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Regolamento recante istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori di lavori pubblici, ai sensi dell'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni. (Suppl.Ordinario n.35)

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 25 gennaio 2000, n.34
Regolamento recante istituzione del sistema di qualificazione per
gli esecutori di lavori pubblici, ai sensi dell’articolo 8 della
legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni.
(Suppl.Ordinario n.35)
IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visto l’articolo 87, quinto comma, della Costituzione;
Visto l’articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive modificazioni con cui si prevede che con apposito
regolamento governativo venga istituito un sistema di
qualificazione unico per tutti gli esecutori di lavori pubblici di
importo superiore a 150.000 euro;
Visto l’articolo 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 18 ottobre 1999;
Acquisito in data 11 novembre 1999 il parere della conferenza
unificata, istituita ai sensi del decreto legislativo 28 agosto
1997, n. 281;
Udito il parere del Consiglio di Stato, espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 29 novembre
1999;
Acquisiti i pareri delle competenti commissioni del Senato della
Repubblica e della Camera dei deputati, espressi in data 16
dicembre 1999;
Vista la definitiva deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 21 gennaio 2000;
Sulla proposta del Ministro dei lavori pubblici, di concerto con il
Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato, con il
Ministro per i beni e le attività culturali e con il Ministro del
lavoro e della previdenza sociale;

EMANA
il seguente regolamento:

TITOLO I

DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1
Ambito di applicazione
1. Il presente Regolamento disciplina il sistema unico di
qualificazione di cui all’articolo 8 della legge 11 febbraio 1994,
n. 109, e successive modificazioni.
2. La qualificazione è obbligatoria per chiunque esegua i lavori
pubblici affidati dai soggetti di cui all’articolo 2, comma 2,
della legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni,
dalle regioni anche a statuto speciale e dalle province autonome di
Trento e Bolzano, di importo superiore a 150.000 euro.
3. Fatto salvo quanto stabilito all’articolo 3, commi 6 e 7,
l’attestazione di qualificazione rilasciata a norma del presente
regolamento costituisce condizione necessaria e sufficiente per la
dimostrazione dell’esistenza dei requisiti di capacità tecnica e
finanziaria ai fini dell’affidamento di lavori pubblici.
4. Le stazioni appaltanti non possono richiedere ai concorrenti la
dimostrazione della qualificazione con modalità, procedure e
contenuti diversi da quelli previsti dal presente titolo, nonché
dai titoli III e IV.

Art. 2
Definizione
Ai fini del presente regolamento si intende per:
a) “Legge”: la legge 11 febbraio 1994, n. 109, e successive
modificazioni;
b) “Stazioni appaltanti”: i soggetti di cui all’articolo 2, comma
2, della legge, nonché le regioni anche a statuto speciale e le
province autonome di Trento e Bolzano;
c) “Regolamento generale”: il regolamento di cui all’articolo 3,
comma 2, della legge;
d) “Regolamento”: il presente regolamento;
e) “Procedimento di qualificazione”: la sequenza degli atti
disciplinati dalle norme del regolamento che permette di
individuare in capo a determinati soggetti il possesso di requisiti
giuridici, organizzativi, finanziari e tecnici, necessari per
realizzare lavori pubblici;
f) “Autorità”: l’autorità per la vigilanza sui lavori pubblici
istituita ai sensi dell’articolo 4 della legge;
g) “Organismo di autorizzazione”: l’autorità;
h) “Organismi di accreditamento”: i soggetti legittimati da norme
nazionali o internazionali ad accreditare, ai sensi delle norme
europee serie UNI CEI EN 45000, gli organismi di certificazione a
svolgere le attività di cui alla lettera l) ;
i) “Organismi di attestazione”: gli organismi di diritto privato,
in prosieguo denominati SOA, che accertano ed attestano l’esistenza
nei soggetti esecutori di lavori pubblici degli elementi di
qualificazione di cui all’articolo 8, comma 3, lettera c), ed
eventualmente lettere a) e b) della legge;
l) “Organismi di certificazione”: gli organismi di diritto privato
che rilasciano i certificati del sistema di qualità conformi alle
norme europee serie UNI EN ISO 9000, ovvero la dichiarazione della
presenza di elementi significativi e correlati del sistema di
qualità;
m) “Autorizzazione”: l’atto conclusivo del procedimento mediante il
quale l’autorità autorizza gli organismi di attestazione a svolgere
le attività di cui alla lettera i);
n) “Accreditamento”: l’atto conclusivo della procedura mediante il
quale gli organismi di accreditamento legittimano gli organismi di
certificazione a svolgere le attività di cui alla lettera l);
o) “Commissione”: la commissione consultiva prevista dall’articolo
8, comma 3, della legge del cui parere si avvale l’autorità ai fini
dell’autorizzazione e della sua eventuale revoca nei confronti dei
soggetti di cui alle lettere i) e l), nonché della definizione
delle procedure e dei criteri cui devono attenersi nella loro
attività i soggetti autorizzati al rilascio dell’attestazione di
qualificazione;
p) “Attestazione”: il documento che dimostra il possesso dei
requisiti di cui all’articolo 8, comma 3, lettera c), ed
eventualmente lettere a) e b), della legge;
q) “Certificazione”: il documento che dimostra il possesso del
certificato di sistema di qualità conforme alle norme europee serie
UNI EN ISO 9000 e alla vigente disciplina nazionale;
r) “Dichiarazione”: il documento che dimostra la presenza di
elementi significativi e correlati del sistema di qualità di cui
all’articolo 8, comma 3, lettera b) della legge;
s) “Osservatorio”: l’osservatorio dei lavori pubblici di cui
all’articolo 4, comma 10, lettera c), e all’articolo 14, comma 11,
della legge;
t) “Imprese”: i soggetti di cui all’articolo 10, comma I, lettere
a), b) e c), della legge;
u) “Impresa assegnataria”: l’impresa cui i consorzi previsti
all’articolo 10, comma I, lettere b) e c), della legge assegnano,
in parte o totalmente, l’esecuzione dei lavori;
v) “Casse edili”: gli organismi paritetici istituiti attraverso la
contrattazione collettiva di cui all’articolo 37 della legge.

Art. 3
Categorie e classifiche
1. Le imprese sono qualificate per categorie di opere generali, per
categorie di opere specializzate, nonché per prestazioni di sola
costruzione e per prestazioni di progettazione e costruzione, e
classificate, nell’ambito delle categorie loro attribuite, secondo
gli importi di cui al comma 4.
2. La qualificazione in una categoria abilita l’impresa a
partecipare alle gare e ad eseguire i lavori nei limiti della
propria classifica incrementata di un quinto; nel caso di imprese
raggruppate o consorziate la medesima disposizione si applica con
riferimento a ciascuna impresa raggruppata o consorziata, a
condizione che essa sia qualificata per una classifica pari ad
almeno un quinto dell’importo dei lavori a base di gara.
3. Le categorie sono specificate nell’allegato A.
4. Le classifiche sono stabilite secondo i seguenti livelli di
importo:
I – fino a L. 500.000.000 euro 258.228
II – fino a L. 1.000.000.000 euro 516.457
III – fino a L. 2.000.000.000 euro 1.032.913
IV – fino a L. 5.000.000.000 euro 2.582.284
V – fino a L. 10.000.000.000 euro 5.164.569
VI – fino a L. 20.000.000.000 euro 10.329.138
VII – fino a L. 30.000.000.000 euro 15.493.707
VIII – oltre L. 30.000.000.000 euro 15.493.707
5. L’importo della classifica VIII (illimitato) ai fini del
rispetto dei requisiti di qualificazione è convenzionalmente
stabilito pari a lire quaranta miliardi (euro 20.658.276).
6. Per gli appalti di importo a base di gara superiore a L.
40.000.000.000 (euro 20.658.276), l’impresa, oltre alla
qualificazione conseguita nella classifica VIII, deve aver
realizzato, nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione
del bando, una cifra d’affari, ottenuta con lavori svolti mediante
attività diretta ed indiretta, non inferiore a tre volte l’importo
a base di gara; il requisito è comprovato secondo quanto previsto
all’articolo 18, commi 3 e 4, ed è soggetto a verifica secondo
l’articolo 10, comma 1-quater, della legge.
7. Per le imprese stabilite in altri Stati aderenti all’Unione
europea la qualificazione di cui al presente regolamento non è
condizione obbligatoria per la partecipazione alle gare di appalto
di lavori pubblici, nonché per l’affidamento dei relativi
subappalti. Ai sensi dell’articolo 8, comma II-bis, della legge per
le imprese stabilite in altri Stati aderenti all’Unione europea
l’esistenza dei requisiti prescritti per la partecipazione delle
imprese italiane alle gare di appalto è accertata in base alla
documentazione prodotta secondo le normative vigenti nei rispettivi
paesi. La qualificazione è comunque consentita, alle stesse
condizioni richieste per le imprese italiane, anche alle imprese
stabilite negli Stati aderenti alla Unione europea.
8. Le imprese che non possiedono la qualificazione per prestazione
di progettazione e costruzione, possono partecipare alle relative
gare in associazione temporanea con i soggetti di cui all’articolo
17, comma 1, lettere d), e) ed f), della legge.

