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Regolamento recante norme per l'individuazione delle caratteristiche tecniche, i requisiti e la durata di validita' dei segnali da soccorso, da utilizzare esclusivamente sulle unita' da diporto.

DECRETO 29 settembre 1999, n.387
Regolamento recante norme per l’individuazione delle
caratteristiche tecniche, i requisiti e la durata di validita’ dei
segnali da soccorso, da utilizzare esclusivamente sulle unita’ da
diporto.
(GU n. 257 del 2-11-1999)
note: Entrata in vigore del decreto: 17-11-1999
IL MINISTRO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
Visto l’articolo 23, comma 1, lettera a), del regolamento di
sicurezza per la navigazione da diporto, emanato con decreto
ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232; Ritenuta la necessita’ di
stabilire le caratteristiche tecniche, i requisiti e la durata dei
segnali di soccorso, da utilizzare esclusivamente sulle unita’ da
diporto; Vista la legge 21 giugno 1986, n. 317, per l’attuazione
della direttiva 83/189/CEE, modificata con le direttive 88/182/CEE
e 94/10/CE, che prevede una procedura d’informazione nel settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche; Visto l’articolo 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400; Udito il parere del
Consiglio di Stato, espresso nell’adunanza generale del 17 aprile
1997; Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei
Ministri, a norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n.
400 del 1988, effettuata con nota n. 4829 del 27 settembre 1999;
A d o t t a il seguente regolamento:
Art. 1. Definizioni 1. Ai fini del presente regolamento si intende
per: a) “Amministrazione”: il Ministero dei trasporti e della
navigazione; b) “unita’ da diporto”: ogni costruzione destinata
alla navigazione da diporto. Avvertenza: Il testo delle note qui
pubblicato e’ stato redatto dall’amministrazione competente per
materia, ai sensi dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle
disposizioni di legge alle quali e’ operato il rinvio. Restano
invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi qui
trascritti. – Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee
(G.U.C.E.).
Note alle premesse: – Il testo dell’art. 23, comma 1, lettera a),
del decreto ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232, e’ il seguente:
“1. Con decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione, da
emanare ai sensi dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto
1988, n. 400, sono stabiliti: a) le caratteristiche, i requisiti e
la durata di validita’ dei mezzi di salvataggio e dei segnali di
soccorso”. – Il testo della legge 21 giugno 1986, n. 317, recante:
“Attuazione della direttiva n. 83/189/CEE relativa alla procedura
d’informazione nel settore delle norme e delle regolamentazioni
tecniche” e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 2 luglio 1986,
n. 151. – Il testo della direttiva 83/189/CEE del Consiglio del 28
marzo 1983 che prevede una procedura d’informazione nel settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n. L 109 del 26 aprile
1983. – Il testo della direttiva 88/182/CEE del Consiglio del 22
marzo 1988 che modifica la direttiva 83/189/CEE che prevede una
procedura d’informazione nel settore delle norme e delle
regolamentazioni tecniche e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
delle Comunita’ europee n. L 081 del 26 marzo 1988. – Il testo
della direttiva 94/10/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del
23 marzo 1994 recante seconda modifica sostanziale della direttiva
83/189/CEE che prevede una procedura d’informazione nel settore
delle norme e delle regolamentazioni tecniche e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee n. L 100 del 19 aprile
1994. – Il comma 3 dell’art. 17 della legge n. 400/1988 (Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza del
Consiglio dei Ministri) prevede che con decreto ministeriale
possano essere adottati regolamenti nelle materie di competenza del
Ministro o di autorita’ sottordinate al Ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per materie
di competenza di piu’ Ministri, possono essere adottati con decreti
interministeriali, ferma restando la necessita’ di apposita
autorizzazione da parte della legge. I regolamenti ministeriali ed
interministeriali non possono dettare norme contrarie a quelle dei
regolamenti emanati dal Governo. Essi debbono essere comunicati al
Presidente del Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione.
Il comma 4 dello stesso articolo stabilisce che gli anzidetti
regolamenti debbano recare la denominazione di “regolamento”, siano
adottati previo parere del Consiglio di Stato, sottoposti al visto
ed alla registrazione della Corte dei conti e pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale.
Art. 2. Campo di applicazione 1. Il presente regolamento si applica
ai seguenti segnali di soccorso, destinati esclusivamente alle
unita’ da diporto: a) razzi a paracadute; b) fuochi a mano a luce
rossa; c) segnali fumogeni galleggianti.
Art. 3. R e q u i s i t i 1.
