:
a) navi mercantili di stazza lorda internazionale non inferiore
alle 400 tonnellate o alle 150 tonnellate se…

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