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Decreti dirigenziali n. 65/99 e n. 64/99 attuativi degli articoli 2 (investimenti innovativi e formazione professionale) e 5 (incentivi al trasporto combinato). (GU n. 31 del 8-2-2000)

MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
CIRCOLARE 25 novembre 1999, n.726
Legge 23 dicembre 1997, n. 454:
Decreti dirigenziali n. 65/99 e n. 64/99 attuativi degli articoli 2
(investimenti innovativi e formazione professionale) e 5 (incentivi
al trasporto combinato). (GU n. 31 del 8-2-2000)
A tutte le associazioni di categoria Alle unita’ operative
periferiche
Ai comitati provinciali per l’albo All’Artigiancassa S.p.a
Al Mediocredito centrale S.p.a. Premessa.
La legge 23 dicembre 1997, n. 454, recante “Interventi per la
ristrutturazione dell’autotrasporto e lo sviluppo
dell’intermodalita’” prevede, nelle disposizioni in oggetto, la
concessione di finanziamenti agevolati nonche’ contributi a favore
delle operazioni ivi indicate. In una fase di prima attuazione sono
stati emanati i decreti ministeriali 14 ottobre 1998 (Gazzetta
Ufficiale n. 263 del 10 novembre 1998), ora integralmente
sostituiti dai decreti ministeriali 7 luglio 1999, n. 64 e n. 65
(Gazzetta Ufficiale n. 251 del 25 ottobre 1999), emanati nel nuovo
testo in conseguenza delle indicazioni fornite dalla Commissione
europea nella decisione del 4 maggio 1999 sulla procedura avviata
ai sensi dell’art. 88 par. 3 del Trattato, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale CEE in data 28 agosto 1999. I soggetti
individuati dall’art. 10, comma 1, della legge 23 dicembre 1997, n.
454, titolari dell’istruttoria delle istanze presentate ai sensi
dei decreti in oggetto indicati effettueranno anche la valutazione
del merito del credito in ordine alle operazioni poste in essere
dai richiedenti i benefici ivi previsti, fermo restando,
ovviamente, la competenza del Comitato per l’autotrasporto e
l’intermodalita’ a stabilire i criteri di cui all’art. 2, comma 4,
della legge n. 454/1997. Va altresi’ precisato che le agevolazioni
riguardano le operazioni effettuate dopo l’entrata in vigore della
legge n. 454/1997 e cioe’ dopo il 15 gennaio 1998. Verranno prese
in esame tutte le domande presentate, purche’ conformi a quanto
disposto dai decreti dirigenziali n. 64/99 e n. 65/99. A tale
riguardo, le domande presentate in esecuzione dei decreti
ministeriali 14 ottobre 1998 (Gazzetta Ufficiale n. 251 del 25
ottobre 1999), abrogati dai citati decreti dirigenziali, dovranno
essere reiterate, se non conformi a questi ultimi. Cio’ premesso,
in considerazione della complessita’ della materia, si ritiene
opportuno fornire alcuni chiarimenti sulle disposizioni attuative,
sulla base delle quali le imprese interessate possono presentare
istanze volte ad ottenere i benefici ivi previsti. I – Decreto
dirigenziale n. 65 del 7 luglio 1999:
Concessione di incentivi per gli investimenti innovativi e la
formazione professionale. Art. 1, comma 1:
1) si intende per “raggruppamento” d’impresa la struttura
societaria costituita a norma del libro V, titolo VI, capo I o del
libro V, titolo X, capo II, sezioni II e II-bis, del codice civile
(cfr. art. 1, comma 2, lettera e), della legge n. 454/1997);
2) per quanto concerne il possesso dei requisiti per accedere ai
benefici di cui all’art. 3, si precisa che, nel caso di iscrizione
provvisoria all’Albo degli autotrasportatori di cose per conto di
terzi, il richiedente dovra’ comprovare altresi’ la disponibilita’,
al momento della presentazione della domanda, di veicoli adibiti ad
uso conto terzi;
nel caso, poi, di istanza presentata da un raggruppamento come
sopra definito, qualora iscritto alla sezione speciale di cui
all’art. 1 della legge n. 298/1974 e successive modificazioni ed
integrazioni, la disponibilita’ di cui sopra dovra’ risultare in
capo a tutti i membri del raggruppamento stesso. Art. 2, comma 1:
1) la dizione “tasso applicabile” deve intendersi coincidente con
quella di “tasso di riferimento”;
il tasso stesso verra’ calcolato al momento della stipula del mutuo
da parte delle imprese richiedenti con l’istituto di credito
prescelto;
2) la portata del termine “progetti” di cui alla lettera a) si
estende, nel caso di specie, fino a ricomprendere il software,
purche’ funzionalmente collegato all’attivita’ di formazione, in
modo tale da fornire alle imprese uno strumento completo (hardware
+ software) finalizzato all’innovazione delle metodologie di
gestione aziendale e dei sistemi telematici per l’interscambio dei
dati;
l’attestazione dell’esistenza del rapporto di collegamento
funzionale verra’ fornita dal richiedente mediante
autocertificazione redatta ai sensi della vigente normativa il
richiedente dovra’ dichiarare, in particolare, che ha fruito o
intende fruire dei benefici previsti dall’art. 5 del decreto
dirigenziale n. 65/99;
