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Integrazioni e modificazioni al decreto ministeriale 3 giugno 1998, re...

Integrazioni e modificazioni al decreto ministeriale 3 giugno 1998, recante: "Aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione, l'omologazione e l'impiego delle barriere stradali di sicurezza".

DECRETO 11 giugno 1999
Integrazioni e modificazioni al decreto ministeriale 3 giugno 1998,
recante:
“Aggiornamento delle istruzioni tecniche per la progettazione,
l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali di sicurezza”.
IL MINISTRO DEI LAVORI PUBBLICI
Visto il decreto del Ministro dei lavori pubblici 18 febbraio 1992,
n. 223 con il quale e’ stato approvato il regolamento recante
istruzioni tecniche per la progettazione, l’omologazione e
l’impiego delle barriere stradali di sicurezza;
Visto l’art. 8 dello stesso decreto che prevede l’aggiornamento
periodico delle suddette istruzioni a cura del Ministero dei lavori
pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza
stradale, sentito il Consiglio superiore dei lavori pubblici, in
rapporto all’esperienza maturata ed allo stato dell’arte;
Visto il decreto del Ministro dei lavori pubblici 15 ottobre 1996,
con il quale sono state aggiornate le istruzioni tecniche per la
progettazione, l’omologazione e l’impiego delle barriere stradali
di sicurezza;
Visto il decreto del Ministro dei lavori pubblici 3 giugno 1998,
che aggiorna ulteriormente le istruzioni tecniche dei sopracitati
decreti;
Visto l’art. 6 delle istruzioni tecniche allegate al decreto sopra
indicato che modifica, tra laltro, la denominazione delle classi ed
i livelli di contenimento delle barriere stradali di sicurezza;
Considerato che sono state portate a termine procedure per il
rilascio di omologazione ai sensi del citato decreto 15 ottobre
1996;
Considerata la necessita’ di salvaguardare gli equilibri di mercato
del settore nei limiti compatibili con le esigenze di sicurezza
della circolazione stradale preservando gli investimenti devoluti
dalle imprese produttrici di barriere ai fini dell’adeguamento del
prodotto agli standards tecnici prescritti dalla normativa
succitata. Considerato che si rende necessario, per le finalita’ di
cui sopra, stabilire un regime transitorio per la validita’ delle
omologazioni rilasciate ai sensi del citato decreto 15 ottobre
1996;
Visto l’art. 4 del decreto 3 giugno 1998 che prevede che, in via
transitoria, in attesa che le disposizioni del decreto 18 febbraio
1992, n. 223, acquistino efficacia operativa, gli enti appaltanti
possono richiedere, per la partecipazione alle gare, le
certificazioni delle prove eseguite in conformita’ alle istruzioni
tecniche allegate al suddetto decreto ed ai relativi aggiornamenti.
