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Regolamento recante criteri, procedure e modalita' per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni.

MINISTERO DELL’AMBIENTE

DECRETO MINISTERIALE 25 ottobre 1999, n.471
Regolamento recante criteri, procedure e modalita’ per la messa in
sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti
inquinati, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni e integrazioni.

IL MINISTRO DELL’AMBIENTE

DI CONCERTO CON

IL MINISTRO DELL’INDUSTRIA, DEL COMMERCIO E DELL’ARTIGIANATO
E
IL MINISTRO DELLA SANITÀ
Visto il decreto legislativo febbraio 1997, n. 22, recante
“attuazione delle direttive 91/ 156/CEE sui rifiuti, 91/689/ CEE
sui rifiuti pericolosi, e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti
di imballaggio, modificato ed integrato con il decreto legislativo
8 novembre 1997, n. 389 e con la legge 9 dicembre 1998, n. 426, ed
in particolare gli articoli 17, 18, comma 1, lettera n, e 22, comma
5;
Visto l’articolo 17, comma 3 della legge 23 agosto 1998, n. 400;
D’intesa con la conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano in data 1°
luglio 1999;
Udito il parere del consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 30 agosto 99;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri in
data 22 ottobre 1999;

ADOTTA
il presente regolamento:

Art.1
(Campo di applicazione)
1.Il presente regolamento stabilisce i criteri, le procedure e le
modalità per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino
ambientale dei siti inquinati, ai sensi dell’articolo 17, del
decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche
ed integrazioni. A tal fine disciplina:
a. i limiti di accettabilità della contaminazione dei suoli. delle
acque superficiali e delle acque sotterranee in relazione alla
specifica destinazione d’uso dei siti
b. le procedure di riferimento per il prelievo e l’analisi dei
campioni
c. i criteri generali per la messa in sicurezza, la bonifica ed il
ripristino ambientale del siti inquinati, nonché per la redazione
dei relativi progetti
d. i criteri per le operazioni di bonifica di suoli e falde
acquifere che facciano ricorso a batteri, a ceppi batterici
mutanti, a stimolanti di batteri naturalmente presenti nel suolo;
e. il censimento dei siti potenzialmente inquinati, l’anagrafe dei
siti da bonificare e gli interventi di bonifica e ripristino
ambientale effettuati da parte della pubblica amministrazione;
f. i criteri per l’individuazione dei siti inquinati di interesse
nazionale.
2. Le disposizioni del presente decreto non si applicano all’
abbandono di rifiuti disciplinato dall’articolo 14, del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modificazioni ed
integrazioni. In ogni caso si dovrà procedere alla classificazione
quantificazione ed indicazione della localizzazione nel sito dei
rifiuti abbandonati o depositati in modo incontrollato, ai fini
,degli eventuali interventi di bonifica e ripristino ambientale da
effettuate ai sensi del presente decreto nel caso in cui, a seguito
della rimozione, avvio a recupero e smaltimento dei suddetti
rifiuti, si accerti il superamento o il pericolo concreto ed
attuale di superamento dei valori di concentrazione limite
accettabili di cui all’articolo 3, comma 1
3. Le norme del presente decreto che disciplinano la competenza e
la realizzazione degli interventi di messa in sicurezza d’emergenza
non si applicano qualora la vigilanza ed il controllo sugli
impianti produttivi e di gestione dei rifiuti nonché l’adozione
delle misure necessarie per prevenire i rischi e limitare le
conseguenze di incidenti a tutela dell’ambiente e della salute
umana siano disciplinati da disposizioni speciali. In tali casi la
bonifica ed il ripristino, ambientale dei siti restano comunque
disciplinati dal presente decreto.
4. Le disposizioni del presente regolamento non si applicano, se
non in quanto espressamente richiamate, agli interventi di bonifica
disciplinati da leggi speciali
5. Gli interventi di bonifica e ripristino ambientale per le aree
caratterizzate da inquinamento diffuso sono disciplinati dalla
regione con appositi piani.

