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Istanze di fissazione dell'esecuzione dei provvedimenti di rilascio degli immobili ad uso abitativo (art. 6, legge 9 dicembre 1998, n. 431, e art. 19, comma 1, legge 13 maggio 1999, n. 133).

CIRCOLARE 28 giugno 1999, n.3350

Istanze di fissazione dell’esecuzione dei provvedimenti di rilascio
degli immobili ad uso abitativo (art. 6, legge 9 dicembre 1998,
n. 431, e art. 19, comma 1, legge 13 maggio 1999, n. 133).
Ai presidenti delle corti di appello
e, per conoscenza:
Al Gabinetto dell’on. Ministro
All’ufficio legislativo
All’ispettorato generale
Al Ministero delle finanze –
Ufficio del gabinetto
A decorrere dal 28 giugno 1999 trova applicazione la procedura di
esecuzione degli sfratti nei comuni ad alta tensione abitativa,
disciplinata dall’art. 6 della legge n. 431/1998 in materia di
rilascio per finita locazione degli immobili adibiti ad uso
abitativo.
Al riguardo si rappresenta che ragioni di ordine logicosistematico
sul piano interpretativo portano a concludere che l’esenzione
dall’imposta di bollo e di registro prevista dall’art. 19, comma 1,
della legge 13 maggio 1999, n. 133, che richiama le disposizioni
dell’art. 57 della legge 27 luglio 1978, n. 392, riguarda tutti gli
atti dei procedimenti che si instaurano in base alle istanze di
fissazione delle esecuzioni presentate dai conduttori ai sensi
dell’art. 6, commi 3 e 4, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, e
alle eventuali opposizioni, senza tenere conto del limite di L.
600.000, richiamato nell’ambito originario del citato art. 57 della
legge n. 392/1978.
Infatti il predetto criterio di valore non sembra applicabile ai
procedimenti in esame, giacche’, nella specie, l’istanza del
conduttore e’ rivolta esclusivamente alla fissazione di una diversa
data di esecuzione del provvedimento di rilascio; e le successive
opposizioni, che vengono giudicate con le modalita’ di cui all’art.
618 del codice di procedura civile, ineriscono soltanto al decreto
del giudice.
Nella fattispecie di cui si tratta non vi e’ quindi una parte di
rapporto locativo in contestazione cui si possa fare riferimento
per stabilire il valore della controversia.
Peraltro il secondo comma dell’art. 12 c.p.c., alla stregua del
quale poteva essere definito il suddetto valore, e’ stato abrogato,
con decorrenza dal 30 aprile 1995, dall’art. 89 della legge 26
novembre 1990, n. 353, come modificato, da ultimo, dall’art. 3 del
decreto-legge 7 ottobre 1994, n. 571, convertito dalla legge 6
dicembre 1994, n. 673.
A cio’ va aggiunto, sul piano logico, che l’applicazione del
predetto parametro limitativo vanificherebbe nei fatti il senso e
la portata del beneficio delle agevolazioni fiscali
introdotto dall’art. 19 della legge n. 133/1999; beneficio che, con
una piu’ restrittiva interpretazione, riguarderebbe i soli
contratti di locazione abitativa con un canone mensile non
superiore a L. 50.000 che trovano scarsa corrispondenza nella
realta’ dei rapporti locativi. Si prega di voler portare a
conoscenza dei tribunali dei rispettivi distretti la presente nota.
Il direttore generale degli affari civili e delle libere
professioni
Hinna Danesi

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