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Immediati interventi per fronteggiare la situazione di crisi socioambientale e di protezione civile nel settore dello smaltimento dei rifiuti nel territorio della citta' di Roma e provincia. (Ordinanza n. 2992).

ORDINANZA 23 giugno 1999
Immediati interventi per fronteggiare la situazione di crisi
socioambientale e di protezione civile nel settore dello
smaltimento dei rifiuti nel territorio della citta’ di Roma e
provincia. (Ordinanza n. 2992). (GU n. 152 del 1-7-1999)
IL MINISTRO DELL’INTERNO
delegato al coordinamento
della protezione civile
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 10
novembre 1998, che delega le funzioni del coordinamento della
protezione civile di cui alla legge 24 febbraio 1992, n. 225, al
Ministro dell’interno;
Viste le istanze prodotte dal presidente della regione Lazio con
nota n. 3402 del 4 febbraio 1999, dal sindaco del comune di Roma in
data 4 febbraio 1999 e dal Ministro dell’ambiente in data 4
febbraio 1999 che evidenziano lo stato di pericolosita’
socioambientale derivante dal mancato smaltimento di rifiuti che
saranno prodotti nel territorio della citta’ di Roma e provincia in
occasione del Giubileo;
Considerato che occorre procedere all’immediato avvio di interventi
straordinari, al fine di tutelare la salute pubblica e l’ambiente,
in quanto l’attuale sistema infrastrutturale delle discariche
esistenti, degli impianti per il trattamento dei rifiuti ed il
sistema della raccolta differenziata sono insufficienti rispetto
alla enorme quantita’ di rifiuti che verranno prodotti in occasione
del Giubileo;
Visto che con decreto legislativo del 5 febbraio 1997, n. 22, sono
state emanate nuove disposizioni in materia di rifiuti, recependo
le direttive comunitarie in materia;
Considerato che il superamento dell’emergenza puo’ essere
perseguito attraverso lo sviluppo delle azioni di contenimento
della produzione dei rifiuti, di raccolta differenziata, di
selezione, di valorizzazione, di recupero, anche energetico, nel
sistema industriale mediante l’applicazione delle migliori
tecnologie disponibili ed assicurare le migliori prestazioni
energetiche e ambientali;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri in data
19 febbraio 1999, con il quale e’ stato dichiarato lo stato di
emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti urbani nel
territorio della citta’ di Roma e provincia fino al 31 dicembre
2000;
Ritenuto necessario accogliere la richiesta del presidente della
regione Lazio al fine di dotare lo stesso degli strumenti e dei
poteri indispensabili a fronteggiare lo stato di emergenza nel
territorio della citta’ di Roma e provincia;
Acquisita l’intesa del Ministro dell’ambiente con nota n.
GAB/99/10393/B09 del 1 giugno 1999;
Acquisita l’intesa del presidente della regione Lazio con nota
prot. n. 1835/ASS del 14 maggio 1999;
Dispone:
Art. 1.
1. Il presidente della regione Lazio e’ nominato commissario
delegato per la predisposizione di un piano di interventi di
emergenza nel settore della gestione dei rifiuti e per la
realizzazione degli interventi necessari per far fronte alla
situazione di emergenza.
2. Il commissario delegato, d’intesa con il Ministero
dell’ambiente, predispone, entro trenta giorni dalla data di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
della presente ordinanza, il piano degli interventi di emergenza e
riferisce ogni due mesi sull’attuazione della presente ordinanza al
Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della
protezione civile e al Ministro dell’ambiente.
3. Il commissario delegato – presidente della regione Lazio nomina,
d’intesa col Ministro dell’ambiente, un sub commissario per
l’attuazione degli interventi previsti e puo’, altresi’, nominare,
due vice commissari.
Art. 2.
1. Il piano di emergenza e’ redatto in conformita’ ai criteri
stabiliti dall’art. 22 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n.
22, e sue successive modifiche ed integrazioni, alle norme
attuative del decreto medesimo e al piano provinciale dei rifiuti.
