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Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei lavoratori marittimi a bordo delle navi mercantili da pesca nazionali, a norma della legge 31 dicembre 1998, n. 485

Decreto Legislativo 27 luglio 1999, n. 271
“Adeguamento della normativa sulla sicurezza e salute dei
lavoratori marittimi a bordo delle navi mercantili da pesca
nazionali, a norma della legge 31 dicembre 1998, n. 485”

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Vista la legge 31 dicembre 1998, n. 485, concernente delega al
Governo in materia di sicurezza del lavoro nel settore portuale
marittimo;
Vista la legge 16 giugno 1939, n. 1045, inerente le condizioni di
igiene ed abitabilita’ degli equipaggi a bordo delle navi
mercantili nazionali;
Vista la legge 2 agosto 1952, n. 1305, inerente la ratifica ed
esecuzione delle convenzioni internazionali del lavoro n. 68 sul
servizio di alimentazione a bordo delle navi e n. 69 concernente il
diploma di capacita’ professionale dei cuochi di bordo;
Vista la legge 10 aprile 1981, n. 157, inerente la ratifica ed
esecuzione delle convenzioni internazionali del lavoro n. 109
relativa alla durata del lavoro a bordo e gli effettivi
dell’equipaggio, n. 134 sulla prevenzione degli infortuni della
gente di mare e n.139 sulla prevenzione ed il controllo dei rischi
professionali causati da sostanze ed agenti cancerogeni;
Vista la Convenzione di Londra sulla salvaguardia della vita umana
in mare di cui alla legge 23 maggio 1980, n.313, e successivi
emendamenti di seguito denominata Convenzione Solas;
Vista la legge 10 aprile 1981, n. 158, inerente la ratifica ed
esecuzione delle convenzioni internazionali del lavoro n. 92 e n.
133 sugli alloggi dell’equipaggio a bordo delle navi;
Vista la legge 10 aprile 1981, n. 159, inerente la ratifica ed
esecuzione della convenzione internazionale del lavoro n.147
relativa alle norme minime di sicurezza da osservare sulle navi
mercantili;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 8 novembre 1991,
n. 435, concernente regolamento per la sicurezza della navigazione
e della vita umana in mare;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, inerente
attuazione di direttive comunitarie riguardanti il miglioramento
della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro,
e successive modificazioni ed integrazioni;
Visto il decreto legislativo 25 novembre 1996, n. 624, inerente
attuazione della direttiva 92/91/CEE relativa alla sicurezza e
salute dei lavoratori nelle industrie estrattive per trivellazione
e della direttiva 92/104/CEE relativa alla sicurezza e salute dei
lavoratori nelle industrie estrattive a cielo aperto o sotterranee;
Vista la preliminare determinazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 28 maggio 1999; Acquisiti i pareri
delle competenti Commissioni della Camera dei deputati e del Senato
della Repubblica; Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri
adottata, nella riunione del 23 luglio 1999; Sulla proposta del
Ministro dei trasporti e della navigazione;
E M A N A
il seguente decreto legislativo:
Art. 1
Oggetto
1. Il presente decreto ha lo scopo di adeguare la vigente normativa
sulla sicurezza e la salute dei lavoratori sul luogo di lavoro,
alle particolari esigenze dei servizi espletati su tutte le navi o
unita’ indicate all’articolo 2, in modo da:
a) assicurare, in materia di sicurezza del lavoro, la tutela della
salute e la prevenzione dagli infortuni e dalle malattie
professionali;
b) determinare gli obblighi e le responsabilita’ specifiche da
parte di armatori, marittimi ed altre persone interessate in
relazione alla valutazione dei rischi a bordo delle navi;
c) fissare, in materia di igiene del lavoro, i criteri relativi
alle condizioni di igiene ed abitabilita’ degli alloggi degli
equipaggi;
d) definire i criteri relativi al l’organizzazione del sistema di
prevenzione, igiene e sicurezza del lavoro a bordo ed all’impiego
dei dispositivi di protezione individuale;
e) definire la durata dell’orario di lavoro e del periodo di riposo
del personale marittimo;
f) dettare le misure di sicurezza in presenza di particolari
condizioni di rischio;
g) assicurare l’informazione e la formazione degli equipaggi;
h) prevedere i criteri per il rilascio delle certificazioni e
attestazioni dell’avvenuta formazione.
Art. 2
Campo di applicazione
1. Le norme del presente decreto si applicano ai lavoratori
marittimi imbarcati a bordo di tutte le navi o unita’ mercantili,
nuove ed esistenti, adibite a navigazione marittima ed alla pesca
nonche’ alle navi o unita’ mercantili in regime di sospensione
temporanea di bandiera, alle unita’ veloci e alle piattaforme
mobili.
Art. 3
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) nave : qualsiasi costruzione adibita per fini commerciali, al
trasporto marittimo di merci o passeggeri, alla pesca o qualsiasi
