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Regolamento recante norme di sicurezza per la navigazione da diporto.

MINISTERO DEI TRASPORTI E DELLA NAVIGAZIONE
DECRETO 5 ottobre 1999, n.478
Regolamento recante norme di sicurezza per la navigazione da
diporto.
in vigore dal: 1-1-2000
IL MINISTRO DEI TRASPORTI
E DELLA NAVIGAZIONE
Vista la legge 11 febbraio 1971, n. 50, e successive modificazioni
e integrazioni;
Visto il decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 436, recante
“Attuazione della direttiva 94/25 CE in materia di progettazione,
costruzione e immissione in commercio delle unita’ da diporto”,
come modificato dal decreto legislativo 11 giugno 1997, n. 205, e
dalla legge 30 novembre 1998, n. 413;
Visto il decreto ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232, recante
approvazione del “regolamento di sicurezza per la navigazione da
diporto”;
Visto l’articolo 19 del citato decreto legislativo n. 436 del 1996
che prevede l’adozione di modifiche del regolamento di sicurezza
per la navigazione da diporto, in considerazione delle disposizioni
introdotte con il decreto legislativo medesimo;
Considerata pertanto la necessita’ di armonizzare la disciplina
vigente in materia di sicurezza della navigazione da diporto con le
modifiche introdotte dal citato decreto legislativo n. 436 del
1996;
Considerato altresi’ che l’evoluzione normativa e tecnologica
verificatasi nel settore della nautica richiede un aggiornamento
delle disposizioni contenute nel regolamento di sicurezza della
navigazione da diporto, approvato con decreto ministeriale 21
gennaio 1994, n. 232, per la parte riguardante le unita’ da diporto
rientranti nella categoria delle imbarcazioni e dei natanti;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 20 settembre
1999;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri, di
cui alla nota n. 4941 in data 4 ottobre 1999;
A d o t t a
il seguente regolamento:
Art. 1.
Finalita’ e campo di applicazione
1. Il presente regolamento stabilisce le condizioni per il rilascio
del certificato di sicurezza ed individua i mezzi di salvataggio
nonche’ le dotazioni di sicurezza minime che devono essere tenute a
bordo delle unita’ da diporto in relazione alla navigazione
effettivamente svolta. Resta nella responsabilita’ del conduttore
dotare l’unita’ degli ulteriori mezzi e delle attrezzature di
sicurezza e marinaresche necessarie in relazione alle condizioni
meteomarine e alla distanza da porti sicuri per la navigazione che
intende effettivamente intraprendere. La disciplina del presente
regolamento si applica alla navigazione intrapresa nelle acque
marittime ed interne dalle unita’ da diporto di seguito indicate:
a) unita’ con scafo di lunghezza compresa tra i 2,5 e i 24 metri,
munite di marcatura CE, di cui al decreto legislativo 14 agosto
1996, n. 436, e successive modificazioni;
b) unita’ da diporto rientranti nella categoria delle imbarcazioni
e dei natanti, conformi alle prescrizioni della legge 11 febbraio
1971, n. 50, e successive modificazioni. 2. Per la navigazione
intrapresa con unita’ da diporto rientranti nella categoria dei
natanti, di cui all’articolo 13, comma 3, della legge 11 febbraio
1971, n. 50, e successive modificazioni, le disposizioni del
presente decreto si applicano limitatamente a quanto stabilito
per i mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza, per il
numero delle persone trasportabili, nonche’ per il motore
ausiliario.
Avvertenza:
Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi dell’art. 10,
comma 3, del testo unico delle disposizioni sulla promulgazione
delle leggi, sull’emanazione dei decreti del Presidente della
Repubblica e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica
italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo
fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge alle
quali e’ operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l’efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– La legge 11 febbraio 1971, n. 50, reca “Norme sulla navigazione
da diporto”.
– Il decreto ministeriale 21 gennaio 1994, n. 232, e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 87 del 15 aprile 1994.
– Il testo dell’art. 19 del decreto legislativo 14 agosto 1996, n.
436, come modificato dall’art. 5 del decreto legislativo 11 giugno
1997, n. 205, recante disposizioni integrative e correttive del
citato decreto legislativo n. 436 del 1996, e’ il seguente:
“Art. 19 (Disposizioni transitorie). – 1. Fino al 16 giugno 1998
possono essere immesse in commercio e in servizio unita’ da diporto
a componenti conformi alle prescrizioni della legge 11 febbraio
1971, n. 50, e successive modificazioni.