Art. 4
Sistema di qualità aziendale ed elementi significativi e correlati
del sistema di qualità aziendale
1. Ai fini della qualificazione, ai sensi dell’articolo 8, comma 3,
lettere a) e b), della legge, le imprese devono possedere il
sistema di qualità aziendale UNI EN ISO 9000 ovvero elementi
significativi e correlati del suddetto sistema, nella misura
prevista dall’allegato C, secondo la cadenza temporale prevista
dall’allegato B.
2. La certificazione del sistema di qualità aziendale e la
dichiarazione della presenza degli elementi significativi e tra
loro correlati del sistema di qualità aziendale si intendono
riferite agli aspetti gestionali dell’impresa nel suo complesso,
con riferimento alla globalità delle categorie e classifiche.
3. Il possesso della certificazione di qualità aziendale ovvero il
possesso della dichiarazione della presenza di requisiti del
sistema di qualità aziendale, rilasciate da soggetti accreditati,
ai sensi delle norme europee della serie UNI CEI EN 45000, al
rilascio della certificazione nel settore delle imprese di
costruzione, è attestato dalle SOA.

TITOLO II

AUTORIZZAZIONE DEGLI ORGANISMI DI ATTESTAZIONE

Art. 5
Commissione consultiva
1. La commissione è composta dai seguenti componenti:
a) un rappresentante del Ministero dei lavori pubblici, con
funzioni di presidente, designato dal Ministro competente;
b) un rappresentante del Ministero per i beni e le attività
culturali designato dal Ministro competente;
c) un rappresentante del Ministero dell’industria, del commercio e
dell’artigianato designato dal Ministro competente;
d) un rappresentante del Ministero del lavoro e della previdenza
sociale designato dal Ministro competente;
e) un rappresentante del Ministero dell’ambiente designato dal
Ministro competente;
f) un rappresentante del Ministero dei trasporti e della
navigazione designato dal Ministro competente;
g) un rappresentante del Ministero della difesa designato dal
Ministro competente;
h) due rappresentanti delle regioni e delle province autonome,
designati dalla conferenza dei presidenti delle regioni e delle
province autonome;
i) due rappresentanti dei comuni designati dall’Associazione
nazionale dei comuni italiani;
l) un rappresentante delle province designato dall’Unione delle
province d’Italia;
m) tre rappresentanti delle categorie lavoratrici interessate,
designati dalle associazioni che hanno sottoscritto contratti
collettivi nazionali di lavoro per i dipendenti delle imprese edili
ed affini o di comparto;
n) nove rappresentanti delle imprese designati dalle associazioni
nazionali di categoria che hanno sottoscritto contratti collettivi
nazionali di lavoro per i dipendenti delle imprese edili ed affini
o di comparto.
2. Le attività di segreteria della commissione sono svolte da
personale dell’autorità.
3. La mancata designazione dei componenti di cui alle lettere h),
i), l), m) e n) del comma I entro trenta giorni dalla richiesta non
costituisce motivo ostativo al funzionamento della commissione.
4. La commissione è convocata dal presidente dell’autorità, con
preavviso di almeno quindici giorni e con l’indicazione delle
questioni da trattare.
5. I pareri della commissione sono assunti, in prima convocazione,
con la presenza di almeno metà dei componenti e con il voto
favorevole della maggioranza dei presenti e, in seconda
convocazione, a maggioranza assoluta dei presenti; in caso di
parità prevale il voto del presidente.
6. Per la partecipazione alle attività della commissione è
stabilito un compenso nella misura determinata dall’autorità nei
limiti delle risorse disponibili.

Art. 6
Nomina dei componenti della commissione
1. I membri della commissione sono nominati dall’autorità e durano
in carica per un triennio.
2. In caso di dimissioni di uno o più componenti o di loro
cessazione dall’incarico per qualsiasi altro motivo, l’autorità
provvede alla loro sostituzione con le stesse modalità previste per
la nomina, per il periodo di tempo in cui sarebbero rimasti in
carica i loro predecessori.

Art. 7
Requisiti generali e di indipendenza delle SOA e relativi controlli
1. Le società organismi di attestazione sono costituite nella forma
delle società per azioni, la cui denominazione sociale deve
espressamente comprendere la locuzione “organismi di attestazione”;
la sede legale deve essere nel territorio della Repubblica.
2. Il capitale sociale deve essere almeno pari ad un miliardo di
lire interamente versato.
3. Lo statuto deve prevedere come oggetto esclusivo lo svolgimento
dell’attività di attestazione secondo le norme del regolamento e di
effettuazione dei connessi controlli tecnici sull’organizzazione
aziendale e sulla produzione delle imprese di costruzione, nonché
sulla loro capacità operativa ed economico-finanziaria.
4. La composizione e la struttura organizzativa delle SOA deve
assicurare, anche in presenza di eventuali situazioni di controllo
o di collegamento, individuate secondo quanto previsto
dall’articolo 2359 del codice civile, il rispetto del principio di
indipendenza di giudizio e l’assenza di qualunque interesse
commerciale, finanziario che possa determinare comportamenti non
imparziali o discriminatori.
5. Le SOA devono dichiarare e adeguatamente documentare, entro
quindici giorni dal loro verificarsi, le eventuali circostanze che
possano implicare la presenza di interessi idonei ad influire sul
requisito dell’indipendenza,
6. Ai fini del controllo e della vigilanza sulla composizione
azionaria delle SOA e sulla persistenza del requisito
dell’indipendenza l’autorità può richiedere, indicando il termine
per la risposta non inferiore a trenta giorni, alle stesse SOA e
alle società ed enti che partecipano al relativo capitale azionario
ogni informazione riguardante i nominativi dei rispettivi soci e le
eventuali situazioni di controllo o di collegamento, secondo quanto
risulta dal libro dei soci, dalle comunicazioni ricevute e da ogni
altro dato a loro disposizione.
7. Non possono svolgere attività di attestazione le SOA:
a) che si trovano in stato di liquidazione, concordato preventivo,
o qualsiasi altra situazione equivalente secondo la legislazione
vigente;
b) che sono soggette a procedimento per la dichiarazione di una di
tali situazioni;
c) che non sono in regola con gli obblighi fiscali, contributivi ed
assistenziali previsti dalla vigente legislazione;
d) qualora nei confronti dei propri amministratori, legali
rappresentanti, soci diretti o indiretti, direttori tecnici sia
pendente un procedimento per l’applicazione di una delle misure di
prevenzione prevista dall’articolo 3 della legge 27 dicembre 1956,
n. 1423, o sussista una delle cause ostative previste dell’articolo
10 della legge 31 maggio 1965, n. 575;
e) qualora nei confronti dei propri amministratori, legali
rappresentanti o direttori tecnici è stata pronunciata sentenza di
condanna passata in giudicato, ovvero di applicazione della pena su
richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale
per qualsiasi reato che incida sulla affidabilità morale o
professionale, o per delitti finanziari;
f) che nell’esercizio della propria attività si sono rese
responsabili di errore professionale grave formalmente accertato;
g) che hanno reso false dichiarazioni o fornito falsa
documentazione in merito alle informazioni loro richieste.
8. Le SOA comunicano all’autorità l’eventuale sopravvenienza di
fatti o circostanze che incidono sulle situazioni di cui al comma
7.
9. La mancata risposta a richieste dell’autorità nel termine di
trenta giorni, o la mancata comunicazione di cui al comma 8 nel
medesimo termine, o la comunicazione di informazioni non veritiere
implicano l’applicazione delle sanzioni previste dall’articolo 4,
comma 7, della legge e possono nei casi più gravi comportare la
revoca dell’autorizzazione.

Art. 8
Partecipazioni azionarie
1. Non possono possedere, a qualsiasi titolo, direttamente o
indirettamente, una partecipazione al capitale di una SOA i
soggetti indicati dagli articoli 2, comma 2,10, comma 1, e 17,
comma 1, della legge, nonché le regioni e le province autonome.
2. Le associazioni nazionali delle imprese di cui all’articolo 5,
comma 1, lettera n) e le associazioni nazionali rappresentative
delle stazioni appaltanti possono possedere azioni di una SOA nel
limite massimo complessivo del 20% del capitale sociale, ed ognuna
delle associazioni nella misura massima del 10%. Al fine di
garantire il principio dell’uguale partecipazione delle parti
interessate alla qualificazione, la partecipazione al capitale da
parte delle associazioni di imprese è ammessa qualora nella
medesima SOA vi sia partecipazione in uguale misura da parte di
associazione di stazioni appaltanti e viceversa.
3. Chiunque, a qualsiasi titolo, intenda acquisire o cedere,
direttamente o indirettamente, una partecipazione azionaria in una
SOA, deve darne preventiva comunicazione all’autorità.
4. Si intendono acquisite o cedute indirettamente le partecipazioni
azionarie trasferite tramite società controllate ai sensi
dell’articolo 2359 del codice civile, società fiduciarie, o
comunque tramite interposta persona.
5. L ‘autorità, entro sessanta giorni dalla comunicazione, può
vietare il trasferimento della partecipazione quando essa può
influire sulla correttezza della gestione della SOA o può
compromettere il requisito dell’indipendenza a norma dell’articolo
7, comma 4; il decorso del termine senza che l’autorità adotti
alcun provvedimento equivale a nulla osta all’operazione.
6. Il trasferimento della partecipazione, una volta avvenuto, è
comunicato all’autorità e alla SOA.

