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Misure in materia di interruzioni tecniche dell'attivita' di pesca....

Misure in materia di interruzioni tecniche dell'attivita' di pesca.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
DECRETO 13 settembre 1999
Misure in materia di interruzioni tecniche dell’attivita’ di pesca.
(GU n. 258 del 3-11-1999)
Titolo I
Interruzioni tecniche della pesca a strascico e/o volante nel
Tirreno e nello Ionio
IL MINISTRO PER LE POLITICHE AGRICOLE
Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante il regolamento di esecuzione della predetta legge n.
963/1965;
Vista la legge 17 febbraio 1982, n. 41, e successive modifiche,
riguardante il piano per la razionalizzazione e lo sviluppo della
pesca marittima;
Visto il decreto ministeriale 26 luglio 1995 recante la disciplina
del rilascio delle licenze di pesca;
Visto il V piano triennale della pesca marittima, adottato con
decreto ministeriale 24 marzo 1997, che contempla, tra le misure
tendenti a limitare lo sforzo di pesca, anche la previsione di
periodi di interruzione tecnica;
Visto il decreto-legge n. 154 del 31 maggio 1999, convertito con
modificazioni dalla legge n. 249 del 30 luglio 1999 concernente
disposizioni straordinarie e urgenti per la pesca nel mar
Adriatico;
Visto il decreto-legge 9 settembre 1999, n. 312, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 10 settembre 1999,
n. 213, recante ulteriori disposizioni straordinarie ed urgenti per
la pesca;
Considerata la necessita’ di fissare i criteri e le modalita’ di
attuazione delle interruzioni tecniche della pesca nonche’ le
modalita’ di erogazione dei benefici economici connessi alle misure
sociali di acconpagnamento;
Sentiti la Commissione consultiva centrale della pesca marittima e
il Comitato nazionale per la conservazione e la gestione delle
risorse biologiche del mare che, nella seduta dell’8 settembre
1999, hanno reso parere favorevole;
Decreta:
Art. 1.
1. Il presente titolo disciplina, con le modalita’ specificate
negli articoli seguenti, l’attuazione delle interruzioni tecniche
della pesca nel periodo dal 20 settembre al 28 novembre 1999, per
le navi abilitate, ai sensi dell’art. 4 della legge 17 febbraio
1982, n 41, allo strascico e/o volante, con l’esclusione della
sciabica, iscritte nei compartimenti marittimi del Tirreno e dello
Ionio con l’esclusione degli uffici marittimi di Castro, Tricase e
Santa Maria di Leuca del compartimento marittimo di Gallipoli,
secondo il seguente calendario:
ventotto giorni dal 20 settembre al 17 ottobre 1999;
dodici giorni corrispondenti ai sabato e domenica delle settimane
comprese nel periodo dal 18 ottobre al 28 novembre 1999.
2. Per le navi iscritte nei compartimenti marittimi delle regioni a
statuto speciale Sicilia e Sardegna l’attuazione dell’interruzione
tecnica della pesca e disciplinata dalle rispettive legislazioni
regionali e le eventuali misure sociali d’accompagnamento sono a
carico dei rispettivi bilanci.
Art. 2.
1. Nel caso in cui il capo del compartimento marittimo abbia
disposto, in conformita’ a delibera della Commissione consultiva
locale per la pesca marittima, l’effettuazione, nel compartimento
di pertinenza, delle interruzioni tecniche di cui al precedente
articolo, tutte le navi a strascico e/o volante sono obbligate a
rispettare le previste interruzioni.
2. Nei compartimenti marittimi ove, ai sensi del precedente comma,
e stabilita l’effettuazione delle interruzioni tecniche, e’
vietato, pena la sospensione della licenza di pesca per un periodo
di trenta giorni, l’esercizio della pesca a strascico e/o volante
alle navi provenienti da altri compartimenti marittimi nei giorni
di interruzione e per tutto il periodo fino al 31 dicembre 1999.
3. Le navi di cui al comma 1, previa esplicita richiesta
dell’armatore presentata al capo del compartimento marittimo
d’iscrizione entro il 18 settembre 1999, possono essere autorizzate
ad esercitare la pesca con gli altri sistemi autorizzati sulla
licenza.
4. Nei compartimenti marittimi ove, in conformita’ a delibera della
Commissione consultiva locale per la pesca marittima, non e’
disposta l’effettuazione obbligatoria delle interruzioni tecniche
di cui al precedente articolo, l’armatore, in relazione ad ogni
singola nave, ha facolta’ di aderire all’interruzione stessa per
l’intero periodo, previa presentazione all’ufficio marittimo
d’iscrizione, entro il 18 settembre 1999, di formale comunicazione
di adesione.
5. Nessuna restrizione all’attivita’ di pesca, fatte salve quelle
esistenti in forza di disposizioni normative preesistenti al
presente decreto, puo’ essere disposta per i compartimenti
marittimi del Tirreno e dello Ionio nei quali, alla data del 31
luglio 1999, non risultino in esercizio navi abilitate alla pesca a
strascico e/o volante.
Art. 3.
