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Adozione delle misure di salvaguardia per le aree a pericolosita' e a ...

Adozione delle misure di salvaguardia per le aree a pericolosita' e a rischio idraulico e di frana molto elevato individuate e perimetrate nel "Piano straordinario per la rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu' alto nel bacino del fiume Serchio". Decreto-legge 11 giugno 1998, n. 180, convertito in legge 3 agosto 1998, n. 267, e decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, convertito in legge 13 luglio 1999, n. 226, articoli 1 e 2. (Deliberazione n. 89 del 27 ottobre 1999).

AUTORITA’ DI BACINO DEL FIUME SERCHIO
IL COMITATO ISTITUZIONALE
(Omissis);
Delibera:
Art. 1.
Misure di salvaguardia
1. Ai sensi dell’art. 1, comma 1-bis, della legge n. 267/1998, come
inserito dall’art. 9 della legge n. 226/1999, ed in applicazione
della legge n. 183/1989, art. 17, comma 3, lettera d), e comma 6-
bis, come aggiunto dall’art. 12 della legge n. 493/1993, in
connessione ed integrazione con il “Piano straordinario per la
rimozione delle situazioni a rischio idrogeologico piu’ alto nel
bacino del fiume Serchio” approvato dal Comitato istituzionale
dell’autorita’ di
bacino del Serchio con delibera n. 88, sono adottate le misure di
salvaguardia per le aree a pericolosita’ e a rischio idrogeologico
molto elevato, come individuate e perimetrate nella cartografia di
cui agli allegati n. 1 e 2, secondo il testo di cui agli articoli
seguenti.
Le misure di salvaguardia si applicano quindi alle aree del bacino
idrografico del fiume Serchio ubicate nei territori delle province
di Lucca, Pisa e Pistoia nei seguenti comuni:
Bagni di Lucca, Barga, Borgo a Mozzano, Camaiore, Camporgiano,
Capannori, Careggine, Castelnuovo di Garfagnana, Castiglione di
Garfagnana, Coreglia Anteminelli, Fabbriche di Vallico, Gallicano,
Giuncugnano, Lucca, Massarosa, Minucciano, Molazzana, Pescaglia,
Piazza al Serchio, Pieve Fosciana, San Romano in Garfagnana,
Sillano, Vagli di Sotto, Viareggio, Villa Collemandina, Pisa, San
Giuliano Terme, Vecchiano, Cutigliano, Piteglio, San Marcello
Pistoiese.
Art. 2.
Misure di salvaguardia per le aree a rischio idraulico molto
elevato (R.I.4)
1. Ai sensi del decreto-legge n. 180/1998, convertito dalla legge
n. 267/1998 e come modificato dalla legge n. 226/1999, all’interno
delle aree individuate e perimetrate nella allegata cartografia con
la sigla P.I.4 (“pericolosita’ idraulica molto elevata”) sono
soggetti alle presenti misure di salvaguardia sia gli insediamenti
compatti e le infrastrutture di maggior rilievo, ricadenti nelle
aree esplicitamente indicate con la sigla R.I.4 (“rischio idraulico
molto elevato”), sia gli altri insediamenti, gli edifici sparsi, le
infrastrutture esistenti, nonche’ le zone omogenee B, C, D e la
zona F limitatamente alle attrezzature generali ad esclusione dei
parchi, ai sensi del decreto interministeriale n. 1444/1968 ovvero
le zone ad esse assimilabili riferite agli strumenti urbanistici
comunali vigenti al momento della entrata in vigore delle presenti
misure di salvaguardia che sono da considerarsi comunque come aree
R.I.4, anche se non evidenziate con specifico perimetro in
cartografia.
2. Nelle aree R.I.4 di cui al comma 1 del presente articolo sono
consentiti gli interventi idraulici volti alla messa in sicurezza
delle aree a rischio, approvati dall’Autorita’ idraulica
competente, previo parere favorevole dell’Autorita’ di bacino, tali
da migliorare le condizioni di funzionalita’ idraulica, da non
aumentare il rischio di inondazione a valle e da non pregiudicare
la possibile attuazione di una sistemazione idraulica definitiva.
3. All’interno delle aree R.I.4 sono consentiti esclusivamente i
seguenti interventi di carattere edilizio, infrastrutturale o di
trasformazione morfologica:
3 a) gli interventi di demolizione senza ricostruzione, di
manutenzione ordinaria e straordinaria, di restauro, di risanamento
conservativo, cosi’ come definiti alle lettere a), b) e c)
dell’art. 31 della legge n. 457/1978 e successive modifiche e
integrazioni;
3 b) gli interventi di ristrutturazione edilizia, cosi’ come
definiti alla lettera d) dell’art. 31 della legge n. 457/1978 e
successive modifiche e integrazioni, che non comportino aumento di
superficie o di volume ne’ aumento del carico urbanistico;
3 c) gli interventi sugli edifici esistenti, finalizzati a ridurre
la vulnerabilita’, a migliorare la tutela della pubblica
incolumita’, senza aumenti di superficie e volume, ne’ cambiamenti
di destinazione d’uso, che non comportino aumento del carico
urbanistico;
3 d) gli interventi di adeguamento o ristrutturazione della
viabilita’ e della rete dei servizi privati esistenti non
delocalizzabili, purche’ siano realizzati in condizioni di
sicurezza idraulica in relazione alla natura dell’intervento e al
contesto territoriale;
3 e) gli interventi necessari per la manutenzione ordinaria di
opere pubbliche o di interesse pubblico;
3 f) gli interventi di manutenzione, di ampliamento, di adeguamento
e di ristrutturazione delle infrastrutture pubbliche o di interesse
