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Adeguamento dei sistemi informatici al cambio di data dell'anno 2000....

Adeguamento dei sistemi informatici al cambio di data dell'anno 2000.

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 10 settembre
1999
Adeguamento dei sistemi informatici al cambio di data dell’anno
2000.
IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Considerato che il “problema informatico dell’anno 2000” consiste
nell’incapacita’ di molti programmi e sistemi informatici e
computerizzati di utilizzare e gestire correttamente le date
successive al 31 dicembre 1999;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14
dicembre 1998 e successive modificazioni ed integrazioni, con il
quale, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, e’ stato
istituito il comitato di studio ed indirizzo per l’adeguamento dei
sistemi informatici e computerizzati all’anno 2000 “Comitato Anno
2000”;
Visto l’art. 19 della legge 17 maggio 1999, n. 144;
Sentito il Comitato di Ministri di cui al decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 22 luglio 1999, nella seduta dell’8
settembre 1999;
E m a n a
la seguente direttiva:
1. Premessa.
Il problema del cambio di data dell’anno 2000 e’ conosciuto da
tempo nel campo dell’informatica (c.d. Millennium Bug) e consiste,
come e’ noto, nell’inidoneita’ di molti programmi e sistemi
informatici e computerizzati ad utilizzare e gestire correttamente
le date successive al 31 dicembre 1999. Cio’ in quanto gia nei
primi anni di utilizzazione delle tecnologie dell’informazione il
dato relativo all’anno veniva codificato in campi a due cifre,
considerando soltanto le due cifre finali dell’anno stesso (per cui
il campo “00” veniva inteso come 1900, “01” come 1901 ecc.). Fin
dall’inizio dell'”era informatica” gli esperti del settore erano
consapevoli degli inevitabili inconvenienti cui la codifica
dell’anno su campi a due cifre avrebbe dato luogo a fine secolo, ma
si confidava nel fatto che il progredire delle tecnologie
informatiche, ed in particolare la disponibilita’ di memorie piu’
capienti e meno costose, avrebbe consentito di risolvere
adeguatamente il problema.
Peraltro, solo negli anni ’90 e’ stata acquisita piena
consapevolezza delle possibili conseguenze derivanti dal mancato
adeguamento dei sistemi al cambio di data.
In questo contesto, presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri, in data 14 dicembre 1998, e’ stato istituito un apposito
organismo, denominato “Comitato Anno 2000”, con compiti di studio e
di indirizzo in materia.
Successivamente, l’art. 19 della legge 17 maggio 1999, n. 144, ha
previsto che tale Comitato possa richiedere dati e informazioni ai
soggetti pubblici e privati inerenti lo stato di adeguamento dei
sistemi informatici e computerizzati all’anno 2000 e svolgere le
necessarie attivita’ di rilevazione e sensibilizzazione. A tal fine
la disposizione prevede anche che i comitati provinciali per
l’euro, opportunamente integrati – che hanno assunto la
denominazione CEP 2000 – collaborino, nell’ambito del sistema delle
prefetture, con il Comitato Anno 2000.
Infine, in data 22 luglio 1999, e’ stato istituito un Comitato di
Ministri con il compito di coordinare gli interventi necessari per
far fronte ai disagi che potranno verificarsi in conseguenza del
cambio di data dell’anno 2000.
2. Continuita’ ed emergenza.
In tutti i Paesi tecnologicamente avanzati, nel corso dell’ultimo
trimestre dell’anno 1999, si intensificheranno le azioni volte a
verificare il definitivo adeguamento dei sistemi informatici e
computerizzati.
In ogni caso e’ necessario predisporre i piani di continuita’ ed
emergenza per la gestione delle conseguenze derivanti dai possibili
malfunzionamenti, tenendo anche presenti le lineeguida predisposte
dal Comitato Anno 2000, disponibili all’indirizzo Internet
www.comitatoanno2000.it.
Oltre a garantire la sicurezza delle persone, e’ necessario che non
subiscano interruzioni ne’ disfunzioni i servizi fondamentali per
la collettivita’.
Pertanto le amministrazioni, nell’ambito delle proprie competenze,
assumeranno tutte le iniziative necessarie affinche’ siano
assicurate:
l’erogazione dei servizi fondamentali quali, ad esempio, energia,
telecomunicazioni, poste, distribuzione dei combustibili,
distribuzione dell’acqua potabile e per uso industriale,
smaltimento dei rifiuti e delle acque, trasporti, sanita’, sistema
dei pagamenti, finanza e credito, distribuzione alimentare, servizi
di emergenza;
la sicurezza degli stabilimenti in generale, degli stabilimenti
industriali e, in particolar modo, degli stabilimenti che trattano
sostanze pericolose;
la sicurezza dei luoghi pubblici.
Le amministrazioni, pertanto, predisporranno un piano di
continuita’ ed emergenza teso a garantire la continuita’ dei
servizi fondamentali e la gestione degli imprevisti, nonche’ a
limitare le eventuali conseguenze dannose.
I prefetti coordineranno le attivita’ in sede locale, comprese
quelle connesse alla gestione unitaria di eventuali emergenze. A
tali fini si avvarranno anche dei comitati provinciali euro 2000
(CEP 2000).
Le amministrazioni assumeranno le opportune iniziative nei
confronti degli enti e soggetti vigilati affinche’ sia assicurato
il rispetto degli indirizzi della presente direttiva, che e’
destinata anche alle regioni e agli enti locali territoriali come
possibile contributo alle loro determinazioni in materia, nel
rispetto della propria autonomia.
Roma, 10 settembre 1999
Il Presidente:
D’Alema
Registrata alla Corte dei conti il 21 settembre 1999
Registro n. 3, Presidenza del Consiglio dei Ministri, foglio n. 37

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