Architetto.info - Architetto.info | Architetto.info

Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Scuole mat...

Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Scuole materne, elementari e medie ed istituti di istruzione secondaria superiore compresi nell'art. 191 del testo unico n. 297/94.

MINISTERO DELLE FINANZE
CIRCOLARE 23 luglio 1999, n.161
Tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni. Scuole
materne, elementari e medie ed istituti di istruzione secondaria
superiore compresi nell’art. 191 del testo unico n. 297/94. Ai
comuni
Alle comunita’ montane
Alle province e, per conoscenza: Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Al Ministero dell’interno –
Direzione generale
dell’Amministrazione civile –
Direzione centrale per la finanza locale per i servizi finanziari
Al Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica – Ragioneria generale dello Stato – I.GE.S.P.A.
Al Ministero della pubblica istruzione – Ufficio gabinetto –
Ufficio legislativo
Alla Corte dei conti – Sezione enti locali
All’Avvocatura generale dello Stato Ai comitati di controllo sugli
atti degli enti locali nelle regioni a statuto ordinario
Al comitato regionale di controllo della Sicilia – Sezioni
provinciali
Alle province autonome di Trento e Bolzano
Ai comitati o sezioni di controllo di Aosta – Cagliari – Sassari –
Nuoro – Oristano – Trieste – Gorizia – Udine – Pordenone Alle
direzioni regionali delle entrate
All’Associazione nazionale dei comuni
All’Unione province italiane
All’Unione nazionale comunita’ enti montani
Con risoluzione n. U.C.A./11843/III/3.5.4.1 del 28 ottobre 1998 la
Presidenza del Consiglio dei Ministri ha espresso l’avviso che fra
gli oneri relativi alle scuole, posti a carico degli enti locali
dall’art. 3, comma 2, della legge 11 gennaio 1996, n. 23, rientra
anche il pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti
solidi urbani. Tale nuovo orientamento interpretativo modifica
quanto sostenuto in passato, da ultimo con risoluzione n. 37/E del
28 febbraio 1997, sulla base della legislazione succedutasi in
materia. Anteriormente all’entrata in vigore della menzionata legge
n. 23/1996, le spese a carico dei comuni risultavano infatti
limitate, per le scuole elementari e medie, alla manutenzione,
all’arredamento ed alle dotazioni varie dei locali ed aree, come,
peraltro, confermato anche dagli articoli 159 e 190 del testo unico
approvato con decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, con
testuali riferimenti a tali spese e dall’art. 107, che per le sole
scuole materne statali stabiliva l’obbligo dei comuni di sostenere
le spese tutte di gestione, comprensive anche del pagamento della
tassa in oggetto.
Successivamente, con l’art. 3 della legge n. 23/1996, gli obblighi
dei comuni e delle province per le scuole di rispettiva competenza
sono stati estesi alle “spese varie di ufficio”, fra le quali, in
conformita’ del parere del Consiglio di Stato n. 1784/1996 del 25
settembre 1996, vanno ora senz’altro ricomprese anche le spese (non
tributarie) di pulizia (interna), che erano state precedentemente
escluse dal predetto consesso (parere n. 1503 del 3 luglio 1968)
dagli oneri comunali unitamente alla tassa, ritenuta non
inquadrabile tra le spese d’ufficio ma in quelle di gestione.
Pertanto l’onere della tassa rifiuti poteva essere posto a carico
delle amministrazioni comunali unicamente per le scuole materne
statali ai sensi dell’art. 7 della legge 18 marzo 1968, n. 444 (poi
recepito dal richiamato art. 107 del testo unico n. 297/94), che
faceva riferimento alle spese tutte di gestione.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri, sentito il proprio
Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi, con la
risoluzione riportata in premessa ha ora chiarito che “fra gli
oneri che l’art. 3, comma 2, della legge n. 23/1996 pone a carico
degli enti locali rientra anche la tassa per la rimozione dei
