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Metodiche per il controllo del tenore di benzene e di idrocarburi arom...

Metodiche per il controllo del tenore di benzene e di idrocarburi aromatici totali nelle benzine.

DECRETO 10 febbraio 2000
Metodiche per il controllo del tenore di benzene e di idrocarburi
aromatici totali nelle benzine.
IL MINISTRO DELL’AMBIENTE
di concerto con
IL MINISTRO DELLE FINANZE
Vista la legge 4 novembre 1997, n. 413, recante misure urgenti per
la prevenzione dell’inquinamento atmosferico da benzene ed in
particolare l’art. 1, comma 3;
Visto il decreto legislativo 19 settembre 1994, n. 626, recante
l’attuazione delle direttive 89/391/CEE, 89/654/CEE, 89/655/CEE,
89/656/CEE, 90/269/CEE, 90/270/CEE, 90/394/CEE e 90/679/CEE,
riguardanti il miglioramento della sicurezza e della salute dei
lavoratori sul luogo di lavoro;
Visto il decreto del Ministro per il coordinamento delle politiche
comunitarie, 28 maggio 1988, n. 214, recante l’attuazione della
direttiva n. 85/210/CEE ed in particolare il suo allegato;
Decreta:
Art. 1.
Finalita’ e campo d’applicazione
1. Il presente decreto stabilisce, ai sensi dell’art. 1, comma 3,
della legge 4 novembre 1997, n. 413, le metodiche per il
campionamento, le analisi e la valutazione dei risultati relativi
ai controlli sul tenore di benzene e di idrocarburi aromatici
totali nelle benzine destinate all’immissione in consumo.
Art. 2.
Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intendono per “benzina”, gli oli
minerali volatili destinati al funzionamento dei motori a
combustione interna ad accensione comandata, utilizzati per la
propulsione di veicoli e compresi nei codici doganali:
NC27100027, 27100029, 27100032, 27100034 e 27100036.
Art. 3.
Definizione della normativa applicabile
1. Per il prelievo dei campioni di benzina si adottano le norme ISO
3170 (norma di riferimento) o ASTM D 4057 per il campionamento
manuale da serbatoio, e ISO 3171 per il campionamento automatico in
linea.
2. Per la determinazione analitica del contenuto di benzene deve
essere utilizzato il metodo di prova UNICHIM 1135, edizione
settembre 1996, che riporta i dati di precisione, integrato
dall’addendum normativo del febbraio 1999, che ne modifica il testo
per quanto concerne il punto 10: “Espressione dei risultati”. Il
metodo di prova UNICHIM 1135 citato si applica fino all’entrata
in vigore del decreto di recepimento della direttiva
98/70/CE. Successivamente deve essere utilizzato il metodo di
prova EN 12177:1998 integrato dall’addendum normativo del maggio
1999 riguardante il punto 9 del testo “Espressione dei risultati”.
3. Per la determinazione analitica del contenuto di idrocarburi
aromatici totali deve essere utilizzato il metodo ASTM D
1319:1995a, senza l’effettuazione della depentanizzazione di cui
al paragrafo 10.
4. Per l’interpretazione dei risultati delle misure deve essere
utilizzata la procedura descritta nella norma UNI EN ISO 4259.
5. Nell’allegato 1 al presente decreto sono riportate le linee
guida per l’applicazione dei metodi sopra definiti e le procedure
operative per l’esecuzione dei controlli.
6. Nell’allegato 2 al presente decreto vengono riportati i criteri
per l’interpretazione dei risultati al fine della verifica della
conformita’ delle benzine ai requisiti previsti all’art. 1, comma
1, della legge 4 novembre 1997, n. 413.
Art. 4.