2. Alle unita’ da diporto di cui al presente decreto, si applicano
le norme previste dal regolamento di sicurezza per la navigazione
da diporto, approvato con decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione 21 gennaio 1994, n. 232, in attesa delle
modifiche regolamentari conseguenti alle nuove specie di
navigazione introdotte con il decreto stesso.
3. I natanti da diporto di cui all’art. 13 della legge sulla
nautica da diporto, riconosciuti idonei dall’ente tecnico per la
navigazione senza alcun limite e muniti di certificato di
omologizione e di dichiarazione di conformita’ al prototipo,
possono navigare entro 12 miglia dalla costa. Analogamente possono
navigare entro tale limite le unita’ costruite in singolo esemplare
se munite della certificazione di idoneita’ rilasciata dall’ente
tecnico. Durante la navigazione copia delle certificazioni deve
essere tenuta a bordo”.
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della legge 23 agosto
1988, n. 400, recante “Disciplina dell’attivita’ di Governo e
ordinamento della Presidenza del Consiglio dei Ministri”:
“3. Con decreto ministeriale possono essere adottati regolamenti
nelle materie di competenza del Ministro o di autorita’
sottordinate al Ministro, quando la legge spressamente conferisca
tale potere. Tali regolamenti, per materie di competenza di piu’
Ministri; possono essere adottati con decreti interministeriali,
ferma restando la necessita’ di apposita autorizzazione da parte
della legge. I regolamenti ministeriali ed interministeriali non
possono dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente del
Consiglio dei Ministri prima della loro emanazione”.
Note all’art. 1:
– Per il titolo del decreto legislativo n. 436/1996 v. nelle
premesse del presente decreto.
– Il testo dell’art. 13, comma 3, della legge 11 febbraio 1971, n.
50, e’ il seguente:
“I natanti possono navigare entro sei miglia dalla costa, salvo
quelli indicati nel comma seguente”.
Art. 2.
Certificato di sicurezza
1. Il certificato di sicurezza, conforme all’allegato A, e’ il
documento che attesta la rispondenza dell’unita’ da diporto alle
disposizioni del presente regolamento.
2. Il certificato di sicurezza e’ rilasciato dall’autorita’
marittima o della navigazione interna competente, all’atto della
prima iscrizione nel registro delle imbarcazioni da diporto:
a) per le unita’ di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), sulla
base della documentazione tecnica prevista, ai fini
dell’iscrizione, dall’articolo 11, comma 3, lettera b), del decreto
legislativo 14 agosto 1996, n. 436;
b) per le unita’ di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), sulla
base di una attestazione di idoneita’ rilasciata, per i fini e con
le modalita’ indicate all’articolo 9, da un organismo
tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo n. 436
del 1996, ovvero autorizzato, ai sensi del decreto legislativo 3
agosto 1998, n. 314, scelti dal proprietario dell’unita’ o dal suo
legale rappresentante.
3. Per le unita’ usate di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a),
il certificato di sicurezza e’ rilasciato sulla base della
documentazione tecnica richiesta per l’iscrizione nei registri ed
in tal caso il certificato di sicurezza ha validita’ limitata
al periodo residuo rispetto a quello indicato all’articolo 3. Per
le unita’ usate di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b),
provenienti da Paesi dell’Unione europea, la documentazione tecnica
e’ valida solo se equivalente a quella nazionale.
4. Al rinnovo e alla convalida del certificato di sicurezza
provvede l’autorita’ marittima o della navigazione interna del
luogo in cui si trova l’unita’, sulla base di una
attestazione di idoneita’ rilasciata, ai fini e con le modalita’
di cui all’articolo 9, da un organismo tecnico autorizzato ai
sensi del decreto legislativo n. 314 del 1998, ovvero da un
organismo tecnico notificato ai sensi del decreto legislativo n.
436 del 1996, scelto dal proprietario dell’unita’ o dal suo legale
rappresentante. Per le unita’ che si trovino in un porto estero, al
rinnovo e alla convalida del certificato di sicurezza provvede
l’autorita’ consolare con le modalita’ indicate nel presente
regolamento.
