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Programma di sviluppo del Mezzogiorno nel periodo 2000-2006. Approvazi...

Programma di sviluppo del Mezzogiorno nel periodo 2000-2006. Approvazione del quadro finanziario programmatico. (Deliberazione n. 139/1999).

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
DELIBERAZIONE 6 agosto 1999
Programma di sviluppo del Mezzogiorno nel periodo 2000-2006.
Approvazione del quadro finanziario programmatico. (Deliberazione
n. 139/1999).
IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Vista la legge 16 aprile 1987, n. 183 che, agli articoli 2 e 3,
individua le competenze di questo Comitato in tema di coordinamento
delle politiche comunitarie, tra le quali l’elaborazione degli
indirizzi generali da adottare per l’azione italiana in sede
comunitaria al fine di assicurare il raccordo tra le iniziative
delle varie amministrazioni interessate, nonche’ l’adozione di
direttive generali per il proficuo utilizzo dei flussi finanziari,
sia comunitari che nazionali.
Visto l’art. 7 della legge 3 aprile 1997, n. 94, che dispone
l’unificazione del Ministero del tesoro e del Ministero del
bilancio e della programmazione economica e reca delega al Governo
per l’emanazione di uno o piu’ decreti legislativi diretti alla
ridefinizione delle competenze di questo Comitato e del ministero
come sopra unificato;
Visto il decreto legislativo 5 dicembre 1997, n. 430, con il quale
e’ stata data attuazione al disposto dell’art. 7 della legge n.
94/1997;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 febbraio 1998,
n. 38, con il quale – come previsto all’art. 2, comma 2, del citato
decreto legislativo n. 430/1997 – sono state, tra l’altro, definite
le attribuzioni dei Dipartimenti in cui e’ articolato il Ministero
del tesoro, bilancio e programmazione economica;
Visti i regolamenti emanati dall’Unione europea concernenti la
disciplina dei fondi strutturali;
Vista la propria delibera n. 140 del 22 dicembre 1998 con la quale
sono state approvate le linee programmatiche per l’avvio della
programmazione dei Fondi Strutturali comunitari 2000 – 2006;
Vista la successiva delibera n. 71 del 14 maggio 1999 con la quale
questo Comitato, sulla base del documento “Orientamenti per il
programma di sviluppo del Mezzogiorno 2000-2006” (PSM) predisposto
dal Comitato nazionale per i fondi strutturali, ha approvato:
i principi fondamentali per l’impostazione della programmazione
2000-2006; il sistema degli obiettivi e degli assi prioritari;
i criteri e gli strumenti per la programmazione operativa; le
modalita di attuazione del partenariato; gli orientamenti in merito
alla predisposizione del quadro finanziario, il sistema di
attuazione, di valutazione ex ante, di verifica e di monitoraggio
del PSM; le regole per una piu’ efficiente ed efficace attuazione
della programmazione;
Considerato che, in base alla normativa richiamata e nell’ambito
degli indirizzi fissati dal Governo, compete a questo Comitato
definire le linee di politica economica da perseguire in ambito
nazionale, comunitario ed internazionale, nonche’ gli indirizzi
generali di politica economica per la valorizzazione dei processi
di sviluppo delle diverse aree del Paese, con particolare riguardo
alle aree depresse;
Considerato che il menzionato decreto del Presidente della
Repubblica n. 38/1998 affida al dipartimento per le politiche di
sviluppo e di coesione del Ministero del tesoro, bilancio e
programmazione economica, tra l’altro, il compito di provvedere
alle iniziative in materia di utilizzazione dei fondi strutturali
comunitari secondo le direttive generali di questo Comitato e di
curare l’inoltro delle richieste di cofinanziamento agli organismi
comunitari;
Considerati altresi’ gli impegni assunti dal Governo in sede di
Patto sociale per lo sviluppo e l’occupazione, in merito alla
necessita’ che le parti economiche e sociali siano coinvolte in
modo responsabile ed operativo nella programmazione degli
investimenti;
Tenuto conto che entro il 30 luglio 1999 e’ stato predisposto il
Programma di sviluppo del Mezzogiorno, corredato dai Programmi
operativi regionali (Basilicata, Campania, Calabria Molise, Puglia,
Sardegna, Sicilia) e dai programmi operativi nazionali (ricerca
scientifica e alta formazione, scuola, sicurezza, pesca, trasporti,
sviluppo locale, assistenza tecnica al QCS), che saranno inviati
alla Commissione europea per la loro definitiva approvazione entro
il mese di settembre prossimo venturo;
Tenuto conto di quanto emerso, in data 29 luglio 1999, nella
riunione congiunta del Forum delle parti istituzionali ed
economicosociali e dell’assemblea dei rapresentanti del terzo
settore, alla presenza delle varie amministrazioni centrali e
regionali interessate;
Visti gli orientamenti emersi nel corso della riunione della 1
Commissione CIPE, nella riunione del 30 luglio 1999;
Tenuto conto delle osservazioni formulate in sede di conferenza
Statoregioni e di conferenza unificata Stato-Regioni, citta’ ed
autonomie locali in data 5 agosto 1999;
Constatato che la nuova fase di programmazione dei fondi
strutturali comunitari per il Mezzogiorno deve inserirsi
nell’ambito di un disegno unitario di programmazione per il periodo
2000-2006, coerente con le linee di politica economica nazionale e
volta ad assecondare i segnali del mercato, attraverso la
