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Determinazione dei prezzi di cessione dell'energia elettrica prodotta da impianti idroelettrici ad acqua fluente con potenza fino a 3 MW, ai sensi del combinato disposto dell'art. 22, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 9, e dell'art. 3, comma 12, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. (Deliberazione n. 82/99).

DELIBERAZIONE 8 giugno 1999
Determinazione dei prezzi di cessione dell’energia elettrica
prodotta da impianti idroelettrici ad acqua fluente con potenza
fino a 3 MW, ai sensi del combinato disposto dell’art. 22, comma 5,
della legge 9 gennaio 1991, n. 9, e dell’art. 3, comma 12, del
decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79. (Deliberazione n. 82/99).
L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione dell’8 giugno 1999,
Premesso che:
l’art. 22, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 9 (di seguito:
legge n. 9/91), attribuisce al Comitato interministeriale dei
prezzi (di seguito: il CIP) la definizione dei prezzi relativi alla
cessione della nuova energia elettrica prodotta dagli impianti che
utilizzano fonti di energiaconsiderate rinnovabili o assimilate, ai
sensi della normativa vigente assicurando prezzi incentivanti;
con decisione del 31 luglio 1991, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale delle Comunita’ europee del 30 gennaio 1992, n. C 23, la
Commissione europea ha approvato la concessione di aiuti di Stato
ai sensi delle leggi 9 gennaio 1991, n. 9 e n. 10;
la deliberazione 19 novembre 1998, del Comitato interministeriale
per la programmazione economica, n. 137/1998, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 33 del 10 febbraio 1999,
recante linee guida per le politiche e misure nazionali di
riduzione delle emissioni dei gas serra, (di seguito: deliberazione
del CIPE n. 137/98), ha fissato obiettivi di riduzione delle
emissioni che assegnano alla produzione di energia da fonti
rinnovabili un contributo importante;
l’art. 3, comma 12, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 75 del 31
marzo 1999, emanato per l’attuazione della direttiva 96/92/CE
recante norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica
(di seguito:
decreto legislativo n. 79/1999) prevede, tra l’altro, che “Il
gestore ritira altresi’ l’energia elettrica di cui al comma 3,
dell’art. 22, della legge 9 gennaio 1991, n. 9, offerta dai
produttori a prezzi determinati dall’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas in applicazione del criterio del costo evitato”;
l’art. 11, del decreto legislativo n. 79/1999 prevede per gli
impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili
entrati in esercizio o ripotenziati, limitatamente alla
producibilita’ aggiuntiva, in data successiva alla sua entrata in
vigore, misure di promozione e incentivazione;
Visti:
l’art. 3, comma 1, della legge 14 novembre 1995, n. 481;
Visti:
il provvedimento del CIP 29 aprile 1992, n. 6, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 109 del 12 maggio 1992 (di
seguito:
provvedimento del CIP n. 6/92), come integrato e modificato dal
decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 4 agosto 1994, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
– serie generale – n. 186 del 10 agosto 1994, e dal decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato 24
gennaio 1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale – serie generale
– n. 44 del 22 febbraio 1997;
il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato 25 settembre 1992, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 235 del 6 ottobre 1992;
la deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita’) 26 giugno 1997, n. 70/97, pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 150 del 30 giugno
1997, e sue successive modificazioni e integrazioni;
la deliberazione dell’Autorita’ 28 ottobre 1997, n. 108/97,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 255 del
31 ottobre 1997;
la deliberazione del CIPE n. 137/98 richiamata in premessa;
la deliberazione dell’Autorita’ 22 dicembre 1998, n. 162/98,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 12 del 16
gennaio 1999 (di seguito: deliberazione n. 162/98);
Considerato che:
le misure di promozione e incentivazione della produzione di
energia elettrica da fonti rinnovabili previste dal citato art. 11
del decreto legislativo n. 79/1999 e richiamate in premessa trovano
applicazione per i soli impianti di produzione entrati in esercizio
o ripotenziati, limitatamente alla producibilita’ aggiuntiva, in
data successiva all’entrata in vigore del medesimo decreto
legislativo, non venendo compresi gli impianti esistenti di
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili le cui
convenzioni di cessione destinata siano scadute, ovvero gli
impianti che non abbiano usufruito degli incentivi previsti dal
provvedimento del CIPE n. 6/92;
tra gli impianti non contemplati dalle misure di promozione e
incentivazione previste dalla disposizione di cui all’art. 11 del
decreto legislativo n. 79/1999, rientrano gli impianti
idroelettrici ad acqua fluente con potenza nominale media annua
fino a 3 MW;
sul territorio nazionale risultano in esercizio piu’ di
quattrocentocinquanta impianti ad acqua fluen te con potenza
nominale media annua fino a 3 MW, gran parte dei quali con
convenzioni di cessione destinata all’Enel S.p.a. dell’energia
elettrica prodotta scadute o prossime alla scadenza;
i soggetti esercenti gli impianti idroelettrici ad acqua fluente di
piccola potenza e le loro associazioni rappresentative hanno
segnalato all’Autorita’ che gli effetti della deliberazione n.