altro fine di natura commerciale;
b) nave nuova: qualsiasi nave la cui chiglia sia stata impostata, o
che si trovava ad un equivalente stadio di costruzione, alla data
di entrata in vigore del presente decreto o successivamente ad
esso;
c) nave esistente: qualsiasi nave che non sia nuova;
d) unita’ veloci: unita’ cosi’ come definite alla regola 1 del
capitolo X della Convenzione internazionale SOLAS ed a cui si
applica il Codice internazionale per le unita’ veloci
(International Code of Safety for High Speed – HSC Code);
e) piattaforme mobili: destinate al servizio di perforazione del
fondo marino per la ricerca e lo sfruttamento del fondo stesso e
del relativo sottosuolo;
f) regime di sospensione temporanea di bandiera: il periodo di
tempo nel quale, ai sensi di quanto previsto dagli articoli 28 e 29
della legge 14 giugno 1989, n. 234, la nave o unita’ mercantile e’
autorizzata a dismettere temporaneamente la bandiera;
g) Ministero: il Ministero dei trasporti e della navigazione
Dipartimento della navigazione marittima ed interna – Unita’ di
gestione del trasporto marittimo e per vie d’acqua interne;
h) Autorita’ marittima: organo periferico del Ministero dei
trasporti e della navigazione e, all’estero, le autorita’
consolari;
i) organi di vigilanza: l’Autorita’ marittima, le Aziende Unita’
sanitarie locali e gli Uffici di sanita’ marittima;
l) armatore: il responsabile dell’esercizio dell’impresa di
navigazione, sia o meno proprietario della nave, ovvero il titolare
del rapporto di lavoro con l’equipaggio;
m) medico competente: medico in possesso di uno dei titoli indicati
all’articolo 2, lettera d) del decreto legislativo 19 settembre
1994, n. 626 come sostituito dall’articolo 2 del decreto
legislativo 19 marzo 1996, n. 242;
n) lavoratore marittimo: qualsiasi persona facente parte
dell’equipaggio che svolge, a qualsiasi titolo, servizio o
attivita’ lavorativa a bordo di una nave o unita’ mercantile o di
una nave da pesca ;
o) personale adibito a servizi generali e complementari: personale
imbarcato a bordo non facente parte ne’ dell’equipaggio ne’ dei
passeggeri e non impiegato per i servizi di bordo;
p) ambiente di lavoro: tutti i locali presenti a bordo di una
unita’ mercantile o da pesca frequentati dal lavoratore marittimo;
q) locali di lavoro: sono tutti i locali di bordo, chiusi o
all’aperto, in cui i lavoratori marittimi esplicano normalmente la
propria attivita’ lavorativa a bordo e nei quali sono presenti
macchinari di propulsione, caldaie, apparati ausiliari, generatori
e macchinari elettrici, apparati di controllo o comando, locali
destinati al carico, depositi, officine;
r) locali di servizio: si intendono gli spazi usati per le cucine e
locali annessi, i locali destinati ai presidi sanitari (ospedale di
bordo, cabina isolamento), ripostigli e locali deposito;
s) locali alloggio: comprendono le cabine, i locali mensa, i locali
di ritrovo, i locali adibiti ai servizi igienici, i locali
destinati agli uffici.
Art. 4
Esclusioni
1. Le disposizioni del presente decreto non si applicano alle:
a) navi o unita’ appartenenti alle Amministrazioni militari,
doganali, di polizia ed al Corpo dei vigili del fuoco, o da essi
direttamente esercitate, ai servizi di protezione civile ed alle
navi adibite al trasporto di truppe, ai sensi dell’articolo 1 del
decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, come modificato dal
decreto legislativo 19 marzo 1996, n. 242;
b) navi da diporto che non sono impiegate in attivita’ di traffico
commerciale ;
c) navi in cui la vela costituisce il principale mezzo di
propulsione, anche se dotate di motore ausiliario.
Art. 5
Misure generali di tutela
1. A bordo di tutte le navi o unita’ di cui all’articolo 2 – ai
fini della prevenzione degli infortuni e dell’igiene del lavoro dei
marittimi – sono attuate le seguenti misure di tutela:
a) valutazione delle situazioni di rischio per la salute e la
sicurezza, connesse all’esercizio dell’attivita’ lavorativa a
bordo;
b) eliminazione dei rischi derivanti dall’impiego di materiali
nocivi alla salute del lavoratore, mediante sostituzioni da
realizzare conformemente alle tecnologie disponibili nel settore
della progettazione e costruzione navale, e, qualora cio’ non fosse
possibile, riduzione al minimo del loro impiego a bordo;
c) riduzione dei rischi alla fonte;
d) programmazione delle attivita’ di prevenzione in stretta
relazione con la gestione tecnico-operativa dell’unita’ navale,
anche al fine di limitare al minimo il numero di lavoratori
marittimi che sono, o possono essere, esposti al rischio;
e) sostituzione di cio’ che e’ pericoloso con cio’ che non lo e’, o
e’ meno pericoloso;
f) rispetto dei principi ergonomici nella progettazione e
costruzione dei locali di lavoro, nella scelta delle attrezzature
di lavoro e nella definizione delle metodologie di lavoro, anc…

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