Art. 2
(Definizioni)
Ai fini dell’applicazione del presente decreto si intende per
a – Sito: area o porzione di territorio, geograficamente definita e
delimitata, intesa nelle diverse matrici ambientali e comprensiva
delle eventuali strutture edilizie ed impiantistiche presenti;
b – Sito Inquinato: sito che presenta livelli di contaminazione o
alterazioni chimiche, fisiche o biologiche del suolo o del
sottosuolo o delle acque superficiali o delle acque sotterranee
tali da determinare un pericolo per la salute pubblica o per
l’ambiente naturale o costruito. Ai fini del presente decreto è
inquinato il sito nel quale anche uno solo dei valori di
concentrazione delle sostanze inquinanti nel suolo o nel sottosuolo
o nelle acque sotterranee o nelle acque superficiali risulta
superiore ai valori di concentrazione limite accettabili stabiliti
dal presente regolamento;
c – Sito potenzialmente inquinato: sito nel quale, a causa di
specifiche attività antropiche pregresse o in atto, sussiste la
possibilità che nel suolo o nel sottosuolo o nelle acque
superficiali o nelle acque sotterranee siano presenti sostanze
contaminanti in concentrazioni tali da determinare un pericolo per
la salute pubblica o per l’ambiente naturale o costruito;
d – Messa in sicurezza d’emergenza: ogni intervento necessario ed
urgente per rimuovere le fonti inquinanti, contenere la diffusione
degli inquinanti e impedire il contatto con le fonti inquinanti
presenti nel sito, in attesa degli interventi di bonifica e
ripristino ambientale o degli interventi di messa in sicurezza
permanente;
e – Bonifica: l’insieme degli interventi atti ad eliminare le fonti
di inquinamento e le sostanze inquinanti o a ridurre le
concentrazioni delle sostanze inquinanti presenti nel suolo, nel
sottosuolo, nelle acque superficiali o nelle acque sotterranee ad
un livello uguale o inferiore ai valori di concentrazione limite
accettabili stabiliti dal presente regolamento;
f – Bonifica con misure di sicurezza; l’insieme degli interventi
atti a ridurre le concentrazioni delle sostanze inquinanti nel
suolo, nel sottosuolo, nelle acque Sotterranee o nelle acque
superficiali a valori di concentrazione superiori ai valori di
concentrazione limite accettabili stabiliti per la destinazione
d’uso prevista dagli strumenti urbanistici, qualora i suddetti
valori di concentrazione limite accettabili non possano essere
raggiunti neppure con l’applicazione, secondo i principi della
normativa comunitaria, delle migliori tecnologie disponibili a
costi sopportabili. In tali casi per l’uso del sito devono essere
previste apposite misure di sicurezza, piani di monitoraggio e
controllo ed eventuali limitazioni rispetto alle previsioni degli
strumenti urbanistici. I valori di concentrazione residui di
sostanze inquinanti devono comunque essere tali da garantire la
tutela della salute pubblica la protezione dell’ambiente naturale o
costruito
g -Misure di sicurezza: gli interventi gli specifici controlli
necessari per impedire danni alla salute pubblica o all’ambiente
derivanti dai livelli di concentrazione residui di inquinanti nel
suolo, nel sottosuolo, nelle acque sotterranee e superficiali o
dalla presenza di rifiuti staccati sottoposti ad interventi di
messa in sicurezza permanente, nonché le azioni di monitoraggio
idonee a garantire, in particolare, il controllo nel tempo
dell’efficacia delle limitazioni d’uso, qualora, pur applicando,
secondo i principi della normativa comunitaria, le misure
tecnologie disponibili a costi sopportabili, la bonifica ed il
ripristino ambientale non consentono di rispettare i valori di
concentrazione limite accettabili stabiliti dal presente
regolamento per la destinazione d’uso prevista dagli strumenti
urbanistici o non sia possibile rimuovere la fonte inquinante
costituita dai rifiuti stoccati
h -Ripristino ambientale: gli interventi di riqualificazione
ambientale e paesaggistica, costituenti complemento degli
Interventi di bonifica nei casi in cui sia richiesto, che
consentono di recuperare il sito alla effettiva e definitiva,
fruibilità per la destinazione d’uso conforme agli strumenti
urbanistici in vigore, assicurando la salvaguardia della qualità
delle matrici ambientali.
i -Messa in sicurezza permanente: insieme degli interventi atti a
isolare in modo definitivo le fonti inquinanti rispetto alle
matrici ambientali circostanti qualora le fonti inquinanti siano
costituite da rifiuti stoccati e noti sia possibile procedere alla
rimozione degli stessi pur applicando le migliori tecnologie
disponibili a costi sopportabili, secondo i principi della
normativa comunitaria. In tali casi devono essere previste apposite
misure di sicurezza, piani di monitoraggio e controllo, ed
eventuali limitazioni d’uso rispetto alle previsioni degli
strumenti urbanistici. I valori di concentrazione delle sostanze
inquinanti nelle matrici ambientali influenzate dall’inquinamento
derivante dai rifiuti stoccati non devono superare nel suolo,
sottosuolo, acque sotterranee e acque superficiali i valori
previsti nell’allegato 1;
j -Inquinamento diffuso: contaminazione o alterazioni chimiche,
fisiche o biologiche del suolo o del sottosuolo o delle acque
superficiali delle acque sotterranee imputabili alla collettività
indifferenziata e determinate da fonti diffuse

Art.3
(Valori di concentrazione limite accettabili e metodologie di
intervento )
1. I valori di concentrazione limite accettabili per le sostanze
inquinanti presenti nel suolo, nel sottosuolo e nelle acque
sotterranee, in relazione alla specifica destinazione d’uso del
sito, nonché i criteri per la valutazione della qualità delle acque
superficiali sono indicati nell’Allegato 1
2. Le procedure di riferimento per il prelievo e l’analisi dei
campioni al fine dell’accertamento del superamento dei valori
limite di cui al comma 1 sono definiti nell’Allegato 2.
3. Gli interventi di messa in sicurezza d’ emergenza, di bonifica,
di bonifica con misure di sicurezza, di messa in sicurezza
permanente e di ripristino ambientale devono essere effettuati e le
misure di sicurezza devono essere adottate secondo i criteri
previsti nell’Allegato 3.

Articolo 4
(Obbligo di bonifica e ripristino ambientale)
l. Fatto salvo quanto previsto dagli articoli 5 e 6, in caso di
superamento o di pericolo concreto ed attuale di superamento dei
valori di concentrazione limite accettabili per le sostanze
inquinanti di cui all’articolo 3, comma l, il sito interessato deve
essere sottoposto ad interventi di messa in sicurezza d’emergenza,
di bonifica e ripristino ambientale per eliminare le fonti di
inquinamento e le sostanze inquinanti o ridurre le concentrazioni
delle sostanze inquinanti a valori di concentrazione almeno pari ai
suddetti valori di concentrazione limite accettabili, ai sensi e
con le modalità previste dal presente decreto
2. Per ogni sostanza i valori di concentrazione da raggiungere con
gli interventi di bonifica e ripristino ambientale sono tuttavia
riferiti ai valori del fondo naturale nei casi in cui, applicando
le procedure di cui all’Allegato 2, sia dimostrato che nell’intorno
non influenzato dalla contaminazione del sito i valori di
concentrazione del fondo naturale per la stessa sostanza risultano
superiori a quelli indicati nell’Allegato 3
3. I valori di concentrazione da raggiungere con la bonifica. ed il
ripristino ambientale possono essere più restrittivi di quelli
previsti per la specifica destinazione d’uso qualora il corpo
idrico ricettore compreso, anche parzialmente, nel sito da
bonificare sia classificato come area sensibile ai sensi della
normativa sulla tutela delle acque dagli inquinamenti, ovvero
ricorrano situazioni accertate di particolare vulnerabilità delle
acque all’inquinamento ovvero sia necessario tutelare la qualità
delle acque destinate ad uso potabile.
4. Gli interventi di bonifica e ripristino ambientale di un sito
inquinato devono privilegiare il ricorso a tecniche che favoriscano
la riduzione della movimentazione, il trattamento nel sito ed il
riutilizzo del suolo, del sottosuolo e dei materiali di riporto
sottoposti a bonifica.