Il piano d’emergenza in particolare:
a) quantifica, anche sulla base degli esistenti impianti di
smaltimento, i rifiuti urbani, i rifiuti assimilati ed i rifiuti
assimilabili prodotti in ciascuno dei sub ambiti individuati dal
piano provinciale;
b) identifica, fermi restando gli obiettivi specifici minimi
riferiti ai rifiuti urbani raccolti in maniera differenziata, gli
obiettivi di raccolta differenziata per gli imballaggi, per le
frazioni valorizzabili quali carta, plastica, vetro, alluminio,
metalli, legno, per la frazione umida, per i rifiuti ingombranti,
per i beni durevoli di uso domestico, per gli inerti da realizzare
in ciascun sub ambito provinciale assicurando che la quota
complessiva dei rifiuti raccolti separatamente sia almeno pari al
25% alla data del 31 dicembre 1999 ed al 50% alla data del 31
dicembre 2000 dei rifiuti attualmente conferiti in discarica;
c) identifica, in ciascun sub ambito provinciale, il numero e la
localizzazione degli impianti di valorizzazione delle frazioni di
cui alla precedente lettera b) tenendo conto dell’offerta di
recupero da parte dei sistemi attivati ai sensi degli articoli 41 e
44 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e sue successive
modifiche ed integrazioni al fine di coinvolgere nella gestione dei
rifiuti i produttori dei beni che generano i rifiuti medesimi,
nonche’ da parte del sistema industriale;
d) identifica le modalita’ per ottimizzare la raccolta ed il
trasporto nonche’ per assicurare la valorizzazione della frazione
dei rifiuti urbani residuale rispetto alla raccolta differenziata
di cui alla precedente lettera b);
e) identifica, in ciascun sub ambito provinciale, il numero e la
localizzazione degli impianti per la produzione di combustibile
derivante dalla frazione residuale dei rifiuti urbani di cui alla
precedente lettera d) e dai rifiuti assimilabili assicurando il non
superamento del 50% del quantitativo di rifiuti attualmente
conferiti in discarica;
f) identifica il numero ed i criteri per la localizzazione degli
impianti dedicati per l’utilizzazione del combustibile derivante
dalla frazione residuale dei rifiuti urbani e dai rifiuti
assimilabili tenendo conto, in via prioritaria, dell’offerta di
utilizzo dello stesso da parte del sistema industriale esistente in
sostituzione di combustibili tradizionali;
g) identifica, in ciascun sub ambito provinciale, in relazione alle
disposizioni di cui all’art. 5 del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, il fabbisogno di discariche tenendo conto dei tempi di
attuazione della raccolta differenziata e di realizzazione e messa
in esercizio degli impianti di recupero di cui alle precedenti
lettere c), e) ed f) nonche’ della prevista produzione di sovvalli
derivante dalle attivita’ di selezione e recupero;
h) assicura che l’intera gestione dei rifiuti avvenga all’interno
della singola provincia e che il recupero energetico del
combustibile derivato dalla frazione residuale dei rifiuti urbani e
dai rifiuti assimilati, a regime, avvenga all’interno della
regione;
i) identifica, in ciascun sub ambito provinciale, il numero e la
localizzazione degli impianti per la messa in sicurezza, la
demolizione, il recupero dei materiali e la rottamazione dei
veicoli a motore e dei rimorchi;
j) prevede i tempi e le modalita’ per il rientro alla gestione
ordinaria.
Art. 3.
1. Ai fini del superamento dell’emergenza, fermi restando gli oneri
della gestione in capo ai comuni, il commissario delegato –
presidente della regione Lazio, per l’attuazione del presente
articolo, in particolare, promuove anche tenendo conto dell’offerta
di smaltimento e di recupero da parte del sistema industriale:
1.1 la realizzazione ed il potenziamento, in ciascuno degli ambiti
costituiti nei bacini identificati dal piano provinciale, sentiti i
sindaci dei comuni interessati, della raccolta differenziata della
carta, plastica, vetro, metalli, legno, al fine di conseguire,
entro il 31 dicembre 1999, l’obiettivo del 15 per cento di raccolta
differenziata e la programmazione degli interventi per realizzare
l’obiettivo minimo di raccolta differenziata del 25 per cento nei
successivi due anni;
1.2 la realizzazione, in ciascuno degli ambiti, sentiti i sindaci
dei comuni interessati, della raccolta differenziata della frazione
umida dei rifiuti urbani al fine di conseguire, entro il 31
dicembre 1999, l’obiettivo del 10 per cento di raccolta
differenziata e la programmazione degli interventi per realizzare
l’obiettivo minimo di raccolta differenziata del 15 per cento nei
successivi due anni, aggiuntivi rispetto a quelli di cui al
precedente punto 1.1;
1.3 l’attivazione nella provincia, in collaborazione con il
presidente della provincia medesima e sentiti i sindaci dei comuni
interessati, della raccolta differenziata dei rifiuti urbani
pericolosi, dei rifiuti ingombranti nonche’ dei beni durevoli di
uso domestico tenendo conto delle iniziative poste in essere a
livello nazionale per il recupero di detti beni a fine d’uso;
1.4 la realizzazione, nella provincia, in collaborazione con il
presidente della provincia medesima e sentiti i sindaci dei comuni
interessati, della raccolta differenziata degli imballaggi primari,
in aggiunta agli obblighi in materia di raccolta differenziata
delle frazioni di cui al precedente punto 1.1, al fine di
conseguire, entro il 31 dicembre 1999, per gli imballaggi primari
l’obiettivo del 20 per cento in peso da destinarsi al riciclaggio
ed il 40 per cento complessivo, comprensivo della quota destinata
al recupero, ponendo l’onere del servizio a carico del CO.NA.I.,
con il quale stipula, nello stesso peri…

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