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Capitolati d'oneri e documenti complementari Spese di riproduzione

COMUNICATO
Capitolati d’oneri e documenti complementari Spese di riproduzione
Con esposto in data 14 settembre 1999, la Societa’ E.G. informava
l’Autorita’ che un bando di gara di appalto di lavori pubblici per
un importo a base d’asta di circa 7 MLD, faceva obbligo ai
concorrenti – tra cui l’impresa esponente – di acquistare, a pena
di esclusione, la documentazione tecnica, verso il prezzo di L.
2.700.000. L’impresa esponente lamentava che tale condizione poneva
un onere eccessivo a carico dei partecipanti e concretava, inoltre,
una situazione discriminatoria a favore delle imprese con maggiori
disponibilita’ fmanziarie, con violazione della “par condicio tra i
concorrenti e con pregiudizio della libera concorrenza. La stazione
appaltante, su richiesta dell’Autorita’, giustificava l’inserimento
della clausola nel bando, sostenendo che l’obbligo di acquisto
della documentazione derivava dalla complessita’ dei lavori da
realizzare che imponeva la perfetta conoscenza degli elaborati
progettuali a garanzia della corretta riuscita delle opere.
Inoltre, il rimborso delle spese per le copie della documentazione
si giustificava sulla base del principio del buon andamento della
pubblica amministrazione, la quale non puo’ conseguire una
efficiente gestione se obbligata a sostenere un inutile aggravio di
costi. La questione prospettata presenza rilievo di carattere
generale che richiede uno specifico esame.
Va specificato che il bando in esame e relativa clausola che pone a
carico dei concorrenti l’obbligo: di aver “acquistato e ritirato la
documentazione di appalto e precisa che “l’acquisto e il ritiro di
tale documentazione, analiticamente descritta nell’elenco
predisposto, sono obbligatori, pena esclusione dalla gara: tali
adempimenti dovranno effettuarsi perentoriamente entro il 2
settembre 1999 presso ditta U.B. – previa prenotazione telefonica.
Il costo della documentazione in questione e’ pari a nette L.
4.500.000, oltre IVA al 20%: il committente stabilisce peraltro di
addebbitare ai partecipanti esclusivamente L. 2.250.000, oltre a L.
450.000 per IVA al 20% e cosi’ per complessive L. 2.700.000,
assumendo a proprio carico il costo della copia del progetto
costruttivo, che fa parte di detta documentazione.
Cio’ premesso, si ricorda che la direttiva comunitaria 93/37/CEE
che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici
di lavori disciplina, all’Art. 12, la procedura di ricezione delle
offerte nelle procedure aperte, quale la procedura in argomento. La
norma prevede che l’amministrazione aggiudicatrice e’ tenuta ad
inviare i capitolati d’oneri ed i documenti complementari, sempre
che richiesti dai concorrenti. La stessa, quindi, pone a carico
della stazione appaltante l’obbligo di fornire ai richiedenti ogni
documento od atto di gara che possa essere necessario per formulare
l’offerta.
Lo schema di regolamento di attuazione della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modifiche, all’Art. 79, recepisce
integralmente le disposizioni dell’anzidetta direttiva e all’Art.
71, comma 2, dispone, inoltre, che l’offerta che i concorrenti
devono presentare per l’affidamento di appalti, deve essere
accompagnata da una dichiarazione con la quale gli stessi attestino
di aver esaminato gli elaborati progettuali e di aver preso piena
cognizione dello stato dei luoghi e di tutte le condizioni che
possono influire sull’offerta. In coerenza dispone anche l’articolo
90, comma 5, dello stesso regolamento per il caso di appalto
integrato ovvero nel caso di appalti i cui corrispettivi sono
stabiliti esclusivamente a corpo, ovvero a corpo e a misura, con
una significativa previsione di “esame degli elaborati progettuali,
“posti in visione (ovviamente dalla stazione appaltante e
“acquisibili ).
Da queste indicazioni normative emerge, con evidenza, che non puo’
essere imposto al concorrente l’obbligo di acquistare, per di piu’
a pena d’esclusione dalla gara, la documentazione inerente
l’appalto. Al contrario vi e’ l’obbligo della stazione appaltante
di fornire ogni informazione utile per la presentazione
dell’offerta e sempre che il concorrente ne faccia espressa
richiesta, di rilasciarne copia con rimborso dei costi sostenuti
dalla pubblica amministrazione. Il che e’, inoltre, conforme alla
normativa generale in materia di accesso alla documentazione
amministrativa di cui alla legge 7 agosto 1991, n. 241.
All’elemento di contrasto con le regole dell’ordinamento italiano
della suriportata clausola del bando se ne accompagna uno
ulteriore. Questa scelta amministrativa di sancire l’obbligo per i
concorrenti di acquistare la documentazione di gara, pena
l’esclusione dalla gara stessa, contraddice il principio della
concorrenza, sancito dal diritto comunitario.
Ne’ la fondata esigenza che si abbia perfetta conoscenza degli
elaborati progettuali puo’ giustificare la imposizione di modalita’
di adempimento onerose, imposte dalla stazione appaltante
dell’obbligo imposto dalla legge di avere detta conoscenza da parte
dei partecipanti alle gare e che si collega gia’ ad effetti che
gravano su questi nel caso di inesatto adempimento. Non e’
consentito, pertanto, alle stazioni appaltanti di prevedere nel
bando di gara clausola che, a pena di esclusione fissi modalita’ di
esame vincolante degli atti relativi, con oneri economici che si
concretino in pagamenti a terzi e non nel rimborso delle spese per
le copie degli atti stessi, ove richieste dai concorrenti alla
gara.

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