Articolo 5
(Bonifica con misure di sicurezza e ripristino ambientale)
1. Qualora il progetto preliminare di cui all’articolo 10 dimostri
che i valori di concentrazione limite accettabili, di cui
all’articolo 3, comma 1, non possono essere raggiunti nonostante
l’applicazione, secondo i principi della normativa comunitaria,
delle migliori tecnologie disponibili a costi sopportabili, il
Comune o, se l’intervento riguarda un’area compresa nel territorio
di più comuni, la Regione, può autorizzare interventi di bonifica e
ripristino ambientale con misure di sicurezza, che garantiscano,
comunque, la tutela ambientale e sanitaria anche se i valori di
concentrazione residui previsti nel sito risultano superiori a
quelli stabiliti nell’Allegato 1. Tali valori di concentrazione
residui sono determinati in base ad una metodologia di analisi di
rischio riconosciuta a livello internazionale che assicuri il
soddisfacimento dei requisiti indicati nell’Allegato 4.
2.Il provvedimento che approva il progetto ed autorizza gli
interventi di bonifica e ripristino ambientale di cui al comma 1
deve stabilire le misure di sicurezza ed i piani di monitoraggio e
controllo necessari ad impedire danni derivanti dall’inquinamento
residuo e può fissare limitazioni temporanee o permanenti o
particolari modalità per l’utilizzo dell’area. Tali prescrizioni
possono comportare variazioni. degli strumenti urbanistici e dei
piani territoriali che si rendano necessarie per garantire
l’attuazione delle misure di sicurezza e delle limitazioni o
modalità d’uso del sito, ferma restando la destinazione d’uso.
3 .Le misure di sicurezza e le limitazioni temporanee o permanenti
o le particolari modalità previste per l’utilizzo dell’area devono
risultare dal certificato di destinazione urbanistica di cui
all’articolo 18, comma 2, della legge 28 febbraio 1985, n. 47,
nonché dalla cartografia e dalle norme tecniche di attuazione dello
strumento urbanistico generale del Comune ed essere comunicati
all’Ufficio tecnico erariale competente.
4. Gli interventi di bonifica con misure di sicurezza e ripristino
ambientale di un sito inquinato devono privilegiare il ricorso a
tecniche che favoriscano la riduzione della movimentazione, il
trattamento del sito ed il riutilizzo del suolo, del sottosuolo e
dei materiali di riporto sottoposti a bonifica

Articolo 6
(Interventi di messa in sicurezza permanente e ripristino
ambientale )
1. Qualora la fonte inquinante sia costituita da rifiuti stoccati
ed il progetto preliminare di cui all’articolo 10 dimostri che,
nonostante l’applicazione delle migliori tecnologie disponibili a
costi sopportabili, secondo i principi della normativa comunitaria,
non sia possibile la rimozione dei rifiuti stessi, il Comune o, se
l’intervento riguarda un’area compresa nel territorio di più
comuni, la Regione, può autorizzare interventi di messa in
sicurezza permanente e ripristino ambientale, eventualmente
prevedendo interventi di Ingegneria naturalistica.
2. Nei siti sottoposti ad interventi di messa in sicurezza
permanente possono restare stoccati solo i rifiuti presenti nel
sito stesso che costituiscono la fonte inquinante e i residui
originati dal loro trattamento.
3. Ai siti sottoposti ad interventi. di messa in sicurezza
permanente si applicano le norme tecniche, finanziarie ed
amministrative e le garanzie previste ai sensi del decreto
legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e successive modifiche ed
integrazioni, per il controllo e la gestione delle discariche dopo
la chiusura, fatto, comunque, salvo l’obbligo di procedere agli
interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale
qualora si determinino situazioni di inquinamento o di pericolo
concreto ed attuale di inquinamento.
4. Le misure di sicurezza e le limitazioni temporanee o permanenti
o le particolari modalità previste per il riutilizzo dell’area
devono risultare dal certificato di destinazione urbanistica di cui
all’articolo 18, comma 2, della legge 28 febbraio 1985, n. 47,
nonché dalla cartografia e dalle norme tecniche di attuazione dello
strumento urbanistico generale del Comune ed essere comunicati
all’Ufficio Tecnico Erariale competente.
5. Gli interventi di messa in sicurezza permanente devono
privilegiare, ove possibile, il ricorso a tecnologie di trattamento
di rifiuti e di riduzione del volume dei rifiuti stessi al fine di
limitare la superficie e il volume complessivi del Sito interessato
da tali interventi.
6. E’ fatto comunque salvo l’obbligo di procedere alla bonifica ai
sensi degli articoli 4 e 5 dell’area influenzata dalla fonte
inquinante costituita dai rifiuti stoccati qualora i valori di
concentrazione nel suolo, nel sottosuolo, nelle acque sotterranee o
nelle acque superficiali risultino superiori ai valori di
concentrazione limite accettabili di cui all’articolo 3, comma 1