Art. 9
Requisiti tecnici delle SOA
1. L ‘organico minimo delle SOA è costituito:
a) da un direttore tecnico laureato in ingegneria, o in
architettura, abilitato all’esercizio della professione da almeno
dieci anni, iscritto, al momento dell’attribuzione dell’incarico,
al relativo albo professionale, assunto a tempo indeterminato,
dotato di adeguata esperienza almeno quinquennale nel settore dei
lavori pubblici maturata in posizione di responsabilità direttiva,
nell’attività di controllo tecnico dei cantieri ( organizzazione,
qualità, avanzamento lavori, costi) o di valutazione della capacità
economico-finanziaria delle imprese in relazione al loro
portafoglio ordini, ovvero nella attività di certificazione della
qualità; il medesimo direttore tecnico dovrà dichiarare, nelle
forme previste dalle vigenti leggi, di non svolgere analogo
incarico presso altre SOA;
b) da tre laureati, di cui uno in ingegneria o architettura, uno in
giurisprudenza ed uno in economia e commercio, assunti a tempo
indeterminato, in possesso di esperienza professionale almeno
triennale attinente al settore dei lavori pubblici;
c) da sei dipendenti, in possesso almeno del diploma di scuola
media superiore, assunti a tempo indeterminato.
2. I soggetti che svolgono funzioni di amministrazione, direzione e
controllo nelle SOA devono possedere i requisiti morali previsti
dall’articolo 7, comma 7.
3. Il venire meno dei requisiti determina la decadenza dalla
carica; essa è dichiarata dagli organi sociali delle SOA entro
trenta giorni dalla conoscenza del fatto.
4. Le SOA devono disporre di attrezzatura informatica per la
comunicazione delle informazioni all’osservatorio conforme al tipo
definito dall’autorità entro sessanta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente regolamento.

Art. 10
Concessione e revoca della autorizzazione
1. Lo svolgimento da parte delle SOA dell’attività di attestazione
della qualificazione ai sensi del presente regolamento è
subordinato alla autorizzazione dell’autorità.
2. La SOA presenta istanza di autorizzazione, corredata dai
seguenti documenti:
a) l’atto costitutivo e lo statuto sociale;
b) l’elencazione della compagine sociale e la dichiarazione circa
eventuali situazioni di controllo o di collegamento;
c) l’organigramma della SOA, comprensivo dei curriculum dei
soggetti che ne fanno parte;
d) la dichiarazione del legale rappresentante, nei modi e con le
forme previsti dalle vigenti leggi, circa l’inesistenza delle
situazioni previste dall’articolo 7, comma 7, in capo alla SOA, ai
suoi amministratori, legali rappresentanti o direttori tecnici;
e) certificato del casellario giudiziale relativo agli
amministratori, legali rappresentanti e direttori tecnici della
SOA;
f) un documento contenente la descrizione delle procedure che,
conformemente a quanto stabilito dall’Autorità entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento,
saranno utilizzate per l’esercizio dell’attività di attestazione;
g) una polizza assicurativa stipulata con impresa di assicurazione
autorizzata alla copertura del rischio, cui si riferisce l’obbligo,
per la copertura delle responsabilità conseguenti all’attività
svolta, avente massimale non inferiore a sei volte il volume di
affari prevedibile.
3. L’autorità ai fini istruttori può chiedere ulteriori
informazioni ed integrazioni alla documentazione fornita dalla SOA
istante, e conclude il procedimento entro il termine di sessanta
giorni dal ricevimento dell’istanza. Il tempo necessario
all’autorità per acquisire le richieste integrazioni non si computa
nel termine.
4. Il diniego di autorizzazione non impedisce la presentazione di
una nuova istanza.
5. L’autorizzazione è revocata dall’autorità quando sia accertato
il venire meno dei requisiti e delle condizioni di cui agli
articoli 7, 8 e 9, nonché quando sia accertato il mancato inizio
dell’attività sociale entro sei mesi dalla autorizzazione, o quando
la stessa attività risulti interrotta per più di sei mesi.
L’autorizzazione è altresì revocata nei casi più gravi di
violazione dell’obbligo di rendere le informazioni richieste ai
sensi degli articoli 7, 8 e 9 e comunque quando sia accertato che
la SOA non svolge la propria attività in modo efficiente e conforme
alle disposizioni della legge, del presente regolamento e nel
rispetto delle procedure contenute nel documento di cui al comma 2,
lettera f).
6. Il procedimento di revoca dell’autorizzazione, è iniziato
d’ufficio, quando l’autorità viene a conoscenza dell’esistenza,
anche a seguito di denuncia di terzi interessati, del verificarsi
di una delle circostanze di cui al comma 5. A tal fine l’Autorità
contesta alla SOA gli addebiti accertati, invitandola a presentare
le proprie osservazioni e controdeduzioni entro un termine
perentorio non inferiore a trenta giorni, decorsi i quali, entro i
successivi novanta giorni, viene assunta la decisione in ordine
alla revoca.
8. In via istruttoria l’autorità può disporre tutte le audizioni e
le acquisizioni documentali necessarie; le audizioni sono svolte in
contraddittorio con la SOA interessata e le acquisizioni
documentali sono alla stessa comunicate, con l’assegnazione di un
termine non inferiore a trenta e non superiore a sessanta giorni
per controdeduzioni. In tal caso, il termine per la pronuncia da
parte dell’autorità rimane sospeso per il periodo necessario allo
svolgimento dell’istruttoria ed alle presentazione delle
controdeduzioni.
9. In caso di revoca dell’autorizzazione, ovvero di fallimento e di
cessazione della attività di una SOA le attestazioni rilasciate
sono valide a tutti gli effetti. Le imprese qualificate indicano,
entro novanta giorni dalla data della comunicazione dei suddetti
fatti, la SOA cui trasferire la documentazione in base alla quale
sono state rilasciate le attestazioni di qualificazione;
nell’eventualità di inerzia del soggetto qualificato il
trasferimento è disposto dall’autorità.
10. In caso di revoca dell’autorizzazione, ovvero di fallimento e
di cessazione della attività di una SOA, le documentazioni relative
ai contratti per il rilascio di attestazioni non ancora conclusi
sono trasferite d’ufficio ad altre SOA scelte dalle imprese
contraenti.

Art. 11
Elenco delle SOA ed elenchi delle imprese qualificate
1. L’autorità iscrive in apposito elenco le società autorizzate a
svolgere l’attività di attestazione e ne assicura la pubblicità per
il tramite dell’osservatorio.
2. L’autorità, sulla base delle attestazioni trasmesse dalle SOA ai
sensi dell’articolo 12, cura la formazione su base regionale, con
riferimento alla sede legale dei soggetti qualificati, di elenchi
delle imprese che hanno conseguito la qualificazione. Tali elenchi
sono resi pubblici tramite l’osservatorio.

Art. 12
Svolgimento dell’attività di qualificazione e relative tariffe
1. Nello svolgimento della propria attività le SOA devono:
a) comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, nel
rispetto dei principi di cui all’articolo 1, comma 1, della legge;
b) acquisire le informazioni necessarie dai soggetti da qualificare
ed operare in modo da assicurare adeguata informazione;
c) agire in modo da garantire imparzialità ed equo trattamento;
d) assicurare e mantenere l’indipendenza richiesta dalla legge e
dal regolamento;
e) disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno,
idonee ad assicurare efficienza e correttezza;
f) verificare la veridicità e la sostanza delle dichiarazioni,
delle certificazioni e delle documentazioni presentate dai soggetti
cui rilasciare l’attestato.
2. Per l’espletamento delle loro attività le SOA non possono
ricorrere a prestazioni di soggetti esterni alla loro
organizzazione aziendale.
3. Ogni attestazione di qualificazione o di suo rinnovo è soggetta
al pagamento di un corrispettivo determinato, in rapporto
all’importo complessivo ed al numero delle categorie generali o
specializzate cui si richiede di essere qualificati secondo la
formula di cui all’allegato E.
4. L ‘importo determinato ai sensi del comma 3 è considerato
corrispettivo minimo della prestazione resa. Non può essere
previsto il pagamento di un corrispettivo in misura maggiore del
suo doppio. Ogni patto contrario è nullo.
5. Le SOA trasmettono all’autorità, entro quindici giorni dal loro
rilascio, copia degli attestati.

