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Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 febbraio 1998, n. ...

Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 febbraio 1998, n. 32, concernente razionalizzazione del sistema di distribuzione dei carburanti, a norma dell'articolo 4, comma 4, della legge 15 marzo 1997, n. 59.

DECRETO LEGISLATIVO 8 settembre 1999, n.346
Modifiche ed integrazioni al decreto legislativo 13 febbraio 1998,
n. 32, concernente razionalizzazione del sistema di distribuzione
dei carburanti, a norma dell’articolo 4, comma 4, della legge 15
marzo 1997, n. 59. in vigore dal: 23-10-1999
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59 e, in particolare, l’articolo 1
e l’articolo 4, comma 4, lettera c);
Visto il decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32;
Visto l’articolo 10 della citata legge n. 59 del 1997;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, ed in
particolare gli articoli 5 e 22;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 4 giugno 1999;
Visto il parere della conferenza unificata, istituita ai sensi del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Acquisito il parere delle competenti commissioni parlamentari della
Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la legge 29 luglio 1999, n. 241;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 29 luglio 1999;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, di
concerto con i Ministri dei lavori pubblici, dell’interno, delle
finanze, per la funzione pubblica e per gli affari regionali;
Emana
il seguente decreto legislativo:
Art. 1.
1. I commi 1 e 2 dell’articolo 2 del decreto legislativo 11
febbraio 1998, n. 32, sono sostituiti dai seguenti:
” 1. Per consentire la razionalizzazione della rete di
distribuzione e la semplificazione del procedimento di
autorizzazione di nuovi impianti su aree private i comuni, entro
centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, individuano criteri, requisiti e caratteristiche delle
aree sulle quali possono essere installati detti impianti.
Contestualmente i comuni dettano le norme applicabili a dette aree
ivi comprese quelle sulle dimensioni delle superfici edificabili,
in presenza delle quali il comune e’ tenuto a rilasciare la
concessione edilizia per la realizzazione dell’impianto. I comuni
dettano, altresi’, ogni altra disposizione che consenta al
richiedente di conoscere preventivamente l’oggetto e le condizioni
indispensabili per la corretta presentazione
dell’autocertificazione di cui all’articolo 1, comma 3, del
presente decreto, anche ai fini del potenziamento o della
ristrutturazione degli impianti esistenti.
1-bis. La localizzazione degli impianti di carburanti costituisce
un mero adeguamento degli strumenti urbanistici in tutte le zone e
sottozone del piano regolatore generale non sottoposte a
particolari vincoli paesaggistici, ambientali ovvero monumentali e
non comprese nelle zone territoriali omogenee A.
2. Trascorso il termine di centoventi giorni dalla data di entrata
in vigore del presente decreto senza che i comuni abbiano
individuato, ai sensi del comma 1, i requisiti e le caratteristiche
delle aree sulle quali possono essere installati detti impianti o
senza che abbiano dettato le norme o le disposizioni previste nel
medesimo comma 1, provvedono in via sostitutiva le regioni entro il
termine di centoventi giorni.
2-bis. Trascorso inutilmente il termine di centoventi giorni
previsto per l’esercizio da parte delle regioni dei poteri di cui
al comma precedente, ferma restando l’autorizzazione per
l’installazione di impianti di distribuzione di carburanti, gia’
tacitamente assentita ai sensi dell’articolo 1, comma 3, del
decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32, si considera
contestualmente rilasciata anche la relativa concessione edilizia,
qualora il progetto presentato sia conforme alle prescrizioni
previste dagli strumenti urbanistici vigenti per quella specifica
area e cio’ sia stato asseverato dall’interessato mediante apposita
perizia giurata, allegata alla domanda e redatta da un tecnico
iscritto all’albo, solidalmente responsabile con il richiedente e
su di essa l’organo competente non si sia pronunciato entro il
termine di novanta giorni dalla presentazione della domanda.”.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
commi 2 e 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge
modificate o alle quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il
valore e l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– L’art. 76 della Costituzione regola la delega al Governo
dell’esercizio della funzione legislativa e stabilisce che essa non
puo’ avvenire se non con determinazione di principi e criteri
direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti.