5. Gli estremi del certificato di sicurezza sono annotati sulla
licenza di navigazione dell’unita’. Copia del certificato e’
inviata all’ufficio di iscrizione dell’unita’.
6. Restano valide fino alla loro scadenza le attestazioni di
sicurezza rilasciate alle unita’ da diporto anteriormente alla data
di entrata in vigore del presente regolamento. Per tali unita’ al
rilascio del certificato provvede l’autorita’ marittima o della
navigazione interna con le modalita’ indicate al comma 4. Note
all’art. 2:
– Il testo dell’art. 11, comma 3, del citato decreto legislativo n.
436 del 1996 e’ il seguente:
“3. Per ottenere l’iscrizione nei registri delle imbarcazioni da
diporto, il proprietario o un suo legale rappresentante, deve
presentare all’autorita’ competente:
a) atto di compravendita in forma di scrittura privata autenticata,
dal quale risultino le complete generalita’ e la nazionalita’ delle
parti contraenti nonche’ gli elementi di individuazione
dell’unita’;
b) dichiarazione di conformita’ CE rilasciata dal costruttore o da
un suo mandatario stabilito nel territorio comunitario, conforme a
quanto previsto dall’allegato VIII, unitamente all’attestazione “CE
del tipo” rilasciata, ove prevista, da un organismo notificato;
c) certificato di cancellazione dal registro ove l’unita’ era
iscritta, per le unita’ provenienti da uno Stato membro o da un
Paese terzo”.
– Il decreto legislativo 3 agosto 1998, n. 314, reca attuazione
alla direttiva 94/57 CE relativa alle disposizioni e norme comuni
per gli organi che effettuano le ispezioni e le visite di controllo
delle navi e per le pertinenti attivita’ delle amministrazioni
marittime.
Art. 3.
Validita’ del certificato di sicurezza
1. Il certificato di sicurezza delle unita’ da diporto di cui
all’articolo 1, comma 2, ha le seguenti validita’:
a) otto anni per le unita’ appartenenti alle categorie di
progettazione A) e B) e per le unita’ di cui alla legge 11 febbraio
1971, n. 50, e successive modificazioni, abilitate alla navigazione
senza limite dalla costa;
b) dieci anni per le unita’ appartenenti alle categorie’ di
progettazione C) e D) e per le unita’ di cui alla legge 11 febbraio
1971, n. 50, e successive modificazioni, abilitate alla navigazione
entro sei miglia dalla costa.
2. Il certificato di sicurezza delle unita’ da diporto di cui
all’articolo 1, e’ rinnovato ogni cinque anni. La validita’ del
certificato decorre dalla data di rilascio dell’attestazione di
idoneita’.
3. Nel caso in cui l’unita’ abbia subito gravi avarie o siano state
apportate innovazioni o abbia subito mutamenti alle caratteristiche
tecniche di costruzione non essenziali, il certificato di sicurezza
deve essere sottoposto a convalida con le procedure di cui
all’articolo 2. Qualora le innovazioni apportate all’apparato di
propulsione o alle altre caratteristiche tecniche dell’unita’ siano
tali da far venire meno i requisiti essenziali in base ai quali e’
stato rilascato il certificato di sicurezza, lo stesso perde di
validita’ e il proprietario ha l’obbligo di richiederne il nuovo
rilascio, unitamente alla nuova licenza di navigazione.
4. Pe le unita’ da diporto di cui all’articolo 1, comma 2, lettera
b), il certificato di sicurezza puo’ avere una validita’ inferiore
rispetto a quella indicata al comma 1, su conforme prescrizione
contenuta nell’attestazione di idoneita’ rilasciata da uno degli
organismi tecnici di cui all’articolo 2, comma 2.
5. L’Autorita’ marittima o della navigazione interna, qualora
ritenga che siano venute meno le condizioni che hanno consentito il
rilascio del certificato di sicurezza, puo’ disporre motivatamente
che l’unita’ sia sottoposta alla procedura di convalida del
certificato di sicurezza con le procedure di cui all’articolo 2,
comma 4.
Nota all’art. 3:
– La legge n. 50 del 1971 e’ citata nelle note alle premesse.
Art. 4.
