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Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimita' degli aeroporti nonche' criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al livello di inquinamento acustico

MINISTERO DELL’AMBIENTE
DECRETO 20 maggio 1999
Criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il
controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimita’ degli
aeroporti nonche’ criteri per la classificazione degli aeroporti in
relazione al livello di inquinamento acustico
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto con
IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E DELLA NAVIGAZIONE
Visto l’art. 3, comma 1, lettera m), punti 2 e 4, della legge 26
ottobre 1995, n. 447, recante leggequadro sull’inquinamento
acustico;
Visto l’art. 4, comma 1, lettera c), del decreto 31 ottobre 1997
recante metodologia di misura del rumore aeroportuale;
Visto il decreto del Ministro dell’ambiente con cui viene
costituita la commissione di cui all’art. 4, comma 3, del decreto
ministeriale 31 ottobre 1997;
considerato gli esiti dei lavori della commissione sopra
richiamata;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Ai sensi dell’art. 3, comma 1, lettera m), punti 2 e 4, della
legge 26 ottobre 1995, n. 447, il presente decreto stabilisce:
i criteri per la progettazione dei sistemi di monitoraggio per il
controllo dei livelli di inquinamento acustico in prossimita’ degli
aeroporti;
i criteri per la classificazione degli aeroporti in relazione al
livello di inquamento acustico.
Art. 2.
Caratteristiche dei sistemi di monitoraggio
1. Fermo restando quanto stabilito nel decreto 31 ottobre 1997,
allegato B, i sistemi di monitoraggio devono:
a) monitorare le singole operazioni di decollo ed atterraggio al
fine del rispetto delle procedure antirumore definite dalle
commissioni di cui all’art. 5 del decreto 31 ottobre 1997, secondo
i criteri stabiliti dalla commissione di cui all’art. 4, comma 1,
lettera a), del decreto 31 ottobre 1997;
b) registrare in continuo i dati di ogni singolo evento ed
effettuare il calcolo degli indici di inquinamento da rumore
secondo quanto indicato nell’allegato A del decreto 31 ottobre
1997;
c) essere predisposti per recepire e gestire le eventuali lamentele
da parte dei cittadini.
Art. 3.
Composizione dei sistemi di monitoraggio
1. I sistemi di monitoraggio devono essere composti da:
a) un numero di stazioni periferiche di rilevamento dei livelli
sonori prodotti, idoneo a monitorare l’intorno aeroportuale cosi’
come definito dall’art. 2, punto 7, del decreto 31 ottobre 1997;
b) una o piu’ stazioni microclimatiche idonee a correlare gli
eventi sonori con i dati meteoclimatici, ai fini dell’accertamento
del rispetto della metodologia di misura del rumore aeroportuale,
di cui al punto 7, allegato B, del decreto 31 ottobre 1997;
c) un centro di elaborazione dati in grado di:
raccogliere i dati registrati in ogni stazione periferica di
rilevamento ed elaborarli in modo da ricavare i parametri necessari
per il calcolo dell’indice Lva di cui all’allegato A del decreto 31
ottobre 1997;
eseguire in maniera automatica la correlazione tra i parametri del
rumore ed i dati del velivolo che lo ha provocato, mediante
l’acquisizione delle informazioni dal centro di assistenza al volo,
ai sensi del decreto 31 ottobre 1997, art. 6, comma 5, oppure
desumibili, in assenza di tali informazioni, dai sistemi
informatici del gestore aeroportuale;
registrare su supporto informatico i dati raccolti;
segnalare per ogni postazione di misura, il superamento dei valori
limite di rumore stabiliti per ogni tipologia di velivolo, secondo
il disposto dell’art. 5, comma 2, del decreto 31 ottobre 1997, ai
fini del rispetto delle procedure antirumore;
fornire, fra i risultati delle elaborazioni eseguite, le curve di
isolivello sull’intorno aeroportuale per gli scopi di cui all’art.
6, del decreto 31 ottobre 1997.
Art. 4.
Caratteristiche delle stazioni di monitoraggio
1. Le stazioni di monitoraggio sono costituite da:
il terminale di rilevamento;
l’hardware e il software aggiuntivi, necessari per il funzionamento
del terminale di rilevamento.
2. Il terminale di rilevamento e’ dotato di unita’ di alimentazione
tampone in grado di:
consentire, in assenza di alimentazione di rete, un’autonomia di
almeno 24 ore;
funzionare in maniera completamente automatica.
3. Il terminale di rilevamento deve inoltre essere provvisto di un
idoneo dispositivo di controllo della taratura del microfono, la
cui attivazione dovra’ avvenire automaticamente ad intervalli
programmati oppure su richiesta dell’operatore.
4. L’hardware ed il software devono essere tali da fornire rapporti
orari, rapporti di eventi e di calibrazioni ed effettuare la
trasmissione dei dati dall’unita’ logica della stazione di
monitoraggio all’elaboratore centrale.
Art. 5.
Ubicazione delle stazioni di monitoraggio