valorizzazione delle risorse immobili (terra, tradizioni,
patrimonio culturale e naturale, risorse legate alla posizione
geografica, capitale umano fortemente localizzato), creando al
contempo le opportunita’ per attirare e trattenere nell’area le
risorse mobili (capitale, lavoro specializzato e imprenditoriale);
Rilevato altresi’ che per la realizzazione del disegno di cui al
punto precedente si rende necessaria una concentrazione di risorse
per investimenti nel Mezzogiorno, che consentira’ anche un piu’
alto livello di crescita per l’intero Paese ed in particolare per
il Mezzogiorno, in termini sia di prodotto che di occupazione; in
linea con quanto previsto nel Documento di programmazione
economicofinanziaria 2000-2003;
Tenuto conto che il PSM costituisce il principale strumento di
programmazione volto al rafforzamento delle tendenze in atto
riconducibili:
a) al decentramento delle responsabilita’ ai livelli locali di
governo e alla valorizzazione del partenariato istituzionale ed
economico sociale;
b) all’integrazione dei fondi pubblici per investimento,
nell’ambito delle Intese istituzionali di programma, che comporta
la considerazione congiunta: degli ordinari stanziamenti di
bilancio per le diverse linee di intervento; degli stanziamenti
nazionali di carattere aggiuntivo, specificamente destinati alle
aree depresse;
del cofinanziamento nazionale dei fondi strutturali comunitari e,
nello spirito del partenariato, delle risorse pubbliche locali e
delle risorse private;
c) alla piena armonizzazione delle politiche settoriali –
trasversali e territoriali – finalizzandole al conseguimento di
obiettivi fissati dalla programmazione nazionale;
d) all’integrazione delle politiche ambientali nella programmazione
e nella realizzazione delle politiche territoriali e settoriali, al
fine di garantire la sostenibilita’ dello sviluppo;
Rilevato che il PSM e’ ispirato ai seguenti principi:
a) integrazione della programmazione 2000-2006 con le seguenti
politiche di carattere trasversale:
politiche attive del lavoro, di sostenibilita’ ambientale, delle
pari opportunita’ tra uomini e donne, per le categorie svantaggiate
e a rischio di marginalizzazione, politiche dell’agricoltura e
dello sviluppo rurale e per l’internazionalizzazione economica e
culturale;
b) riconoscimento di un ruolo centrale all’integrazione sociale ed
al miglioramento della partecipazione femminile, in coerenza con il
quarto pilastro della strategia europea per l’occupazione, dedicato
alle pari opportunita’;
c) programmazione integrata e verificabile in itinere da parte di
tutti i soggetti responsabili dell’attuazione;
d) impostazione di un sistema efficiente e di metodologie condivise
di valutazione ex ante, in itinere ed ex post e individuazione di
un sistema di indicatori sulla cui base attivare un adeguato metodo
premiale e di riprogrammazione;
e) stretta correlazione tra attuazione della programmazione e
miglioramento dell’efficienza e rafforzamento tecnico delle
strutture dell’amministrazione pubblica, da promuovere e sostenere
anche attraverso azioni specifiche di assistenza tecnica, sia nei
confronti delle amministrazioni centrali, con riferimento alle
funzioni di indirizzo e supporto tecnico e sia nel caso delle
amministrazione regionali e locali, con riferimento alla gestione
dei programmi e degli interventi;
f) concentrazione dell’attivita’ di programmazione, riconducendo al
territorio l’intero processo di programmazione, con conseguente
riduzione del numero dei programmi operativi nazionali e la
concentrazione ed integrazione degli interventi;
Considerato che per il rispetto dei suddetti principi si e’
realizzato – nella fase di predisposizione del PSM – il pieno
coinvolgimento dei diversi soggetti pubblici e privati secondo
modalita’ di rapporti partenariali sia di tipo “verticale”, tra le
amministrazioni centrali e le regioni e tra queste e le autonomie
locali, sia di natura “orizzontale”, tra le regioni, ed i soggetti
economicosociali operanti sul territorio e che tali modalita’
dovranno ispirare sia la successiva fase di predisposizione dei
complementi di programmazione, sia quella di attuazione degli
interventi;
Tenuto conto che, nella predisposizione del PSM, in linea con la
delibera CIPE del 14 maggio 1999, la ripartizione delle risorse tra
gli assi prioritari d’intervento ha tenuto conto dei seguenti
orientamenti, volti nel complesso a consentire un significativo
effetto sulla crescita dell’economia meridionale, segnando un
cambiamento significativo rispetto alle precedenti esperienze di
programmazione:
forte rilievo assunto dalla valorizzazione delle risorse immobili,
naturali e culturali;
trasversalita’ all’interno dei vari assi degli interventi per la
ricerca e l’innovazione, nonche’ per la formazione e qualificazione
delle risorse umane;
integrazione – nei vari assi – degli interventi volti a garantire
l’efficienza del sistema produttivo, con una forte attenzione a
quelli idonei a incidere sul contesto rispetto alla precedente fase
di programmazione;
forte rilevo delle iniziative volte allo sviluppo delle citta’ e
alla creazione di reti urbane;
forte attenzione alle attivita’ di supporto e di assistenza tecnica
per consentire alle amministrazioni responsabili dell’indirizzo e
dell’attuazione degli interventi di svolgere con crescente
efficacia i propri compiti.