Mantenimento delle condizioni dopo il rilascio del certificato di
sicurezza
1. Al fine di assicurare il mantenimento delle condizioni
intrinseche di sicurezza dell’unita’ da diporto, il proprietario ha
l’obbligo di mantenere l’unita’ in buone condizioni di uso e
manutenzione per quanto attiene allo scafo, all’apparato motore,
all’impianto elettrico e alla protezione contro gli incendi,
nonche’ di provvedere alla sostituzione delle apparecchiature, dei
mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza che presentino
deterioramento o deficienze tali da comprometterne l’efficienza.
Art. 5.
Requisiti e caratteristiche tecniche
dei mezzi di salvataggio e delle dotazioni di sicurezza 1. I mezzi
di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni di sicurezza
delle unita’ da diporto sono conformi ai requisiti tecnici
stabiliti con i decreti del Ministro dei trasporti e della
navigazione di cui all’articolo 23 del decreto ministeriale 21
gennaio 1994, n. 232, nonche’ dall’Unione europea o previsti da
convenzioni internazionali.
2. I mezzi di salvataggio e le dotazioni di sicurezza regolamentari
di cui sono dotate le unita’ da diporto alla data di entrata in
vigore del presente regolamento possono essere mantenuti a bordo
fino a quando non si renda necessaria la loro sostituzione per
deterioramento, cattivo funzionamento o stato di conservazione, o
per scadenza, fermo restando l’obbligo della revisione periodica,
ove previsto.
Nota all’art. 5:
– L’art. 23 del citato decreto ministeriale n. 232 del 1994 e’ il
seguente:
“Art. 23 (Requisiti e caratteristiche dei mezzi di salvataggio dei
segnali di soccorso e delle bussole). – 1. Con decreto del
Ministero dei trasporti e della navigazione, da emanare ai sensi
dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400, sono
stabiliti:
a) le caratteristiche, i requisiti e la durata di validita’ dei
mezzi di salvataggio e dei segnali di soccorso;
b) le modalita’ e la scadenza delle revisioni periodiche delle
zattere di salvataggio;
c) le caratteristiche, le modalita’ per l’intallazione a bordo e le
verifiche periodiche delle bussole.
2. Il Ministero dei trasporti e della navigazione potra’ in ogni
momento verificare presso il costruttore, il rivenditore o
l’importatore, secondo i tempi e i modi ritenuti piu’ idonei, che i
mezzi di salvataggio, i segnali di soccorso e le bussole
commercializzati in Italia siano efficienti e conformi alle
predette prescrizioni ministeriali”.
Art. 6.
Mezzi di salvataggio e dotazioni di sicurezza
1. Le unita’ da diporto di cui all’articolo 1, devono avere a bordo
i mezzi di salvataggio individuali e collettivi e le dotazioni di
sicurezza minimi indicati nell’allegato B) al presente regolamento,
in relazione alla navigazione effettivamente svolta. I mezzi di
salvataggio individuali e collettivi devono essere sufficienti per
il numero delle persone presenti a bordo, compreso l’equipaggio.
2. I conduttori delle tavole a vela, degli acquascooter e unita’
similari, devono indossare permanentemente un mezzo di salvataggio
individuale indipendentemente dalla distanza dalla costa in cui la
navigazione e’ svolta. Detta disposizione si applica anche alle
persone trasportate.
3. I mezzi di salvataggio devono essere sistemati in modo che nella
manovra di messa a mare non devono esservi impedimenti per il
libero galleggiamento ed essere dotati di adeguate ritenute che ne
permettano il rapido distacco dall’unita’ durante la navigazione.
Art. 7.
Navigazione occasionale e di prova
1. La competente autorita’ marittima o della navigazione interna
puo’ autorizzare le unita’ da diporto, munite di certificazione
scaduta nella validita’, ad effettuare la navigazione di
trasferimento per un singolo viaggio. Nella autorizzazione sono
indicate le prescrizioni particolari in relazione alla durata del
viaggio, alle condizioni meteomarine, alla sicurezza della
navigazione ed alla salvaguardia delle persone a bordo.