Art. 13
Autorizzazione di organismi di certificazione
1. Gli organismi già accreditati al rilascio di certificazione dei
sistemi di qualità, che intendono svolgere anche attività di
attestazione, sono soggetti alla autorizzazione da parte
dell’autorità.
2. L ‘autorizzazione è subordinata all’accertamento della
sussistenza dei requisiti e delle condizioni stabiliti dagli
articoli 7, 8 e 9, fatta eccezione per ciò che attiene alla
denominazione sociale e all’unicità dell’oggetto sociale.

Art. 14
Vigilanza dell’autorità
1. L’autorità, ai sensi dell’articolo 4, comma 4, lettera i), della
legge, vigila sul sistema di qualificazione, e a tale fine, anche
effettuando ispezioni o richiedendo qualsiasi documento ritenesse
necessario, controlla che le SOA:
a) operino secondo le procedure, anche di controllo interno,
presentate in sede di richiesta di autorizzazione ed approvate
dall’autorità stessa;
b) abbiano un comportamento che elimini qualsiasi possibilità di
conflitti di interesse;
c) rilascino le attestazioni nel pieno rispetto dei requisiti
stabiliti nell’articolo 4, e nel titolo III;
d) applichino le tariffe di cui all’allegato E.
2. I poteri di vigilanza e di controllo dell’autorità ai fini di
quanto previsto dal comma 1, lettera c), sono esercitati anche su
motivata e documentata istanza di altra impresa, che in ogni
momento può chiedere la verifica della sussistenza dei requisiti
che hanno dato luogo al rilascio dell’attestazione, sempre che
vanti un interesse concreto ed attuale. Sull’istanza di verifica
l’autorità, disposti i necessari accertamenti anche a mezzo dei
propri uffici e sentita l’impresa sottoposta a verifica, provvede
entro sessanta giorni nei modi e con gli effetti previsti
dall’articolo 16, comma 2, del presente regolamento.
3. L ‘autorità provvede periodicamente alla verifica a campione di
un numero di attestazioni rilasciate dalle SOA, di anno in anno
fissato dalla stessa autorità.

TITOLO III

REQUISITI PER LA QUALIFICAZIONE

Art. 15
Domanda di qualificazione
1. Per il conseguimento della qualificazione le imprese devono
possedere, oltre alla certificazione di sistema di qualità o alla
dimostrazione della presenza di elementi significativi di cui
all’articolo 8, comma 3, lettere a) e b), della legge secondo la
cadenza temporale prevista nell’allegato B, i requisiti stabiliti
dal presente titolo.
2. L ‘impresa che intende ottenere l’attestazione di qualificazione
deve stipulare apposito contratto con una delle SOA autorizzate.
3. La SOA svolge l’istruttoria e gli accertamenti necessari alla
verifica dei requisiti di qualificazione, anche mediante accesso
diretto alle strutture aziendali dell’impresa istante, e compie la
procedura di rilascio dell’attestazione entro novanta giorni dalla
stipula del contratto.
4. Della stipula del contratto, del rilascio o del diniego di
rilascio dell’attestazione la SOA informa l’autorità nei successivi
trenta giorni.
5. La durata dell’efficacia dell’attestazione è pari a tre anni.
Almeno tre mesi prima della scadenza del termine, l’impresa che
intende conseguire il rinnovo dell’attestazione deve stipulare un
nuovo contratto con la medesima SOA o con un’altra autorizzata.
6. Il rinnovo dell’attestazione può essere richiesto anche prima
della scadenza sempre che siano decorsi tre mesi dalla data del
rilascio dell’attestazione già acquisita.
7. Il rinnovo dell’attestazione avviene alle stesse condizioni e
con le stesse modalità previste per il rilascio dell’attestazione;
dalla data della nuova attestazione decorre il termine di efficacia
fissato dal comma 5.
8. Non costituiscono rinnovo di attestazione e non producono
conseguenze sulla durata di efficacia dell’attestazione le
variazioni che non producono effetti diretti sulle categorie e
classifiche oggetto della relativa qualificazione; dette variazioni
sono soggette, secondo criteri fissati dall’autorità entro sessanta
giorni dalla data di entrata in vigore del presente regolamento, a
procedure accelerate e semplificate nonché a tariffa ridotta.
9. In caso di fusione o di altra operazione che comporti il
trasferimento di azienda o di un suo ramo, il nuovo soggetto può
avvalersi per la qualificazione dei requisiti posseduti dalle
imprese che ad esso hanno dato origine.

Art. 16
Controllo dell’autorità sulle attestazioni
1. Le determinazioni assunte dalle SOA in merito ai contratti
stipulati dalle imprese per ottenere la qualificazione sono
soggette al controllo dell’autorità qualora l’impresa interessata
ne faccia richiesta entro il termine di trenta giorni dalla data di
effettiva conoscenza della determinazione stessa.
2. L’autorità, sentita l’impresa richiedente e la SOA e acquisite
le informazioni necessarie, provvede entro sessanta giorni ad
indicare alla SOA le eventuali condizioni da osservarsi
nell’esecuzione del contratto stipulato. L ‘inottemperanza da parte
della SOA alle indicazioni dell’autorità costituisce comportamento
valutabile ai sensi dell’articolo 10, comma 5 del presente
regolamento.

Art. 17
Requisiti d’ordine generale
1. I requisiti d’ordine generale occorrenti per la qualificazione
sono:
a) cittadinanza italiana o di altro Stato appartenente all’Unione
europea, ovvero residenza in Italia per gli stranieri imprenditori
ed amministratori di società commerciali legalmente costituite, se
appartengono a Stati che concedono trattamento di reciprocità nei
riguardi di cittadini italiani;
b) assenza di procedimento in corso per l’applicazione di una delle
misure di prevenzione di cui all’articolo 3 della legge 27 dicembre
1956, n. 1423, o di una delle cause ostative previste dall’articolo
10 della legge 31 maggio 1965, n. 575;
c) inesistenza di sentenze definitive di condanna passate in
giudicato ovvero di sentenze di applicazione della pena su
richiesta ai sensi dell’articolo 444 del codice di procedura penale
a carico del titolare, del legale rappresentante,
dell’amministratore o del direttore tecnico per reati che incidono
sulla moralità professionale;
d) inesistenza di violazioni gravi, definitivamente accertate, alle
norme in materia di contribuzione sociale secondo la legislazione
italiana o del paese di residenza;
e) inesistenza di irregolarità, definitivamente accertate, rispetto
agli obblighi relativi al pagamento delle imposte e tasse secondo
la legislazione italiana o del paese di provenienza;
f) iscrizione al registro delle imprese presso le competenti camere
di commercio, industria, agricoltura e artigianato, ovvero presso i
registri professionali dello Stato di provenienza, con indicazione
della specifica attività di impresa;
g) insussistenza dello stato di fallimento, di liquidazione o di
cessazione dell’attività;
h) inesistenza di procedure di fallimento, di concordato
preventivo, di amministrazione controllata e di amministrazione
straordinaria;
i) inesistenza di errore grave nell’esecuzione di lavori pubblici;
l) inesistenza di violazioni gravi, definitivamente accertate,
attinenti l’osservanza delle norme poste a tutela della prevenzione
e della sicurezza sui luoghi di lavoro;
m) inesistenza di false dichiarazioni circa il possesso dei
requisiti richiesti per l’ammissione agli appalti e per il
conseguimento dell’attestazione di qualificazione.
2. L ‘autorità stabilisce mediante quale documentazione i soggetti
che intendono qualificarsi dimostrano l’esistenza dei requisiti
richiesti per la qualificazione. Di ciò è fatto espresso
riferimento nel contratto da sottoscriversi fra SOA e impresa.
3. Per la qualificazione delle società commerciali, delle
cooperative e dei loro consorzi, dei consorzi tra imprese artigiane
e dei consorzi stabili, i requisiti di cui alle lettere a), b) e c)
del comma 1 si riferiscono al direttore tecnico e a tutti i soci se
si tratta di società in nome collettivo; al direttore tecnico e a
tutti gli accomandatari se si tratta di società in accomandita
semplice; al direttore tecnico e agli amministratori muniti di
rappresentanza se si tratta di ogni altro tipo di società o di
consorzio.