Art.7
(Notifica di pericolo di inquinamento e interventi di messa in
sicurezza d’emergenza)
1. Chiunque cagiona, anche in maniera accidentale, il superamento
dei valori di concentrazione limite accettabili di cui all’articolo
3, comma l, o un pericolo concreto e attuale di superamento degli
stessi, è tenuto a darne comunicazione al Comune, alla Provincia e
alla Regione nonché agli organi di controllo ambientale e sanitario
entro le quarantotto ore successive all’evento; precisando:
a. il soggetto responsabile dell’inquinamento o del pericolo di
inquinamento e il proprietario del sito;
b. l’ubicazione e le dimensioni stimate dell’area contaminata o a
rischio di inquinamento;
c. i fattori che hanno determinato l’inquinamento o il pericolo di
inquinamento;
d. le tipologie e le quantità dei contaminanti immessi o che
rischiano di essere immessi nell’ambiente;
e. le componenti ambientali interessate, quali, ad esempio, suolo,
corpi idrici, flora, fauna;
f. la stima dell’entità della popolazione a rischio o, se ciò non è
possibile, le caratteristiche urbanistiche e territoriali dell’area
circostante a quella potenzialmente interessata dall’inquinamento.
2. Entro le quarantott’ore successive al termine di cui al comma 1,
il responsabile della situazione di inquinamento o di pericolo di
inquinamento deve comunicare al Comune, alla Provincia e alla
Regione territorialmente competenti gli interventi di messa in
sicurezza d’emergenza adottati e in fase di esecuzione. La
comunicazione deve essere accompagnata da idonea documentazione
tecnica dalla quale devono risultare le caratteristiche dei
suddetti interventi.
3. Entro trenta giorni ricevimento della comunicazione di cui al
comma 2, il Comune o, se l’inquinamento interessa il territorio di
più comuni, la Regione verifica l’efficacia degli interventi di
messa in sicurezza d’emergenza, adottati e può fissare prescrizioni
ed interventi integrativi, con particolare riferimento alle misure
di monitoraggio da attuare per accertare le condizioni di
inquinamento ed ai controlli da effettuare per verificare
l’efficacia degli interventi attuati a protezione della salute
pubblica e dell’ambiente circostante.

Articolo 8
( Ordinanze )
1. Qualora i soggetti e gli organi pubblici accertino
nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali una situazione
di pericolo di inquinamento o la presenza di siti nei quali i
livelli di inquinamento sono superiori ai valori di concentrazione
limite accettabili di cui all’ Allegato 1 ne danno comunicazione
alla Regione, alla Provincia ed al Comune.
2. Il Comune, ricevuta la comunicazione di cui al comma 1, con
propria ordinanza diffida il responsabile dell’inquinamento ad
adottare i necessari interventi di messa in sicurezza d’emergenza,
di bonifica e ripristino ambientale ai sensi del presente
regolamento.
3. L ‘ordinanza di cui al comma 2 è comunque notificata anche al
proprietario del sito ai sensi e per gli effetti dell’articolo 17,
commi 10 e 11 del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22 e
successive modifiche ed integrazioni.
4. Il responsabile dell’inquinamento deve provvedere agli
adempimenti di cui all’articolo 7, comma 2, entro le quarantotto
ore successive alla notifica dell’ordinanza. Se il responsabile
dell’inquinamento non sia individuabile o non provveda e non
provveda il proprietario del sito inquinato ne altro soggetto
interessato, i necessari interventi di messa in sicurezza
d’emergenza di bonifica e ripristino ambientale o di messa in
sicurezza permanente sono adottati dalla Regione o dal Comune ai
sensi e per gli effetti dell’articolo 17, commi 9, 10 e 11 del
decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22.

Articolo 9
(Interventi ad iniziativa degli interessati)
1. Il proprietario di un sito o altro soggetto che, al di fuori dei
casi di cui agli articoli 7 e 8 intenda attivare di propria
iniziativa le procedure per gli interventi di messa in sicurezza
d’emergenza, di bonifica e di ripristino ambientale, ai sensi
dell’articolo 17 , comma 13 bis del decreto legislativo 5 febbraio
1997, n. 22, e del presente regolamento, è tenuto a comunicare alla
Regione, Provincia ed al Comune la situazione di inquinamento
rilevata nonché gli eventuali interventi di messa m sicurezza
d’emergenza necessari per assicurare la tutela della salute e
dell’ambiente adottati e in fase di esecuzione. La comunicazione
deve essere accompagnata da idonea documentazione tecnica dalla
quale devono risultare le caratteristiche dei suddetti interventi
2. Entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui
al comma 1, il Comune, o, se l’inquinamento interessa il
territorio di più comuni, la Regione verifica l’efficacia degli
interventi di messa in sicurezza d’emergenza adottati e può fissare
prescrizioni ed interventi integrativi con. particolare riferimento
alle misure di monitoraggio da attuare per accertare le condizioni
di inquinamento ed ai controlli da effettuare per verificare
l’efficacia degli interventi attuati a protezione della salute
pubblica e dell’ambiente circostante.
3. Qualora il proprietario o altro soggetto interessato proceda ai
sensi dei commi l e 2 entro sei mesi dalla data di entrata in
vigore del presente decreto, la decorrenza dell’obbligo di bonifica
verrà definita dalla regione territorialmente competente in base
alla pericolosità del sito determinata con i criteri di cui
all’articolo 14, comma 3, nell’ambito del Piano regionale o di suoi
eventuali stralci, salva in ogni caso la, facoltà dell’interessato
di procedere agli interventi di bonifica e ripristino ambientale
prima del suddetto termine.
4 Nel caso in cui l’interessato debba provvedere alla contestuale
bonifica di una pluralità di siti che interessano il territorio di
più regioni o vi siano più soggetti interessati alla bonifica di un
medesimo sito di rilevanza nazionale, i tempi e le modalità di
intervento possono essere definiti, rispettivamente, con apposito
accordo di programma stipulato, entro dodici mesi dalla data di
entrata in vigore del presente decreto, con tutte le regioni
interessate o con il Ministro dell’ambiente di concerto con i
Ministri della sanità e dell’industria, del commercio e
dell’artigianato, d’intesa con le regioni interessate
5. Nel caso in cui l’interessato debba provvedere alla contestuale
bonifica di una pluralità di siti che interessano tutto il
territorio nazionale, i tempi e le modalità di intervento possono
essere definiti con apposito accordo di programma stipulato, entro
dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
con il Ministro dell’ambiente di concerto con i Ministri della
sanità e dell’industria del commercio e dell’artigianato, d’intesa
con la Conferenza Stato regioni.
6. La disposizione di cui al comma 3 non si applica alle situazioni
di inquinamento o di pericolo concreto ed attuale di inquinamento
determinate da eventi, anche accidentali, verificatisi in data
successiva all’entrata in vigore del presente regolamento.

