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Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo 19...

Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo 1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire in contatto con le sostanze alimentari o con sostanze d'uso personale.

Gazzetta Ufficiale n. 28 del 04- 02- 2000
MINISTERO DELLA SANITA’
DECRETO 17 dicembre 1999, n.538
Regolamento recante aggiornamento del decreto ministeriale 21 marzo
1973, concernente la disciplina igienica degli imballaggi,
recipienti, utensili destinati a venire in contatto con le sostanze
alimentari o con sostanze d’uso personale. in vigore dal:
19-2-2000
IL MINISTRO DELLA SANITA’
Visto l’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 23
agosto 1982, n. 777, modificato dall’articolo 3 del decreto
legislativo 25 gennaio 1992, n. 108;
Visto il decreto del Ministro della sanita’ 21 marzo 1973,
pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 104
del 20 aprile 1973, concernente la disciplina igienica degli
imballaggi, recipienti, utensili destinati a venire in contatto con
le sostanze alimentari o con sostanze d’uso personale, modificato
da ultimo con il decreto del Ministro della sanita’ 22 luglio 1998,
n. 338;
Visto il decreto 8 febbraio 1995 recante recepimento della
direttiva 93/11/CEE della Commissione del 15 marzo 1993 concernente
la liberazione di N-nitrosammine e di sostanze N-nitrosabili da
succhiotti e tettarelle di elastomero o di gomma naturale,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n 68 del 22 marzo 1995;
Vista la raccomandazione della Commissione dell’Unione europea n.
98/485/CE del 1o luglio 1998 relativa agli articoli di puericultura
ed ai giocattoli destinati ad essere messi in bocca da parte di
bambini di eta’ inferiore ai tre anni, fabbricati in PVC morbido
contenente determinati ftalati;
Ritenuto di dover limitare, in relazione alle loro caratteristiche
tossicologiche, l’impiego degli esteri dell’acido ftalico sia negli
articoli di puericultura che nei materiali destinati a venire a
contatto con le sostanze alimentari e/o sostanze d’uso personale;
Visto il decreto 1o luglio 1994, n. 556, con il quale sono state
recepite le direttive 93/10/CEE e 93/111/CE concernenti, ed in
particolare l’allegato I, parte seconda;
Ritenuto di dover apportare correzione al titolo dell’allegato I,
parte seconda, del sopra citato decreto ministeriale 1o luglio
1994, n. 556, al fine di conformarlo al testo della citata
direttiva 93/10/CEE;
Ritenuto di dover provvedere ai predetti fini a modificazioni del
citato decreto ministeriale 21 marzo 1973;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Sentito il Consiglio superiore di sanita’ che si e’ espresso nella
seduta del 26 maggio 1999;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 30 agosto 1999;
Ritenuto di aderire alla richiesta del sopra citato Consiglio di
Stato di apporre un termine alla commercializzazione di cui
all’articolo 1, comma 5;
Vista la comunicazione alla Commissione dell’Unione europea
effettuata in data 10 giugno 1999 ai sensi della direttiva
98/34/CE;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri ai
sensi dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n.
400, effettuata in data 16 dicembre 1999;
A d o t t a il seguente regolamento:

Art. 1.
1. All’allegato II – sezione 2, parte B – “Additivi per materie
plastiche” del decreto ministeriale 21 marzo 1973, sostituito
dall’allegato I del decreto ministeriale 24 settembre 1996, n. 572,
e modificata da ultimo con il decreto ministeriale 6 febbraio 1997,
n. 91, le dizioni riportate nella colonna “Restrizioni”
relativamente agli esteri dell’acido ftalico, sono sostituite dalle
seguenti:
a) “In quantita’ non superiore al 5%, come somma di tutti gli
ftalati, e non per alimenti per i quali e’ previsto l’impiego del
simulante D. Non per materie plastiche destinate alla fabbricazione
di articoli per la puericultura”, limitatamente a “di-isodecile
ftalato, di-2-etilesile ftalato, di-isononile ftalato, dibutile
ftalato”. b) “In quantita’ non superiore al 5%, come somma di tutti
gli ftalati, nelle materie plastiche destinate al contatto con gli
alimenti, con esclusione degli alimenti per i quali e’ previsto
l’impiego del simulante D, ed in quelle destinate alla
fabbricazione di articoli per la puericultura”, limitatamente a “di-
isoottile ftalato, dicicloesile ftalato, dietile ftalato,
dimetilcicloesile ftalato e dimetossietile ftalato”. c) “Per PVC
rigido e non per alimenti per i quali e’ previsto l’impiego del
simulante D. LMS = 1,5 ppm. In quantita’ non superiore al 5%, come
somma di tutti gliftalati, nelle materie plastiche destinate alla
fabbricazione di articoli per la puericultura”, limitatamente a
“dicetil/distearil-ftalato”. 2. All’allegato II – sezione 2:
“Gomme” – Parte B – “Additivi per elastomeri” del decreto
ministeriale 21 marzo 1973, le dizioni riguardanti le condizioni,
limitazioni e tolleranze d’impiego degli esteri dell’acido ftalico
sono sostituite dalle seguenti:
a) “In quantita’ non superiore al 5%, come somma di tutti gli
ftalati, e non per gli alimenti per i quali e’ previsto l’impiego
del simulante D. Non per le gomme destinate alla fabbricazione di
articoli per la puericultura”, limitatamente a “butilbenzile
ftalato, di-2-etilesile ftalato, di-isodecile ftalato e dibutile
ftalato”. b) “In quantita’ non superiore al 5%, come somma di tutti
gli ftalati, nelle gomme destinate al contatto con gli alimenti,
con esclusione degli alimenti per i quali e’ previsto l’impiego del
simulante D, ed in quelle destinate alla fabbricazione di articoli
per la puericultura”, limitatamente a “dietile ftalato e
diisoottile ftalato”. 3. Nell’allegato I parte seconda del decreto
ministeriale 1o luglio 1994, n. 556, la dizione “Pellicole di
cellulosa rigenerata non verniciata” e’ sostituita dalla seguente
“Pellicole di cellulosa rigenerata verniciata”. 4. Gli articoli di
puericultura sono i prodotti destinati a facilitare il sonno, il
rilassamento, l’alimentazione e la suzione dei bambini. 5. Le
disposizioni di cui ai commi 1 e 2 non si applicano agli articoli
per la puericultura ed ai materiali ed oggetti destinati a venire a
contatto con gli alimenti immessi in commercio o etichettati prima
dell’entrata in vigore del presente decreto che possono essere
commercializzati fino allo smaltimento delle scorte e comunque non
oltre dodici mesi dall’entrata in vigore del decreto stesso. Il
presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare. Roma, 17 dicembre 1999 Il Ministro:
Bindi Visto, il Guardasigilli:
Diliberto Registrato alla Corte dei conti il 24 gennaio 2000
Registro n. 1 Sanita’, foglio n. 15 Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti. Note alle
premesse:
– Il testo dell’art. 3 del decreto del Presidente della Repubblica
23 agosto 1982, n. 777 (Attuazione della direttiva CEE n. 76/893
relativa ai materiali ed agli oggetti destinati a venire a contatto
con i prodotti alimentari), cosi’ come modificato dall’art. 3 del
decreto legislativo 25 gennaio 1992, n. 108 (Attuazione della
direttiva 89/109/CEE concernente i materiali e gli oggetti
destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari), e’ il
seguente:

Art. 3.
– 1. Con i decreti del Ministro della sanita’, sentito il Consiglio
superiore di sanita’, sono indicati per i materiali e gli oggetti,
destinati a venire a contatto con le sostanze alimentari, di cui
all’allegato I, da soli o in combinazione tra loro, i componenti
consentiti nella loro produzione, e, ove occorrano, i requisiti di
purezza e le prove di cessione alle quali i materiali e gli oggetti
debbono essere sottoposti per determinare l’idoneita’ all’uso cui
sono destinati nonche’ le limitazioni, le tolleranze e le
condizioni di impiego sia per i limiti di contaminazione degli
alimenti che per gli eventuali pericoli risultanti dal contatto
orale. 2. Per i materiali e gli oggetti di materia plastica, di
gomma, di cellulosa rigenerata, di carta, di cartone, di vetro, di
acciaio inossidabile, di banda stagnata, di ceramica e di banda
cromata valgono le disposizioni contenute nei decreti ministeriali
21 marzo 1973, 3 agosto 1974, 13 settembre 1975, 18 giugno 1979, 2
dicembre 1980, 25 giugno 1981, 18 febbraio 1984, 4 aprile 1985 e 1o
giugno 1988, n. 243. 3. Il Ministro della sanita’, sentito il
Consiglio superiore di sanita’, procede all’aggiornamento e alle
modifiche da apportare ai decreti di cui ai commi 1 e 2. 4.
Chiunque impieghi nella produzione materiali o oggetti destinati,
da soli o in combinazione tra loro, a venire a contatto con le
sostanze alimentari, in difformita’ da quanto stabilito nei decreti
di cui ai commi 1 e 2, e’ punito per cio’ solo con l’arresto sino a
tre mesi o con l’ammenda da lire cinquemilioni a lire
quindicimilioni”. – Il decreto 1o luglio 1994, n. 556, ha
disciplinato le pellicole di cellulosa rigenerata fissando l’elenco
delle sostanze che possono essere utilizzate e le relative
condizioni e limitazioni d’impiego. – Si riporta l’art. 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 (Di…

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