Art. 18
Requisiti di ordine speciale
1. I requisiti d’ordine speciale occorrenti per la qualificazione
sono:
a) adeguata capacità economica e finanziaria;
b) adeguata idoneità tecnica e organizzativa;
c) adeguata dotazione di attrezzature tecniche;
d) adeguato organico medio annuo.
2. La adeguata capacità economica e finanziaria è dimostrata:
a) da idonee referenze bancarie;
b) dalla cifra di affari, determinata secondo quanto previsto
all’articolo 22, realizzata con lavori svolti mediante attività
diretta ed indiretta non inferiore al 100% degli importi delle
qualificazioni richieste nelle varie categorie;
c) limitatamente ai soggetti tenuti alla redazione del bilancio,
dal capitale netto, costituito dal totale della lettera A) del
passivo di cui all’articolo 2424 del codice civile, riferito
all’ultimo bilancio approvato, di valore positivo.
3. La cifra di affari in lavori relativa alla attività diretta è
comprovata: da parte delle ditte individuali, delle società di
persone, dei consorzi di cooperative, dei consorzi tra imprese
artigiane e dei consorzi stabili con la presentazione delle
dichiarazioni annuali IVA;da parte delle società di capitale con la
presentazione dei bilanci, riclassificati in conformità alle
direttive europee, e della relativa nota di deposito.
4. La cifra di affari in lavori relativa alla attività indiretta,
in proporzione alle quote di partecipazione dell’impresa
richiedente, è comprovata con la presentazione dei bilanci,
riclassificati in conformità alle direttive europee, e della
relativa nota di deposito, dei consorzi di cui all’articolo 10,
comma 1, lettere e) ed e-bis) della legge, e delle società fra
imprese riunite dei quali l’impresa stessa fa parte, nel caso in
cui questi abbiano fatturato direttamente alla stazione appaltante
e non abbiano ricevuto fatture per lavori eseguiti da parte di
soggetti consorziati.
5. La adeguata idoneità tecnica è dimostrata:
a) con la presenza di idonea direzione tecnica secondo quanto
previsto dall’articolo 26;
b) dall’esecuzione di lavori, realizzati in ciascuna delle
categorie oggetto della richiesta, di importo non inferiore al 90%
di quello della classifica richiesta; l’importo è determinato
secondo quanto previsto dall’articolo 22;
c) dall’esecuzione di un singolo lavoro, in ogni singola categoria
oggetto della richiesta, di importo non inferiore al 40%
dell’importo della qualificazione richiesta, ovvero, in
alternativa, di due lavori, nella stessa singola categoria, di
importo complessivo non inferiore al 55% dell’importo della
qualificazione richiesta, ovvero, in alternativa, di tre lavori,
nella
stessa singola categoria, di importo complessivo, non inferiore al
65% dell’importo della qualificazione richiesta; gli importi sono
determinati secondo quanto previsto dall’articolo 22.
6. L’esecuzione dei lavori è documentata dai certificati di
esecuzione dei lavori previsti dall’articolo 22, comma 7.
7. Per la qualificazione necessaria a realizzare lavori pubblici
affidati in appalto a seguito di appalto concorso, ovvero oggetto
dei contratti di cui all’articolo 19, comma 1, lettera b), numero
1) della legge, oppure affidati in concessione, il requisito
dell’idoneità tecnica è altresì dimostrato dalla presenza di uno
staff tecnico composto da laureati e diplomati assunti a tempo
indeterminato. Il numero minimo dei componenti lo staff, dei quali
almeno la metà in possesso di laurea, è stabilito in due per le
imprese qualificate fino alla terza classifica, in quattro per le
imprese appartenenti alla quarta ed alla quinta classifica, ed in
sei per le imprese qualificate nelle classifiche successive.
8. L’adeguata attrezzatura tecnica consiste nella dotazione stabile
di attrezzature, mezzi d’opera ed equipaggiamento tecnico, in
proprietà o in locazione finanziaria o in noleggio, dei quali sono
fornite le essenziali indicazioni identificative. Detta dotazione
contribuisce al valore della cifra di affari in lavori di cui al
comma 2, lettera b), effettivamente realizzata, rapportata alla
media annua dell’ultimo quinquennio, sotto forma di ammortamenti e
canoni di locazione finanziaria o canoni di noleggio, per un valore
non inferiore al 2% della predetta cifra d’affari, costituito per
almeno la metà dagli ammortamenti e dai canoni di locazione
finanziaria. L’attrezzatura tecnica per la quale è terminato il
piano di ammortamento contribuisce al valore della cifra di affari
sotto forma di ammortamenti figurativi, da evidenziarsi
separatamente, calcolati proseguendo il piano di ammortamento
precedentemente adottato per un periodo pari alla metà della sua
durata. L ‘ammortamento figurativo è calcolato con applicazione del
metodo a quote costanti con riferimento alla durata del piano di
ammortamento concluso.
9. L’ammortamento è comprovato: da parte delle ditte individuali e
delle società di persone, con la presentazione della dichiarazione
dei redditi corredata da autocertificazione circa la quota riferita
alla attrezzatura tecnica; da parte dei consorzi di cooperative,
dei consorzi tra imprese artigiane, dei consorzi stabili e delle
società di capitale con la presentazione dei bilanci,
riclassificati in conformità alle direttive europee, e della
relativa nota di deposito.
10. L’adeguato organico medio annuo è dimostrato dal costo
complessivo sostenuto per il personale dipendente, composto da
retribuzione e stipendi, contributi sociali e accantonamenti ai
fondi di quiescenza, non inferiore al 15% della cifra: di affari in
lavori di cui al comma 2, lettera b), effettivamente realizzata, di
cui almeno il 40% per personale operaio. In alternativa l’adeguato
organico medio annuo può essere dimostrato dal costo complessivo
sostenuto per il personale dipendente assunto a tempo indeterminato
non inferiore al 10% della cifra di affari in lavori, di cui almeno
l’80% per personale tecnico laureato o diplomato. Per le imprese
artigiane la retribuzione del titolare si intende compresa nella
percentuale minima necessaria. Per le imprese individuali e per le
società di persone il valore della retribuzione del titolare e dei
soci è pari a cinque volte il valore della retribuzione
convenzionale determinata ai fini della contribuzione INAIL.
11. Il costo complessivo sostenuto per il personale dipendente,
composto a norma del comma 10, è documentato con il bilancio
corredato dalla relativa nota e riclassificato in conformità delle
direttive europee dai soggetti tenuti alla sua redazione, e dagli
altri soggetti con idonea documentazione, nonché da una
dichiarazione sulla consistenza dell’organico, distinto nelle varie
qualifiche, da cui desumere la corrispondenza con il costo indicato
nei bilanci e dai modelli riepilogativi annuali attestanti i
versamenti effettuati all’INPS e all’INAIL ed alle Casse edili in
ordine alle retribuzioni corrisposte ai dipendenti e ai relativi
contributi.
12. Alla determinazione delle percentuali di cui ai commi 8 e 10
concorrono, in proporzione alle quote di competenza dell’impresa,
anche l’attrezzatura ed il costo per il personale dipendente dei
consorzi e delle società di cui al comma 4.
13. I consorzi di cooperative, i consorzi tra imprese artigiane ed
i consorzi stabili possono dimostrare il requisito relativo alle
attrezzature tecniche mediante l’attrezzatura in dotazione stabile
ai propri consorziati; gli stessi soggetti possono dimostrare il
requisito relativo all’organico medio annuo attraverso il costo del
personale dipendente proprio e dei soggetti consorziati.
14. Per ottenere la qualificazione fino alla III classifica di
importo, i requisiti di cui al comma 5, lettere b) e c), possono
essere dimostrati dall’impresa mediante i lavori affidati ad altre
imprese della cui condotta è stato responsabile uno dei propri
direttori tecnici. Tale facoltà può essere esercitata solo nel caso
in cui i soggetti designati hanno svolto funzioni di direttore
tecnico, per conto di imprese già iscritte all’ Albo nazionale dei
costruttori ovvero qualificate ai sensi del regolamento, per un
periodo complessivo non inferiore a cinque anni, di cui almeno tre
consecutivi nella stessa impresa. Lo svolgimento delle funzioni in
questione è dimostrato con l’esibizione dei certificati di
iscrizione all’Albo o dell’attestazione e dei certificati di
esecuzione dei lavori della cui condotta uno dei direttori tecnici
è stato responsabile. La valutazione dei lavori è effettuata
abbattendo ad un decimo l’importo complessivo di essi e fino ad un
massimo di due miliardi. Un direttore tecnico non può dimostrare i
requisiti di cui al comma 5, lettere b) e c) qualora non siano
trascorsi sei anni da una eventuale precedente dimostrazione ed a
tal fine deve produrre una apposita dichiarazione.
15. Qualora la percentuale dell’attrezzatura tecnica di cui al
comma 8 o i rapporti di cui al comma 10 fra il costo complessivo
sostenuto per il personale dipendente e la cifra d’affari di cui al
comma 2, lettera b), sono inferiori alle percentuali indicate nei
medesimi commi 8 e 10, la cifra d’affari stessa è figurativamente e
proporzionalmente ridotta in modo da ristabilire le percentuali
richieste; la cifra d’affari così figurativamente rideterminata
vale per la dimostrazione del requisito di cui al comma 2, lettera
b).