rifiuti solidi urbani” in quanto detta norma, oltre alle “spese
varie di ufficio” (che di per se’ gia’ costituisce espressione
generica e comprensiva), obbliga il comune a sostenere gli oneri
per le utenze elettriche e telefoniche, per la provvista
dell’acqua, del gas e del riscaldamento, con un’elencazione da
ritenere esemplificativa e non tassativa. In effetti, il
legislatore ha inteso riferirsi a tutte le spese necessarie al
funzionamento delle scuole “al di la’ delle spese di ufficio
propriamente dette”. Ulteriore conferma dell’assimilabilita’ della
tassa rifiuti agli oneri di competenza degli enti locali e’,
secondo la risoluzione della Presidenza del Consiglio,
l’indicazione espressa nell’art. 3, comma 2, in esame delle spese
“per la provvista dell’acqua”, che includono anche il pagamento del
tributo connesso (canone di fognatura e depurazione). Appare
pertanto necessario fornire chiarimenti sugli effetti procedurali e
gestionali dell’onere che i comuni sono tenuti a sostenere non piu’
solo per le scuole materne statali, ma anche per le scuole
pubbliche elementari e medie. Per quanto riguarda gli istituti e le
scuole di istruzione secondaria superiore di cui all’art. 191 del
testo unico n. 297/1994, compresi i licei artistici e gli istituti
d’arte, i conservatori di musica, le accademie; gli istituti
superiori per le industrie artistiche nonche’ i convitti e le
istituzioni educative statali (art. 3, comma 1, lettera b), della
legge n. 23/1996), sono obbligate al suddetto onere le province nel
cui ambito hanno sede le scuole medesime.
Conformemente a quanto previsto dalla circolare n. 3/99 del 14
gennaio 1999, diramata dal Ministero dell’interno, gli oneri
derivanti dall’obbligo in questione, operante dal 1 gennaio 1997 ai
sensi del comma 4-bis aggiunto con la legge n. 431/1996 all’art. 3
della citata legge n. 23/1996, rimangono per le annualita’ 1997 e
1998 a carico del Ministero della pubblica istruzione che, a
seguito di accordo recepito in sede di conferenza Statocitta’ in
data 15 marzo scorso, si e’ dichiarato disposto ad accollarsi
definitivamente la spesa gia’ sostenuta ed il pagamento della tassa
ancora dovuta per tali annualita’.
Circa le modalita’ di adempimento dell’obbligo in esame da parte
degli enti locali, a decorrere dal 1999, si precisa che: 1) la
scuola rimane soggetto passivo dei rapporti tributari principali e
accessori per cui il comune, al fine di evitare l’estinzione per
decadenza dei crediti propri (tassa ed addizionali ex Eca) e della
provincia (tributo provinciale), deve provvedere alla tempestiva
iscrizione a ruolo (se del caso previa notifica dell’ accertamento)
ed alla notifica della cartella di pagamento ai sensi degli
articoli 71 e 72 del decreto legislativo n. 507/1993 e successive
modificazioni;
2) sulla base della predetta cartella, trasmessa dalla scuola al
Servizio di istruzione pubblica del comune o della provincia, sara’
provveduto alle regolazioni contabili interne per i crediti propri
ed agli adempimenti nei confronti del concessionario della
riscossione nonche’ ad assolvere al debito del comune verso la
provincia (tributo provinciale) e della provincia verso il comune
(tassa rifiuti ed addizionali ed Eca).
Ovviamente i comuni che abbiano previsto con norma regolamentare
l’esenzione integrale dalla tassa, motivata dall’interesse della
collettivita’ locale all’adeguato svolgimento dell’attivita’ delle
scuole pubbliche che dispongano di bilanci esigui (v. circolare n.
6 del 1990 del Ministero dell’interno) sono sollevati dai predetti
adempimenti, fermo restando l’obbligo di copertura, ai sensi
dell’art. 67, comma 3, del decreto legislativo n. 507/1993. Le
direzioni regionali delle entrate vorranno fornire assistenza nella
materia agli enti locali interessati, curando anche la trasmissione
della presente ai comuni rientranti nel proprio ambito
territoriale.
Il direttore generale
del Dipartimento delle entrate
Romano

Architetto.info