Considerata la necessita’ di stabilire un corrispondente periodo
transitorio per la validita’ delle certificazioni delle prove
eseguite in conformita’ alle istruzioni tecniche allegate allo
stesso decreto 15 ottobre 1996;
Visto l’art. 3, comma 3, punto secondo del decreto 3 giugno 1998,
che prevede comunque l’acquisto di efficacia operativa delle
disposizioni di cui al decreto 18 febbraio 1992 decorsi diciotto
mesi dalla pubblicazione del medesimo decreto 3 giugno 1998 a
prescindere dall’avvenuta o meno pubblicazione delle circolari con
le quali viene resa nota l’avvenuta omologazione di almeno due tipi
di barriera per ciascuna destinazione e classe di cui al precedente
art. 2;
Considerata l’opportunita’ di unifomare tale termine con il periodo
transitorio relativo alla validita’ delle omologazioni rilasciate
ai sensi del decreto 15 ottobre 1996 e delle certificazioni delle
prove eseguite in conformita’ alle istruzioni tecniche allegate
allo stesso;
Considerata la necessita’ di ridefinire per il futuro le modalita’
di individuazione del punto in cui misurare le componenti
dell’accelerazione di cui all’art. 4 delle istruzioni tecniche
allegate al decreto 3 giugno 1998;
Visto l’art. 8 delle istruzioni tecniche allegate al decreto 3
giugno 1998, che prevede l’obbligo per i produttori di barriere di
essere certificati in qualita’ secondo la circolare del Ministero
dei lavori pubblici n. 2357 del 15 maggio 1996;
Considerato che si rende necessario modificare, come previsto
dall’art. 8, comma 2, del decreto 18 febbraio 1992, la formulazione
della disposizione di cui sopra eliminando il riferimento alla
suddetta circolare al fine di chiarire che l’obbligo della
certificazione in qualita’ aziendale e’ riferito a tutti i
produttori indipendentemente dalla partecipazione degli stessi alle
gare e dall’importo di queste ultime;
Visto l’art. 9 delle stesse istruzioni tecniche allegate al decreto
3 giugno 1998 che prevede al secondo punto del sesto capoverso,
quale aspetto da valutarsi ai fini del giudizio sull’esito delle
prove il “non ribaltamento completo del veicolo;
Considerato che detta formulazione ha lasciato spazio ad erronee
interpretazioni circa la possibile validita’ ai fini della riuscita
della prova, del coricamento su un fianco del veicolo e si rende
necessario pertanto adottare una dicitura univoca in merito alla
necessita’ che il veicolo mantenga durante e dopo la prova un
assetto verticale;
Considerato che il Garante nominato con lo stesso decreto
ministeriale n. 2344 del 16 maggio 1996 che ha autorizzato il
centro prove di Anagni della societa’ autostrade, ha segnalato la
presenza di alcuni errori materiali nella stesura della tabella B
delle prescrizioni tecniche allegate al decreto 3 giugno 1998 e che
si rende necessario pertanto effettuare un “errata corrige” sul
contenuto della suddetta tabella;
Rilevata l’opportunita’ di apportare ulteriori modifiche alla
medesima tabella B al fine di rendere le prove di impatto al vero
eseguite in conformita’ della stessa utilizzabili anche in ambito
europeo;
Decreta:
Art. 1.
In via transitoria e fino a due anni dalla pubblicazione del
presente decreto, le omologazioni rilasciate sulla base di prove
effettuate in conformita’ al decreto 15 ottobre 1996 – purche’ le
stesse siano integrate con prove di verifica di crash test
realizzate con autovettura di massa 900 pm 40 kg con le modalita’
indicate nelle prescrizioni tecniche in calce alle istruzioni
tecniche allegate al decreto 3 giugno 1998 – sono equiparate, ai
fini dell’utilizzo, alle omologazioni rilasciate sulla base di
prove effettuate in conformita’ al decreto 3 giugno 1998, secondo
la seguente tabella di corrispondenza:
classe N1 corrisponde alla classe A1;
classe N2 corrisponde alla classe A2;
classe H1 corrisponde alla classe A3;
classe H2 corrisponde alla classe B1;
classe H3 corrisponde alla classe B2;
classe H4a,b corrisponde alla classe B3.
Pertanto gli enti appaltanti, per il periodo anzidetto, nel
richiedere nei bandi di gara successivi all’entrata in vigore del
presente decreto la classe di barriera prevista dalla tabella A
dell’art. 7 delle istruzioni tecniche allegate al decreto 3 giugno
1998, dovranno accettare altresi’ la classe individuata nell’art. 6
delle istruzioni tecniche allegate al citato decreto 15 ottobre
1996 secondo la tabella di corrispondenza di cui al precedente
capoverso. Art. 2.