Aggiornamenti
1. Il presente decreto e’ aggiornato in accordo con gli ulteriori
sviluppi tecnico-scientifici come recepiti dal Comitato europeo di
normazione (CEN), nonche’ sulla base della pertinente normativa
comunitaria.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 10 febbraio 2000

Il Ministro dell’ambiente
Ronchi
Il Ministro delle finanze
Visco
Allegato 1
LINEE GUIDA PER L’APPLICAZIONE DEI METODI DI CONTROLLO DEL
CONTENUTO DI BENZENE E DI IDROCARBURI AROMATICI TOTALI NELLE
BENZINE.
1. Premessa.
L’art. 1, comma 1, della legge 4 novembre 1997, n. 413, fissa il
contenuto massimo di benzene e di idrocarburi aromatici totali
nelle benzine carburanti inoltre l’art. 1, comma 3, della stessa
legge prevede che con decreto del Ministro dell’ambiente, di
concerto con il Ministro delle finanze, sia stabilita apposita
metodica per il relativo controllo.
Il presente allegato fornisce alcune linee guida per l’applicazione
dei metodi fissati all’art. 3, commi 1, 2, 3 e 4 del presente
decreto.
2. Precisazioni.
2.1. Contenuti massimi.
I valori per il tenore massimo consentito sono specificati
nell’art. 1, comma 1, della legge 4 novembre 1997, 413; i risultati
delle misurazioni vanno interpretati in base ai criteri previsti
dalla norma UNI EN ISO 4259 che sono esposti nell’allegato 2.
2.2. Definizione prodotti.
Per carburanti prodotti dalle raffinerie italiane e quelli di
importazione si intende riferirsi alle partite di benzina super e
benzina super senza piombo finite, destinate al mercato interno,
all’atto della loro immissione in consumo o al trasferimento in
regime di sospensiva ad altri depositi fiscali. Per prodotti
“importati” si intendono le partite di carburanti provenienti da
Paesi extra comunitari e quelle di provenienza UE sprovviste di
certificazione attestante il contenuto di benzene e di aromatici
totali. I prodotti di provenienza UE provvisti di certificazione
attestante il contenuto di benzene e di aromatici sono considerati
come provenienti dalla raffinazione nazionale.
2.3. Metodi di prova.
Per la determinazione del benzene deve essere utilizzato il metodo
UNICHIM n. 1135 edizione settembre 1996 che riporta i dati di
precisione.
I risultati devono essere arrotondati al piu’ prossimo 0,01% in
volume in conformita’ con quanto stabilito dall’addendum normativo
pubblicato da UNICHIM il 12 febbraio 1999. Per la determinazione
degli idrocarburi aromatici totali deve essere applicato il metodo
ASTM D 1319, edizione 1995a, senza procedere preliminarmente alla
depentanizzazione. I risultati delle prove vanno arrotondati al
piu’ prossimo 0,1% in volume. La trattazione dei risultati, di
entrambi i metodi, avverra’ secondo la norma UNI EN ISO 4259 con le
modalita’ riportate nell’allegato 2.
3. Campionamento.
3.1. Prelievo.
I campioni devono essere prelevati secondo quanto stabilito dalle
norme ISO 3170 (norma di riferimento) o ASTM D 4057 per il
campionamento manuale da serbatoio, tipo filante, e ISO 3171 per il
campionamento automatico in linea.
3.2. Quantita’.
La quantita’ di benzina da campionare e’ di regola pari a 5 litri e
deve essere immediatamente immessa in cinque contenitori
metallici di contenuto non inferiore a mezzo litro.
Detti contenitori devono assicurare una tenuta perfetta, essere
forniti di tappo con guarnizione e controtappo di plastica ed
essere rigorosamente suggellati. Inoltre dovranno essere
dotati di targhetta sulla quale verranno riportati almeno i
seguenti dati:
a) codice societa’ e impianto (ved. doc. ANPA “Manuale d’uso del
programma di acquisizione dati);
b) data e luogo del prelievo;
c) numero della partita;
d) numero serbatoio;
e) identificazione dell’operatore.