pubblico riferite a servizi essenziali e non delocalizzabili,
nonche’ la realizzazione di nuove infrastrutture parimenti
essenziali, purche’ siano realizzati in condizioni di sicurezza
idraulica in relazione alla natura dell’intervento e al contesto
territoriale, non concorrano ad incrementare il carico insediativo,
non precludano la possibilita’ di attenuare o eliminare le cause
che determinano le condizioni di rischio, e risultino essere
comunque coerenti con la pianificazione degli interventi
d’emergenza di protezione civile;
3 g) gli interventi previsti dallo strumento urbanistico vigente
nelle zone omogenee A urbanizzate, B, C, D e la zona F
limitatamente alle attivita’ generali ad esclusione dei parchi, ai
sensi del decreto interministeriale n. 1444/1968 ovvero le zone ad
esse assimilabili, nonche’ le infrastrutture per i quali sia
prevista la preventiva o contestuale realizzazione degli interventi
di messa in sicurezza idraulica sulla base di studi idrologici e
idraulici, gia’ approvati dal comune prima dell’entrata in vigore
delle presenti salvaguardie, per il territorio toscano ai sensi
degli articoli 6 e 7 della delibera del consiglio regionale della
Toscana 230/94 sul rischio idraulico, fermo restando che non potra’
essere comunque rilasciata certificazione di abitabilita’ e di
agibilita’ fino al completamento della realizzazione degli
interventi di messa in sicurezza.
4. Per gli interventi di cui alla lettera f) e’ necessario
acquisire il preventivo parere favorevole dell’Autorita’ di bacino.
5. Le concessione edilizie, le autorizzazioni edilizie e le
approvazioni di opere pubbliche possono essere relative ad
ulteriori interventi edilizi ed infrastrutturali solo a seguito
della modifica del perimetro dell’area R.I.4 conseguenti alla
dimostrazione dell’avvenuta messa in sicurezza idraulica per tempi
di ritorno di 200 anni.
Art. 3.
Misure di salvaguardia per le aree a pericolosita’ idraulica molto
elevata (P.I.4)
1. In relazione alle specifiche condizioni idrologeologiche, alla
tutela dell’ambiente e alla prevenzione contro presumibili effetti
dannosi di interventi antropici, ai sensi dell’art. 17, comma 6-
bis, della legge 11 maggio 1989, n. 183, sono soggetti alle
presenti misure di salvaguardia le aree individuate e perimetrale
nell’allegata cartografia con la sigla P.I.4 “pericolosita’
idraulica molto elevata”.
2. Nelle aree P.I.4, di cui al comma 1 dal presente articolo, sono
consentiti gli interventi di sistemazione idraulica, previo parere
favorevole dell’Autorita’ di bacino sulla compatibilita’ rispetto
all’organizzazione degli interventi di messa in sicurezza
dell’area.
3. Le concessioni edilizie, le autorizzazioni edilizie, le denunce
di inizio di attivita’ edilizia nelle zone omogenee A non
urbanizzate, F a parco, nonche’ nelle zone con esclusiva o
prevalente funzione agricola, di cui alla legge regionale della
Toscana 14 aprile 1995, n. 64, nelle aree P.I.4 possono essere
relative a interventi comportanti nuove volumetrie o trasformazioni
morfologiche a condizione che venga garantita la preventiva o
contestuale realizzazione degli interventi necessari alla riduzione
del rischio idraulico relativamente al contesto territoriale, alle
caratteristiche dell’intervento edilizio e a condizione che si
minimizzino i rischi per i futuri utenti in caso di inondazione.
4. Le approvazione di opere pubbliche nelle zone omogenee A non
urbanizzate, F a parco, nonche’ nelle zone con esclusiva o
prevalente funzione agricola, di cui alla legge regionale della
Toscana 14 aprile 1995, n. 64, all’interno delle aree P.I.4,
possono essere relative a nuovi interventi a condizione che venga
garantita la preventiva o contestuale realizzazione delle opere di
messa in sicurezza idraulica per tempi di ritorno di duecento anni,
risultanti da idonei studi idrologico e idraulici, previo parere
favorevole dell’Autorita’ di bacino sulla idoneita’ dello studio e
degli interventi di messa in sicurezza previsti, anche rispetto
alla piu’ complessa organizzazione degli interventi di messa in
sicurezza delle aree a rischio adiacenti.
Art. 4.
Misure di salvaguardia per le aree a rischio di frana molto elevato
(R.F.4)
1. Ai sensi del decreto-legge n. 180/1998, convertito dalla legge
n. 267/1998 e come modificato dalla legge n. 226/1999, all’interno
delle aree individuate e perimetrate nella allegata cartografia con
la sigla P.F.4 (“pericolosita’ di frana molto elevata”) sono
soggetti alle presenti misure di salvaguardia gli insediamenti
compatti e le infrastrutture di maggior rilievo, ricadenti nelle
aree esplicitamente indicate con la sigla R.F.4 (“rischio di frana
molto elevato”), sia gli altri insediamenti, gli edifici sparsi, le
infrastrutture esistenti, nonche’ le zone omogenee B, C, D e la
zona F limitatamente alle attrezzature generali ad esclusione dei
parchi, ai sensi del decreto interministeriale n. 1444/1968 ovvero
zone ad esse assimilabili riferite agli strumenti urbanistici
comunali vigenti al momento dell’entrata in vigore delle pre…

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