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Testo del decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, coordinato con la legge di conversione 13 luglio 1999, n. 226, recante: 'Interventi urgenti in materia di protezione civile'.

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 13 maggio 1999, n.132
Testo del decreto-legge 13 maggio 1999, n. 132, coordinato con la
legge di conversione 13 luglio 1999, n. 226, recante: “Interventi
urgenti in materia di protezione civile”.
(*) Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi

Art. 1.
Interventi urgenti in favore delle regioni Basilicata, Calabria e
Campania interessate dal sisma del 9 settembre 1998.
1. Le disposizioni di cui agli articoli 2 e 3 sono volte a
disciplinare gli interventi di ricostruzione nei territori delle
regioni Basilicata, Calabria e Campania, interessati dal sisma del
9 settembre 1998 e individuati o da individuare con ordinanze del
Ministro dell’interno delegato per il coordinamento della
protezione civile. In dette ordinanze sono, altresi’, adottate le
disposizioni e fissati i termini per il completamento degli
accertamenti tecnici, ai fini della definitiva delimitazione dei
territori interessati al sisma. I presidenti delle regioni
Basilicata e Calabria, nominati commissari delegati ai sensi
dell’articolo 1 dell’ordinanza n. 2847 del 17 settembre 1998,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
220 del 21 settembre 1998, completano gli interventi urgenti di
loro competenza avvalendosi delle risorse e delle procedure
stabilite e, comunque, nel termine della durata dello stato di
emergenza.
2. Le regioni Basilicata, Calabria e Campania, sulla base dei
risultati degli accertamenti tecnici di cui al comma 1,
definiscono, entro sessanta giorni a decorrere dal termine fissato
per il completamento degli accertamenti tecnici ai sensi del
medesimo comma 1, con deliberazione delle rispettive Giunte, i
rispettivi programmi finanziari di utilizzazione delle
disponibilita’ di cui all’articolo 4. Nel programma vengono
individuati, come obiettivi prioritari, il rientro dei nuclei
familiari nelle abitazioni principali, che risultano totalmente o
parzialmente inagibili, la ripresa delle attivita’ produttive, il
recupero della funzionalita’ delle strutture e infrastrutture
pubbliche e del patrimonio culturale, il completamento del piano
degli interventi sui dissesti idrogeologici gia’ avviati. ivi
compresi gli interventi di ricostruzione e riparazione degli
immobili oggetto di sgombero per inagibilita’ conseguente a
dissesti idrogeologici verificatisi anteriormente al sisma del 9
settembre 1998 nei territori individuati dalle ordinanze di cui al
comma 1, e per i quali non sono stati concessi altri contributi. La
regione Basilicata, sulla base degli accertamenti tecnici e dei
criteri di intervento di cui al comma 1, provvede, altresi’, a
redigere ed attuare, utilizzando fino ad un importo di lire 5
miliardi annui dei contributi ad essa assegnati ai sensi
dell’articolo 4, comma 1, un programma di interventi per i
territori delle province di Matera e Potenza interessati dagli
eventi sismici del 5 maggio 1990 e 25 maggio 1991.
Art. 2.
Disciplina degli interventi
1. Per le attivita’ di ricostruzione nei territori di cui
all’articolo 1 si applicano le norme del decreto-legge 30 gennaio
1998, n. 6, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 marzo
1998, n. 61, e successive modificazioni, relative alla
individuazione dei criteri tecnici ed economici, agli interventi,
attraverso programmi di recupero, nelle zone di particolare
interesse dei centri storici dove gli edifici distrutti o
danneggiati superano il 40 per cento del patrimonio edilizio, agli
interventi a favore dei privati, con priorita’ per le abitazioni
principali totalmente distrutte o totalmente o parzialmente
inagibili, agli interventi per la ripresa delle attivita’
produttive, nonche’ agli interventi per il recupero della
funzionalita’ delle strutture ed infrastrutture pubbliche.
2. Per l’anno 1999 ai comuni interessati dal sisma del 9 settembre
1998 e’ concesso dal Ministero dell’interno un contributo
straordinario rispetto alle risorse in godimento nell’anno 1998
pari al 20 per cento, al 30 per cento ed al 40 per cento,
rispettivamente per i comuni con abitazioni totalmente o
parzialmente inagibili superiori al 15 per cento, al 25 per cento e
al 35 per cento del totale delle abitazioni. Le risorse sono
costituite dal contributo ordinario, consolidato e perequativo
assegnato ai comuni e dall’imposta comunale sugli immobili a suo
tempo detratta. L’onere, valutato in lire 11.000 milioni, e’ posto
a carico delle disponibilita’ derivanti dai mutui di cui
all’articolo 4, comma 1. Le regioni provvedono a versare
direttamente i contributi agli enti locali interessati sulla base
di apposita tabella di ripartizione predisposta dal Ministero
dell’interno.
3. Per gli ulteriori interventi da attuarsi da parte del Ministero
per i beni e le attivita’ culturali, i soprintendenti per i beni
ambientali e architettonici della Basilicata e della Calabria sono
autorizzati, sulla base di una ripartizione effettuata dal
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, a contrarre mutui
ventennali con la Banca europea degli investimenti, il Fondo di
sviluppo sociale del Consiglio d’Europa, la Cassa depositi e
prestiti ed altri enti creditizi nazionali ed esteri, nel limite di
impegno ventennale, a decorrere dal 2000 e fino al 2019, di lire 3
miliardi per l’anno 2000. I proventi dei mutui affluiscono
direttamente alla contabilita’ speciale intestata agli stessi
soprintendenti. Per il recupero degli edifici monumentali privati,
danneggiati dal terremoto, possono essere inoltre concessi
contributi per gli altri interventi di restauro ai sensi e con le
modalita’ di cui ai commi terzo e quarto dell’articolo 3 della
legge 21 dicembre 1961, n. 1552, come modificato dall’articolo 5
della legge 8 ottobre 1997, n. 352.
4. Con ordinanze, ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio
1992, n. 225, possono essere adottate misure di semplificazione ed
accelerazione delle procedure per l’attuazione degli interventi di
cui al presente decreto, nonche’, di adeguamento della normativa di
cui al decreto-legge 30 gennaio 1998, n. 6, convertito, con
modificazioni, dalla legge 30 marzo 1998, n. 61, e successive
modificazioni, in funzione delle esigenze operative. Con le stesse
ordinanze vengono, altresi’, stabiliti i parametri tecnici per
l’ammissibilita’ del danno subito per effetto degli eventi di cui
all’articolo 1 al contributo pubblico e disposte misure di
rafforzamento delle strutture delle regioni, degli enti locali e
del Ministero per i beni e le attivita’ culturali, in analogia con
quanto disposto dagli articoli 8, comma 7, e 14, comma 14, del
decreto-legge n. 6 del 1998, convertito, con modificazioni, dalla
legge n. 61 del 1998, e successive modificazioni, nel limite del 2
per cento dei rispettivi stanziamenti.