1. Durante il periodo d’interruzione tecnica e’ consentita, senza
disarmo della nave, l’esecuzione di operazioni di manutenzione
ordinaria e straordinaria, nonche’ l’effettuazione di operazioni
tecniche per il rinnovo dei certificati di sicurezza, purche’ la
relativa istanza di rinnovo sia stata prodotta in data antecedente
alla scadenza del certificato stesso.
2. Ai fini della realizzazione delle operazioni di cui al
precedente comma, la nave puo’, durante il periodo d’interruzione
tecnica, raggiungere il luogo in cui saranno effettuate le
operazioni stesse, cosi’ come attestate da apposito impegno del
cantiere, previo sbarco delle attrezzature da pesca e preventiva
autorizzazione dell’ufficio marittimo presso il quale e’ stata
iniziata l’interruzione tecnica.
3. L’autorizzazione al trasferimento e’ rilasciata per il tempo
strettamente necessario per raggiungere il luogo ove saranno
realizzate le operazioni.
Art. 4.
1. A cura dell’armatore devono essere depositati presso gli uffici
marittimi, entro il 18 settembre 1999, i documenti di bordo della
nave che effettua le interruzioni tecniche e, per quelle navi per
le quali sia stato rilasciato, anche il libretto di controllo
dell’imbarco e del consumo del combustibile.
2. Entro il 25 settembre 1999, per le navi dislocate in un porto
diverso da quello di iscrizione, l’autorita’ marittima, presso il
cui ufficio sono stati depositati i documenti di bordo, comunica
all’ufficio marittimo d’iscrizione gli estremi di individuazione
della nave e la data di inizio dell’interruzione tecnica.
3. Effettuata la consegna dei documenti di bordo ai sensi dei commi
1 e 2, la nave non puo’ essere trasferita in altro porto, ad
esclusione dell’ipotesi di cui all’art. 3, comma 2.
Art. 5.
1. Al termine del pertinente periodo l’autorita’ marittima, nella
cui giurisdizione sono state effettuate le interruzioni tecniche,
rilascia, per ciascuna nave, un’attestazione predisposta secondo lo
schema in allegato A, da cui risulti il periodo di interruzione
effettuato.
Art. 6.
1. A decorrere dal 29 novembre 1999, nel compartimento marittimo
per il quale e’ stata disposta l’effettuazione delle interruzioni
tecniche ai sensi del precedente articolo 2, comma 1, e’ vietata,
nei giorni di sabato e domenica, la pesca a strascico e/o volante
alle navi iscritte nel compartimento stesso.
2. Alle navi provenienti dai compartimenti marittimi nei quali non
e’ stato disposta l’effettuazione delle interruzioni e alle navi
provenienti dai compartimenti marittimi della Sicilia, della
Sardegna e dell’Adriatico e’ comunque vietato, nei giorni di sabato
e domenica di tutto l’anno, l’esercizio della pesca a strascico e/o
volante in tutti i compartimenti marittimi del Tirreno e dello
Ionio.
3. Non e’ consentito nei giorni di sabato e domenica recupero di
eventuali precedenti giornate d’inattivita’ causate da condizioni
meteomarine avverse.
Titolo II
Misure sociali d’accompagnamento alle interruzioni tecniche nel
Tirreno e nello Ionio Art. 7.
1. Le misure sociali d’accompagnamento, in relazione alle navi
assoggettate ai sensi del precedente titolo alle interruzioni
tecniche dell’attivita’ di pesca, consistono nella corresponsione,
per il periodo d’interruzione, di:
a) minimo monetario garantito a ciascun marittimo, che risulti dal
ruolino d’equipaggio imbarcato alla data di inizio di ciascuna
interruzione tecnica, tenuto conto delle disposizioni di cui al
successivo art. 10;
b) oneri previdenziali ed assistenziali, relativamente ai marittimi
di cui alla precedente lettera a), all’armatore per il successivo
versamento da parte del medesimo ai pertinenti istituti
previdenziali ed assistenziali.
2. Le capitanerie di porto comunicano al Ministero per le politiche
agricole, entro quindici giorni dall’inizio del periodo di
interruzione tecnica, l’ammontare presunto del fabbisogno
finanziario per le misure sociali di cui al precedente comma.
Art. 8.
1. Al fine di conseguire la corresponsione delle somme
rispettivamente spettanti, l’armatore ed i membri dell’equipaggio
presentano, alla Capitaneria di porto di iscrizione della nave
distinte domande in bollo, redatta secondo gli schemi in allegato B
e C, di cui una entro il giorno 15 ottobre 1999 per il periodo dal
20 settembre al 10 ottobre 1999, l’altra entro il 3 dicembre 1999
per il periodo dall’11 ottobre al 28 novembre 1999.
2. I membri dell’equipaggio possono presentare la domanda di cui al
comma 1:
a) personalmente (secondo lo schema in allegato C 1(elevato a) )
ovvero,
b) limitatamente ai propri soci, tramite le cooperative di pesca o
loro consorzi (secondo lo schema in allegato C 2(elevato a) )
ovvero,
c) tramite rilascio di mandato di assistenza e rappresentanza ad un
ente di patronato con delega per la trattenuta delle quote
sindacali alle organizzazioni sindacali dei l…

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