Art. 19
Incremento convenzionale premiante
1. Qualora l’impresa, oltre al possesso di uno dei requisiti del
sistema di qualità di cui all’articolo 4, presenti almeno tre dei
seguenti requisiti ed indici economico finanziari:
a) capitale netto, costituito dal totale della lettera A del
passivo dello stato patrimoniale di cui all’articolo 2424 del
codice civile dell’ultimo bilancio approvato, pari o superiore al
5% della cifra di affari media annuale richiesta ai fini di cui
all’articolo 18, comma 2, lettera b);
b) indice di liquidità, costituito dal rapporto tra liquidità ed
esigibilità correnti dell’ultimo bilancio approvato, pari o
superiore a 0,5; le liquidità comprendono le rimanenze per lavori
in corso alla fine dell’esercizio;
c) reddito netto di esercizio, costituito dalla differenza tra il
valore ed i costi della produzione di cui all’articolo 2425 del
codice civile, di valore positivo in almeno due esercizi tra gli
ultimi tre;
d) requisiti di cui all’articolo 18, comma 1, lettere c) e d), di
valore non inferiori ai minimi stabiliti al medesimo articolo,
commi 8 e 10; i valori degli importi di cui all’articolo 18, commi
2, lettera b), e 5, lettere b) e c), posseduti dall’impresa sono
figurativamente incrementati in base alla percentuale determinata
secondo quanto previsto dall’allegato F; gli importi così
figurativamente rideterminati valgono per la dimostrazione dei
requisiti dei suddetti commi dell’articolo 18.

Art. 20
Consorzi stabili
1. Il consorzio stabile è qualificato sulla base delle
qualificazioni possedute dalle singole imprese consorziate. La
qualificazione è acquisita, in riferimento ad una determinata
categoria di opera generale o specializzata, per la classifica
corrispondente all’importo pari o immediatamente inferiore alla
somma di quelle possedute dalle imprese consorziate. Per la
qualificazione alla classifica di importo illimitato, è in ogni
caso necessario che almeno una tra le imprese consorziate già
possieda tale qualificazione.

Art. 21
Rivalutazione dell’importo dei lavori eseguiti
1. Gli importi dei lavori ultimati, relativi a tutte le categorie
individuate dalle tabelle di cui all’allegato A, vanno rivalutati
sulla base delle variazioni accertate dall’ISTAT relative al costo
di costruzione di un edificio residenziale, intervenute fra la data
di ultimazione dei lavori e la data di sottoscrizione del contratto
di qualificazione con la SOA.
2. Sono soggetti alla rivalutazione esclusivamente gli importi dei
lavori eseguiti a seguito di contratti stipulati con le stazioni
appaltanti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera b) del presente
regolamento.

Art. 22
Determinazione del periodo di attività documentabile e dei relativi
importi e certificati
1. La cifra d’affari in lavori e gli importi dei lavori previsti
rispettivamente all’articolo 18, comma 2, lettera b), e
all’articolo 18, comma 5, lettera b), sono quelli realizzati nel
quinquennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con
la SOA.
2. Fino al 31 dicembre 2002 per la qualificazione nelle categorie
OG5, OG9 e OG10, gli importi previsti all’articolo 18, comma 5,
lettera b), sono quelli realizzati nei migliori cinque anni del
decennio antecedente la data di sottoscrizione del contratto con la
SOA.
3. I lavori di cui all’articolo 18, comma 5, lettera c), sono
quelli realizzati nel quinquennio antecedente la data di
sottoscrizione del contratto con la SOA.
4. Fino al 31 dicembre 2002 per la qualificazione nelle categorie
OG5, OG9 e OG10, i lavori di cui all’articolo 18, comma 5, lettera
c), sono quelli realizzati nel decennio antecedente la data di
sottoscrizione del contratto con la SOA.
5. I lavori da valutare sono quelli eseguiti regolarmente e con
buon esito iniziati ed ultimati nel periodo di cui ai precedenti
commi, ovvero la parte di essi eseguita nel quinquennio, per il
caso di lavori iniziati in epoca precedente o per il caso di lavori
in corso di esecuzione alla data della sottoscrizione del contratto
con la SOA, calcolata presumendo un avanzamento lineare degli
stessi.
6. L’importo dei lavori è costituito dall’importo contabilizzato al
netto del ribasso d’asta, incrementato dall’eventuale revisione
prezzi e dalle risultanze definitive del contenzioso eventualmente
insorto per riserve dell’appaltatore diverse da quelle riconosciute
a titolo risarcitorio.
7. I certificati di esecuzione dei lavori sono redatti in
conformità allo schema di cui all’allegato D e contengono la
espressa dichiarazione dei committenti che i lavori eseguiti sono
stati realizzati regolarmente e con buon esito; se hanno dato luogo
a vertenze in sede arbitrale o giudiziaria, ne viene indicato
l’esito. Ai fini della qualificazione per i lavori sui beni
soggetti alle disposizioni in materia di beni culturali e
ambientali e per gli scavi archeologici, la certificazione deve
contenere l’attestato dell’autorità preposta alla tutela del bene
oggetto dei lavori, del buon esito degli interventi eseguiti. Sono
fatti salvi i certificati rilasciati prima della data di entrata in
vigore del presente regolamento.
8. I certificati rilasciati alle imprese esecutrici dei lavori sono
trasmessi in copia, a cura delle stazioni appaltanti,
all’Osservatorio. L’autorità provvede ai necessari riscontri a
campione.

Art. 23
Criteri di accertamento e di valutazione dei lavori eseguiti
all’estero
1. Per i lavori eseguiti all’estero da imprese con sede legale in
Italia, il richiedente produce:
a) per i Paesi aderenti all’Unione europea, la certificazione
rilasciata dal committente ed il certificato di collaudo, laddove
emesso;
b) per gli altri Paesi una attestazione rilasciata dal tecnico di
fiducia del consolato competente, vistata dal medesimo dalla quale
risultano i lavori eseguiti, il loro ammontare, i tempi di
esecuzione nonché la dichiarazione che i lavori furono eseguiti
regolarmente e con buon esito;
c) una copia del contratto e ogni documento comprovante i lavori
eseguiti.

Art. 24
Lavori eseguiti dall’impresa aggiudicataria e dall’impresa
subappaltatrice
1. Ai fini della qualificazione delle imprese che hanno affidato
lavorazioni in subappalto e delle imprese che hanno eseguito
lavorazioni in regime di subappalto valgono i seguenti criteri:
a) le lavorazioni assunte in regime di subappalto sono
classificabili ai sensi delle tabelle di cui all’allegato A;
l’impresa subappaltatrice può utilizzare per la qualificazione il
quantitativo delle lavorazioni eseguite aventi le caratteristiche
predette;
b) l’impresa aggiudicataria può utilizzare l’importo complessivo
dei lavori se l’importo delle lavorazioni subappaltate non supera
il 30% dell’importo complessivo ed il 40% nel caso di lavorazioni
appartenenti alle categorie di cui all’allegato A per le quali è
prescritta la qualificazione obbligatoria; in caso contrario,
l’ammontare complessivo dei lavori viene decurtato della quota
eccedente quella anzidetta; l’importo dei lavori così determinato
può essere utilizzato esclusivamente per la qualificazione nella
categoria prevalente.
2. I lavori sui beni immobili soggetti alle disposizioni in materia
di beni culturali e ambientali sono utilizzati ai fini della
qualificazione soltanto dall’impresa che li ha effettivamente
eseguiti sia essa aggiudicataria o subappaltatrice.

Art. 25
Criteri di valutazione dei lavori eseguiti e dei relativi importi
1. L ‘attribuzione alle categorie di qualificazione individuate
dalle tabelle di cui all’allegato A e relative ai lavori eseguiti
per conto di stazioni appaltanti pubbliche, ovvero di soggetti
comunque tenuti all’applicazione delle leggi in materia di lavori
pubblici, viene effettuata con riferimento alla categoria
prevalente richiesta nel bando di gara.
2. Per i lavori il cui committente non sia tenuto all’applicazione
delle leggi sui lavori pubblici, l’importo e la categoria dei
lavori sono desunti dal contratto di appalto o altro documento di
analoga natura ed è valutato per intero nella corrispondente
categoria individuata dalle tabelle di cui all’allegato A.
3. Per i lavori eseguiti in proprio e non su committenza si fa
riferimento a parametri fisici (metri quadrati, metri cubi)
valutati sulla base di prescrizioni od indici ufficiali e il
relativo importo è valutato nella misura del 100%.
4. Nel caso di opere di edilizia abitativa, si fa riferimento al
costo totale dell’intervento (C.T.N.) così come determinato dai
soggetti competenti secondo le norme vigenti, moltiplicato per la
superficie complessiva (S.C.) e maggiorato del 25%. 5. Nei casi in
dicati ai commi 3 e 4 le relative dichiarazioni sono corredate
dalla seguente documentazione:
a) concessione edilizia relativa all’opera realizzata, ove
richiesta, con allegata copia autentica del progetto approvato;
b) copia del contratto stipulato;
c) copia delle fatture corrispondenti al quantitativo di lavori
eseguiti;
d) copia del certificato di regolare esecuzione rilasciato dal
direttore dei lavori.
6. Ai fini della qualificazione, l’importo dei lavori appaltati al
consorzio di imprese artigiane, al consorzio di cooperative e al
consorzio stabile è attribuito, sulla base di una deliberazione del
consorzio stesso, al consorzio ed eventualmente al consorziato
esecutore secondo le percentuali previste dall’articolo 24, comma
1, lettera b).