Articolo 10
(Approvazione del progetto e autorizzazione degli interventi di
bonifica, ripristino ambientale e di messa in sicurezza permanente)
1. Fatto salvo quanto previsto dall’articolo 13, gli interventi di
bonifica e ripristino ambientale e di messa in sicurezza permanente
di cui agli articoli 4, 5 e 6 sono effettuati sulla base di
apposita progettazione, da redigere sulla base dei criteri generali
e linee guida previsti nell’Allegato 4, che si articola nei
seguenti tre livelli di approfondimenti tecnici progressivi: Piano
della caratterizzazione, Progetto preliminare e Progetto
definitivo. I criteri generali stabiliti nell’Allegato 4 si
applicano fino alla determinazione delle linee guida e dei criteri
da parte della regione.
2. Entro trenta giorni l’evento che ha determinato il superamento
dei valori di concentrazione limite accettabili o dalla
individuazione della situazione di pericolo concreto e attuale di
superamento dei valori di concentrazione limite accettabili o dalla
notifica dell’ordinanza di cui all’articolo 8 o, fatto salvo quanto
disposto dall’articolo 9, comma 3, dalla comunicazione effettuata
dall’interessato o, qualora necessario, dalla conclusione degli
interventi di cui all’articolo 1, commi l, 2 e 3, deve essere
presentato al Comune e alla Regione il Piano della
caratterizzazione predisposto secondo i criteri definiti
nell’Allegato 4.
3 Il progetto definitivo deve essere presentato al Comune e alla
Regione entro e non oltre un anno dalla scadenza del termine di cui
al comma 2 al Comune o, se l’intervento riguarda un’area compresa
nel territorio di più comuni, la Regione, approva il progetto
definitivo, entro novanta giorni dalla presentazione, sentita una
Conferenza di servizi convocata ai sensi dell’articolo 14 della
legge 7 agosto 1990, n. 241, e successive modifiche ed
integrazioni, alla quale sono chiamati a partecipare gli enti
locali interessati, l’ ARPA competente per territorio e tutte le
altre amministrazioni competenti per le autorizzazioni, le
concessioni, i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli
altri atti di assenso di cui al comma 10. Se il progetto prevede la
realizzazione di opere sottoposte a procedura di valutazione di
impatto ambientale ai sensi della normativa vigente, l’approvazione
del progetto medesimo è subordinato acquisizione della relativa
pronuncia di compatibilità da parte della Amministrazione
competente. In tali casi i termini previsti dal presente decreto
sono valutazione di impatto ambientale.
4.Il Comune o se l’intervento riguarda un’area compresa nel
territorio di più comuni, la Regione, sentita la Conferenza di
servizi approva il progetto della caratterizzazione e ne autorizza
l’esecuzione, eventualmente richiedendo integrazioni imponendo
specifiche prescrizione.
5. Sulla base dei risultati dell’esecuzione del Piano della
caratterizzazione deve essere predisposto e trasmesso al Comune e
alla Regione il progetto preliminare redatto secondo le modalità
definite nell’Allegato 4. Il Comune o, se l’intervento riguarda un’
area compresa nel territorio di più comuni, la Regione, sentita la
Conferenza di servizi, approva il progetto preliminare, con la
perimetrazione definitiva dell’area influenzata dalla fonte
inquinante eventualmente richiedendo integrazioni e imponendo
specifiche prescrizioni.
6. Sulla base del progetto definitivo di bonifica e ripristino
ambientale o di bonifica e ripristino ambientale con misure di
sicurezza o di messa in sicurezza permanente che stabilisce le
eventuali prescrizioni e limitazioni per l’uso del sito.
7. I progetti di bonifica e ripristino ambientale con misure di
sicurezza di cui all’articolo 5 possono essere approvati solo se
siano rispettate tutte le seguenti condizioni:
a. il Progetto preliminare dimostri che i valori di concentrazione
limite accettabili di cui all’Allegato 1 non possono essere
raggiunti neppure con l’applicazione delle migliori tecnologie
disponibili;
b. i valori di concentrazione residui da raggiungere per lo
specifico sito per la destinazione d’uso prevista garantiscano la
tutela della salute e dell’ambiente influenzato dall’impatto del
sito; questa condizione deve essere verificata sulla base di una
analisi del rischio condotto secondo i criteri indicati
nell’Allegato 4;
c. il Progetto preliminare di bonifica e ripristino ambientale
preveda e descriva le misure di sicurezza da adottare nel sito e
nell’area circostante, i piani di monitoraggio ed i controlli da
eseguire per valutare l’efficacia nel tempo degli Interventi di
bonifica e delle misure di sicurezza adottate.
8. I progetti di messa in sicurezza permanente posso essere
approvati solo se ricorrono le condizioni di cui all’articolo 6.
9. Con il provvedimento di approvazione del Progetto definitivo
sono autorizzati gli interventi necessari per l’attuazione del
progetto stesso e sono stabiliti i relativi tempi d’esecuzione,
sono indicate le eventuali prescrizioni per l’esecuzione dei lavori
ed è fissata l’entità delle garanzie finanziarie in misura non
inferiore al 20% del costo stimato dell’intervento che devono
essere prestate a favore della Regione per la corretta esecuzione e
il completamento degli interventi medesimi. Il provvedimento è
comunque comunicato alla Regione, alla Provincia ed al Comune
interessati.
10. Ai fini soli della realizzazione e dell’esercizio degli
impianti e delle attrezzature necessarie all’attuazione del
progetto definitivo, e per il tempo strettamente necessario
all’attuazione medesima, l’autorizzazione di cui al comma 9
sostituisce a tutti gli effetti le autorizzazioni, le concessioni,
i concerti, le intese, i nulla osta, i pareri e gli assensi
previsti dalla legislazione vigente. L’ autorizzazione costituisce,
altresì variante urbanistica e comporta dichiarazione di pubblica
utilità, di urgenza ed indifferibilità dei lavori qualora la
realizzazione e l’ esercizio dei suddetti impianti ed attrezzature
rivesta carattere di pubblica utilità.
11. Nel caso di bonifica e ripristino ambientale di siti
interessati da attività produttive in esercizio, fatto salvo
l’obbligo di garantire la tutela della salute pubblica e
dell’ambiente, il Comune o, se l’intervento riguarda un’area
compresa nel territorio di più comuni, la Regione, in sede di
approvazione del progetto assicura che i suddetti interventi siano
articolati in modo tale da risultare compatibili con la
prosecuzione della attività.

