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Regolamento recante norme in materia di imposta comunale sugli immobili (ICI) relativa all'anno 1993, da adottare ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 8 maggio 1998, n. 146.

MINISTERO DELLE FINANZE
DECRETO 24 settembre 1999, n.367
Regolamento recante norme in materia di imposta comunale sugli
immobili (ICI) relativa all’anno 1993, da adottare ai sensi
dell’articolo 3, comma 3, della legge 8 maggio 1998, n. 146. note:
Entrata in vigore del decreto:
6-11-1999
IL MINISTRO DELLE FINANZE di concerto con
IL MINISTRO DEL TESORO, DEL BILANCIO
E DELLA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA e
IL MINISTRO DELL’INTERNO
Visto l’articolo 3, comma 1, della legge 8 maggio 1998, n. 146, in
forza del quale e’ stata trasferita dallo Stato ai comuni la
competenza in materia di liquidazione, anche se derivante dalle
disposizioni di cui all’articolo 11, comma 1, terzo periodo, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, accertamento e
riscossione, anche coattiva, applicazione delle sanzioni e degli
interessi, relativamente all’imposta comunale sugli immobili (ICI)
dovuta per l’anno 1993;
Visto che, in base al medesimo articolo 3, comma 1, le predette
operazioni devono essere effettuate dai comuni secondo le
disposizioni stabilite nel citato decreto legislativo n. 504 del
1992;
Visto l’articolo 3, comma 3, della predetta legge n. 146 del 1998,
in base al quale anche ai rimborsi dell’ICI, o maggiore ICI,
indebitamente versata dai contribuenti, devono provvedere i comuni;
Visto che, ai sensi dello stesso comma 3, le somme riscosse dai
comuni, a titolo di ICI dovuta per l’anno 1993 e relativi interessi
e sanzioni, a seguito dell’effettuazione delle predette operazioni
di liquidazione, accertamento ed irrogazione di sanzioni,
continuano ad essere di spettanza dello Stato, limitatamente alla
parte corrispondente all’aliquota del 3 per mille;
Visto che, sempre in forza del predetto comma 3, i comuni hanno
diritto alla restituzione, a carico del bilancio dello Stato, della
parte delle somme rimborsate ai contribuenti, a titolo di ICI
indebitamente versata per l’anno 1993 e relativi interessi,
corrispondente all’aliquota del 4 per mille;
Visto l’articolo 13, comma 4, della legge 13 maggio 1999, n. 133,
il quale prevede che, nell’esercizio della potesta’ regolamentare
in materia di disciplina delle proprie entrate, le province e i
comuni possono stabilire che gli interessi per la riscossione e il
rimborso dei tributi di loro spettanza siano dovuti nelle stesse
misure previste in relazione alle imposte erariali;
Visto che occorre adottare, ai sensi dell’articolo 17, comma 3,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, un decreto del Ministro delle
finanze, di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica e dell’interno, per stabilire i
termini e le modalita’ di attuazione delle disposizioni contenute
nel predetto comma 3 dell’articolo 3 della legge n. 146 del 1998;
Considerato che, ai sensi delle disposizioni contenute
nell’articolo 2, comma 1, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16,
convertito, con modificazioni, nella legge 24 marzo 1993, n. 75,
nonche’ in forza dell’articolo 2 della stessa legge n. 75 del 1993,
i minori estimi, stabiliti con il decreto legislativo 28 dicembre
1993, n. 568, e successive modificazioni, non si applicano ai fini
dell’ICI relativa all’anno 1993;
Visto l’articolo 3 del decreto-legge 27 ottobre 1995, n. 444,
convertito, con modificazioni, nella legge 20 dicembre 1995, n.
539, per effetto del quale la quantificazione dei trasferimenti
erariali in favore dei comuni per gli anni 1994 e successivi viene
definitivamente fissata sulla base di situazioni gia’ rilevate a
prestabilite date;
Considerato che per i comuni compresi nei territori delle province
autonome di Trento e Bolzano, la competenza a gestire l’ICI 1993,
secondo le disposizioni previste nel decreto legislativo n. 504 del
1992, era gia’ di spettanza dei comuni stessi;
Visto l’articolo 17, commi 3 e 4, della legge 23 agosto 1988, n.
400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi, nell’adunanza del 23 novembre
1998;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri,
effettuata a norma dell’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, con nota n. 3-6845 del 15 gennaio 1999;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
1. Il comune, per gli immobili ubicati sul suo territorio, adotta i
provvedimenti di rimborso dell’imposta comunale sugli immobili
(ICI), o maggiore imposta, indebitamente corrisposta dai
contribuenti per l’anno 1993, anche se determinati dalle
liquidazioni operate ai sensi dell’articolo 11, comma 1, terzo
periodo, del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504.