Su proposta del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica;
Delibera:
Sulla base del Programma di sviluppo del Mezzogiorno (PSM), il cui
obiettivo generale e’ costituito dal raggiungimento di un tasso di
crescita del prodotto interno lordo significativamente superiore a
quello medio dell’Unione europea a partire dal 2004, con un deciso
aumento dell’occupazione regolare ed una compressione dei fenomeni
di marginalita’ sociale, e’ approvato il seguente quadro
finanziario di carattere programmatico.
1. Risorse comunitarie complessive.
Le risorse comunitarie complessivamente programmabili, per il
periodo 2000-2006 a favore delle regioni dell’ob. 1 e della regione
Molise, a titolo di sostegno transitorio, pari a 23.963,356 Meuro,
sono ripartite come segue:
per le regioni dell’ob. 1:
19.741,5 Meuro quale assegnazione a prezzi 1999 e 1.549,715 Meuro a
titolo d’indicizzazione, per un totale di 21.291,215. A tali
disponibilita’ si aggiungono, quale riserva del 10% per
l’efficienza ed efficacia dei programmi, 2.193,5 Meuro e, a titolo
d’indicizzazione della riserva stessa, 277,060 Meuro.
per la regione Molise 168,300 Meuro quale assegnazione a prezzi
1999 e 12,428 Meuro a titolo d’indicizzazione. A tali
disponibilita’ si aggiungono, quale riserva del 10% per
l’efficienza e l’efficacia dei programmi, 18,700 Meuro e, a titolo
di indicizzazione della riserva stessa, 2,153 Meuro.
La copertura del predetto importo di 23.963,356 Meuro sara’ posta a
carico del Fondo europeo di sviluppo regionale (FERS), del Fondo
sociale europeo (FSE), del Fondo europeo di orientamento e garanzia
in agricoltura, sezione orientamento (FEOGA) e dello Strumento
finanziario di orientamento della pesca (SFOP); la ripartizione tra
i predetti Fondi, che sara’ basata orientativamente sulle
percentuali applicate nella ripartizione delle risorse per
l’attuale fase di programmazione, terra’ conto delle effettive
esigenze che emergeranno in sede di stesura definitiva delle forme
di intervento.
2. Ripartizione delle risorse comunitarie tra Programmi operativi
nazionale e regionali.
La ripartizione delle risorse comunitarie pari complessivamente a
21.471,943 Meuro – al netto della riserva del 10% – tiene conto
degli indirizzi stabiliti dalla delibera CIPE del 14 maggio 1999,
degli approfondimenti condotti circa i fabbisogni e le opportunita’
settoriali, nonche’ della valutazione dell’impatto degli interventi
ed e’ riportata nell’allegato 1 che costituisce parte integrante
della presente delibera.
Tra le forme di intervento e’ previsto un programma nazionale per
la gestione di incentivi regionalizzati alle imprese. La piena
regionalizzazione dell’intervento ex lege n. 488/1992 si manifesta,
oltre che nella presenza di un parametro regionale, anche nella
previsione di una quota sia destinata ad aree del territorio
regionale od a settori individuati da ogni singola regione sulla
base delle proprie valutazioni programmatiche. I valori minimo e
massimo (anche superiore al 50%) di tale quota verranno stabiliti
di concerto con le regioni e la Commissione europea.