Articolo 11
(Progettazione per fasi)
1. Qualora dal progetto preliminare risulti che la bonifica o la
bonifica con misure di sicurezza presenti particolare complessità a
causa della natura degli interventi o dell’estensione dell’area
interessata dai medesimi, l’approvazione del progetto preliminare
può consentire che, fermo restando l’obbligo di prestare la
garanzia per l’intero intervento, il progetto definitivo di
bonifica o di bonifica con misure di sicurezza sia articolato in
fasi progettuali distinte per rendere possibile la valutazione
dell’adozione di tecnologie innovative o la realizzazione degli
interventi per singole aree.
2. Ogni fase progettuale dovrà contenere un dettagliato rapporto
delle operazioni svolte e dei risultati ottenuti nella fase
precedente secondo le indicazioni dell’Allegato 4 ed essere
approvata tenendo conto dei risultati dell’attuazione delle fasi
progettuali precedenti.
3. Nell’autorizzazione dovrà essere indicato il termine di
presentazione del progetto di bonifica della fase successiva.

Articolo 12
(Controlli)
1. La documentazione relativa al Piano della caratterizzazione, al
Progetto preliminare, al Progetto definitivo, comprensivo delle
misure di sicurezza, dei monitoraggi da effettuare, delle
limitazioni d’uso e delle prescrizioni eventualmente dettate, sono
trasmessi alla Provincia ai fini dell’effettuazione dei controlli
sulla conformità degli interventi ai progetti approvati.
2. Il completamento degli interventi di bonifica e ripristino
ambientale e la conformità degli stessi al progetto approvato sono
accertati dalla Provincia mediante apposita certificazione
predisposta in conformità ai criteri ed ai contenuti indicati
nell’Allegato 5. Il completamento degli interventi di messa in
sicurezza permanente e la conformità degli stessi al progetto
approvato non può comunque essere accertato se non decorsi cinque
anni dall’effettuazione del primo controllo ai sensi del comma 4.
3. La certificazione di cui al comma 2 costituisce titolo per lo
svincolo delle garanzie finanziarie di cui all’articolo 10, comma
9.
4. Per gli interventi di cui agli articoli 5 e 6 la Provincia è
altresì tenuta ad effettuare, controlli e verifiche periodiche
sull’efficacia delle misure di sicurezza adottate e degli
interventi di messa in sicurezza permanente, anche al fine di
accertare, con cadenza almeno biennale, che le caratteristiche del
sito sottoposto ai predetti interventi siano corrispondenti alla
destinazione d’uso prevista è non comportino rischi per la salute e
per l’ambiente, tenuto anche conto delle conoscenze tecniche e
scientifiche nel frattempo intervenute.

Articolo 13
(Interventi di bonifica e ripristino ambientale che non richiedono
autorizzazione)
1. La Regione può individuare tipologie di interventi di bonifica e
ripristino ambientale che possono essere realizzati senza la
preventiva autorizzazione di cui all’articolo 10.
2. Ai fini dell’individuazione dei progetti di cui al comma 1
devono essere soddisfatti tutte le seguenti condizioni:
a. il volume del terreno contaminato non deve essere superiore a
cento metri cubi;
b. il progetto non deve riguardare interventi di bonifica e
ripristino ambientale con misure di sicurezza di cui all’articolo 5
ne interventi di messa in sicurezza permanente di cui all’articolo
6;
c. il progetto non deve rientrare tra quelli che in base alla
normativa vigente sono soggetti alla procedura di valutazione di
Impatto ambientale.
3. La Regione stabilisce le modalità ed i criteri che devono
essere, rispettati per l’esecuzione degli interventi di bonifica,
anche con riferimento alle modalità di recupero e di smaltimento
dei rifiuti che derivano dalle predette attività ed al vincolo
della limitazione della movimentazione dei rifiuti.
4. Il progetto esecutivo relativo agli interventi di cui al comma 1
deve essere presentato sessanta giorni prima dell’inizio dei
lavori, al Comune che può chiedere integrazioni e stabilire
prescrizioni e modalità di esecuzione dei lavori medesimi o
impedire l’esecuzione degli interventi. che non rispettino i
criteri stabiliti dalla Regione.

