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Mutui ad enti locali, ad enti vari ed a cooperative edilizie. Nuovi tassi di interesse ed altre condizioni di concessione. Estinzione e rinegoziazione dei mutui in essere.

CIRCOLARE 24 settembre 1999, n.8
Mutui ad enti locali, ad enti vari ed a cooperative edilizie. Nuovi
tassi di interesse ed altre condizioni di concessione. Estinzione e
rinegoziazione dei mutui in essere.
Agli enti locali, agli enti di diritto pubblico ed alle cooperative
edilizie aventi mutui in ammortamento con l’I.N.P.D.A.P. e, per
conoscenza:
Al Ministero dei lavori pubblici – Direzione generale edilizia
sovvenzionata
Al Ministero dell’interno – Direzione centrale della finanza locale
Il consiglio di amministrazione dell’INPDAP, con deliberazione n.
956 del 31 marzo 1999, approvata dai Ministeri vigilanti, ha
fissato i nuovi tassi di interessi sui mutui ed ha autorizzato le
operazioni di estinzione anticipata e di rinegoziazione del residuo
debito dei mutui agli enti ed alle cooperative destinatarie, la cui
regolamentazione e’ qui di seguito riassunta.
Tasso di interesse – Il tasso di interesse sui mutui agli enti
locali, agli enti vari ed alle cooperative edilizie nonche’ sugli
sconti di annualita’ statali e regionali e’ fissato, con decreto
del 28 maggio 1999, emanato dal Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica, nella misura unica del 6% per tutte
le tipologie di mutuo. Restano immodificate le trattenute per spese
di amministrazione e del premio compensativo dei rischi
dell’operazione di cui al decreto del Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica in data 24 novembre 1997
(in Gazzetta Ufficiale n. 285 del 6 dicembre 1997). Dette
condizioni sono applicate anche ai mutui suppletivi gia’ deliberati
in favore delle cooperative edilizie ed impegnati nel bilancio
dell’Istituto a tassi maggiori del 6%, ma non ancora formalizzati.
Estinzione anticipata dei mutui – L’estinzione anticipata dei mutui
e’ concessa mediante versamento:
del residuo debito risultante dai rispettivi piani di ammortamento
al 31 dicembre dell’anno di presentazione della richiesta;
di un indennizzo pari alla differenza fra il valore attuale delle
rate di ammortamento residue, calcolato utilizzando come saggio di
sconto il tasso nominale del 6% ed il debito residuo risultante dal
piano di ammortamento. Tale indennizzo e’ escluso nei casi di
estinzione anticipata previsti dall’art. 141 del testo unico
sull’edilizia economica e popolare di cui al regio decreto n.
1165/1938;
degli importi relativi ad ogni eventuale morosita’ riguardante i
mutui concessi, nel rispetto delle date di riferimento adottate per
i calcoli finanziari e dei relativi piani di ammortamento.
Ove l’estinzione anticipata riguardi mutui in corso di ammortamento
concessi a tassi inferiori o uguali al 6% il costo dell’estinzione
richiesta e’ pari al residuo debito.
In presenza di contributi statali e/o regionali sui mutui, le
annualita’ non ancora scadute sono devolute al mutuatario. In
alternativa, l’Istituto potra’ mantenere fermo il piano di
ammortamento del contributo, condizionando l’estinzione anticipata
del mutuo alla conferma da parte dell’amministrazione erogatrice
sia dell’importo sia del numero delle annualita’ del contributo
stesso;
questo Istituto resta estraneo ad ogni riduzione del contributo. La
cancellazione delle ipoteche, ove richiesta, e’ a cura ed a spese
del mutuatario e con l’intervento del rappresentante dell’Istituto,
ove richiesto.
In presenza di disponibilita’ in conto mutuo, le stesse, unitamente
ai relativi interessi, sono portate in detrazione di quanto dovuto
per la richiesta estinzione.
L’indennizzo e’ dovuto dal mutuatario anche nei casi previsti dagli
articoli 1819 e 1820 del codice civile nonche’ negli altri casi in
cui l’Istituto debba procedere al recupero del proprio credito in
unica soluzione.