In via transitoria e fino a due anni dalla pubblicazione del
presente decreto e sempre che le disposizioni del decreto 18
febbraio 1992 non abbiano nel frattempo acquistato efficacia
operativa, gli enti appaltanti, ai fini della partecipazione alle
gare, dovranno considerare valide, secondo la tabella di
corrispondenza stabilita al precedente art. 1, le certificazioni di
prova di cui all’art. 4 del decreto 3 giugno 1998, eseguite ai
sensi del decreto 15 ottobre 1996 – sempre che le stesse siano
integrate dalla prova di crash test eseguita con autovettura di
massa 900 pm 40 kg con le modalita’ indicate nelle prescrizioni
tecniche in calce alle istruzioni tecniche allegate al decreto 3
giugno 1998 – che vengano presentate in sostituzione dei relativi
certificati di omologazione. Dette certificazioni di prova dovranno
essere corredate da apposita dichiarazione rilasciata dal Ministero
dei lavori pubblici – Ispettorato generale per la circolazione e la
sicurezza stradale, attestante che la relativa domanda di
omologazione e’ stata presentata entro i termini previsti dall’art.
2 del richiamato decreto 3 giugno 1998.
Art. 3.
Il termine di diciotto mesi previsto dall’art. 3, comma 3, secondo
punto del decreto 3 giugno 1998, e’ modificato con quello di due
anni dalla pubblicazione del presente decreto.
Art. 4.
All’art. 4 delle istruzioni tecniche allegate al decreto 3 giugno
1998, il secondo capoverso e’ sostituito dal seguente:
“Viene poi definto convenzionalmente, ai fini della classificazione
della severita’ degli impatti, l’indice ASI (Indice di severita’
dell’accelerazione) che misura la severita’ dell’urto sugli
occupanti delle autovetture considerati seduti con cinture di
sicurezza allacciate.

> Vedere formula a Pag. 13 della G.U. < in cui g e' uguale a 9,81 m/s(elevato a)2 ed a x , a y , e a z , sono le componenti dell'accelerazione mediate su un intervallo mobile delta di 50 ms, da misurare nel baricentro del veicolo di prova con tolleranza di pm 5 centimetri per l'asse x (longitudinale) e pm 3 centimetri per gli assi y (trasversale) e z (verticale). In caso di impossibilita' di eseguire misure nel baricentro con le tolleranze suddette, si accetteranno i valori riportati al baricentro calcolati secondo la procedura della norma europea EN 1317-1, derivanti dalle misure di accelerazione effettuate con due terne di accelerometri a distanza di almeno 50 centimetri l'una dall'altra. I valori dell'indice ASI, prescritti nell'art. 6, vanno arrotondati alla prima cifra decimale e sotto questa forma vanno riportati nei rapporti di prova. Art. 5. All'art. 8 delle istruzioni tecniche allegate al decreto 3 giugno 1998, il terzo capoverso e' sostituito dal seguente: "Tutti i produttori del suddetto dispositivo devono essere specializzati e certificati in qualita' aziendale secondo le norme della serie EN ISO 9001 o 9002". Art. 6. All'art. 9 delle istruzioni tecniche allegate al decreto 3 giugno 1998, al secondo punto del sesto capoverso, le parole "non ribaltamento completo dei veicolo" sono sostituite dalle seguenti: "il veicolo deve mantenere l'assetto verticale durante e dopo l'impatto, sebbene siano accettati fenomeni di rollio, beccheggio e imbardata". Art. 7. La tabella B delle prescrizioni tecniche allegate al decreto 3 giugno 1998 e' sostituita dalla tabella di cui al1'allegato 1 del presente decreto. Art. 8. Gli articoli 4 e 8 si applicano alle prove di impatto al vero eseguite successivamente all'entrata in vigore del presente decreto. Art. 9. Resta invariata ogni altra disposizione contenuta nel decreto del Ministro dei lavori pubblici del 18 febbraio 1992, n. 223 e del decreto del Ministro dei lavori pubblici del 3 giugno 1998. Art. 10. Il presente decreto entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 11 giugno 1999 Il Ministro: Micheli Registrato alla Corte dei conti il 2 luglio 1999 Registro n. 2 Lavori pubblici, foglio n. 177 *Allegato

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