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Fissazione dei limiti di ammissibilita' alle agevolazioni di cui al de...

Fissazione dei limiti di ammissibilita' alle agevolazioni di cui al decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, delle attivita' di produzione e distribuzione di energia elettrica, di vapore e acqua calda e delle costruzioni e individuazione dei servizi reali ammissibili alle medesime agevolazioni.

MINISTERO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
DECRETO 8 maggio 2000
Fissazione dei limiti di ammissibilita’ alle agevolazioni di cui al
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, delle
attivita’ di produzione e distribuzione di energia elettrica, di
vapore e acqua calda e delle costruzioni e individuazione dei
servizi reali ammissibili alle medesime agevolazioni.

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
Visto il decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, in materia di
disciplina dell’intervento straordinario nel Mezzogiorno;
Visto il decreto ministeriale del 20 ottobre 1995, n. 527, e
successive modifiche e integrazioni, concernente le modalita’ e le
procedure per la concessione ed erogazione delle agevolazioni in
favore delle attivita’ produttive nelle aree depresse del Paese;
Vista la delibera del CIPE del 27 aprile 1995, concernente le
direttive per la concessione e l’erogazione delle agevolazioni ai
sensi dell’art. 1, comma 2, del citato decreto-legge n. 415/1992,
convertito, con modificazioni, dalla legge n. 488/1992, e le
successive modifiche e integrazioni introdotte, da ultimo, dal
decreto del 22 luglio 1999 del Ministro dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, d’intesa con la conferenza Stato-
regioni;
Visto, in particolare, il punto 2.1 delle dette direttive che
prevede la concessione delle agevolazioni di cui alla citata legge
n. 488/1992 anche alle attivita’ di produzione e distribuzione di
energia elettrica, di vapore e acqua calda ed a quelle delle
costruzioni di cui alle sezioni E ed F della classificazione delle
attivita’ economiche ISTAT ’91, nei limiti fissati con decreto del
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, nonche’
alle attivita’ di servizi reali, individuate con il medesimo
decreto tra quelle potenzialmente dirette ad influire positivamente
sullo sviluppo delle attivita’ produttive ammissibili alle medesime
agevolazioni;
Ritenuto opportuno introdurre dei limiti alla concessione delle
suddette agevolazioni in favore delle imprese di produzione e
distribuzione di energia elettrica, di vapore ed acqua calda al
fine di consentire l’ammissibilita’ dei soli impianti, alimentati
da fonti rinnovabili e assimilate, opportunamente dimensionati, che
presentino caratteristiche di elevato rendimento finalizzate ad un
migliore utilizzo delle fonti energetiche ed alla qualificazione
delle risorse, anche in termini ambientali, in armonia con gli
orientamenti comunitari in materia;
Ritenuto altresi’ opportuno introdurre dei limiti alla concessione
delle suddette agevolazioni in favore delle imprese operanti nel
settore delle costruzioni che non utilizzino stabilmente i beni
oggetto delle agevolazioni medesime nell’ambito di una unita’
produttiva ubicata in una delle aree depresse;