162/98 dell’Autorita’ non sono tali da garantire livelli di
economicita’ e redditivita’ degli impianti che ne consentano il
mantenimento in esercizio nella fase di avvio della
liberalizzazione del mercato elettrico;
le misure per la definizione dei prezzi di cessione di nuova
energia elettrica prodotta da impianti che utilizzano fonti
rinnovabili, nella parte in cui contengono il riconoscimento di una
componente incentivante dei prezzi di cessione medesimi, sono
adottate in applicazione della legge n. 9/1991 che, per quanto ivi
previsto in tema di aiuti alla produzione di energia elettrica da
fonti rinnovabili, e’ stata approvata sotto il profilo della sua
compatibilita’ con il mercato comune, dalla Commissione europea con
decisione del 31 luglio 1991 nel quadro dell’aiuto di Stato n. NN
52/91;
Ritenuto che:
per effetto dei numerosi interventi di manutenzione, anche
straordinaria, l’energia elettrica prodotta dagli impianti
idroelettrici oggetto della presente deliberazione costituisca
nuova produzione ai sensi dell’art. 22, comma 5, della legge n.
9/1991;
l’energia elettrica prodotta dagli impianti idroelettrici di
piccola potenza costituisca una forma di energia di significativo
valore sotto il profilo della tutela dell’ambiente, poiche’ tale
energia sostituisce in generale quella prodotta a mezzo di altre
fonti con maggiore impatto negativo sull’ecosistema, anche per
quanto riguarda le emissioni di gas serra;
sia opportuno determinare, per gli impianti di cui sopra, prezzi di
cessione dell’energia elettrica prodotta tali da garantire la
copertura dei costi di produzione in condizioni di economicita’ e
redditivita’;
sia opportuno prevedere che i prezzi di cessione dell’energia
elettrica prodotta dagli impianti idroelettrici ad acqua fluente
con potenza nominale media annua fino a 3 MW siano corrisposti
attraverso la Cassa conguaglio per il settore elettrico;
Delibera:
Art. 1.
D e f i n i z i o n i
Ai fini della presente deliberazione, per potenza nominale media
annua si intende la potenza nominale di concessione di derivazione
d’acqua valutata sulla base della portata media annua, detratto il
minimo deflusso vitale, per il salto idraulico teorico.
Art. 2.
Ambito di applicazione
2.1. Le disposizioni della presente deliberazione si applicano agli
impianti idroelettrici ad acqua fluente con potenza nominale media
annua non superiore a 3 MW che cedono l’energia elettrica prodotta
al gestore della rete di trasmissione nazionale e, fino
all’assunzione della titolarita’ delle funzioni a questo attribuite
dall’art. 3, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79, all’Enel
S.p.a. e alle imprese produttrici e distributrici di cui all’art.
22, comma 3, della legge 9 gennaio 1991, n. 9, ad eccezione
dell’energia ceduta nell’ambito di convenzioni di cessione
destinata all’Enel S.p.a., di cui al decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato 25 settembre 1992,
ancora in vigore fino alla loro scadenza.
2.2. Dopo il 1 gennaio 2002, la componente di cui all’art. 3,
lettera b), della presente deliberazione, non viene riconosciuta
agli impianti entrati in esercizio in data successiva a quella di
entrata in vigore del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79,
ovvero agli impianti ripotenziati successivamente a tale data,
limitatamente alla producibilita’ aggiuntiva.
Art. 3.
Prezzi di cessione dell’energia elettrica prodotta da impianti
idroelettrici ad acqua fluente con potenza nominale media annua
fino a 3 MW.
3.1. Agli impianti di cui all’art. 2, si applicano prezzi di
cessione dell’energia elettrica prodotta indifferenziati tra ore
piene e ore vuote costituiti da due componenti:
a) una componente pari al costo unitario variabile riconosciuto
dell’energia elettrica prodotta da impianti termoelettrici che
utilizzano combustibili fossili commerciali (Ct), espresso in
L/kWh, ai sensi della deliberazione dell’Autorita’ per l’energia
elettrica e il gas 26 giugno 1997, n. 70, e sue successive
modificazioni e integrazioni;
b) una componente ai sensi dell’art. 22, comma 5, della legge 9
gennaio 1991, n. 9, pari alla differenza tra il prezzo di cessione
ri…

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