1. Le stazioni di monitoraggio devono essere ubicate all’interno
delle aree da controllare, situate nell’intorno aeroportuale nella
posizione piu’ vicina alle proiezioni al suolo delle rotte
avvicinamento e di allontanamento dei velivoli.
2. Al fine di caratterizzare in maniera completa il singolo evento
prodotto dalla attivita’ aerea e raccogliere ulteriori dati su di
esso ai sensi dell’art. 1, punto b, alcune stazioni di monitoraggio
possono essere posizionate in accordo con quanto richiesto dalle
normative internazionali ICAO, annesso 16, volume 1.
3. La scelta del luogo deve essere preceduta da una analisi del
livello di rumore di origine aeronautica e del livello residuo per
la corretta individuazione del singolo evento. La stazione di
monitoraggio e’ correttamente ubicata se la differenza tra il
valore L AFmax dell’evento ed il livello sonoro equivalente del
rumore residuo, calcolato nei 10 minuti di massimo rumore, e’
superiore a 20 dB.
Art. 6.
Controllo del singolo evento
1. Il livello sonoro associato al singolo movimento di aeromobili
e’ quello definito nel decreto ministeriale 31 ottobre 1997,
allegato A, punto 6: esso e’ individuato con le modalita’ di cui al
decreto ministeriale 31 ottobre 1997, allegato B, punto 3. L’evento
rumore sara’ considerato di origine aeronautica a seguito di
correlazione con le tracce radar oppure, in assenza di
quest’ultime, con i dati forniti dai sistemi informatici del
gestore aeroportuale.
2. Fermo restando quanto stabilito nel decreto 31 ottobre 1997, per
tutti gli eventi riconducibili ad attivita’ aeroportuali cosi’ come
definiti nella legge 26 ottobre 1995, n. 447, art. 3, comma 1,
lettera m), punto 3, ogni stazione di monitoraggio dovra’ rendere
disponibili le seguenti informazioni:
a) ubicazione della postazione di rilevamento;
b) data ed ora dell’evento;
c) durata dell’evento;
d) SEL dell’evento;
e) L AFmax dell’evento.
3. Dalla registrazione in continuo del rumore effettuato dalle
stazioni di monitoraggio, il sistema deve essere in grado di
calcolare il rumore ambientale in assenza di quello prodotto
dall’attivita’ aeronautica.
4. Il software applicativo del sistema di monitoraggio, nel caso di
disponibilita’ delle tracce radar, deve correlare gli eventi rumore
con le traiettorie degli aerei, registrando i dati identificativi
dell’aereo e la traiettoria del medesimo ed evidenziando qualsiasi
deviazione dai corridoi assegnati riscontrabile nella traiettoria
di volo.
5. Il sistema di monitoraggio, sulla base dei dati raccolti deve
essere in grado di calcolare gli indici L VA nel periodo prescelto
e presentare graficamente le curve di isolivello che caratterizzano
l’interno aeroportuale. Ai fini del calcolo dell’indice L VA
notturno occorre tenere presente che, nello stesso giorno, il
periodo notturno si articola in due sottoperiodi:
dalle 00.00 alle 06.00 e dalle 23.00 alle 24.00.
6. Il metodo di calcolo per le curve di isolivello acustico e’
quello riportato nei documenti ICAO Annesso 16 e nelle circolari
205/AN/1725 ed ECAC.CEAC Doc. n. 29 e successive modificazioni e
integrazioni.
Art. 7.
Classificazione degli aeroporti
in relazione al livello di inquinamento acustico
1. La classificazione degli aeroporti viene effettuata in funzione:
a) dell’estensione dell’intorno aeroportuale, cosi’ come definito
dall’art. 2, punto 7, del decreto 31 ottobre 1997, misurata in
ettari (ha), con arrotondamento alla seconda cifra decimale.
b) dell’estensione delle zone “A”, “B” e “C”, di cui al decreto 31
ottobre 1997, art. 6, individuate mediante le relative curve di
isolivello acustico di indice L va, misurate in ettari (ha), con
arrotondamento alla seconda cifra decimale ed escludendo le parti
delle predette zone che ricadono sul mare o sui laghi. c)
dell’estensione delle aree residenziali Ar, Br, Cr ricadenti in
ciascuna delle predette zone “A”, “B” e “C”;
d) della densita’ abitativa territoriale intesa come numero di
abitanti per ettaro residenti in dato territorio.
2. I parametri Ar, Br e Cr devono essere corretti in funzione della
densita’ abitativa mediante i coefficienti moltiplicativi riportati
in tabella 1:
Tabella 1

Tabella 1
=================================================================
Area | |
residenziale | Densita’ abitativa | Coefficiente
| (abitanti/ha) | correttivo
______________|_______________________|_______________________
estensiva ….. 10-150 k = 1.1
semiestensiva . 150-250 k = 1.2
intensiva ….. 4 250 k = 1.3

3. Sulla base dell’estensione delle zone A, B e C, e delle aree
residenziali Arc, Brc e Crc ottenute dalle aree residenziali Ar, Br
e Cr a seguito dell’applicazione dei coefficienti moltiplicativi,
si definiscono i tre indici numerici:
Ia = Arc timesA, Ib = Brc timesB, Ic = Crc timesC
4. Gli indici di cui al precedente punto 3, caratterizzano gli
aeroporti dal punto d…

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