2. La competente autorita’ marittima o della navigazione interna
puo’ autorizzare prove di navigazione con unita’ da diporto, di
nuova costruzione o che abbiano subito lavori di riparazione o di
trasformazione presso cantieri navali o officine meccaniche, non
provviste dell’autorizzazione alla navigazione temporanea di prova,
di cui all’articolo 16 della legge 11 febbraio 1971, n. 50, e
successive modificazioni. Nella autorizzazione sono indicate le
prescrizioni particolari in relazione alla durata e al percorso
della prova, alle condizioni meteomarine, alla sicurezza
della navigazione ed alla salvaguardia delle persone a bordo.
Nota all’art. 7:
– Il testo dell’art. 16 della citata legge n. 50 del 1971, come
modificato dall’art. 2 del dectetolegge 16 giugno 1994, n. 378,
convertito dalla legge 8 agosto 1994, n. 498, e’ il seguente:
“Art. 16. – 1. Ai cantieri navali, ai costruttori di motori marini
ed alle aziende di vendita puo’ essere rilasciata dal capo del
circondario marittimo o dalla direzione compartimentale della
motorizzazione civile, nei limiti delle rispettive competenze
stabilite dall’art. 8, l’autorizzazione per la navigazione
temporanea di prova, dimostrativa o di trasferimento. L’atto di
autorizzazione vale a tutti gli effetti come documento di bordo.
1-bis. L’unita’ da diporto che fruisce di tale autorizzazione deve
essere comandata o condotta dal titolare o da persona che abbia un
regolare contratto di lavoro con la ditta intestataria
dell’autorizzazione medesima, che siano abilitati, se richiesto, al
comando o alla condotta di quella determinata unita’”.
Art. 8.
Navigazione con battelli al servizio delle unita’ da diporto
(tender)
1. I battelli di servizio, compresi gli acquascooter, rientranti
nella categoria dei natanti e individuati con la sigla ed il numero
di iscrizione dell’unita’ da diporto al cui servizio sono posti,
non hanno l’obbligo di essere muniti delle dotazioni di
sicurezza e mezzi di salvataggio previsti dal presente
regolamento, fatti salvi i mezzi di salvataggio individuali,
quando sono utilizzati in navigazione entro un miglio dalla costa
ovvero dall’unita’, ovunque si trovi.
Art. 9.
Modalita’ di esecuzione degli accertamenti tecnici per il rilascio,
il rinnovo e la convalida del certificato di sicurezza.
1. Per le unita’ da diporto di cui all’articolo 1, comma 2, lettera
b), l’attestazione di idoneita’ e’ rilasciata ai fini
dell’abilitazione alla navigazione e della relativa licenza, a
seguito di completa ispezione dell’unita’, con riferimento allo
scafo, all’apparato motore, all’impianto elettrico e alla
protezione antincendio; a tali fini si applicano le
disposizioni degli articoli 7 e 19 del decreto ministeriale 21
gennaio 1994, n. 232. 2. Per le unita’ da diporto di cui
all’articolo 1, comma 2, lettera a) e b), il certificato di
sicurezza e’ rinnovato o convalidato sulla base di una attestazione
di idoneita’ comprovante la permanenza dei requisiti in base ai
quali il certificato di sicurezza e’ stato rilasciato.
Nota all’art. 9:
– Il testo degli articoli 7 e 19 del citatto decreto ministeriale
21 gennaio 1994, n. 232, e’ il seguente:
“Art. 7 (Visita iniziale della nave da diporto). – 1. La visita
iniziale della nave e’ intesa ad accertare che essa soddisfi alle
prescrizioni del presente regolamento in relazione alle specie di
navigazione cui deve essere destinata.
2. La visita e’ effettuata prima che la nave entri in esercizio e
comprende una ispezione completa della struttura, delle macchine,
del materiale d’armamento nonche’ un’ispezione a secco della
carena.
3. La visita deve accertare che le installazioni elettriche, le
installazioni radio, i mezzi di salvataggio, le dotazioni ed i
dispositivi antincendio, i mezzi di segnalazione siano
integralmente conformi alle prescrizioni del presente regolamento.
4. Con decreto del Ministero dei trasporti e della navigazione,
sentito l’ente tecnico, sono emanate disposizioni relative alle
sistemazioni, alle caratteristiche dei materiali, ai
dimensionamenti delle strutture nonche’ alla compartimentazione,
alla stabilita’, all’armamento ed alla lavorazione di tutte le
parti della nave.
5. Il decreto di cui al comma 4 stabilisce, altresi’, la
documentazione da presentare ai fini della visita iniziale”.