Art. 2-bis.
Disposizioni sul servizio di leva e sul servizio civile sostitutivo
1. I soggetti interessati al servizio militare o al servizio civile
relativamente agli anni 1998 e 1999 e residenti alla data del 9
settembre 1998 nei comuni delle regioni Basilicata, Calabria e
Campania interessati dal sisma di cui all’articolo 1, comma 1, sono
utilizzati a domanda, anche se gia’ incorporati o in servizio, come
coadiutori del personale dello Stato, delle regioni o degli enti
locali per le esigenze connesse alla realizzazione degli interventi
necessari a fronteggiare le conseguenze del sisma.
2. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ufficio nazionale per
il servizio civile e’ tenuta ad attivare, con procedura d’urgenza,
le convenzioni relative al servizio civile per l’utilizzazione
degli obiettori di coscienza da parte dei comuni di cui al comma 1
e da parte delle organizzazioni di volontariato che operino nei
territori interessati dal sisma, che abbiano gia’ presentato o
presentino domanda, nonche’ ad effettuare le relative assegnazioni.
3. I soggetti di cui al comma 1, le cui abitazioni principali siano
state oggetto di ordinanza di sgombero a seguito di inagibilita’
parziale o totale, sono, a domanda, dispensati dal servizio
militare di leva o dal servizio civile e, se gia’ in servizio,
collocati in congedo anticipato.

Art. 3.
Modifiche al decreto-legge n. 6/1998, convertito, con
modificazioni, dalla legge n. 61/1998 – disposizioni varie relative
a eventi calamitosi.

1. Le disposizioni di cui all’articolo 12 della legge 27 dicembre
1997, n. 449, e del Ministro dell’interno delegato per il
coordinamento della protezione civile 28 settembre 1998, n. 449,
adottato ai sensi del comma 3 del medesimo articolo 12 ed i cui
termini sono aggiornati con ordinanza del Ministro dell’interno
delegato per il coordinamento della protezione civile, si applicano
fino al 31 dicembre 2000, nei limiti delle relative disponibilita’
finanziarie, che sono mantenute in bilancio fino alla stessa data.
Le disposizioni di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, della citata
legge n. 449 del 1997 si applicano, fino al 31 dicembre 2000 e nei
limiti delle relative disponibilita’ finanziarie, anche per i
territori di cui all’articolo 1.
2. All’articolo 2, comma 3, lettera e), del decreto-legge n. 6 del
1998, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 61 del 1998, e’
aggiunto, in fine, il seguente periodo: “Gli interventi sugli
edifici pubblici delle regioni e degli enti locali comprendono
anche le opere strettamente necessarie per l’adeguamento degli
impianti tecnici e l’abbattimento delle barriere architettoniche
previsti dalla normativa v…

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