– L’art. 87 della Costituzione conferisce, tra l’altro, al
Presidente della Repubblica il potere di promulgare le leggi e di
emanare i decreti aventi valore di legge e i regolamenti.
– Il testo dell’art. 1 e dell’art. 4, comma 4, lettera c), della
legge 15 marzo 1997, n. 59 (pubblicata in Gazzetta Ufficiale 17
marzo 1997, n. 63, supplemento ordinario), recante “Delega al
Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed
enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa”, e’ il seguente:
“Art. 1. – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro il 31 marzo
1998, uno o piu’ decreti legislativi volti a conferire alle regioni
e agli enti locali, ai sensi degli articoli 5, 118 e 128 della
Costituzione, funzioni e compiti amministrativi nel rispetto dei
principi e dei criteri direttivi contenuti nella presente legge. Ai
fini della presente legge, per ”conferimento” si intende
trasferimento, delega o attribuzione di funzioni e compiti e per
”enti locali” si intendono le province, i comuni, le comunita’
montane e gli altri enti locali.
2. Sono conferite alle regioni e agli enti locali, nell’osservanza
del principio di sussidiarieta’ di cui all’art. 4, comma 3, lettera
a), della presente legge, anche ai sensi dell’art. 3 della legge 8
giugno 1990, n. 142, tutte le funzioni e i compiti amministrativi
relativi alla cura degli interessi e alla promozione dello sviluppo
delle rispettive comunita’, nonche’ tutte le funzioni e i compiti
amministrativi localizzabili nei rispettivi territori in atto
esercitati da qualunque organo o amministrazione dello Stato,
centrali o periferici, ovvero tramite enti o altri soggetti
pubblici.
3. Sono esclusi dall’applicazione dei commi 1 e 2 le funzioni e i
compiti riconducibili alle seguenti materie:
a) affari esteri e commercio estero, nonche’ cooperazione
internazionale e attivita’ promozionale all’estero di rilievo
nazionale;
b) difesa, forze armate, armi e munizioni, esplosivi e materiale
strategico;
c) rapporti tra lo Stato e le confessioni religiose;
d) tutela dei beni culturali e del patrimonio storico artistico;
e) vigilanza sullo stato civile e sull’anagrafe;
f) cittadinanza, immigrazione, rifugiati e asilo politico,
estradizione;
g) consultazioni elettorali, elettorato attivo e passivo,
propaganda elettorale, consultazioni referendarie escluse quelle
regionali;
h) moneta, perequazione delle risorse finanziarie, sistema
valutario e banche;
i) dogane, protezione dei confini nazionali e profilassi
internazionale;
l) ordine pubblico e sicurezza pubblica;
m) amministrazione della giustizia;
n) poste e telecomunicazioni;
o) previdenza sociale, eccedenze di personale temporanee e
strutturali;
p) ricerca scientifica;
q) istruzione universitaria, ordinamenti scolastici, programmi
scolastici, organizzazione generale dell’istruzione scolastica e
stato giuridico del personale;
r) vigilanza in materia di lavoro e cooperazione;
r-bis) trasporti aerei, marittimi e ferroviari di interesse
nazionale;
4. Sono inoltre esclusi dall’applicazione dei commi 1 e 2:
a) i compiti di regolazione e controllo gia’ attribuiti con legge
statale ad apposite autorita’ indipendenti;
b) i compiti strettamente preordinati alla programmazione,
progettazione, esecuzione e manutenzione di grandi reti
infrastrutturali dichiarate di interesse nazionale con legge
statale ovvero, previa intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e di Bolzano, con i decreti legislativi di cui al comma 1;
in mancanza dell’intesa, il Consiglio dei Ministri delibera in via
definitiva su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri;
c) i compiti di rilievo nazionale del sistema di protezione civile,
per la difesa del suolo, per la tutela dell’ambiente e della
salute, per gli indirizzi, le funzioni e i programmi nel settore
dello spettacolo, per la ricerca, la produzione, il trasporto e la
distribuzione di energia; gli schemi di decreti legislativi, ai
fini della individuazione dei compiti di rilievo nazionale, sono
predisposti previa intesa con la conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento
e Bolzano; in mancanza dell’intesa, il Consiglio dei Ministri
delibera motivatamente in via definitiva su proposta del Presidente
del Consiglio dei Ministri;
d) i compiti esercitati localmente in regime di autonomia
funzionale dalle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura e dalle universita’ degli studi;
e) il coordinamento dei rapporti con l’Unione europea e i compiti
preordinati ad assicurare l’esecuzione a livello nazionale degli
obblighi derivanti dal Trattato sull’Unione europea e dagli accordi
internazionali.
5. Resta ferma la disciplina concernente il sistema statistico
nazionale, anche ai fini del rispet…

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