Art. 26
Direzione tecnica
1. La direzione tecnica è l’organo cui competono gli adempimenti di
carattere tecnico-organizzativo necessari per la realizzazione dei
lavori. La direzione tecnica può essere assunta da un singolo
soggetto, eventualmente coincidente con il legale rappresentante
dell’impresa, o da più soggetti.
2. I soggetti ai quali viene affidato l’incarico di direttore
tecnico sono dotati, per la qualificazione in categorie con
classifica di importo superiore alla IV, di laurea in ingegneria,
in architettura, o altra equipollente, di diploma universitario in
ingegneria o in architettura o equipollente; per le classifiche
inferiori è ammesso anche il possesso del diploma di geometra o di
equivalente titolo di studio tecnico, ovvero di requisito
professionale identificato nella esperienza acquisita nel settore
delle costruzioni quale direttore di cantiere per un periodo non
inferiore a cinque anni da comprovare con idonei certificati di
esecuzione dei lavori atte stanti tale condizione.
3. I soggetti designati nell’incarico di direttore tecnico non
possono rivestire analogo incarico per conto di altre imprese
qualificate; essi producono una dichiarazione di unicità di
incarico. Qualora il direttore tecnico sia persona diversa dal
titolare dell’impresa, dal legale rappresentante,
dall’amministratore e dal socio, deve essere dipendente
dell’impresa stessa o in possesso di contratto d’opera
professionale regolarmente registrato. Per i lavori che hanno ad
oggetto beni immobili soggetti alle disposizioni in materia di beni
culturali e ambientali e per gli scavi archeologici, la direzione
tecnica è affidata a soggetto in possesso di laurea in
conservazione di beni culturali o in architettura e, per la
qualificazione in classifiche inferiori alla IV, anche a soggetto
dotato di esperienza professionale acquisita nei suddetti lavori
quale direttore di cantiere per un periodo non inferior
e a cinque anni da comprovare con idonei certificati di esecuzione
dei lavori attestanti tale condizione rilasciati dall’autorità
preposta alla tutela dei suddetti beni. Con decreto del Ministro
per i beni e le attività culturali di concerto con il Ministro dei
lavori pubblici possono essere definiti o individuati eventuali
altri titoli o requisiti professionali equivalenti.
4. La qualificazione conseguita ai sensi dell’articolo 18, comma
14, è collegata al direttore tecnico che l’ha consentita. La stessa
qualificazione può essere confermata sulla base di autonoma e
specifica valutazione se l’impresa provvede alla sostituzione del
direttore tecnico o dei direttori tecnici uscenti con soggetti
aventi analoga idoneità.
5. Se l’impresa non provvede alla sostituzione del o dei direttori
tecnici uscenti, si dispone:
a) la revoca della qualificazione nelle categorie ed importi
corrispondenti, connessi alla presenza del o dei direttori tecnici
uscenti;
b) la conferma o la riduzione della qualificazione nelle categorie
ed importi corrispondenti, nel caso in cui l’impresa dimostri di
aver eseguito lavori rispettivamente di pari o di minore importo
nelle categorie in precedenza connesse alla direzione tecnica.
6. Se la variazione della direzione tecnica è influente per
l’iscrizione conseguita, ovvero se la medesima è costituita da una
sola persona, l’impresa provvede a darne comunicazione alla SOA che
l’ha qualificata e all’Osservatorio dei lavori pubblici entro
trenta giorni dalla data della avvenuta variazione.
7. In deroga a quanto stabilito dal comma 2 i soggetti che alla
data di entrata in vigore del presente regolamento svolgono la
funzione di direttore tecnico, possono conservare l’incarico presso
la stessa impresa.

Art. 27
Casellario informatico
1. Presso l’Osservatorio per i lavori pubblici è istituito il
casellario informatico delle imprese qualificate. Il casellario è
formato sulla base delle attestazioni trasmesse dalle SOA ai sensi
dell’articolo 12, comma 5, del presente regolamento, e delle
comunicazioni delle stazioni appaltanti previste dal regolamento
generale.
2. Nel casellario sono inseriti in via informatica per ogni impresa
qualificata i seguenti dati:
a) ragione sociale, indirizzo, partita IVA e numero di matricola di
iscrizione alla C.C.I.A.A.;
b) rappresentanza legale, direzione tecnica e organi con potere di
rappresentanza;
c) categorie ed importi della qualificazione conseguita;
d) data di cessazione dell’efficacia dell’attestazione di
qualificazione;
e) ragione sociale della SOA che ha rilasciato l’attestazione;
f) cifra di affari in lavori realizzata nel quinquennio precedente
la data dell’ultima attestazione conseguita;
g) costo del personale sostenuto nel quinquennio precedente la data
dell’ultima qualificazione conseguita, con indicazione specifica
del costo relativo al personale operaio, tecnico, diplomato o
laureato;
h) costo degli ammortamenti tecnici, degli ammortamenti figurativi
e dei canoni per attrezzatura tecnica sostenuto nel quinquennio
precedente la data dell’ultima qualificazione conseguita;
i) natura ed importo dei lavori eseguiti in ogni categoria nel
quinquennio precedente l’ultima qualificazione conseguita,
risultanti dai certificati rilasciati dalle stazioni appaltanti;
l) elenco dell’attrezzatura tecnica in proprietà o in locazione
finanziaria;
m) importo dei versamenti effettuati all’INPS, all’INAIL e alle
Casse edili in ordine alla retribuzione corrisposte ai dipendenti;
n) eventuale stato di liquidazione o cessazione di attività;
o) eventuali procedure concorsuali pendenti;
p) eventuali episodi di grave negligenza nell’esecuzione di lavori
ovvero gravi inadempienze contrattuali, anche in riferimento
all’osservanza delle norme in materia di sicurezza e degli obblighi
derivanti da rapporto di lavoro, comunicate dalle stazioni
appaltanti;
q) eventuali sentenze di condanna passate in giudicato o di
applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 del
codice di procedura penale a carico dei legali rappresentanti,
degli amministratori delegati o dei direttori tecnici per reati
contro la pubblica amministrazione, l’ordine pubblico, la fede
pubblica o il patrimonio;
r) eventuali provvedimenti di esclusione dalle gare ai sensi
dell’articolo 8, comma 7, della legge adottati dalle stazioni
appaltanti;
s) eventuali falsità nelle dichiarazioni rese in merito ai
requisiti e alle condizioni rilevanti per la partecipazione alle
procedure di gara, accertate in esito alla procedura di cui
all’articolo 10, comma 1-quater, della legge;
t) tutte le altre notizie riguardanti le imprese che, anche
indipendentemente dall’esecuzione dei lavori, sono
dall’Osservatorio ritenute utili ai fini della tenuta del
casellario.
3. Le imprese sono tenute a comunicare all’Osservatorio, entro
trenta giorni dal suo verificarsi, ogni variazione relativa ai
requisiti di ordine generale previsti dall’articolo 17.
4. Le stazioni appaltanti inviano alla fine dei lavori una
relazione dettagliata sul comportamento dell’impresa esecutrice,
redatta secondo la scheda tipo definita dall’autorità e pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale entro trenta giorni dalla data di entrata
in vigore del presente regolamento.
5. I dati del casellario di cui al comma 2 sono resi pubblici a
cura dell’Osservatorio e sono a disposizione di tutte le stazioni
appaltanti per l’individuazione delle imprese nei cui confronti
sussistono cause di esclusione dalle procedure di affidamento di
lavori pubblici.
6. Tutte le notizie, le informazioni e i dati riguardanti le
imprese contenute nel casellario sono riservati e tutelati nel
rispetto della normativa vigente fatte salve le segnalazioni cui
devono provvedere le stazioni appaltanti.

