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Ripartizione del primo piano annuale del secondo triennio di programmazione di cui alla legge 11 gennaio 1996, n. 23, concernente l'edilizia scolastica.

MINISTERO DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
DECRETO 6 settembre 1999
Ripartizione del primo piano annuale del secondo triennio di
programmazione di cui alla legge 11 gennaio 1996, n. 23,
concernente l’edilizia scolastica.
IL MINISTRO
DELLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Vista la legge 11 gennaio 1996, n. 23, ed in particolare gli
articoli 2 e 4;
Visto il decreto ministeriale 18 aprile 1996, n. 152, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 30 aprile 1996, con il quale sono state
indicate le somme disponibili per la prima annualita’ del primo
triennio di applicazione nonche’ stabiliti, per il medesimo
triennio, gli indirizzi diretti ad assicurare, al fine di un’idonea
programmazione scolastica nazionale, il necessario coordinamento
degli interventi regionali;
Vista la legge 22 dicembre 1998, n. 448, ed in particolare l’art.
50, lettera m), che ha previsto l’attribuzione di una somma di L.
30 miliardi come impegno ventennale decorrente dall’anno
finanziario 2000 per l’attivazione di opere di edilizia scolastica;
Considerata la necessita’ di procedere alla ripartizione, tra
ciascuna regione e provincia autonoma di Trento e Bolzano, dei
fondi come sopra disponibili, al fine di consentire la puntuale
attivazione degli interventi di cui ai precitati articoli 2 e 4
della legge n. 23/1996, relativi al primo piano annuale del secondo
triennio di programmazione regionale;
Rilevato che – giusta la nota 16 giugno 1999, prot. n. 255 della
Cassa DD.PP., come comunicata al Ministero del tesoro con
ministeriale 17 giugno 1999, n. 2718 – la somma concretamente
ripartibile, tenuto conto del necessario preammortamento previsto
dalla normativa di riferimento, ammonta a L. 385.000.000.000;
Ritenuto di dover indicare le somme disponibili per la prima
annualita’ del secondo triennio nonche’ – per il medesimo periodo –
gli indirizzi rivolti ad assicurare l’opportuno coordinamento degli
interventi regionali, al fine di consentire la necessaria
programmazione scolastica nazionale;
Considerato che il finanziamento previsto consente la concreta
attivazione del solo primo piano annuale e che, pertanto, per gli
anni successivi al primo si provvedera’ con appositi provvedimenti
ove intervenuta la relativa copertura finanziaria;
Tenuto conto della necessita’ che la programmazione degli
interventi di edilizia scolastica, attraverso l’attivazione delle
relative opere, garantisca il raggiungimento delle finalita’
contemplate dall’art. 1 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, con
particolare riguardo all’adeguamento del patrimonio esistente alla
vigente normativa in materia di agibilita’, igiene e sicurezza
nonche’ alla riqualificazione dello stesso ed al soddisfacimento
del fabbisogno immediato di aule, con il riequilibrio nella media
nazionale degli indici di carenza tra le diverse regioni, in modo
da assicurare un’equa organizzazione territoriale del sistema
scolastico anche con riferimento agli andamenti demografici ed al
rapporto tra richiesta ed offerta, favorendo, altresi’, la
disponibilita’ di palestre e di impianti sportivi, la possibilita’
di utilizzo delle strutture scolastiche da parte della
collettivita’ nonche’ l’eliminazione del fenomeno delle locazioni
onerose;
Acquisito il parere dell’osservatorio permanente per l’edilizia
scolastica come formulato nella seduta del 28 maggio 1999, nel
quale – preso anche atto del conforme assunto del coordinamento
interregionale per l’edilizia scolastica, come confermato nella
relativa nota 31 maggio 1999, n. 90 C.I. – venivano ribaditi
sostanzialmente gli indirizzi utilizzati nel primo triennio (salva
l’accentuazione di una particolare priorita’ per le attivita’ di
adeguamento e messa a norma) ed evidenziata la necessita’ di una
modifica dei criteri di riparto in esso adottati, al fine di
consentire – a fronte di quelli nello stesso attribuiti – una
progressiva rimodulazione riequilibrativa degli importi assegnabili
nel secondo triennio, attraverso l’introduzione di opportuni
correttivi rapportati al reale fabbisogno regionale, anche in
proporzione alla consistenza delle strutture scolastiche presenti
nelle diverse realta’ territoriali interessate ed all’entita’
numerica della relativa utenza;
Ritenuto, pertanto, di modificare i criteri di riparto come sopra
rappresentato, assicurando, pero’, un adeguamento graduale
dell’utilizzo degli stessi nel citato secondo triennio in modo che,
nell’intero arco dello stesso, la variazione apportata influisca
solo per il 50% di quanto avrebbe inciso ove tali criteri fossero
stati integralmente applicati;
Considerata, dunque, l’opportunita’ di suddividere l’importo
complessivamente ripartibile in due quote complementari ammontanti,
nella ripartizione relativa alla presente prima annualita’ del
secondo triennio, rispettivamente al 60% ed al 40% del totale e di
parametrare alla consistenza delle strutture scolastiche di
ciascuna realta’ territoriale interessata solo quest’ultima
percentuale, restando confermati, per la restante, i criteri come
utilizzati nel corso della precedente triennalita’;
Ritenuto, altresi’, che nelle annualita’ successive alla prima
dette percentuali siano rispettivamente elevate, nel secondo anno,
entrambe al 50% e, nel terzo anno, al 60% quella relativa ai
criteri modificati ed al 40% l’altra, cosi’ da assicurare che
nell’intero secondo triennio di programmazione non venga superato,
come sopra determinato, il 50% d’incidenza delle intervenute
variazioni ai prefati criteri;
Ravvisata, inoltre, l’opportunita’, espressa nel parere medesimo,
di attribuire – anche al fine di un adeguato bilanciamento con le
precitate modifiche – un piu’ congruo riconoscimento alla capacita’
di spesa delle singole amministrazioni regionali, attraverso il
raddoppio della percentuale riservata a tali fini, elevandola,
cosi’, al 10% dall’attuale 5% e parametrandola al livello di
utilizzo dei soli finanziamenti concessi nelle precedenti
annualita’ ai sensi dell’art. 4 della legge n. 23/1996;
Acquisito, come formulato nella seduta del 5 agosto 1999 (rep. atti
757 di pari data), il parere favorevole della conferenza permanente
tra Stato, regioni e province autonome di Bolzano e Trento e fatte
salve le norme speciali relative a queste ultime;
Decreta:
Art. 1.