I segnali di soccorso devono essere conformi al prototipo approvato
dall’Amministrazione. 2. Possono essere inoltre utilizzati a bordo
delle unita’ da diporto segnali di soccorso di tipo approvato per
il diporto da uno degli Stati membri dell’Unione europea e dello
Spazio economico europeo.
Art. 4. Caratteristiche dei segnali di soccorso 1. Il razzo a
paracadute deve: a) essere contenuto in un involucro resistente
all’acqua; b) avere stampate sull’involucro brevi istruzioni anche
in lingua italiana per l’impiego, oppure delle figure che ne
illustrano chiaramente l’uso; c) avere un proprio mezzo di
accensione incorporato; d) essere progettato in modo da non
provocare dolore ne’ danni a chi ne tiene in mano il contenitore
durante l’operazione di lancio, eseguita secondo le istruzioni del
fabbricante. 2. Il razzo, sparato verticalmente, deve raggiungere
un’altezza non inferiore a 300 metri. Poco prima di giungere al
punto massimo della sua traiettoria, il razzo deve proiettare un
segnale luminoso a paracadute, che deve: a) bruciare emettendo un
colore rosso brillante; b) bruciare uniformemente, con intensita’
luminosa media non inferiore a 30.000 candele; c) brillare per
almeno 40 secondi; d) avere una velocita’ di discesa non maggiore
di 5 metri al secondo; e) non provocare, mentre brucia, danni al
paracadute o agli attacchi. 3. Il fuoco a mano a luce rossa deve:
a) essere contenuto in un involucro resistente all’acqua; b) avere
stampate sull’involucro brevi istruzioni anche in lingua italiana,
o figure che ne illustrino chiaramente l’uso; c) avere un proprio
mezzo di accensione incorporato; d) essere progettato in modo da
non provocare ne’ danni ne’ dolore alla persona che ne tiene in
mano il suo involucro durante l’uso, effettuato secondo le
istruzioni del fabbricante, ne’ danneggiare i mezzi di salvataggio
con residui che bruciano o incandescenti. 4. Il fuoco a mano a luce
rossa deve: a) bruciare emettendo un colore rosso brillante; b)
bruciare uniformemente, con intensita’ luminosa media non inferiore
a 15.000 candele; c) avere un periodo di combustione di almeno 1
minuto; d) continuare a bruciare anche dopo essere stato immerso
per 10 secondi in acqua alla profondita’ di 100 millimetri. 5. Il
segnale fumogeno galleggiante deve: a) essere contenuto in un
involucro resistente all’acqua; b) non innescarsi in modo esplosivo
quando usato secondo le istruzioni per l’uso del fabbricante; c)
avere stampate sull’involucro brevi istruzioni anche in lingua
italiana, o figure che ne illustrino chiaramente l’uso. 6. Il
segnale fumogeno galleggiante deve: a) emettere un fumo di colore
arancione altamente visibile, con intensita’ uniforme, per un
periodo di non meno di 3 minuti quando galleggia in acqua calma; b)
non emettere alcuna fiamma durante l’intero tempo di emissione di
fumo; c) avere idonei requisiti di galleggiabilita’; d) continuare
ad emettere fumo anche dopo essere stato immerso in acqua per 10
secondi alla profondita’ di 100 millimetri.
Art. 5. Durata 1. I segnali di soccorso hanno validita’ di quattro
anni dalla data di fabbricazione.
Art. 6. Marcatura 1. Ogni segnale di soccorso deve essere marcato
in modo chiaro, indelebile e leggibile con le seguenti indicazioni:
nome e sede del fabbricante e dell’eventuale importatore; nome o
sigla del modello; istruzioni d’impiego anche in lingua italiana;
data di fabbricazione; estremi dell’atto di approvazione del
prototipo con dichiarazione di conformita’ al medesimo.
Art. 7. Norme transitorie e finali 1. I segnali di soccorso
esistenti alla data di entrata in vigore del presente regolamento
possono essere utilizzati fino alla loro data di scadenza e
comunque non oltre tre anni dalla data di entrata in vigore del
regolamento medesimo. 2. E’ abrogato il decreto ministeriale 2
dicembre 1977, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 338 del 13
dicembre 1977. Il presente decreto, munito del sigillo di Stato,
sara’ inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di
osservarlo e di farlo osservare. Roma, 29 settembre 1999 Il
Ministro: Treu Visto, il Guardasigilli: Diliberto Registrato alla
Corte dei conti il 20 ottobre 1999 Registro n. 2 Trasporti e
navigazione, foglio n. 358 Nota all’art. 7: – Il testo del
decreto ministeriale 2 dicembre 1977 recante: “Caratteristiche e
requisiti dei segnali di soccorso per la nautica da diporto” e’
pubblicato nella Gazze…

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