“Art. 19 (Protezione contro gli incendi). – 1. I serbatoi e
l’impianto per il combustibile devono essere realizzati e sistemati
in accordo al decreto ministeriale 5 novembre 1987, n. 514, ed agli
altri regolamenti da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi
dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
2. I locali dove sono sistemati i motori e i serbatoi devono essere
provvisti di propria ventilazione naturale o meccanica se previsto
l’uso di combustibile avente punto di infiammabilita’ minore o
uguale a 55 C. Qualora esista un impianto fisso di estinzione
incendi deve essere possibile chiudere la ventilazione del locale
prima dell’entrata in funzione dell’impianto fisso.
3. Le bombole di gas eventualmente utilizzate per la cucina e per
gli altri impianti ausiliari devono essere sistemate in modo da non
costituire pericolo per le persone e le cose secondo il regolamento
da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art. 17, terzo
comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
4. I locali o vani chiusi entro cui sono sistemati i motori sulle
imbarcazioni e navi con motori entrobordo e entrofuoribordo
alimentati con combustibile avente punto di infiammabilita’ minore
o uguale a 55 C o aventi motori a ciclo diesel sovralimentato di
potenza complessiva maggiore di 500 kW devono essere dotati di un
impianto fisso di estinzione incendi realizzato secondo il
regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi dell’art.
17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
5. Sulle navi a motore o a vela con motore ausiliario abilitate a
navigazione senza alcun limite deve essere sistemata una pompa
meccanica da incendio e almeno due prese antincendio
convenientemente ubicate, con relative manichette ed accessori.
6. Estintori portatili di capacita’ e in numero come richiesto
dall’art. 21, devono essere sistemati in posizione facilmente
accessibile. Le caratteristiche degli estintori devono essere in
accordo al regolamento da emanare, sentito l’ente tecnico, ai sensi
dell’art. 17, terzo comma, della legge 23 agosto 1988, n. 400”.
Art. 10.
Motore ausiliario
1. Sulle unita’ da diporto munite di unico motore, puo’ essere
installato un motore ausiliario di emergenza, da impiegare in caso
di avaria al motore principale.
2. Il secondo motore e’ considerato ausiliario alle seguenti
condizioni:
a) sia di tipo amovibile e sistemato su proprio supporto dello
specchio poppiero;
b) abbia una potenza non superiore al 20% di quella del motore
principale;
c) sia munito del certificato d’uso del motore.
Art. 11.
Unita’ impiegate in gare e manifestazioni sportive
1. Le unita’ da diporto di cui all’articolo 14 della legge 11
febbraio 1971, n. 50, e successive modificazioni, alle condizioni
previste dalla norma stessa, sono esentate dall’applicazione del
presente regolamento.
2. Le unita’ da diporto ammesse a partecipare alle manifestazioni
sportive indette dalle federazioni sportive nazionali e
internazionali o da organizzazioni da esse riconosciute, durante le
gare, i trasferimenti e le prove, sono esentate dall’applicazione
del presente regolamento. A dette unita’ si applicano le norme ed i
regolamenti specifici adottati dalle federazioni o dagli organismi
citati.
3. Le unita’ di cui al comma 1 e 2 devono essere dotate dei fanali
e degli apparecchi di segnalazione sonora regolamentari. Nota
all’art. 11:
– Il testo dell’art. 14 della citata legge 11 febbraio 1971, n. 50,
e’ il seguente:
“Art. 14. – 1. In occasione di manifestazioni sportive,
preventivamente comunicate alle autorita’ competenti, organizzate
dalla Lega navale italiana, dalla Federazione italiana vela, dalla
Federazione italiana motonautica e dai circoli nautici affiliati
alle predette federazioni, le imbarcazioni di cui all’art. 8, anche
se sprovviste di licenza, ed i natanti ammessi a parteciparvi,
possono navigare senza alcun limite di distanza dalla costa.
2. Le stesse deroghe sono estese anche alle imbarcazioni ed ai
natanti di cui al comma precedente durante gli allenamenti ad
eccezione dei natanti di cui al quarto comma dell’art. 13 per i
quali e’ necessaria apposita autorizzazione rilasciata
dall’autorita’ marittima.