Art. 28
Requisiti per lavori pubblici di importo pari o inferiore a 150.000
euro
1. Fermo restando quanto previsto dal regolamento generale in
materia di esclusione dalle gare, le imprese possono partecipare
agli appalti di lavori pubblici di importo pari o inferiore a
150.000 euro qualora in possesso dei seguenti requisiti di ordine
tecnico-organizzativo:
a) importo dei lavori eseguiti direttamente nel quinquennio
antecedente la data di pubblicazione del bando non inferiore
all’importo del contratto da stipulare;
b) costo complessivo sostenuto per il personale dipendente non
inferiore al 15% dell’importo dei lavori eseguiti nel quinquennio
antecedente la data di pubblicazione del bando; nel caso in cui il
rapporto tra il suddetto costo e l’importo dei lavori sia inferiore
a quanto richiesto, l’importo dei lavori è figurativamente e
proporzionalmente ridotto in modo da ristabilire la percentuale
richiesta; l’importo dei lavori così figurativamente ridotto vale
per la dimostrazione del possesso del requisito di cui alla lettera
a);
c) adeguata attrezzatura tecnica.
2. Per i lavori sui beni immobili soggetti alle disposizioni in
materia di beni culturali e ambientali, per gli scavi archeologici
e per quelli agricolo-forestali, le imprese devono aver realizzato
nel quinquennio antecedente la data di pubblicazione del bando
lavori analoghi per importo pari a quello dei lavori che si
intendono eseguire, e presentare l’attestato di buon esito degli
stessi rilasciato dalle autorità eventualmente preposte alla tutela
dei beni cui si riferiscono i lavori eseguiti.
3. I requisiti sono determinati e documentati secondo quanto
previsto dal presente titolo, e dichiarati in sede di domanda di
partecipazione o di offerta; la loro sussistenza è accertata dalla
stazione appaltante secondo le disposizioni vigenti in materia.

TITOLO IV

NORME TRANSITORIE

Art. 29
Disciplina transitoria
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente
regolamento, le imprese non ancora in possesso della qualificazione
secondo il sistema previsto dai titoli I, II e III possono
realizzare lavori pubblici e partecipare alle relative procedure di
affidamento secondo i modi e i tempi previsti dagli articoli 30, 31
e 32.
2. I requisiti richiesti ai sensi degli articoli 31 e 32 sono
riferiti al quinquennio antecedente la data di pubblicazione del
bando di gara, e sono determinati e documentati secondo quanto
previsto al titolo III; il relativo possesso è dichiarato dalle
imprese in sede di domanda di partecipazione o di offerta ed è
accertato dalle stazioni appaltanti secondo le disposizioni vigenti
in materia.
3. Fino all’entrata in vigore del regolamento generale, le cause di
esclusione dalle gare per l’affidamento di lavori pubblici di
qualsiasi importo sono determinate con riferimento a quanto
previsto dall’articolo 17, commi 1 e 3.

Art. 30
Categoria prevalente e lavorazioni subappaltabili o scorporabili
1. La stazione appaltante indica nel bando di gara:
a) l’importo complessivo dell’opera o del lavoro oggetto
dell’appalto;
b) la relativa categoria prevalente e la relativa classifica
secondo l’allegato A e l’articolo 3, comma 4; si intende prevalente
la categoria di importo più elevato fra quelle costituenti
l’intervento;
c) le parti appartenenti alle categorie generali o specializzate di
cui si compone l’opera o il lavoro, diverse dalla categoria
prevalente, con i relativi importi e categorie che, fatto salvo
quanto previsto dall’articolo 13, comma 7, della legge 11 febbraio
1994, n. 109, e successive modificazioni, sono tutte, a scelta del
concorrente, subappaltabili o affidabili a cottimo, e comunque
scorporabili.
2. Le parti costituenti l’opera o il lavoro ai sensi del comma 1,
lettera c), sono quelle di valore singolarmente superiore al dieci
per cento dell’importo complessivo dell’opera o del lavoro, ovvero
di importo superiore a 150.000 euro.

Art. 31
Appalti di importo superiore a 150.000 euro ed inferiore al
controvalore in euro di 5.000.000 di DSP
1. Alle procedure di affidamento di appalti di importo superiore a
150.000 euro ed inferiore al controvalore in euro di 5.000.000 di
DSP, i cui bandi sono pubblicati entro il 31 dicembre 2001, sono
ammesse le imprese in possesso dei seguenti requisiti:
a) cifra d’affari in lavori, non inferiore a 1,75 volte l’importo
dell’appalto da affidare;
b) esecuzione di lavori appartenenti alla categoria prevalente
oggetto dell’appalto di importo non inferiore al 60% di quello da
affidare; per gli appalti di importo pari o inferiori a 3.500.000
di euro, la percentuale è fissata al 40%;
c) costo complessivo sostenuto per il personale dipendente non
inferiore ai valori fissati dall’articolo 18, comma 10, riferiti
alla cifra d’affari effettivamente realizzata;
d) dotazione stabile di attrezzatura tecnica secondo i valori
fissati dall’articolo 18, comma 8, riferiti alla cifra d’affari
effettivamente realizzata; per le procedure i cui bandi sono
pubblicati entro il 31 dicembre 2000 il valore richiesto è pari
alla metà.
2. Nel caso in cui i requisiti richiesti ai sensi del comma 1,
lettere c) e d), non rispettino i valori previsti, si applicano le
disposizioni previste dall’articolo 18, comma 15; la cifra d’affari
cosi figurativamente rideterminata vale per la dimostrazione del
possesso del requisito di cui al comma 1, lettera a).
3. A partire dal 1° gennaio 2001 i requisiti di cui al comma 1,
lettere a) e b), sono incrementati del trenta per cento.

Art. 32
Appalti di importo pari o superiore al contro valore in euro di
5.000.000 di DSP
1. Alle procedure di affidamento di appalti di importo pari o
superiore al controvalore in euro di 5.000.000 di DSP, i cui bandi
sono pubblicati entro un anno dalla data di entrata in vigore del
presente regolamento, sono ammesse le imprese in possesso dei
seguenti requisiti:
a) cifra d’affari in lavori non inferiore a due volte e mezzo
l’importo dell’appalto da affidare;
b) esecuzione di lavori, realizzati nella categoria prevalente
oggetto dell’appalto, di importo non inferiore al 60% di quello
dell’appalto da affidare;
c) esecuzione di un singolo lavoro, nella categoria prevalente
oggetto dell’appalto, di importo, non inferiore al 30% di quello
dell’appalto da affidare, ovvero, in alternativa, di due lavori,
nella suddetta categoria prevalente, di importo complessivo, non
inferiore al 40% di quello dell’appalto da affidare, ovvero, in
alternativa, di tre lavori, nella suddetta categoria prevalente, di
importo complessivo, non inferiore al 50% di quello dell’appalto da
affidare;
d) costo complessivo sostenuto per il personale dipendente non
inferiore ai valori fissati dall’articolo 18, comma l0, riferiti
alla cifra d’affari effettivamente realizzata;
e) dotazione stabile di attrezzatura tecnica nella metà dei valori
fissati dall’articolo 18, comma 8, riferiti alla cifra di affari
effettivamente realizzata.
2. Nel caso in cui i requisiti richiesti ai sensi del comma 1,
lettere d) ed e), non rispettino i valori previsti, si applicano le
disposizioni previste dall’articolo 18, comma 15; la cifra di
affari così figurativamente rideterminata vale per la dimostrazione
del possesso del requisito di cui al comma 1, lettera a).
3. Qualora il concorrente sia un’associazione temporanea o un
consorzio o un GEIE di cui all’articolo 10, comma 1, lettere d), e)
ed e-bis), della legge, ogni singolo lavoro cui si riferisce il
requisito fissato dal comma 1, lettera c), deve essere stato
integralmente eseguito da una qualsiasi delle imprese associate o
consorziate.

Art. 33
Disposizioni finali
1. L’ispettorato generale per l’Albo nazionale dei costruttori e
per i contratti del Ministero dei lavori pubblici assume la
denominazione di ispettorato generale per i contratti con il
compito di provvedere, con l’attuale struttura organizzativa,
all’esperimento delle gare e alla stipulazione dei contratti per
l’appalto dei lavori, dei servizi e delle forniture di competenza
del Ministero dei lavori pubblici, nonché alla stipulazione degli
atti di transazione nell’interesse del Ministero stesso.
All’ispettorato è demandato inoltre ogni adempimento relativo alle
materie che residuano a seguito dell’abrogazione dell’Albo
nazionale dei costruttori, con particolare riferimento alla
normativa antimafia. Entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore del presente regolamento, con decreto del Ministro dei
lavori pubblici è determinato il contingente di personale da
assegnare all’ispettorato nell’ambito delle dotazioni organiche
complessive del Ministero dei lavori pubblici.
2. Ai sensi dell’articolo 8, commi 10 e 11, della legge, sono
inefficaci le delibere assunte dagli organi deliberanti dell’Albo
nazionale dei costruttori per le quali non sia intervenuta entro il
31 dicembre 1999 l’effettiva iscrizione all’Albo stesso.

Art. 34
Entrata in vigore
1. Il presente regolamento entra in vigore il giorno successivo
alla sua pubblicazione. Il presente decreto, munito del sigillo
dello Stato, sarà inserito nella Raccolta ufficiale degli atti
normativi della Repubblica italiana. È fatto obbligo a chiunque
spetti di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Roma, addì 25 gennaio 2000
CIAMPI
D’ ALEMA, Presidente del Consiglio dei Ministri
BORDON, Ministro dei lavori pubblici
LETTA, Ministro dell’industria, del commercio e dell’artigianato
MELANDRI, Ministro per i beni e le attività culturali
SALVI, Ministro del lavoro e della previdenza sociale
ALLEGATI
NOTE
1
2

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