3) per terminal deve intendersi un impianto che fornisce servizi a
tutti gli autotrasportatori a condizioni di mercato. La
disposizione di cui alla lettera b), laddove prevede anche
l’acquisizione di “parti” di terminal per trasporti stradali, deve
intendersi riferita sia a porzioni materiali degli stessi che a
quote di situazioni giuridiche soggettive sottostanti. Art. 2,
comma 2:
1) il rispetto dei parametri in materia di pianificazione e di
impatto ambientale dovra’ essere comprovato dalle imprese
richiedenti, sulle quali incombe l’onere di produzione di tutta la
documentazione ritenuta idonea a dimostrare il possesso dei
relativi requisiti. A titolo esemplificativo, si citano gli
strumenti pianificatori regionali, provinciali, o comunque
sovracomunali esistenti, dai quali siano desumibili
l’identificazione e la localizzazione degli impianti che s’intende
realizzare. In assenza di tali strumenti, sara’ opportuno fare
riferimento alla pianificazione regionale in materia d’insediamenti
produttivi o di servizi alle imprese, affinche’ si possa verificare
la localizzazione del terminal proposto, in relazione agli
insediamenti stessi. Per quel che riguarda l’impatto ambientale,
laddove per il terminal da realizzare non debba essere
preventivamente acquisita la valutazione dell’impatto ambientale
(VIA), l’impresa interessata dovra’ fornire documentazione atta a
dimostrare che l’impianto non sia pregiudizievole per l’ambiente
circostante, fermo restando che la realizzazione dello stesso, per
le sue finalita’ intrinseche (manutenzione dei veicoli, trattamento
dei reflui inquinanti, ecc.) comporta di per se’ una
razionalizzazione dell’attivita’ di trasporto e, quindi, un
migliore impatto sull’ambiente;
2) circa le condizioni contenute nelle lettere a) e b) si precisa
che:
l’impresa interessata dovra’ dichiarare la propria disponibilita’
all’apertura a terzi del terminal che intende realizzare;
l’equita’ delle condizioni per l’utilizzazione di detto impianto
potra’ essere comprovata mediante raffronto con quelle praticate in
impianti similari;
la trasparenza delle tariffe comporta la piu’ ampia
pubblicizzazione delle stesse, con le modalita’ ritenute piu’
idonee;
l’assenza d’impatto negativo sulla concorrenza con altri terminals
dovra’ risultare da apposita dichiarazione dell’impresa
interessata, che faccia riferimento alla presenza ed alla distanza
chilometrica d’impianti similari, nonche’ all’intensita’ della
domanda di servizi nell’area considerata. L’osservanza delle
anzidette condizioni sara’ verificata, oltre che con gli ordinari
strumenti amministrativi, attraverso l’esplicazione delle funzioni
ispettive di cui, per la parte di competenza sulla materia, e’
titolare il Ministero dei trasporti e della navigazione. Art. 2,
comma 3:
1) il contributo sostanziale da parte del beneficiario delle
agevolazioni si intende rapportato alla quota parte di investimento
a carico dell’impresa richiedente, escludendo quindi la restante
porzione sulla quale si fruisce di finanziamento agevolato.
Particolare attenzione va prestata alla clausola di salvaguardia
contenuta nel medesimo comma in merito al divieto di cumulabilita’
con altri benefici (a titolo di mero esempio:
benefici ricevuti allo stesso titolo dalle regioni). Art. 3, comma
1:
1) per “acquisizione di veicoli nuovi” si intende non soltanto
l’acquisto, ma ogni tipo di operazione atta ad ottenere la
disponibilita’ del veicolo, come ad esempio la locazione
finanziaria con facolta’ di compera. Si ritiene opportuno
specificare che per determinare il periodo di vetusta’ relativo ai
veicoli da sostituire occorre fare riferimento alla data di prima
immatricolazione degli stessi;
per la determinazione, infine, del concetto di “veicoli”, occorre
fare riferimento alla classificazione operata dal codice della
strada (decreto legislativo n. 285/1992 e successive modificazioni
ed integrazioni), all’art. 47. Fermo restando che i veicoli
suddetti dovranno essere ovviamente adibiti al trasporto merci
occorre fare riferimento alle categorie N e O previste in detto
articolo;
2) in tema di tutela dell’ambiente particolare attenzione deve
essere prestata alle disposizioni nazionali e comunitarie vigenti
in materia. In particolare, per quanto concerne gli standards
riferiti alle emissioni gassose, dovra’ essere presa in
considerazione la direttiva 91/542/CEE punto 6.2.1 – B, allegato 1,
al decreto ministeriale 23 marzo 1992 del Ministero dell’ambiente
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana –
serie generale – n. 77 del 1o aprile 1992, cosiddetto “EURO 2”. Per
quanto attiene all’inquinamento acustico, l’individuazione dei
relativi standards dovra’ essere effettuata mediante applicazione
delle disposizioni contenute nella legge 26 ottobre 1995, n. 447
(legge quadro sul…

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