3. Nel corso degli stessi, deve essere tenuta a bordo una
dichiarazione del circolo di appartenenza, con validita’ non
superiore al trimestre, vistata dall’autorita’ competente nel cui
ambito territoriale si trova la sede del circolo, da cui risulti
che l’unita’ e’ destinata ad attivita’ agonistica e che si trova in
allenamento con un determinato equipaggio.
4. Nelle manifestazioni sportive e negli allenamenti suddetti
devono essere osservati i regolamenti per l’organizzazione
dell’attivita’ sportiva della Lega e delle Federazioni suddette”.
Art. 12.
Navigazione nelle acque interne
1. Alle imbarcazioni da diporto che si avvalgono della facolta’
prevista dall’articolo 2-bis del decretolegge 16 giugno 1994, n.
378, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1994, n.
498, le disposizioni del presente regolamento si applicano
limitatamente a quanto stabilito per i mezzi di salvataggio e le
dotazioni di sicurezza, nonche’ le disposizioni dell’articolo
10 e 13 concernenti il motore ausiliario e il numero delle
persone trasportabili. Nota all’art. 12:
– Il testo dell’art. 2-bis del decretolegge 16 giugno 1994, n. 378
(Modifiche alla legge n. 50/1971, e successive modificazioni, sulla
nautica da diporto), convertito dalla legge 8 agosto 1994, n. 494,
e’ il seguente:
“Art. 2-bis (Disposizioni per la navigazione in acque interne). 1.
Per la navigazione in acque interne, alle imbarcazioni si applicano
le disposizioni di legge e di regolamento vigenti per i natanti”.
Art. 13.
Persone trasportabili su natanti non omologati ed omologati
1. Il numero delle persone trasportabili dai natanti prototipi non
omologati di cui all’articolo 1 della legge 11 febbraio 1971, n.
50, e’ determinato come segue:
a) per lunghezza f.t. fino a mt 3,50 n. 3 persone;
b) per lunghezza f.t. compresa tra mt 3,51 e 4,50 n. 4 persone;
c) per lunghezza f.t. compresa tra mt 4,51 e 6,00 n. 5 persone;
d) per lunghezza f.t. compresa tra mt 6,00 e 7,50 n. 6 persone;
e) per lunghezza f.t. superiore a mt 7,50 n. 7 persone.
2. I natanti prototipi, per trasportare un numero di persone
superiore a quello indicato al comma 1, devono essere muniti di
apposita certificazione di idoneita’ rilasciata da uno degli
organismi tecnici di cui all’articolo 2, comma 2.
3. Per i natanti prodotti in serie, il numero delle persone
trasportabili e’ determinato dalla certificazione di omologazione
che, unitamente alla dichiarazione di conformita’, deve essere
tenuta a bordo quando il numero delle persone imbarcate e’
superiore a quello indicato al comma 1.
4. Qualora i natanti di cui ai commi precedenti trasportano
attrezzature sportive subacquee, il numero delle persone
trasportabili e’ ridotto in ragione di una persona per ogni 75 kg
di materiale imbarcato.
Nota all’art. 13:
– Il testo dell’art. 1 della legge 11 febbraio 1971, n. 50, e’ il
seguente:
“Art. 1. – 1. Le disposizioni della presente legge si applicano
alla navigazione da diporto nelle acque marittime ed in quelle
interne. 2. E’ navigazione da diporto quella effettuata a scopi
sportivi o ricreativi, dai quali esuli il fine di lucro. 3. In
materia di navigazione da diporto, per tutto cio’ che non sia
espressamente previsto dalla presente legge, si applicano le
disposizioni contenute nel codice della navigazione, nei relativi
regolamenti di esecuzione e nelle altre leggi speciali.
4. Ai fini della presente legge, le costruzioni destinate alla
navigazione da diporto sono denominate:
a) unita’ da diporto: ogni costruzione destinata alla navigazione
da diporto;
b) nave da diporto: ogni costruzione a motore o a vela, anche se
con motore ausiliario, destinata alla navigazione da diporto avente
lunghezza fuori tutto superiore a 24 metri;
c) imbarcazione da diporto: ogni unita’ destinata alla navigazione
da diporto avente lunghezza fuori tutto superiore a metri 7.50 se a
motore o a metri 10 se a vela, anche se con motore ausiliario;
d) natante da diporto: ogni unita’ da diporto avente lunghezza
fuori tutto non superiore a metri 7,50 se a motore o a metri 10 se
a vela, anche se con motore ausiliario.