Articolo 14
(Interventi effettuati da regioni e comuni e ordine di priorità)
1. Gli interventi di messa in sicurezza, bonifica e ripristino
ambientale di messa in sicurezza permanente e le misure di
sicurezza sono realizzati dal Comune territorialmente competente è,
ove questo non provveda o si tratti di siti che interessano il
territorio di più comuni, dalla Regione, nei seguenti casi:
il responsabile dell’inquinamento non sia individuabile e il
proprietario del sito non provveda;
il responsabile dell’inquinamento sia individuabile ma non
provveda, ne provveda il proprietario del sito da bonificare o
altro soggetto interessato;
il sito da bonificare sia di proprietà pubblica e il responsabile
dell’inquinamento non sia individuabile o non provveda.
2. La Regione o il Comune provvede agli interventi di bonifica e
ripristino ambientale secondo un ordine di priorità, stabilito nel
“Piano regionale per la bonifica delle aree inquinate” di cui
all’articolo 22, del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22, e
successive modifiche ed integrazioni; che costituisce parte
integrante dei Piani regionali di gestione dei rifiuti, salva
l’adozione degli interventi di messa in sicurezza resi necessari
per la tutela della salute pubblica e dell’ambiente.
3, L’ordine di priorità degli interventi di bonifica è ripristino
ambientale è definito, per i siti inseriti nell’Anagrafe dei siti
da bonificare di cui all’articolo 17, comma l, secondo i criteri di
valutazione comparata del rischio definiti dall’Agenzia Nazionale
per la Protezione dell’Ambiente (A.N.P.A).
4. La Regione definisce le procedure e i tempi per l’approvazione
dei progetti relativi agli interventi di cui al comma l. Tali
progetti devono essere redatti nel rispetto dei tre livelli di
approfondimenti tecnici progressivi stabiliti dall’articolo 10,
comma l, ed in conformità alle linee guida ed ai criteri stabiliti
dalla Regione sulla base dell’Allegato 4. I criteri generali di cui
all’Allegato 4 si applicano fino alla determinazione delle linee
guida e dei criteri da parte della Regione.
5. Gli interventi effettuati in danno da parte della Pubblica
amministrazione non sono soggetti al versamento delle garanzie
finanziarie di cui all’articolo 10, comma 9.

Articolo 15
(Interventi di interesse nazionale)
1. Gli interventi di interesse nazionale sono individuabili in
relazione alle caratteristiche del sito inquinato, alla quantità e
pericolosità degli inquinanti presenti nel sito medesimo, al
rilievo dell’impatto sull’ambiente circostante al sito inquinato in
termini di rischio sanitario ed ecologico nonché di pregiudizio per
i beni culturali ed ambientali secondo i seguenti principi e
criteri direttivi, ai sensi dell’articolo 18, comma 1, lettera n),
del decreto legislativo 5 febbraio 1997, n. 22:
a. la bonifica riguardi aree e territori, compresi i corpi idrici
di particolare pregio ambientale;
b. la bonifica riguardi aree e territori tutelati ai sensi del
decreto legge 27 giugno 1985, n. 312, convertito, con
modificazioni, nella legge 8 agosto 1985, n. 431;
c. il rischio sanitario ed ambientale che deriva dall’inquinamento
risulti particolarmente elevato in ragione della densità della
popolazione o dell’estensione dell’area interessata;
d. l’impatto socio economico causato dall’inquinamento dell’area
sia rilevante;
e. l’inquinamento costituisca un rischio per i beni di interesse
storico e culturale di rilevanza nazionale;
f. la bonifica riguardi siti compresi nel territorio di più
regioni.
2. Il responsabile presenta al Ministero dell’Ambiente il Piano di
caratterizzazione, il Progetto preliminare e il Progetto definitivo
predisposto secondo i criteri generali stabiliti dall’Allegato 4,
nei termini e secondo le modalità di cui all’articolo 10,
comunicando, altresì, le informazioni relative agli interventi di
messa in sicurezza adottati ai sensi dell’articolo 7 o
dell’articolo 8. Nel caso in cui il responsabile non provveda o non
sia individuabile e non provveda il proprietario del sito inquinato
né altro soggetto interessato, i progetti sono predisposti dal
Ministero dell’ambiente, che si avvale dell’A.N.P.A, dell’Istituto
Superiore di Sanità e dell’ E.N.E.A
3. Per l’istruttoria tecnica degli elaborati progettuali di cui al
comma 2, il Ministero dell’ambiente si avvale dell’A.N.P.A, delle
A.R.P .A delle regioni interessate e dell’Istituto Superiore di
Sanità;
4.Il Ministro dell’Ambiente, di concerto con i Ministri
dell’industria del commercio e i dell’artigianato e della sanità
d’intesa con la regione territorialmente competente, il approva il
progetto definitivo, tenendo conto delle conclusioni
dell’istruttoria tecnica e autorizza la realizzazione dei relativi
interventi
5. Qualora gli interventi di bonifica e ripristino ambientale
prevedano la realizzazione di opere sottoposte a procedura di
valutazione di impatto ambientale ai sensi della normativa vigente,
l’approvazione di cui al comma 4 è subordinata all’acquisizione
della relativa pronuncia di compatibilità. In tali casi i termini
previsti dal presente decreto sono sospesi sino alla conclusione
della procedura di valutazione di impatto ambientale.
6. L’autorizzazione del progetto definitivo produce gli effetti di
cui all’articolo 10.