L’indennizzo per estinzioni anticipate di mutui gia’ rinegoziati e’
calcolato utilizzando, come tasso di sconto ai fini della
determinazione del valore attuale delle rate di ammortamento
residue, il tasso ufficiale di sconto vigente al momento della
richiesta. Rinegoziazione dei tassi dei mutui in corso di
ammortamento – Su domanda del mutuatario, e’ concessa la
rinegoziazione dell importo del residuo debito alla data del 31
dicembre 1999, con piani di ammortamento di durata non superiore a
quindici anni per gli enti locali ed enti vari ed a venticinque
anni per le cooperative e soci, fatta salva la facolta’ di cui alla
delibera del consiglio di amministrazione n. 638 del 14 ottobre
1997. Restano fermi i connessi piani di ammortamento della quota
relativa ai contributi ceduti. La rinegoziazione riguarda tutti i
mutui concessi al mutuatario ed e’ fissata al tasso del 6 per cento
a rate semestrali posticipate per gli enti e a rate trimestrali per
le cooperative.
Il mutuatario, all’atto della rinegoziazione e’ tenuto a
corrispondere a titolo di indennizzo, una semestralita’ di
interessi, calcolata sul residuo debito al tasso dei singoli mutui
con esclusione di quelli concessi a tassi inferiori o uguali al 6
per cento, nonche’ a regolarizzare ogni pendenza debitoria in atto.
L’indennizzo dovuto e l’ammontare di eventuali debiti pregressi per
rate possono essere computati nel residuo debito da rinegoziare. La
rinegoziazione e’ applicata anche ai mutui delle cooperative
edilizie non ancora in ammortamento al 1 gennaio 1999, fermi
restando i tassi di concessione che continuano ad applicarsi per la
valutazione dei contributi ceduti nonche’ per il calcolo degli
interessi di preammortamento sulle somme erogate e/o da erogare
secondo le vigenti disposizioni di legge.
Al socio di cooperativa edilizia, titolare di mutuo individuale, e’
data facolta’ di rinegoziare il residuo debito alle condizioni e
con le modalita’ sopra indicate, con esclusione dei mutui edilizi
individuali derivanti da mutui gia’ rinegoziati a favore della
cooperativa edilizia di appartenenza.
Restano fermi gli importi ed i tassi di interesse relativi alle
iscrizioni ipotecarie a suo tempo rilasciate a garanzia dei mutui.
In sede di rinegoziazione, il mutuatario dovra’ accettare che il
tasso di interesse di cui all’art. 27, comma 4, della legge 8
agosto 1991, n. 274, sia sostituito dal tasso di rinegoziazione ai
fini della corresponsione degli interessi di postammortamento.
Le domande di rinegoziazione dovranno essere inviate, a mezzo
raccomandata, entro il 31 dicembre 1999 alla Direzione centrale del
credito, Attivita’ sociali e previdenza integrativa, Ufficio IV –
casella postale 4225 – 00182 Roma Appio. A tal fine fara’ fede il
timbro postale.
Le domande di rinegoziazione gia’ presentate a questo Istituto
dovranno essere rinnovate.
A ciascun mutuatario interessato sara’ fornita apposita
comunicazione relativa ai mutui in ammortamento, con l’indicazione
del rispettivo debito residuo, dell’eventuale morosita’ e della
rata al nuovo tasso di interesse con ammortamento a quindici anni
per gli enti di diritto pubblico oppure a venticinque anni per le
cooperative edilizie e/o soci.
In attesa del perfezionamento degli atti relativi alla
rinegoziazione, i mutuatari riceveranno i moduli di conto corrente
postale con l’indicazione della rata gia’ determinata ai precedenti
tassi originari. Pertanto, fino alla conclusione del procedimento
di rinegoziazione, i mutuatari continueranno a versare gli importi
segnati sui moduli, fermo restando che all’atto della definizione
del nuovo piano di ammortamento si procedera’ alle relative
compensazioni.
Il direttore generale f.f.:
Grasso

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