5. E’ unita’ da diporto a vela con motore ausiliario quella in cui
il rapporto tra la supefficie velica in metri quadrati di tutte le
vele che possono essere bordate contemporaneamente in navigazione
su idonee attrezzature fisse, compresi l’eventuale fiocco genoa e
le vele di strallo (escluso lo spinnaker) e la potenza del motore
in cavalli o in kW e’ superiore rispettivamente a 2 o a 2,72. E’
motoveliero l’unita’ da diporto a propulsione mista, meccanica e a
vela, in cui il rapporto tra superficie in metri quadrati di tutte
le vele che possono essere bordate contemporaneamente in
navigazione su idonee attrezzature fisse, compreso l’eventuale
fiocco genoa e le vele di strallo e con esclusione dello spinnaker,
e la potenza del motore in CV o in kW sia superiore o uguale
rispettivamente a 1 o a 1,36 e non superiore a 2 o a 2,72.
6. Ai fini della applicazione delle norme del codice della
navigazione, dei relativi regolamenti di esecuzione e delle altre
leggi speciali, le imbarcazioni da diporto sono equiparate, ad ogni
effetto, alle navi e ai galleggianti di stazza lorda non superiore
alle 10 tonnellate se a propulsione meccanica ed alle 25 in ogni
altro caso, anche se l’imbarcazione supera detta stazza, fino al
limite di 24 metri.
7. Per potenza del motore, ai fini della presente legge, si intende
la potenza massima di esercizio come definita con decreto del
Ministro della marina mercantile di concerto con il Ministro per i
trasporti.
8. Con decreto del Ministro della marina mercantile di concerto con
il Ministro per i trasporti, sono emanate le norme relative
all’omologazione, al collaudo ed all’accertamento della potenza dei
motori. La fabbrica costruttrice rilascia, per ciascun esemplare di
motore di una serie il cui prototipo sia stato omologato, una
dichiarazione attestante che detto esemplare e’ conforme in tutte
le sue parti al tipo omologato.
9. Di tale dichiarazione, che deve essere redatta su modello
stabilito con il decreto di cui al comma precedente, la fabbrica
che la rilascia assume piena responsabilita’ civile e penale.
10. L’autorita’ che ha proceduto all’omologazione ha facolta’ di
sottoporre ad accertamenti di controllo i motori omologati.
11. Gli accertamenti possono essere effettuati sia presso le
fabbriche costruttrici, sia presso le sedi di vendita situate nel
territorio nazionale. 12. Gli accertamenti sono compiuti da
funzionari muniti di apposita delega ministeriale; i funzionari
hanno libero accesso nei locali di costruzione o di vendita e
provvedono al prelievo di campioni disponendo per le effettuazioni
delle prove.
13. Le prove di accertamento sono effettuate in contraddittorio con
il costruttore o con il venditore, oppure con persona munita dei
poteri di rappresentanza dell’uno o dell’altro, i relativi oneri
sono a carico del titolare dell’impianto di costruzione e del punto
di vendita, presso il quale ha luogo l’accertamento.
14. L’efficacia della omologazione puo’ essere sospesa
dall’autorita’ che l’ha rilasciata in caso di accertata
difformita’, anche parziale, di uno o piu’ esemplari della serie
rispetto al tipo omologato.
15. L’omologazione puo’ essere revocata quando sia stato adottato
piu’ di un provvedimento di sospensione”.
Art. 14.
Disposizioni finali
1. Le disposizioni del decreto ministeriale 21 gennaio 1994, n.
232, recante regolamento di sicurezza per la navigazione da
diporto, restano applicabili alle unita’ da diporto di lunghezza
f.t. superiore a 24 metri. Alle imbarcazioni e alle unita’ da
diporto di cui al presente regolamento si applicano le
disposizioni del decreto n. 232 del 1994 espressamente richiamate.
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di
farlo osservare.
Roma, 5 ottobre 1999
Il Ministro:
Treu
Visto, il Guardasigilli:
Diliberto
Registrato alla Corte dei conti il 3 dicembre 1999
Registro n. 3 Trasporti e navigazione, foglio n. 58

ALLEGATI
1
2

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