Articolo 16
(Censimento dei siti potenzialmente contaminati)
1. I.Censimenti, effettuati con le modalità di cui al DM n. 185 del
16/05/89, pubblicato nella G. U. n. 121 del 26 maggio 1989, sono
estesi alle aree interne ai luoghi, di produzione, raccolta,
smaltimento e recupero dei rifiuti, ed in particolare agli impianti
a rischio di incidente rilevante di cui al decreto del Presidente
della Repubblica 17 maggio 1988, n.175 e successive modifiche ed
integrazioni.
2. Le Regioni ai fini della predisposizione dei Piani regionali per
la bonifica delle aree inquinate, possono procedere, nei limiti
delle disponibilità finanziarie, all’aggiornamento del Censimento
dei siti potenzialmente contaminati, entro un anno dall’entrata in
vigore del presente regolamento.

Articolo 17
(Anagrafe dei siti da bonificare)
1. Ai sensi dell’articolo 17, comma 12, del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, le regioni, sulla base dei criteri definiti
dall’A.N.P.A, predispongono entro un anno dalla data di entrata in
vigore del presente decreto l’Anagrafe dei siti da bonificare che
deve contenere:
a. l’elenco dei siti da bonificare;
b. l’elenco sei siti sottoposti ad intervento di bonifica
ripristino ambientale, di bonifica e ripristino ambientale con
misure di sicurezza, di messa in sicurezza permanente nonché degli
interventi realizzati nei siti medesimi.
2. L’elenco dei siti da bonificare è predisposto e aggiornato sulla
base:
a. delle notifiche dei soggetti di cui all’articolo 6 per i siti di
cui si sia verificato il superamento dei valori di concentrazione
limite accettabili di cui all’Allegato 1;
b. delle notifiche dei soggetti interessati per i siti di cui si
sia verificato il superamento dei valori di concentrazione limite
accettabili di cui all’Allegato l;
c. degli accertamenti eseguiti dall’autorità competente che
attestino un superamento dei valori di concentrazione limite
accettabili di cui all’articolo 3, comma l, per i siti inseriti nel
Censimento dei siti potenzialmente contaminati;
d. delle comunicazioni dei soggetti pubblici che nell’esercizio
delle proprie funzioni abbiano individuato siti inquinati.
3. La Regione a seguito dell’inserimento di un sito nell’Anagrafe
dei siti da bonificare ne dà comunicazione al Comune, che diffida
il responsabile dell’Inquinamento ad avviare la procedura di cui
all’articolo 6, dandone comunicazione al proprietario del sito.
Qualora il responsabile dell’inquinamento non sia individuabile e
il proprietario del sito non avvii la procedura medesima il Comune
o la Regione provvedono a realizzare d’ufficio gli interventi di
messa in sicurezza, bonifica e ripristino ambientale secondo
l’ordine di priorità fissati nel Piano regionale per la bonifica
delle aree inquinate.
4. L ‘inserimento di un sito nell’ Anagrafe dei siti da bonificare
deve risultare dal certificato di destinazione urbanistica. di cui
all’articolo 18, comma 2, della legge 28 febbraio 1985, n. 47,
nonché dalla cartografia.e dalle norme tecniche di attuazione dello
strumento urbanistico generale del Comune ed essere comunicati
all’Ufficio Tecnico Erariale competente.
5. Per garantire l’efficacia della raccolta e del trasferimento dei
dati e delle informazioni, l’A.N.P.A definisce, in collaborazione
con le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione
dell’ambiente, i contenuti e la struttura dei dati essenziali
dell’Anagrafe nonché le modalità della loro trasposizione in
sistemi informativi collegati alla rete del sistema informativo
nazionale per l’ambiente.

Articolo 18
(Norme finali e transitorie)
1. Ai fini del contributo per gli interventi di bonifica e
ripristino ambientale, non possono essere considerati gli oneri
relativi alla realizzazione di opere di edilizia residenziale,
commerciale ed industriale.
2. Restano validi ed efficaci i procedimenti di approvazione di
progetti di bonifica e di autorizzazione dei relativi interventi
per i quali è intervenuto il provvedimento finale o l’ istruttoria
si è conclusa con parere favorevole degli organi a tal fine
competenti prima dell’entrata in vigore del presente regolamento.
3. Gli interventi di bonifica e ripristino ambientale in corso alla
data di entrata in vigore del presente regolamento sono inseriti
nell’ Anagrafe dei siti da bonificare di cui all’articolo 17.
4. E’ fatto, comunque, salvo l’obbligo di ripristino dello stato
dei luoghi e di risarcimento del danno ambientale ai sensi
dell’articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349.
5. Nel caso in cui il sito inquinato sia oggetto di procedura
esecutiva immobiliare ovvero delle procedure concorsuali di cui al
Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267, il Comune domanda l’ammissione
al passivo ai sensi degli articoli 93 e 101 del decreto medesimo
per una somma corrispondente all’onere di bonifica preventivamente
determinato in via amministrativa.
6. Sono fatte salve le competenze delle Regioni a statuto speciale
e delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, che provvedono in
conformità ai rispettivi statuti e alle relative norme di
attuazione.
7. Gli Allegati 1, 2, 3, 4 e 5 costituiscono parte integrante del
presente regolamento.
8. Il. Presente regolamento entrerà in vigore il giorno successivo
alla data di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sarà inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana.
E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 25 ottobre 1999

Il Ministro dell’ambiente
RONCHI

Il Ministro del Industria, del commercio e dell’artigianato
BERSANI

Il Ministro della sanità
BINDI
Visto il Guardasigilli: DILIBERTO
Registrato alla Corte dei conti il 10 novembre 1999
Registro n. 1 Ambiente, foglio n. 346
ALLEGATO 1
ALLEGATO 2
ALLEGATO 3
ALLEGATO 4
ALLEGATO 5
NOTE
pag. 64 pag. 65 pag. 66 pag. 67

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