Il riempimento dei contenitori deve essere fatto in modo da evitare
di riempirli piu’ del 90% della loro capienza, inoltre lo spazio
vuoto al di sopra della superficie del liquido non deve superare in
nessun caso il 50% del volume del contenitore. I cinque esemplari
del campione dovranno essere cosi’ destinati:
a) da utilizzare da parte della ditta controllata (raffineria o
deposito fiscale);
b) da inviare al laboratorio di controllo;
c) a disposizione del laboratorio terzo, eventualmente coinvolto in
caso di contestazione;
d) a disposizione quale riserva per i laboratori di controllo e
terzo;
e) a disposizione presso la ditta controllata nel caso in cui la
controversia debba essere risolta in sede giudiziaria.
3.3. Verbale.
All’atto del prelievo del campione viene redatto, in due originali,
un verbale di campionamento in cui devono essere annotati i
dati necessari per l’identificazione univoca del campione e il
contenuto dichiarato di benzene e di aromatici totali in % in
volume.
Un originale viene consegnato alla ditta titolare della partita di
benzina campionata, l’altro viene allegato ai campioni da inviare
al laboratorio di controllo.
3.4. Movimentazione dei campioni.
Durante il prelievo e la movimentazione dei campioni devono essere
osservate le specifiche misure di sicurezza in particolare quelle
relative al deposito e al trasporto dei liquidi
infiammabili.
3.5. Distribuzione dei campioni.
3.5.1. Raffinerie e depositi fiscali importatori.
Il campione b) viene inviato al laboratorio di controllo assieme al
verbale di campionamento.
I campioni a), c), d), e) vengono conservati presso la ditta
controllata in attesa del risultato del laboratorio di controllo o
dell’eventuale vertenza giudiziaria.
3.5.2. Depositi fiscali non importatori.
I campioni b), c), d) vengono inviati al laboratorio di controllo
insieme al verbale di campionamento. I campioni a), e) vengono
conservati dalla ditta controllata: il primo in attesa del
risultato del laboratorio di controllo, il secondo in attesa
dell’eventuale vertenza giudiziaria.
3.6. Conservazione dei campioni.
I campioni devono essere opportunamente conservati in luogo idoneo,
per un periodo non inferiore a novanta giorni o comunque fino
all’espletamento dell’analisi di primo controllo o della fine
dell’eventuale ricorso.
3.7. Identificazione dei laboratori.
3.7.1. Controlli sulle benzine delle raffinerie e dei depositi
fiscali importatori.
Il laboratorio di controllo e’ il laboratorio compartimentale delle
dogane competente per territorio.
Il laboratorio terzo e’ la Direzione centrale per l’analisi
merceologica e laboratorio chimico (DCAMLC).
3.7.2. Controlli sulle benzine dei depositi fiscali non
importatori.
Il laboratorio di controllo e’ il laboratorio designato dall’ANPA e
scelto tra i laboratori accreditati.
Il laboratorio terzo sara’ il laboratorio di igiene ambientale
dell’Istituto superiore di sanita’ o, in sostituzione, il
laboratorio della DCAMLC.
Allegato 2
CRITERI PER L’INTERPRETAZIONE DEI RISULTATI AI FINI DELLA VERIFICA
DI CONFORMITA’ (in accordo con la UNI EN ISO 4259).
Il presente allegato stabilisce i criteri che devono essere
utilizzati per la valutazione dei risultati delle misure e fissa le
regole per risolvere eventuali controversie fra il laboratorio di
controllo e il laboratorio della raffineria o deposito fiscale
(laboratorio controllato).
1. Verifica di conformita’.
Fermo restando quanto previsto nell’allegato 1;
Il laboratorio di controllo esegue i controlli analitici
immediatamente dopo la ricezione del campione (identificato come
esemplare “b”).
Il suddetto laboratorio esegue una sola misura del contenuto di
benzene e una sola misura del contenuto degli idrocarburi aromatici
totali.
Se il risultato ottenuto “X” e’ tale che:
—->> Vedere Allegato a pag. 19 della G.U.

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