Decreta:
Art. 1.
1. In relazione a quanto previsto dal punto 2.1 delle direttive del
CIPE del 27 aprile 1995 e successive modifiche e integrazioni in
merito ai limiti di ammissibilita’ alle agevolazioni di cui al
decreto-legge 22 ottobre 1992, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 19 dicembre 1992, n. 488, in favore
delle imprese operanti nel settore della produzione e distribuzione
di energia elettrica, di vapore e acqua calda e delle costruzioni,
si specifica quanto indicato nei commi seguenti.
2. I programmi di investimento promossi dalle imprese operanti nel
settore della produzione e distribuzione di energia elettrica, di
vapore ed acqua calda, di cui alle classi 40.10 e 40.30 della
classificazione delle attivita’ economiche ISTAT ’91, sono ammessi
limitatamente agli impianti alimentati da fonti rinnovabili o
assimilate, con potenza non superiore a 50 MW elettrici e con
indice energetico non inferiore a 0,60. Ai fini di cui sopra:
a) per fonti rinnovabili si intendono: il sole, il vento, l’energia
idraulica, le risorse geotermiche, le maree, il moto ondoso e la
trasformazione dei rifiuti organici ed inorganici o di prodotti
vegetali;
b) per impianti alimentati da fonti assimilate a quelle rinnovabili
si intendono: quelli di cogenerazione – intesa come produzione
combinata di energia elettrica e di calore, ovvero come
diversamente definita dall’Autorita’ per l’energia elettrica e il
gas – quelli che utilizzano calore di risulta, fumi di scarico ed
altre forme di energia recuperabile in processi e in impianti,
quelli che utilizzano scarti di lavorazione e/o di processi e
quelli che utilizzano fonti fossili prodotte esclusivamente da
giacimenti minori isolati;
c) per indice energetico si intende quello definito con delibera
del Comitato interministeriale dei prezzi del 29 aprile 1992 e
sintetizzato nella formula riportata nell’allegato 1 al presente
decreto;
d) l’impianto deve obbligatoriamente dotarsi, nell’ambito del
programma da agevolare, della strumentazione necessaria per le
verifiche, da effettuare sulla base della vigente normativa, utili
alla rilevazione degli elementi necessari per il calcolo del
suddetto indice;
e) il mancato raggiungimento del valore minimo del richiamato
indice energetico ridotto del 5% in ciascuno degli anni del periodo
previsto dall’art. 8, comma 1, lettera b) del decreto ministriale
n.
527/1995 e successive modifiche e integrazioni, o l’assenza della
strumentazione di cui alla precedente lettera d) rilevata nel detto
periodo, comporta la revoca delle agevolazioni, in misura
commisurata al periodo di mancato rispetto delle dette condizioni,
previa valutazione delle controdeduzioni dell’impresa interessata,
secondo i criteri e le modalita’ fissate dal medesimo art. 8;
f) tra le spese ammissibili sono comprese anche quelle relative
agli impianti di distribuzione dell’energia elettrica, del vapore e
dell’acqua calda, purche’ gli stessi siano di proprieta’
dell’impresa produttrice, siano realizzati su terreni di cui
l’impresa stessa abbia piena disponibilita’, per la parte
necessaria a raggiungere l’utente della fornitura e/o del servizio
e, comunque, non oltre il territorio comunale nel quale e’ ubicato
l’impianto di produzione oggetto del programma da agevolare;
g) il programma da agevolare viene inserito nella pertinente
graduatoria relativa alle imprese estrattive, manifatturiere e di
servizi.
3. Nell’ambito dei programmi promossi dalle imprese operanti nel
settore delle costruzioni di cui alla sezione F della
classificazione delle attivita’ economiche ISTAT ’91, fermo
restando che non sono agevolabili i mezzi di trasporto,
l’ammissibilita’ dei beni che, in relazione alle finalita’
operative degli stessi, non vengano utilizzati stabilmente
nell’ambito di una unita produttiva ubicata in una delle aree
depresse per il periodo minimo di utilizzo di cui all’art. 8. comma
1, lettera b) del decreto ministeriale n. 527/1995 e successive
modifiche e integrazioni, e’ subordinata alla dichiarazione
d’impegno del legale rappresentante dell’impresa che richiede le
agevolazioni di esclusivo utilizzo dei detti beni per il richiamato
periodo nell’ambito dei cantieri dell’impresa ubicati nelle aree
agevolabili di un’unica regione; il programma da agevolare viene
inserito nella graduatoria relativa alle attivita’ estrattive,
manifatturiere e di servizi di detta regione e concorre
all’attribuzione delle relative risorse a fronte di un contributo
calcolato sulla base dell’aliquota minima prevista nella regione
medesima per la dimensione dell’impresa. L’ubicazione dei singoli
beni agevolati deve risultare da uno specifico registro aggiornato.
Qualora vengano meno le condizioni sottoscritte con il suddetto
impegno, le agevolazioni relative ai beni interessati vengono
revocate secondo i criteri e le modalita’ fissate dal predetto art.
8 del decreto ministeriale n. 527/1995 e successive modifiche e
integrazioni. Ai fini dell’accoglimento della domanda di
agevolazioni, l’impresa istante che intende utilizzare i beni del
programma nell’ambito delle aree agevolabili della regione, deve
indicare nella domanda stessa in quale regione intende operare per
il suddetto periodo e deve essere titolare di una sede operativa in
dette aree risultante dal certificato di iscrizione al registro
delle imprese. Nei casi di cui si tratta, i livelli occupazionali
utili per la determinazione dell’indicatore di cui al punto c5.2
delle direttive di cui alla delibera CIPE 27 aprile 1995 e
successive modifiche e integrazioni sono rilevati con riferimento
ai predetti cantieri ubicati nelle aree agevolabili della regione.
L’impresa beneficiaria, anche ai fini degli accertamenti e delle
ispezioni di cui agli articoli 10 e 11 del decreto ministeriale n.
527/1995 e successive modifiche e integrazioni, e’ obbligata, pena
la revoca delle agevolazioni, a tenere presso la detta sede
operativa il suddetto registro relativo ai beni agevolati ed i
libri matricola relativi a ciascun cantiere dai quali si evincano i
livelli occupazionali per ciascun mese e per ciascun cantiere
medesimo. Ai fini della determinazione dell’indicatore regionale di
cui al punto c5.4 delle predette direttive, ai programmi relativi a
beni utilizzati nell’ambito dei cantieri dell’impresa ubicati nelle
aree agevolabili di un’unica regione, si applica il minore dei
punteggi assegnati dalla regione al settore delle costruzioni, con
riferimento alle aree del territorio ed alla tipologia del
programma da agevolare.
Art. 2.
In relazione a quanto previsto dal …

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