Ai sensi e per gli effetti di quanto in premessa indicato, per
l’attivazione della prima annualita’ del secondo piano di
programmazione triennale contemplato dall’art. 4 della legge 11
gennaio 1996, n. 23, e’ completamente disponibile la somma di L.
385.000.000.000, sotto forma di mutui con ammortamento a totale
carico dello Stato accendibili presso la Cassa DD.PP.
Art. 2.
La ripartizione dei finanziamenti previsti per il citato primo
piano annuale di attuazione come sopra determinato – e fermo
restando quanto indicato in epigrafe per quelli successivi al primo
– e’ predisposta con i criteri ed il procedimento rappresentati
nell’allegato n. 1 al presente decreto del quale costituisce parte
integrante.
Art. 3
Le somme attribuite alle amministrazioni beneficiarie per
l’attivazione delle opere relative alla prima annualita’ del
secondo triennio, in applicazione dei richiamati criteri e
procedimento di cui al precedente art. 2, sono quelle a lato di
ciascuna di esse indicate, come nel seguito riportate:
Piemonte L. 22.186.010.000
Valle d’Aosta L. 1.325.170.000
Lombardia L. 38.118.850.000
Provincia autonoma di Bolzano L. 1.968.942.000
Provincia autonoma di Trento L. 2.113.598.000
Veneto L. 23.044.560.000
Friuli-Venezia Giulia L. 10.425.030.000
Liguria L. 12.246.850.000
Emilia-Romagna L. 25.458.510.000
Toscana L. 30.307.970.000
Umbria L. 6.685.140.000
Marche L. 13.021.470.000
Lazio L. 25.222.890.000
Abruzzo L. 14.777.840.000
Molise L. 5.860.470.000
Campania L. 31.300.500.000
Puglia L. 27.197.940.000
Basilicata L. 6.645.100.000
Calabria L. 29.063.650.000
Sicilia L. 40.839.260.000
Sardegna L. 17.190.250.000
Art. 4.
Al fine di assicurare il necessario coordinamento dei rispettivi
interventi nell’ambito della programmazione scolastica nazionale,
le regioni, in sede di predisposizione del secondo piano generale
triennale e dei relativi piani annuali attuativi – attivabili nei
termini e con le modalita’ indicate dalla normativa di cui alle
premesse – si atterranno, nell’ordine, tenuto anche conto dei
risultati ottenuti con i precedenti interventi in materia, ai
seguenti indirizzi:
a) privilegiare gli interventi finalizzati prioritariamente alla
messa a norma ed all’adeguamento delle preesistenti strutture alla
vigente normativa in materiadi agibilita’, sicurezza ed igiene ed,
altresi’, all’eliminazione delle barriere architettoniche, nonche’
quelli diretti ai completamenti funzionali di opere gia’ iniziate
ed al soddisfacimento del fabbisogno immediato di aule in relazione
all’indice di carenza determinato dall’offerta del servizio
scolastico a fronte della relativa richiesta da parte dell’utenza
ed alla eliminazione del fenomeno delle locazioni onerose, al fine
di determinare le condizioni strutturali idonee ad assicurare un
adeguato standard qualitativo del servizio medesimo, il
rinnovamento della didattica ed un’efficace lotta alla dispersione
scolastica;
b) favorire il coordinamento in materia di razionalizzazione della
rete scolastica con la distribuzione degli edifici, tenendo anche
conto dell’opportunita’ di un organico inserimento delle
istituzioni scolastiche nelle diverse realta’ territoriali e
collettivita’ locali;
c) considerare ogni opportunita’ di adeguamento dei relativi
edifici alle nuove esigenze della scuola ed a…

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