2. Se il diritto al rimborso non risulta sulla base dei dati ed
elementi direttamente desumibili dalla dichiarazione del
contribuente, oppure non consegue alla liquidazione effettuata ai
sensi dell’articolo 11, comma 1, terzo periodo, del decreto
legislativo n. 504 del 1992, il contribuente presenta al comune in
favore del quale ha eseguito il versamento, istanza di rimborso,
anche mediante raccomandata, entro sei mesi dalla data di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale ovvero
entro il piu’ lungo termine di sei mesi decorrente dalla data in
cui e’ stato definitivamente accertato il diritto alla
restituzione. Le istanze di rimborso gia’ presentate si considerano
comunque regolarmente prodotte e sono, a cura dell’ufficio od ente
cui sono pervenute, diversi dal comune competente, trasmesse a
quest’ultimo, unitamente alla relativa documentazione, entro
sessanta giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto
nella Gazzetta Ufficiale, specificando contestualmente quali sono i
rimborsi gia’ disposti.
3. Delle controversie in materia di rimborso dell’ICI 1993,
pendenti, alla data di entrata in vigore della legge 8 maggio 1998,
n. 146, nei confronti dell’amministrazione finanziaria dello Stato,
il competente ufficio delle entrate da’ notizia al comune
interessato affinche’ questo possa intervenire volontariamente nel
giudizio. Nel caso di mancato intervento in giudizio, le sentenze
definitive di condanna fanno comunque stato nei confronti del
medesimo e sono trasmesse, a cura dell’ufficio delle entrate che e’
stato parte nel giudizio, al comune competente affinche’ provveda a
disporre il rimborso.
4. I provvedimenti di cui al comma 1 sono adottati sulla base delle
disposizioni previste nel decreto legislativo n. 504 del 1992, e
successive modificazioni, ivi compresa quella relativa alla misura
degli interessi sull’imposta rimborsata. Gli interessi decorrono
dalla data di presentazione della domanda di rimborso;
decorrono, invece, dalla data di esecuzione del versamento
indebito, nei casi in cui il diritto al rimborso risulta sulla base
dei dati ed elementi direttamente desumibili dalla dichiarazione
del contribuente, oppure consegue alla liquidazione effettuata ai
sensi dell’articolo 11, comma 1, terzo periodo, del decreto
legislativo n. 504 del 1992.
5. Il comune esegue il rimborso integrale dell’imposta o maggiore
imposta indebitamente versata per l’anno 1993, con i relativi
interessi, e nel corso del sesto mese successivo a quello di
pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale invia
un “elenco dei rimborsi ICI 1993” protocollato, datato e firmato
dal sindaco o da un assessore delegato, contenente, distintamente
per ciascun contribuente, l’indicazione: del nome e cognome o
ragione sociale, del codice fiscale, degli estremi del
provvedimento di rimborso o della sentenza, dell’ammontare
dell’imposta rimborsata, dell’ammontare dei relativi interessi
corrisposti; successivi elenchi integrativi, similmente compilati,
sono inviati alla fine di ogni anno; nel primo elenco e’
specificata anche l’aliquota vigente nel comune per l’anno 1993.
6. Negli elenchi non sono compresi i rimborsi originati
dall’annullamento delle delibere con le quali i comuni hanno
determinato l’aliquota ICI 1993 in misura superiore al 4 per mille;
non sono, altresi’, compresi i rimborsi disposti a seguito di
annullamento, anche parziale, di provvedimenti di liquidazione,
accertamento od irrogazione di sanzioni, emessi dal comune. A tal
fine, in calce a ciascun elenco il sindaco o l’assessore delegato
attesta che i rimborsi non sono stati disposti per le cause di cui
al presente comma; attesta, altresi’, che non sono stati disposti
rimborsi a seguito della diminuzione degli estimi catastali,
stabilita con il decreto legislativo 28 dicembre 1993, n. 568, e
successive modificazioni, non dando essa origine ad indebiti
versamenti per l’anno di imposta 1993.
7. Il comune invia gli elenchi al centro di servizio delle imposte
dirette del Ministero delle finanze nella cui circoscrizione
territoriale e’ compreso. Per i comuni della regione Lombardia,
l’invio e’ effettuato al centro di servizio di Milano; per i comuni
delle regioni Marche, Toscana ed Umbria, l’invio e’ effettuato al
centro di servizio di Pescara.
8. I centri di servizio:
a) determinano, separatamente per ciascun elenco, l’ammontare delle
somme da restituire al comune; la restituzione, per imposta ed
interessi, e’ integrale, se nel comune vigeva per l’anno 1993
l’aliquota del 4 per mille; e’, invece, quantificata nella misura
corrispondente all’aliquota del 4 per mille, se nel comune vigeva
per il predetto anno 1993 una aliquota superiore, mediante un
rapporto semplice;
b) inviano, entro il mese successivo a quello di ricevimento degli
elenchi, alle direzioni regionali delle entrate, territorialmente
competenti in relazione alla regione di appartenenza dei comuni
interessati, prospetti riepilogati…

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