La quota di risorse destinata alle attivita’ di supporto e
assistenza tecnica per l’attivazione dei programmi, particolarmente
accresciuta rispetto alla precedente fase di programmazione e’
finalizzata a consentire alle amministrazioni regionali e centrali,
che svolgono un ruolo di indirizzo, coordinamento e monitoraggio,
di assolvere a tali piu’ impegnative funzioni.
3. Risorse complessive di cofinanziamento nazionale.
Il finanziamento pubblico nazionale da destinare al sostegno dei
programmi d’intervento, commisurato alla quota comunitaria di
finanziamento, e’ indicato programmaticamente in 23.963,356 Meuro,
ivi comprese le risorse finalizzate al sostegno transitorio a
favore della regione Molise, gli importi accantonati a titolo di
riserva (10%), e le relative indicizzazioni.
Per quanto concerne i Programmi operativi nazionali (PON) la
relativa copertura finanziaria e’ posta a carico del Fondo previsto
dall’art. 5 della legge n. 183/1987, ovvero di specifiche leggi di
settore.
Per quanto attiene invece ai Programmi operativi regionali (POR) la
loro copertura finanziaria e’ posta a carico, nella misura del 70%,
del predetto Fondo ex lege 183/1987 e, nella misura del 30%, a
carico delle regioni e/o degli enti locali.
4. Ripartizione delle risorse tra gli assi prioritari di
intervento.
Alla luce della strategia complessiva di sviluppo del PSM
richiamata in premessa ed in linea con gli orientamenti approvati
da questo Comitato con delibera del 14 maggio 1999, il predetto
importo di 21.291,215 Meuro – complessivamente programmabile a
favore delle regioni dell’ob. 1, al netto della riserva del 10% –
e’ ripartito in via programmatica tra gli assi prioritari di
intervento, secondo l’articolazione di cui all’allegato 2 della
presente delibera della quale costituisce parte integrante.
Tale ripartizione e’ suscettibile di variazioni – in aumento o in
diminuzione – entro il margine massimo del 5% del totale delle
risorse comunitarie programmabili.
5. Premialita’.
Al fine di tener conto dell’efficienza e dell’efficacia dei
programmi, la riserva di performance del 10% prevista al punto 7
della delibera del 14 maggio 1999 e’ articolata in una riserva
comunitaria del 4% e in una riserva nazionale del 6%, da assegnare,
in partenariato, sulla base delle indicazioni contenute nel PSM ed
in particolare secondo i seguenti principi:
a) riserva comunitaria del 4%:
la riserva si basa sul confronto tra previsioni effettuate in sede
di formulazione del programma e riscontro in itinere, a meta’
programma, e tende a verificarne l’efficacia, la capacita’ di
gestione e l’attuazione finanziaria;
b) riserva nazionale del 6%:
la riserva, autonoma rispetto alla precedente, verra’ assegnata
sulla base dell’avanzamento istituzionale – con riferimento
all’attuazione della normativa in tema di semplificazione
amministrativa e aumento dell’efficienza della pubblica
amministrazione nel suo complesso e/o di specifici settori;
dell’integrazione degli interventi;
del livello di concentrazione degli interventi stessi.
6. Complementi di programmazione.
Le singole amministrazioni titolari di Programmi operativi
regionali e di Programmi operativi nazionali dovranno presentare,
entro il 31 dicembre 1999, i complementi di programmazione di cui
agli articoli 9 e 18 del Regolamento dell’Unione europea n.
1260/1999, che specificano le singole misure d’intervento contenute
nei Programmi operativi.
Tale attivita’ sara’ svolta nel rispetto del principio di
partenariato istituzionale ed economico sociale, sulla cui
effettiva applicazione vigileranno le autorita’ nazionali
responsabili della programmazione, anche attraverso il monitoraggio
a livello nazionale condotto nelle sedi previste dal patto sociale
per lo sviluppo e l’occupazione.
7. Inoltro del PSM alla Commissione europea.
Il Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica e’ autorizzato a inoltrare alla Commissione europea il
PSM, corredato dai documenti programmatici, ai fini della
valutazione dei requisiti di ricevibilita’ e ad apportare – nel
rispetto dei principi del partenariato e acquisito il parere della
1 Commissione CIPE – le necessarie integrazioni e modifiche che
consentano l’inoltro ufficiale e la successiva negoziazione.
8. Informativa al Parlamento.
Il Governo informera’ periodicamente il Parlamento sullo stato
complessivo della programmazione delle risorse di cui alla presente
delibera e sull’attuazione degli interventi.
Roma, 6 agosto 1999
Il Presidente delegato:
Amato
Registrata alla Corte dei conti l’8 ottobre 1999
Registro n. 4 Tesoro, bilancio e programmazione economica, foglio
n. 281
ALLEGATO 1
ALLEGATO 2
FONDI STRUTTURALI – PROGRAMMAZIONE 2000-2006

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